Commenti a: A chi interessa educare noi insegnanti? https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/a-chi-interessa-educare-noi-insegnanti/ un blog di approfondimento culturale Sat, 22 Oct 2016 16:49:05 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Trr https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/a-chi-interessa-educare-noi-insegnanti/#comment-560558 Tue, 01 Apr 2014 10:31:16 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=6119#comment-560558 Per Lisa, Michele Tartaglia, Vv.Il sessantotto e8 stato pif9 di un pireodo di contestazione. Si e8 formata una ideologia che poi e8 degenarata ancor di pif9 nel settantotto, quella del tutti promossi per la scuola e tutti assunti nella pubblica amministrazione per raccomandazione e del garantismo a tutti i costi che ha portato con varie leggi e leggine a buttare fuori dal carcere con la scusa della riabilitazione fior di delinquenti comuni, mafiosi e colletti bianchi fino al porcile in tempi attuali.Il sessantotto, che doveva essere la primavera di una nuova vita, si e8 rivelata una grande truffa nelle mani di piccoli e grandi borghesi (Pasolini insegna).Quindi per il sessantotto non mi riferivo solo alla scuola, ma al veleno diffuso di cui siamo intossicati attualmente che copre diversi campi se non tutti: sociale, politico, educativo.Se non capiamo questo non possiamo liberarci del male e far tesoro del poco di buono che aveva questa ideologia.Riguardo al togliere la validite0 al titolo di studio lo sapete come finire0?Attualmente gli alunni hanno un po’ di paura e ci tengono alla promozione. Togliamo la validite0 e gli insegnanti (come e8 successo per il voto di condotta e per l’ordine “tutti promossi”) saranno ridotti a badanti bistrattati, poveri cristi ferocemente bullizzati pif9 di adesso e il MERITO e l’oneste0 resteranno delle chimere.Nella mia scuola negli ultimi anni si sono avuti dei cambiamenti in positivo fra alunni e famiglie perche8 si e8 ritornato prepotemente alla sospensione e alla bocciatura. E’ finito il bullismo. In passato con le chiacchiere e le buone parole otternevamo di farci prendere in giro e basta. Io parlo per esperienza e le mie non sono tesi prese per caso. Ci volete togliere questo, dopo aver tolto per anni il voto di condotta, le riparazioni a settembre, il diritto ad avere una scuola attrezzata ed altro ancora?E poi lasciando tutto all’anarchia (anche per il valore dei titoli di studio) cosa ci sare0 di buono? Nasceranno agenzie private di certificazione pagate fior di quattrini al posto dello stato che adesso fa questo lavoro gratis.Rendendo invece difficile l’acquisizione del titolo di studio (al posto dei titoli-barzelletta attuali dovute a leggi sull’autonomia che conteggia i finanziamenti col numero degli studenti e fa calare le braghe a insegnanti e dirigenti) si sanere0 e si otterre0 quello che tutti vogliamo, cioe8 seriete0, merito e preparazione.Non e8 con i corsi di recupero, il togliere il voto di condotta, obbligare gli istituti ad avere finanziamenti sulla base del numero alunni,il togliere valore ai titoli di studio che si avranno vantaggi ed esiti positivi. Tuttaltro.Mi meraviglio di quanti qui nel blog sostengono il merito e invece di pretendere acquisizione dei titoli di studio pif9 difficili invece li vuole togliere di mezzo.Che tristezza!Sono scoraggiata!

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Di: 'povna https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/a-chi-interessa-educare-noi-insegnanti/#comment-136997 Fri, 20 Jan 2012 20:17:16 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=6119#comment-136997 Bravi insegnanti si diventa. Insegnanti almeno un po’ si nasce. Perché ci vogliono dei talenti naturali esattamente come per tantissimi altri mestieri. Una buona formazione permenente (e – certo che lo deve essere, è ovvio!) sistemica e valutativa ti può aiutare a coltivare, a tirar fuori tutto questo. Ma dalle rape (che sono buonissime in un sacco di ricette) il sangue non si cava esattamente come sarebbe stato utopistico chiedermi di progettare qualcosa di architettonico. Credo però che proprio la tua risposta su questo e sulla scuolachefunziona metta in luce quello in cui divergiamo (fermo restando il molto che mi pare converga). Io ho molta meno fiducia di te nella pedagogia e penso che il problema non è che non si possa fare gli insegnanti perché si hanno problemi psicologici gravi (quello è tautologico!). Non si può fare gli insegnanti se non si è risolti in tutta una serie di campi, non si può fare gli insegnanti se si dà la priorità biografica a un modo di essere genitori, non si può fare gli insegnanti se non si ha una idea di autorevolezza che non è autorità, non si può essere insegnanti se si pensa di avere imparato un modo di comportarsi posticcio, che sovrappone una severità che non si riesce ad avere a un atteggiamento che in realtà è perenne laissez faire. Potrei andare oltre. Sono sfumature. Ma essenziali.
Lo stesso per la scuola che funziona. Non contrapponevo quel sito a una enciclopedia scIentifica, ma per l’appunto a siti simili (o costellazioni di) che sono molto ma molto, a mio giudizio, migliori.

