Commenti a: “L’aula vuota” di Ernesto Galli Della Loggia è un libro pessimo sotto ogni punto di vista https://minimaetmoralia.it/altro/laula-vuota-ernesto-galli-della-loggia-un-libro-pessimo-punto-vista/ un blog di approfondimento culturale Tue, 28 Jul 2020 17:40:48 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Matteo Veronesi https://minimaetmoralia.it/altro/laula-vuota-ernesto-galli-della-loggia-un-libro-pessimo-punto-vista/#comment-2009961 Tue, 28 Jul 2020 17:40:48 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=40490#comment-2009961 La diagnosi di Della Loggia (simile a quella di Giorgio Israel) può essere corretta. La sua invettiva (“reazionaria” o meno) è invece inutile.
La scuola è specchio della società. La società di massa genera (almeno a livello di scuola pubblica e gratuita) una scuola di massa. Una scuola di massa non può essere selettiva, bensì “inclusiva”. Il “demone della facilità”, come lo chiamava un intellettuale illustre, non può in alcun modo essere esorcizzato o eluso. Tanto più che una delle principali esigenze, oggi, è quella di ridurre la dispersione scolastica.
La scuola media e superiore ha oramai una funzione più sociale che culturale. Le “competenze trasversali” prevalgono sui contenuti (a meno che l’insegnante non abbia un eccezionale carisma). La selezione avverrà all’università (dove nessuno osa contestare i docenti, mentre non ci vuole molto coraggio a mangiar vivo un povero insegnante di scuola): solo uno studente su quattro giunge alla laurea.
Tuttavia, una scuola non selettiva finisce per essere estremamente, e paradossalmente, classista. Il figlio del benestante potrà fare strada nella vita grazie agli appoggi della famiglia. La selezione e la meritocrazia potrebbero invece, ipoteticamente, consentire al figlio del povero di migliorare la propria condizione.
(Non è detto, peraltro, che ciò che si studia a scuola abbia, e debba sempre e per forza avere, applicazione e remunerazione immediate).

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Di: luciano https://minimaetmoralia.it/altro/laula-vuota-ernesto-galli-della-loggia-un-libro-pessimo-punto-vista/#comment-2009879 Sun, 12 Jul 2020 09:42:57 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=40490#comment-2009879 Raimo non merita neanche la fatica di pigiare la tastiera per rispondere. Ma le sue argomentazioni fanno capire il perchè la nostra scuola è allo sfascio e i nostri studenti sono i meno preparati d’ Europa.

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Di: Luca https://minimaetmoralia.it/altro/laula-vuota-ernesto-galli-della-loggia-un-libro-pessimo-punto-vista/#comment-2009733 Sun, 14 Jun 2020 17:36:53 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=40490#comment-2009733 La vanità, caro Raimo. La vanità.
Studi invece di fare politica

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Di: La lezione del contagio - Jacobin Italia https://minimaetmoralia.it/altro/laula-vuota-ernesto-galli-della-loggia-un-libro-pessimo-punto-vista/#comment-2008745 Fri, 20 Mar 2020 14:24:57 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=40490#comment-2008745 […] studenti. La didattica online potrebbe ridurre, paradossalmente, le distanze, con buona pace dei predellini di Ernesto Galli della Loggia. Un contesto eccezionale potrebbe aiutare a trovare linee nuove dove instillare l’idea che lo […]

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Di: gilberto de angelis https://minimaetmoralia.it/altro/laula-vuota-ernesto-galli-della-loggia-un-libro-pessimo-punto-vista/#comment-2008065 Sat, 08 Feb 2020 17:11:19 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=40490#comment-2008065 Definirei l’analisi di Della Loggia addirittura esemplare. Tuttavia, credo, ormai inutile, considerato quanto le cose siano andate oltre. Raimo, che ne è il prodotto, si dimostra incapace di porsi al di fuori del sistema. Probabilmente qualsiasi dubbio sulla promozione garantita, quindi in fondo vana e degradante, non è altro che violenza inaudita. Non so se su questo ci sia una adeguata bibliografia pedagogica.

