Commenti a: Il tempo materiale di Giorgio Vasta alle prese con René Girard https://minimaetmoralia.it/altro/tempo-materiale-giorgio-vasta-alle-prese-rene-girard/ un blog di approfondimento culturale Sat, 10 Jan 2026 11:04:15 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Rosetta Martorana https://minimaetmoralia.it/altro/tempo-materiale-giorgio-vasta-alle-prese-rene-girard/#comment-2023707 Sat, 10 Jan 2026 11:04:15 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=35885#comment-2023707 Pur non avendo letto il libro apprezzo l’analisi approfondita di Federico che con rara eleganza ed amore per la letteratura riesce ad entrare nella sfera spirituale della scrittura e del messaggio subliminale di Vasta. Affronta ed esamina diverse componenti dell’opera facendo comprendere che è presente una miscellanea di realtà, fantasia e verosimile che i tre adolescenti vivono a modo loro arrivando ad inventarsi un linguaggio completamente personalizzato. Un fatto di tremenda cronaca, diventato nel frattempo storia, diventa veicolo di molteplici manifestazioni e di profonde riflessioni che inducono a conoscere il contenuto del libro non per altro se non per vivere una dimensione adolescenziale di determinate esperienze in una Palermo della fine degli anni settanta che forse si presenta diversa da come di solito appare. Grazie Federico

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Di: maria rosa giannalia https://minimaetmoralia.it/altro/tempo-materiale-giorgio-vasta-alle-prese-rene-girard/#comment-2023706 Sat, 10 Jan 2026 06:46:46 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=35885#comment-2023706 La materia del romanzo, le azioni dei tre personaggi preadolescenti, il linguaggio adoperato dall’autore per descrivere le azioni attribuite alla riflessione adulta nel ricordo della preadolescenza, fa sì che la lettura di questo romanzo sia non solo straniante ma disturbante. Personalmente ho trovato questa narrazione assai interessante per la novità e l’originalità del modo in cui viene descritta quella temperie culturale del’78 proiettata nell’immaginario dei tre ragazzi, però credo che questa opera debba essere letta attraverso una chiave interpretativa che vada molto al di là del testo stesso. La Palermo descritta nel romanzo appare volutamente asfittica, claustrofobica e priva di luce come non è nella realtà. Anche solo questo aspetto mi rimanda ad una interpretazione metaforica di questo testo che quindi trascende il senso puro del significato di questa narrazione. Ma d’altra parte, credo, sia questo un motivo della difficoltà di lettura che non fa apprezzare nel suo complesso questa scrittura. Come avviene per un quadro astratto: bisogna avere gli strumenti per decodificare e, quindi, per comprendere.

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Di: Vittore https://minimaetmoralia.it/altro/tempo-materiale-giorgio-vasta-alle-prese-rene-girard/#comment-2008859 Sat, 28 Mar 2020 03:58:01 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=35885#comment-2008859 Grazie Federico,
Il romanzo l’ho trovato estremamente interessante (sono nato nel 68) mantiene quella melanconia e quella “solitudine” a cui siamo stati sottoposti in quegli anni. Il rifugio era proprio nella creazione di mondi “semplici” e alternativi che scaturivano dal nostro immaginario collettivo. C’era allora una urgenza di codici personali e di modalità di comunicazione che andassero ad escludere il mondo degli adulti. Un mondo degli adulti che ci aveva profondamente segnato con l’apparire delle prime iconiche mediatiche.
I ragionamenti stringenti, e l’ultimo baluardo dell’ideologia come impossibile scudo da una modernità che ci avrebbe risucchiato da lì a poco.
I ragionamenti sui linguaggi e sulle modalità di rappresentazione del mondo inseriti all’interno di un romanzo per di più legato alla mia infanzia, hanno fatto si che lo trovassi estremamente coinvolgente.
V.

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