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Di: minimaetmoralia https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/a-chi-interessa-educare-noi-insegnanti/#comment-129856 Tue, 10 Jan 2012 19:14:17 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=6119#comment-129856 Grazie dei commenti che sono ben più che commenti.
L’idea di una formazione permanente è quella che mi sta a cuore di più. E se sei perennemente in formazione, c’è qualcuno che ti deve valutare. Il che vuol dire anche riconoscerti il valore.
Il fatto che sia sistemica penso sì che sia una necessità. Sistemico non vuol dire sovietico. Vuol dire obbligatorio e diffuso, coordinato e iperplurale. La Falcucci è l’esempio paradossale che facevo. Tra tante arretratezze della scuola, alle volte fare il minimo indispensabile può essere un risultato.
Sull’idea che insegnanti almeno un po’ si nasce, storco forse il naso. Insegnanti si diventa. Se non si hanno le qualità per farlo, la voglia, etc… ci può essere anche il caso che qualcuno in formazione ti dica: Lascia stare. Avevo dei compagni di SSIS con evidenti problemi psicologici gravi. Nessuno si azzardava a mettere in dubbio la loro possibilità di entrare in classe. Io non lo avrei esclusi, certo, ma avrei voluto per loro come per me anche un tirocinio di formazione psicologica.
Sulla scuolachefunziona di Marconato mi spiego meglio: la sua idea è buona. Per renderla migliore, va allargata e valutata. È come wikipedia, non la sostituirei a un’enciclopedia scentifica oggi, ma la tecnologia wiki è una gran cosa e cercherei di formare le persone per utilizzarla.
Grazie ancora.

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Di: Marta Baiardi https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/a-chi-interessa-educare-noi-insegnanti/#comment-129281 Tue, 10 Jan 2012 01:21:23 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=6119#comment-129281 Caro Christian Raimo,
veramente lei pensa che sia buona l’idea una “progettazione sistemica” per insegnarci a insegnare, diventando tutti cloni di qualche cretinata ministeriale? Veramente lei crede che l’ (ex) ottimo livello della nostra scuola elementare sia stato determinato dai corsi della Falcucci? Che l’insegnante debba continuare tutta la vita ad imparare e a costruire una vita intellettuale degna di questo nome durante la sua carriera è assolutamente indispensabile -in questo, credo concordiamo-. Ma anche l’imparare degli insegnanti, esattamente come quello degli alunni (forse di tutti), non avviene in batteria come i polli. Esattamente come i nostri alunni, i buoni ingredienti del nostro imparare oscillano fra diverse sponde:curiosità vigile, dispiegamento di sentimenti, cognizioni troppo sofferte per diventare di cemento, una comunità per vivere e comunicare, e una certa disciplina (non si impara niente senza farsi il mazzo, nemmeno a pattinare!). Tutta questa “coltivazione” è appunto la cultura, e molto ha a che fare con l’otium, l’opposto dell’utile, il negotium. Se si vuole ragionare dell’imparare degli insegnanti, e non semplicemente di “formazione in servizio”, è da questi temi che bisogna partire e, mi creda, il ministero sulle cose che davvero contano nella scuola ha sempre capito e fatto veramente poco e male. Cordiali saluti.
Marta Baiardi

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Di: Roberto Gerace https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/a-chi-interessa-educare-noi-insegnanti/#comment-128726 Mon, 09 Jan 2012 00:12:31 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=6119#comment-128726 Secondo me c’è sì il problema pedagogico che è il più grave, ma c’è anche – e non è da sottovalutare – il problema dei programmi e dei piani di studio. Una riforma seria della scuola dovrebbe mettere insieme tutti questi piani, ed essere fatta contemporaneamente a una riforma dell’università. Per esempio, a mio avviso la più grossa carenza degli studenti italiani è la conoscenza della lingua, che viene tutt’ora insegnata più o meno come si faceva cinquanta, cento anni fa. Ed è assurdo perché la linguistica è senza dubbio la scienza che ha fatto più progressi in assoluto da un secolo a questa parte. Il fatto che i nostri studenti rimangano indietro nelle materie scientifiche, secondo me, deriva direttamente dalle carenze linguistiche, e non tanto da un preteso umanesimo gentiliano della nostra cultura.