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Di: Andrea Del Ponte https://minimaetmoralia.it/altro/laula-vuota-ernesto-galli-della-loggia-un-libro-pessimo-punto-vista/#comment-2008013 Sun, 02 Feb 2020 22:58:43 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=40490#comment-2008013 Christian Raimo chi? – viene da pensare leggendo questo vomito ipercritico contro lo scritto di uno degli ultimi intellettuali autonomamente pensanti che abbiamo in Italia. Evidentemente Galli della Loggia (almeno avere l’educazione di scrivere per intero il suo cognome, caro ChR) ha messo il dito su piaghe cui una certa parte dell’apparato è oltremodo sensibile. E ci credo: ha demolito la scuola italiana pietra su pietra dal ’68 a oggi. Per forza che bruci sentire le parole d’accusa di questo Savonarola dei nostri tempi. Una piccolezza: aver tolto la “pedana” sotto la cattedra è stata una delle più ridicole e puerili decisioni ideologiche prese negli anni del’ubriacatura egualitarista. Povere anime: non si sono resi conto che la pedana serviva a farsi vedere e a farsi sentire. Il dramma psicointellettivo è che ancora nel 2020 c’è chi è convinto che la pedana fosse un perfido strumento dell’autoritarismo fascista. Ma per favore!!! Basta questo a destituire di ogni fondamento di serietà e di credibilità l’intera – patetica . stroncatura dell’ottimo Galli della Loggia.

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Di: Elena Grammann https://minimaetmoralia.it/altro/laula-vuota-ernesto-galli-della-loggia-un-libro-pessimo-punto-vista/#comment-2007523 Mon, 23 Dec 2019 16:24:19 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=40490#comment-2007523 @ Christian Raimo

Non parlavo di “interventi da leggere per iscritto”. Parlavo di preparazione tout court su un tema annunciato, disinvoltamente disatteso e sostituito con niente.

Grazie della bibliografia. Si capisce che sono il suo forte.

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Di: christian raimo https://minimaetmoralia.it/altro/laula-vuota-ernesto-galli-della-loggia-un-libro-pessimo-punto-vista/#comment-2007522 Mon, 23 Dec 2019 15:42:39 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=40490#comment-2007522 @elena grammann

Mi dispiace averla delusa con il mio intervento. Non preparo mai degli interventi da leggere per iscritto, perché penso che ha senso adattare quello che ho studiato all’uditorio e agli altri relatori.
Se vuole della bibliografia che corrobori in modo anche semplice le tesi che ho esposto c’è l’ottima storia della scuola di Monica Galfré Tutti a scuola!, Carocci; Girolamo De Michele, La scuola è di tutti, minimum fax; La scuola è politica, autori vari, appena uscito per Effequ. Altri cose introduttive:
Walter Tocci, Le api e le formiche. Come salvare la scuola dalle ossessioni
normative, Donzelli
Michel Crahay, Dangers, incertitudes et incomplétude de la logique de la compétence en éducation, in «Revue française de pédagogie», n. 154 (2006)
Guido Benvenuto (a cura di), La scuola diseguale. Dispersione ed equità nel sistema di istruzione e formazione, Anicia
Pietro Lucisano, La sindrome del figlio dell’uomo, «Journal of Educational, Cultural and Psychological Studies», II (2011), pp. 155- 167.
Poi ovviamente ci sono i testi classici dell’educazione democratica in Italia: Bourdieu, Passeron, Ciari, Pettini, Tamagnini, Fantini, Lodi, Fachinelli, De Bartolomeis, Cambi…

E comunque a Reggio Emilia c’era la possibilità di intervenire.

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Di: Elena Grammann https://minimaetmoralia.it/altro/laula-vuota-ernesto-galli-della-loggia-un-libro-pessimo-punto-vista/#comment-2007520 Mon, 23 Dec 2019 13:58:30 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=40490#comment-2007520 Il 5 dicembre scorso, presso la Camera del Lavoro di Reggio Emilia, si è tenuto il seminario “Liberi di insegnare, liberi di imparare” a cui ha partecipato, fra gli altri relatori, Christian Raimo. Il suo intervento era annunciato con il titolo “La scuola italiana genera mostri”. I relatori erano numerosi e il tempo a disposizione di ciascuno ridotto (poi – estensibile secondo necessità), tuttavia in diversi hanno detto cose interessanti. Quando è toccato a lui, Christian Raimo ha citato il suo titolo, ha fatto una risatina dicendo che era antifrastico, e ha parlato di tutt’altro – chiaramente perché non aveva preparato un accidente (prepararsi è fascista). Ci ha quindi stancamente servito la luminosa e ricchissima idea che blatera da mesi su queste pagine, e cioè che i detrattori della scuola contemporanea non poggiano le loro argomentazioni su un’adeguata bibliografia. Grazie.
Ha deluso, oltre a me (che comunque avevo sacrificato il mio preziosissimo giorno libero), diverse altre persone che erano venute anche, se non soprattutto, per sentire lui.
Per definire la mia impressione del suo comportamento di quella mattina, non trovo altre parole che “comportamento da disinvolto puffarolo”. Ma naturalmente non posso poggiare la mia impressione su un’adeguata bibliografia. Posso solo dire che io c’ero.

