Commenti a: Parlare di lingua vuol dire davvero fare politica. (A un anno dalla morte di Tullio De Mauro) https://minimaetmoralia.it/altro/parlare-lingua-vuol-dire-davvero-politica-un-anno-dalla-morte-tullio-de-mauro/ un blog di approfondimento culturale Fri, 10 Jan 2020 16:05:06 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Gianfranca https://minimaetmoralia.it/altro/parlare-lingua-vuol-dire-davvero-politica-un-anno-dalla-morte-tullio-de-mauro/#comment-2007734 Fri, 10 Jan 2020 16:05:06 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=35881#comment-2007734 Un gigante della linguistica è stato seguito da drappelli di pigmei. Le grandi questioni della linguistica, teorica e applicata,(questioni che sono politiche, perché è politico tutto ciò che serve a vivere nella vita associata e non solo a discutere ) sono diventate diatribe erudite.
La lingua si regge su un fondamentale equilibrio tra innovazione del parlato e conservazione garantita dalla rete di sicurezza delle regole.
Non un ginepraio di regole e regolette, ma uno scheletro che nei suoi snodi fondamentali deve essere saldo: perché non si arrivi all’anarchia.
Ho frequentato la vecchia Scuola media e il Liceo gentiliano: rigidi, intransigenti, quasi avulsi dal mondo esterno. Non ne sono uscita menomata nelle capacità, ma ho sempre riconosciuto la necessità di alcuni cambiamenti, sia sociali sia metodologici. Ho visto una nuova concezione e una diversa pratica dell’insegnamento affermarsi -io stessa ho insegnato una vita nella Scuola secondaria superiore- ma poi avvitarsi su se stesse.
I libri di testo nella scuola media inferiore sono diventati sempre più “difficili” nell’articolazione e metodologia espositiva nonché nel linguaggio: gli studenti sempre più incapaci di comprenderli e “farli propri”, risucchiati progressivamente dalla semplificazione imperante della lingua parlata e di quella consumistica, usa e getta, dei social . Quando si parla di buco nero rappresentato dalla scuola media inferiore, credo si sia nel giusto. Ambiziosa, propone una somma di insegnamenti che non si saldano in una visione d’insieme: a dispetto della nascita della cosiddetta geostoria , un ibrido che non è né l’una né l’altra.
Per tornare alla lingua e a come viene insegnata nella scuola :in particolare la grammatica è vivisezionata in astratto, ciascuno studioso ne propone il proprio innovativo metodo di analisi e insegnamento, modifica le definizioni e crea (quasi dal nulla) funzioni che meglio la debbano caratterizzare.
Il tutto trascurando quello che dovrebbe essere un grande indirizzo di fondo: avere IDEE CHIARE E DISTINTE , cosi che chi apprende possa averle a sua volta.

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Di: Sabina https://minimaetmoralia.it/altro/parlare-lingua-vuol-dire-davvero-politica-un-anno-dalla-morte-tullio-de-mauro/#comment-2007693 Mon, 06 Jan 2020 23:06:09 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=35881#comment-2007693 Prima immersione nella lingua (letture, ascolto, discussioni guidate), poi rilevazione e analisi di alcune strutture , riproduzione delle stesse in altri contesti e temi.

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Di: Francesco Tancredi https://minimaetmoralia.it/altro/parlare-lingua-vuol-dire-davvero-politica-un-anno-dalla-morte-tullio-de-mauro/#comment-2007682 Mon, 06 Jan 2020 01:19:48 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=35881#comment-2007682 Salve,

Sicuramente c’è un problema, che spesso chiamiamo analfabetismo funzionale.
Anche in risposta a Carla e Tiziano, che invocano l’analisi logica come base su cui costruire. Credo non sia ancora chiaro a molti che se il problema esiste è sull’analisi del problema che ci si divide: molti studiosi argomentano, con una esagerazione di dati alla mano, che spesso il problema è un numero esorbitante di ore di grammatica e di analisi logica. Il fatto è che la base non è affatto l’analisi logica, né la grammatica: quando parliamo non ci interrompiamo a metà della frase per chiederci se stiamo usando la preposizione “di” per fare un complemento di specificazione o di materia o di argomento o se l’averbio sia di tempo o di luogo o l’articolo determinativo o indeterminativo. La base non è questa: la base è sempre l’uso pratico della lingua. Per alunni che leggono poco, ascoltano poco, discutono poco, argomentano poco … è non solo inutile ma controproducente fare tante ore di grammatica. Ne fanno tantissime ma non imparano nemmeno a leggere o a scrivere. Forse bisognerebbe riflettere su questo: nessun paese al mondo prevede, in una carriera scolastica, un decimo delle ore di riflessione metalinguistica che sono previste in Italia.