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Di: 'povna https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/a-chi-interessa-educare-noi-insegnanti/#comment-128192 Sat, 07 Jan 2012 14:24:03 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=6119#comment-128192 Molto bello, questo articolo. Che ha il grande merito di pronunciare a voce ben alta parole come ‘valutazione permanente’ dei formatori così come di sottolineare la necessità di cambiare modo di intendere l’educazione in senso ampio (sia come pratica dell’insegnamento in classe, sia come pratica dell’insegnante stesso, inteso come parte di una comunità).
Proprio perché condivido i suggerimenti di fondo, ti dico allo stesso modo un paio di cose che non mi convincono del tutto. La prima è la fiducia in nuove metodologie pedagogiche tout court. Mi spiego meglio: posto che anche io le bramo e condivido, credo che però ci si debba dire chiaro e tondo che insegnanti almeno un po’ si nasce, non nel senso che non si diventi migliori, o che non si possa imparare tantissimo, anzi. Ma nel senso che ci sono delle caratteristiche che, se non hai, è meglio che cambi. E più in generale che la scuola italiana è stata (ed è tuttora) per troppo tempo un porta-stipendio e basta in cui l’ansia da lavoro con tempo libero o da ‘non so che cosa altro fare allora insegno’, unita a rivendicazioni in ambito di selezione assurde, ha ingenerato un meccanismo perverso nell’ambito, appunto, della selezione. Per insegnare è necessario avere di partenza una certa attitudine pedagogica e sociale che non si impara né si prende in prestito, esattamente come per essere un buon chirurgo non mi può tremare la mano.
La seconda cosa è più spicciola: da insegnante (dieci anni di servizio) e blogger (due anni e mezzo) non condivido la lode così estrema della scuolachefunziona.it, dove ho trovato nel corso della mia esperienza talmente tanto in termini positivi, ma anche negativi, che certo non mi sentirei mai di desiderare che venisse ufficialmente accreditata.

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Di: Alexandra https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/a-chi-interessa-educare-noi-insegnanti/#comment-128156 Sat, 07 Jan 2012 07:42:00 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=6119#comment-128156 La miglior esperienza formativa che ebbi la fortuna di fare in Italia alcuni anni fa, la specializzazione in Suggestopedia Moderna, me la pagai fino all’ultimo centesimo, i soldi meglio spesi della mia vita, e non venne riconosciuta nel curriculum per la scuola pubblica, ma mi diede strumenti per affrontare classi c.d. “difficili” e ottenere successi strepitosi a vari livelli. Ad esempio, dopo un corso di 30 ore di lingua e civiltà ungherese per principianti i miei studenti sono in grado di arrangiarsi a livello elementare in viaggio a Budapest.
Del resto in Italia non mi è neppure mai capitato, come invece è successo all’estero, che un collega più esperto chiedesse di assistere a una mia lezione e poi mi fornisse un feedback professionale. Il mio operato in classe, il modo di occuparmi dei miei studenti e di perseguire gli obiettivi è lasciato nella gran parte dei casi alla mia buona volontà. Solo all’università gli studenti valutano sistematicamente i corsi, ma non so precisamente con quali conseguenze.

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Di: Ilaria https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/a-chi-interessa-educare-noi-insegnanti/#comment-127784 Thu, 05 Jan 2012 15:29:48 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=6119#comment-127784 Alcuni esempi dove gli insegnanti studiano per il bene dei bambini metodologie e pedagogie, e poi le applicano!
Come fa un bambino a stare fermo in classe? NON DEVE!
http://www.youtube.com/watch?v=9_Ah_VyUeNM
Come fa un bambino ad imparare solo nozioni? NON DEVE perchè esiste l’Arte portata da Maestri artisti…
http://vimeo.com/1535001

buona visione!

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Di: FrancesGlass https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/a-chi-interessa-educare-noi-insegnanti/#comment-127720 Thu, 05 Jan 2012 11:04:53 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=6119#comment-127720 Splendido intervento! Mi sento di condivere la mia esperienza visto che sono laureata in psicologia e per il tirocinio avevamo progettato, io ed alcuni colleghi, un intervento ispirato al sociocostruttivismo e alla psicologia culturale che prevedeva, innanzitutto, un’analisi delle culture locali (laddove per cultura si intende l’insieme sistemi simbolici condivisi entro i quali si dispiega il rapporto insegnanti-studenti) per poi cercare di superare almeno in parte la predilezione per le lezioni frontali.
Ebbene, il progetto (a carico dell’università e non del liceo, ma richiesto esplicitamente dal dirigente scolastico) non è stato neanche avviato poiché gli insegnanti si sono rifiutati di rispondere ad un questionario anonimo in cui si ponevano loro delle domande circa le proprie concezioni di insegnamento e di studenti…semplicemente credevano di non essere tenuti a “dar conto” (come se quelle trenta domande fossero uno strumento di controllo e non di comprensione).
Inutile dire come l’accaduto abbia dato luogo, immediatamente, a considerazioni sul ruolo residuale che viene riservato agli interventi di formazione nella scuola pubblica italiana, mentre nel resto d’Europa le nuove metodologie vengono avviate senza alcuna difficoltà, forse perché il formatore non è considerato colui che interviene una tantum, ma una figura legittimata all’interno del mondo scolatisco, che insegna agli insegnanti non il cosa, ma il come.

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Di: silvie https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/a-chi-interessa-educare-noi-insegnanti/#comment-127719 Thu, 05 Jan 2012 11:02:50 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=6119#comment-127719 complimenti per l’articolo, che riflette la situazione di tutti noi insegnanti, precari o meno, “abilitati” o meno.

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