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Di: stefano https://minimaetmoralia.it/altro/laula-vuota-ernesto-galli-della-loggia-un-libro-pessimo-punto-vista/#comment-2007518 Mon, 23 Dec 2019 11:13:07 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=40490#comment-2007518 Raimo è un ottimo esempio del fallimento del sistema scolastico.

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Di: Patrizia Martinelli https://minimaetmoralia.it/altro/laula-vuota-ernesto-galli-della-loggia-un-libro-pessimo-punto-vista/#comment-2007128 Sun, 17 Nov 2019 11:02:05 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=40490#comment-2007128 “Minima Prava” sarebbe un titolo adatto per questa recensione, faziosa e mal scritta.

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Di: Paolo https://minimaetmoralia.it/altro/laula-vuota-ernesto-galli-della-loggia-un-libro-pessimo-punto-vista/#comment-2007092 Thu, 14 Nov 2019 00:01:48 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=40490#comment-2007092 “L’aula vuota (Marsilio, 2019); egli si propone, cioè, di leggere la crisi socio-culturale italiana attraverso il filtro della scuola e dei fenomeni che hanno caratterizzato la sua evoluzione dall’Unità sino ad oggi. Anche se il presupposto ha una sua validità, il tentativo è, però, decisamente debole sia dal punto di vista dei contenuti che della costruzione del discorso. Dal punto di vista del rigore scientifico, inoltre, l’impianto complessivo del testo è semplicemente inconsistente, privo di riferimenti ad una bibliografia e a dei dati adeguatamente rigorosi.” Insegnare

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Di: Anna https://minimaetmoralia.it/altro/laula-vuota-ernesto-galli-della-loggia-un-libro-pessimo-punto-vista/#comment-2005592 Sat, 26 Oct 2019 13:37:21 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=40490#comment-2005592 Sono una docente e ritengo che chi non abbia più insegnato dal 2000 ad oggi, perché andato in pensione o per altre ragioni, non ha davvero il senso di cosa sia diventata la scuola.
L’intellettuale, così si definisce, il dottore in scienze politiche del ’66, socialista, anticomunista, antipartitista per poi lamentarsi dell’assenza dei partiti, promotore della lista del referendum (che non ottiene alcun seggio, né alla Camera né al Senato) dall’alto della sua cattedra accademica e alla bella età di 77 anni, ci viene a raccontare quanto sia sfasciata la scuola. Credo che un qualunque cittadino, finanche con scolarità media, direbbe la medesima cosa. Dunque, oltre la banalità delle affermazioni del Dottore, cosa c’è in questo testo rispetto al quale il Professore Raimo ha perso fin troppo tempo per discuterne ?
C’è un tratto assai pericoloso, un’analisi così sconcertante da fare vergognare chiunque abbia un pensiero. Ad avviso del Dottore lo sfascio della scuola sarebbe riconducibile alla Sinistra (nella fattispecie a quella degli 60 e 70) e a coronare questa castroneria arriva finalmente la “soluzione” che lui generosamente ci dona: tornare all’autoritarismo, alla predella sotto la cattedra, al “parla solo se interrogato” di cui, con grande critica e maggiore maestria, ci narra Domenico Starnone.
Rimediare ad una situazione di degrado restaurando un sistema autoritario e conservatore non mi sembra una gran soluzione e, me lo lasci dire gentile Dottore, non è neanche così originale.