Forse varrebbe la pena di rifletterci su. No?

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Di: Vanessa https://minimaetmoralia.it/altro/parlare-lingua-vuol-dire-davvero-politica-un-anno-dalla-morte-tullio-de-mauro/#comment-2007677 Sun, 05 Jan 2020 08:26:59 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=35881#comment-2007677 Non mi risulta che l’analisi logica sia mai stata eliminata dalla scuola

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Di: Tiziano https://minimaetmoralia.it/altro/parlare-lingua-vuol-dire-davvero-politica-un-anno-dalla-morte-tullio-de-mauro/#comment-1964722 Sun, 14 Jan 2018 08:49:36 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=35881#comment-1964722 Concordo con Carla sull’utilità di base dell’analisi logica . Senza fondamenta non si edifica nulla .
Le parole sono come delle ” creature ” che vanno maneggiate con cura , con sentimento , quasi
cullandole , e , a volte , spronandole , come fossero figlie .
È per questo che spesso si trovano nei dialetti parole più intrise di umanità , più ” sporche ” di vita
rispetto agli eleganti e asettici arzigogoli dei salotti televisivi .
La politica , quella che io vedo , aiutata di buon grado da giornalisti senz’anima e al soldo , contribuisce
alla definitiva liquidazione della lingua vera , quella che viene dalle viscere e dal cuore .
È uno scempio perpetrato sulla pelle dei semplici .

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Di: Carla https://minimaetmoralia.it/altro/parlare-lingua-vuol-dire-davvero-politica-un-anno-dalla-morte-tullio-de-mauro/#comment-1964714 Sat, 13 Jan 2018 22:22:51 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=35881#comment-1964714 Se compito degli insegnanti,si auspica, deve essere insegnare parole e costrutti e contribuire all’arricchimento funzionale della frase, non gioverebbero forse le ‘storture’ dell’analisi logica? La parola è articolazione del pensiero: coerente, chiara,comprensibile. Se non insegni il metodo, se non insegni a riflettere, come puoi pretendere che si sappia parlare e scrivere? Il degrado della lingua e della comunicazione è sotto gli occhi di tutti! Continuiamo su questa strada !!

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Di: Nicola R. https://minimaetmoralia.it/altro/parlare-lingua-vuol-dire-davvero-politica-un-anno-dalla-morte-tullio-de-mauro/#comment-1964607 Sun, 07 Jan 2018 10:30:59 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=35881#comment-1964607 De Mauro era un linguista generale, uno storico della lingua (cominciando da studente di storia comparata delle lingue classiche), un filosofo del linguaggio, uno studioso di pedagogia, un appassionato lettore di statistica, matematica, sociologia, scienze naturali. Era tutte queste cose insieme, tutte in parte filtrate da una forte coscienza politica (certo aiutato dagli anni d’oro della sua formazione intellettuale, dagli anni ’50 fino alla fine degli anni ’60). Per questo era un grande intellettuale. Bisognerebbe prendere il percorso di studi di De Mauro e su di esso riscrivere i programmi universitari di chi vorrà fare l’insegnante nelle scuole.
Anche in risposta a Valeria, qui sopra, il problema è che all’università, per avere i crediti necessari per poi fare l’insegnante, basta un solo esametto (pochi crediti) di linguistica o glottologia. Per forza nessun professore conosce il “funzionamento della lingua”..

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Di: Valeria https://minimaetmoralia.it/altro/parlare-lingua-vuol-dire-davvero-politica-un-anno-dalla-morte-tullio-de-mauro/#comment-1964578 Fri, 05 Jan 2018 16:50:17 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=35881#comment-1964578 Una questione aperta nella quale gli insegnanti ancora si dibattono soprattutto sulla riflessione sulla lingua. E’ un fatto che i ragazzi faticano a imparare la grammatica, la struttura della frase e del discorso; e che l’introduzione di una nuova didattica come auspicano e spiegano la Prof.ssa Lo Duca o il Prof. Sabatini nei loro testi, è ancora lontana dal diventare esperienza diffusa. Il problema di insegnanti che non hanno gli strumenti per insegnare a riflettere sulla lingua perché non ne conoscono essi stessi i meccanismi di funzionamento è reale. La lingua si modifica di continuo, non esistono regole fissate una volta per tutte ma per abituare i ragazzi a riflettere sui suoi meccanismi di funzionamento, è necessario che gli insegnanti tali meccanismi conoscano.

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