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Di: FRANCO DE VINCENZIS https://minimaetmoralia.it/altro/laula-vuota-ernesto-galli-della-loggia-un-libro-pessimo-punto-vista/#comment-2004130 Thu, 10 Oct 2019 08:01:56 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=40490#comment-2004130 L’acronimo EGdL ben si potrebbe applicare a un Gruppo di Lavoro sull’ Esclusione. Sono sconcertato dell’approssimazione con la quale un intellettuale (o presunto tale) affronti certi argomenti. Non ho parole.
Franco De Vincenzis
Dirigente scolastico

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Di: Mariacristina https://minimaetmoralia.it/altro/laula-vuota-ernesto-galli-della-loggia-un-libro-pessimo-punto-vista/#comment-2003373 Fri, 04 Oct 2019 06:44:43 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=40490#comment-2003373 Sono semplicemente una mamma che sta leggendo il libro di GDL forse senza avere neanche le competenze per poterne criticare il contenuto. Ho 45 anni per cui la scuola che ho frequentato io è quella già del declino, come indicato dall’autore. Eppure mi ritrovo in alcune descrizioni e riflessioni. Non cito alla lettera, ma in ogni caso mi ritrovo quando si dice che l’insegnante era innanzitutto un maestro. Ho avuto molti maestri per fortuna, che NON erano amici di noi alunni. Riconoscevo in loro un’autorità non derivante da un potere esercitato ciecamente, ma dal fatto che quando parlavano (come dice GDL) avevano la capacità di incantarmi, di attirare completamente la mia attenzione, di suscitare in me il desiderio di apprendere e questo sia che ascoltassi una lezione di storia, sia di letteratura, sia di fisica piuttosto che di matematica. I miei insegnanti, dalla maestra delle elementari ai professori del liceo, sono per me dei giganti e ho per loro profonda gratitudine. Gratitudine per quella maestra che seguiva in maniera differenziata e con non meno impegno i bambini che non riuscivano a tenere il passo con gli altri. Questo quando ancora non era così diffusa l’insegnante di sostegno, non ricordo neanche se fosse già stata istituita questa figura. E potrei ricordare ancora a lungo. Oggi io sono completamente scoraggiata e sbigottita di fronte al contenuto delle scuola che frequentano i miei figli. E ne ho 4 dalle elementari all’università.
Comincio con la mia seconda figlia 15 anni con diagnosi di discalculia fatta in terza media . Io mi ero accorta dalla 3 elementare che c’era qualcosa di strano nell’apprendimento della matematica. L’insegnante però mi ha sempre rassicurata che non fosse così. Alle scuole medie la cosa si è ripetuta, l’insegnante sosteneva che mia figlia, pur non essendo “un’aquila” in matematica non presentava tuttavia nessuna anomalia nell’apprendimento. Eppure la ragazzina si chiedeva e LE chiedeva come mai, pur studiando, continuasse a prendere 4 ai compiti in classe. Anche io una volta dissi all’insegnante che a me sembrava inutile somministrare a mia figlia lo stesso compito in classe che assegnava ai suoi compagni. Tuttavia lei continuava a sostenere che la ragazza comunque riusciva a svolgere gli esercizi base e tuttavia 1.5 + 0.5 + 0.75 + 0.25 + 1.0 (il punteggio assegnato dalla prof. agli esercizi del compito) faceva e fa sempre 4. A un certo punto mia figlia ha smesso di studiare la matematica. Quindi ho deciso, andando contro l’idea dell’insegnate, di sottoporre mia figlia ai test per verificare questa presunta discalculia. Allora ho pensato alla mia maestra che dava un assegno diverso ai bambini meno “abili” e li interrogava in modo “diverso”, affinché riuscissero a raggiungere il massimo delle competenze a cui potevano arrivare, alla mia professoressa di Italiano e Latino che assegnava una versione diversa per grado di capacità e competenza di ciascuno. Per cui alle lamentele di qualche alunno sulla cosa, lei rispondeva: “se puoi portare un carico di 20 kg perché dovresti portarlo da 10?”. Loro lo hanno fatto con libertà, con coscienza e con frutto. Mentre l’insegnante di mia figlia, non solo malgrado la sua esperienza non ha riconosciuto la problematica, ma ha atteso che io producessi “le carte” per operare “secondo la norma”. Perché ho scritto tutto questo? Perché (e ho molte amiche insegnanti) la scuola oggi è piena di burocrazia, gli insegnanti passano molto del loro tempo a scrivere schede, valutazioni, a fare programmazioni. Per non parlare del fatto che neanche ora alla scuola superiore alcuna “strategia” didattica viene messa in atto dalla insegnate/i affinché mia figlia possa sviluppare al massimo le sue competenze di matematica stante il suo disturbo (che la condiziona anche nella vita quotidiana ad esempio quando deve verificare il resto che le danno al negozio!). Si mettono “al sicuro” compilando il PDP (piano didattico personalizzato) ma di concreto cosa si far per lei se non dirle che su 10 equazioni lei può farne 5 o darle più tempo al compito? Come può l’insegnante aiutarla se a suo dire non si è mai formata su questi tipi di disturbi? Lei fortunatamente frequenta il liceo artistico, dove la matematica è solo uno scimmiottare della matematica che ho studiato io. Questo perché non solo non serve il latino se frequento questo tipo di scuola, ma non serve neanche la matematica se non frequenti il liceo scientifico! E vogliamo parlare del programma che ha svolto l’insegnate di Inglese? È la metà di quello previsto, per poter consentire a tutta la classe di stare al passo a causa delle gravi e diffuse lacune. Come è stato possibile questo se i ragazzi sono arrivati dalle scuole medie tutti idonei alla frequenza della scuola superiore? Studiano inglese dall’asilo e arrivano alle scuole superiori che hanno un vocabolario striminzito di parole per cui gli è impossibile sostenere una minima conversazione.
Passo oltre. Nella carriera scolastica dei miei figli è possibile contare sulle dita di una mano i temi che hanno svolto. Si, il buon vecchio e caro TEMA! Dove tu ti confrontavi con una traccia da sviluppare mostrando la tua capacità di: 1) esprimerti correttamente in Italiano che è la nostra lingua, la lingua del paese di cui siamo cittadini; 2) sapere sviluppare un discorso organico su un argomento, coerentemente articolato e chiaro per chi lo legge; 3) riuscire a fare osservazioni e valutazioni su un evento, un’opera letteraria, un momento storico, insomma una tematica qualsiasi, in una parola di SAPER PENSARE, AVERE DELLE OPINIONI.
E non venitemi a dire che esistono altre modalità didattiche per fare questo!
Perché non si devono più fare i temi? Perché un ragazzo che studia da perito chimico non dovrebbe sviluppare queste capacità? Io vedo che i miei figli sono molto lacunosi in questo, ma lo vedo nei tanti ragazzi che conosco.
Di cosa vogliamo parlare? di accoglienza e scuola comunità? quanto ne volete. Avete mai sentito parlare del Modello Scuola Senza Zaino – la scuola comunità? Dove un bambino di 6 anni dovrebbe avere una maturità tale per cui, terminato il lavoro, mentre altri compagni lo stanno ancora terminando, va a leggere nell’Agorà (angolo dell’aula con pavimento in parquet delimitato da una libreria e arredato con il cuscino che ciascun alunno porta da casa)! Infatti la scuola primaria che frequentano i miei figli applica il modello Senza Zaino, dove anche gli spazi sono organizzati perché il bambino sia stimolato ad apprendere come e più gli è congeniale. E’ una scuola montessoriana!! Forse lo si sarebbe potuto fare con i bambini del ’53 che sapevano rispettare l’autorità, ma non quelli degli anni 2000. Nella scuola Senza zaino gli alunni al mattino fanno il planning con cui vengono informati sul contenuto delle lezioni, perché devono essere coscienti e partecipi di quello che fanno. Mio figlio è così cosciente che metodicamente lascia in classe uno dei 4/5 libri dai quali studia. Perché l’insegnante deve dare questo planning a bambini di 7/8 anni, che messi a lavorare in gruppi da 6 (i banchi sono attaccati) trovano ancora più motivo per distrarsi? E non prendiamoci in giro, perché se i bambini di oggi tu li richiami se ne infischiano, perché non hanno alcun timore degli adulti. E timore non vuol dire paura, bensì rispetto, cioè riconoscere l’autorità dell’insegnante, riconoscere che l’insegnante è in questo mento una persona che per esperienza, sviluppo cognitivo, abilità, conoscenza e competenza , diversa da me e superiore a me. Poi magari anche io (l’alunno) nel tempo lo diventerò, ma ho bisogno di seguire le indicazioni di chi ha fatto già questo percorso di “crescita”!
Andiamo oltre. Ora di geo-storia: l’insegnate tutto l’anno fa leggere e spiegare la lezione ad Alessandra (la più brava della classe). Possibile che seppure la ragazza sia studiosa e certamente più dotata di altri intellettivamente (per grazie di Dio siamo tutti diversi), l’insegnante non abbia nulla di nuovo di aggiungere alle parole di questa alunna? Nulla da far notare, un collegamento tra due periodi, due capitoli, due paragrafi, una osservazione, un parallelo con i giorni nostri. Insomma qualcosa che non mi faccia credere che lei sia li solo a “guardare il silenzio”, perché per fare questo basterebbe il bidello, no scusate il collaboratore scolastico (giusto?).
Scuola superiore (qualsiasi), mese di dicembre e sempre a ridosso delle festività natalizia, si tiene oramai negli ultimi anni una settimana di occupazione o meglio di auto-gestione, dove gli alunni auto-apprendono o non so cosa di “auto” fanno. Ma voi lo sapete cosa realmente fanno? O vogliamo prenderci in giro? Un bel nulla! Restano a casa, ascoltano musica, vedono film, chiacchierano dei fatti loro, qualcuno fuma canne, ascoltano i rappresentanti di una associazione LGBT (guai se a scuola andasse un rappresentante del Forum delle Famiglie, sarebbe reazionario!). Leggo di un ragazzo che su un blog dice: “ho imparato più nella settimana di occupazione e che nei 4 anni precedenti. Sono diventato curioso, ho imparato a studiare e mi è servito sia per i due anni successivi sia per l’università”. Se questo è vero allora la scuola non serve a nulla, è la scuola del nulla.
Io so solo che mia nonna, malgrado appartenesse ad una famiglia modesta, sapeva ancora stenografare (benché oggi non sia più tanto utile), ricordava il francese studiato alla scuola per segretaria d’azienda e si esprimeva correttamente in Italiano. Questo le sarebbe bastato all’epoca per occupare un ruolo amministrativo in una qualche azienda, ma scelse di fare la casalinga. Mia madre mi seguiva in latino quando io frequentavo il liceo, avendolo studiato solo alle medie e mio padre mi aiutava in Inglese avendo frequentato il Ragioneria e con questo titolo di studio divenne direttore di banca. Le nozioni passano, il sapere resta. E quelle forse non erano nozioni.
Si è vero come GDL sono una nostalgica della scuola che fu, ripenso a quando ci veniva assegnato (non già consigliato) un libro da leggere e di quel libro poi se ne faceva l’analisi stilistica, l’analisi tematica, si studiava il contesto storico, si analizzavano i personaggi. Imparavi a riconoscere un autore dalla sua prosa o dai suoi versi, come guardando un quadro puoi dirne l’autore o almeno a che scuola appartiene. Questo non è nozionismo.
Capitolo voti. I voti alle elementari non si mettono più, non si deve discriminare, scuola democratica, non si deve ghettizzare, la scuola è uguale per tutti. Sul quaderno la maestra disegna le faccine, le emoticon che si usano sul web. Perché non incentivare un bambino che ha lavorato bene dimostrandogli con il voto sul quaderno che il suo impegno è stato riconosciuto?
Capitolo ampliamento dell’offerta formativa: la scuola di mia figlia ha ampliato così tanto l’offerta formativa da prevedere nello stesso istituto: liceo classico e scientifico, linguistico, artistico coreutico e psico-pedagogico. Il risultato? Le classi non bastano, gli alunni sono stati distribuiti su due sedi distaccate (e fanno sciopero per questo motivo. Perché?), ad oggi, 3 ottobre, non hanno ancora l’orario definitivo e non fanno l’orario completo, ruotano, ciò ogni ora cambiano classe, per cui, considerato che per fare questa operazione ci vorranno circa 10 minuti, al termine della giornata perdono 20 minuti di lezione più 15 per la pausa.
Capitolo competenze degli insegnanti. Ho un’amica precaria nella scuola, diplomata al magistrale fa supplenze rigorosamente lontano da casa tramite la pratica del MAD (messa a disposizione). Quest’anno ha accettato una supplenza annua come insegnante di sostegno. Lei non ha fatto in tal senso nessuna formazione. La scuola delle contraddizioni! Io dico: sono passati molti anni da quando la mia maestra si inventava dei metodi didattici diversi per alunni che non tenevano il passo con gli altri, ma dopo 40 anni, dopo tutta la pedagogia che è passata sui banchi di scuola, i modelli didattici che sono stati studiati, i BES, i PDP e bla, bla, bla possibile che un bambino non meriti una insegnante di sostegno che sia stata adeguatamente preparata a “trarre da lui il meglio”?
Sono solo una mamma, certamente le mie osservazioni lasciano il tempo che trovano.

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