Commenti a: L’importante è quel che non si vede https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/colline-come-elefanti-bianchi-ernest-hemingway/ un blog di approfondimento culturale Sun, 29 Jun 2025 06:05:51 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Alice Munro: raccontare il tempo - Silvia Schiavo https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/colline-come-elefanti-bianchi-ernest-hemingway/#comment-2021767 Sun, 29 Jun 2025 06:05:51 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=28075#comment-2021767 […] chi volesse approfondire l’analisi dei racconti e il close reading, consiglio l’articolo di Evelina Santangelo su Colline come elefanti bianchi di Ernest […]

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Di: Colline come elefanti bianchi di Ernest Hemingway raccontato da Evelina Santangelo – saracerri.com https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/colline-come-elefanti-bianchi-ernest-hemingway/#comment-1988039 Wed, 13 Feb 2019 16:10:14 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=28075#comment-1988039 […] https://minimaetmoralia.it/colline-come-elefanti-bianchi-ernest-hemingway/ […]

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Di: La educación de las patatas fritas baratas: currículo oculto y pedagogía crítica en tiempos oscuros | Filölearning https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/colline-come-elefanti-bianchi-ernest-hemingway/#comment-1870644 Mon, 21 Sep 2015 18:44:29 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=28075#comment-1870644 […] Evelina. L’IMPORTANTE È QUEL CHE NON SI VEDE, 18 agosto […]

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Di: federico baccomo https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/colline-come-elefanti-bianchi-ernest-hemingway/#comment-1821258 Sat, 22 Aug 2015 17:03:12 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=28075#comment-1821258 Mi sembra un’analisi molto lucida di un racconto che, personalmente, mi pare bellissimo, per ragioni opposte a quelle evidenziate da Cognetti. Che le scuole di scrittura creativa prendano questo testo come esempio di un certo tipo di “indovinelli o barzellette” vestite da racconto, o che sia famoso per certe tecniche narrative, non credo tolga forza al racconto né regali intenzioni truffaldine a Hemingway. Non mi sembra che ci sia un nascondere, un giocare al gatto col topo, un non detto dell’autore che tiene le mani chiuse davanti al lettore: l’aborto sta lì, è evidente, magari ci vuole un secondo di sospensione dalla lettura, ma arriva subito chiaro (al punto che se non arrivasse, il racconto sarebbe poca cosa, incomprensibile), semmai questo modo di suggerirlo senza nominalro mi sembra quasi necessario: non solo colpisce per come si infila nelle chiacchiere leggere di poco prima, non solo è coerente a livello formale con l’approccio del racconto (lo sguardo quasi da macchina da presa sottolineato nell’articolo, che renderebbe un po’ stonata qualsiasi frase anticipatoria del tipo “stava andando ad abortire”, o che comunque raccontasse qualcosa di non visibile), ma mi pare efficace proprio per l’oggetto di cui si racconta, quell’aborto che un uomo come l’americano si guarda bene dal nominare apertamente, perché certe cose non vanno dette, vanno eufemizzare, private del carico che si portano appresso. In questo senso mi sembra che a guidare il racconto non sia un trucchetto, ma la sensibilità (un po’ pudica, un po’ tenera) di Hemingway unita alla sensibilità (un po’ cieca, un po’ opportunista) del personaggio maschile. Se un mistero e un’oscurità devono essere presenti, una verità nascosta nelle parole, mi sembra si possano trovare in quello smarrimento di fronte alla difficoltà di riprendersi il mondo, la vita, una volta che ci viene tolto (con un aborto, o mille altri traumi, piccoli o grandi che siano).

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Di: RobySan https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/colline-come-elefanti-bianchi-ernest-hemingway/#comment-1817597 Thu, 20 Aug 2015 13:28:33 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=28075#comment-1817597 A me pare che il fatto che la ragazza vada ad abortire sia ben presto intuibile e non costituisca un mistero, cioè: Hemingway non voleva farne un mistero. E’ detto indirettamente; Hemingway si sforza di far sì che il lettore intuisca e, come sottolinea Cognetti, la cosa risulta piuttosto semplice per chiunque. E’ più interessante il modificarsi della percezione, da parte della ragazza, del rapporto che intercorre tra i due protagonisti. Questa cosa è più sottile e appare meno poiché è, in un certo senso, schermata dal “trucco” di far pensare all’aborto senza nominarlo. Del resto il fatto di abortire è falsamente messo in discussione dal protagonista maschile (in modo addirittura banale).

Mettere a fronte di qualsiasi racconto breve, anche di Hemingway, “Un posto pulito, illuminato bene” non è valido: quella è una vetta in tutti i sensi (l’oscurità è inalterata perché “più segreti degli angeli sono i suicidi” e contro quella oscurità non c’è lampione che tenga).

P.S.: se si dovesse premiare qualcuno per aver parlato o scritto di cose come aborto, divorzio, suicidio, prostituzione ecc. senza mai nominarli, la palma andrebbe a Ugo Zatterin; non a Hemingway!

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Di: paolo cognetti https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/colline-come-elefanti-bianchi-ernest-hemingway/#comment-1817511 Thu, 20 Aug 2015 12:13:50 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=28075#comment-1817511 Personalmente non amo questo racconto di Hemingway.
Certo che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo, perché non c’è un esempio altrettanto efficace per spiegare la teoria dell’iceberg, né cone uno scrittore possa usarla per fare il furbo. Carver diceva “niente trucchi” e io ho proprio l’impressione che qui dentro ci sia un trucco bello e buono. Il problema è poi che in qualunque scuola di scrittura si studia questo testo, e gli aspiranti scrittori cominciano a pensare che un buon racconto si scriva così: nascondendo al lettore il nocciolo della questione e giocando con lui al gatto col topo. Il che produce soltanto racconti che assomigliano a indovinelli o barzellette, e che raramente hanno qualche valore, nel senso di qualche verità.
Ai miei occhi il difetto principale sta proprio nel fatto che il “non detto” del racconto sia così facile da dire. Sarebbe un racconto altrettanto buono se nelle prime righe il narratore scrivesse: “la ragazza stava andando ad abortire”? Secondo la lettura di Evelina Santangelo, sì. Secondo lei il valore del racconto sta altrove, e cioè nella psicologia dei personaggi e nel modo in cui evolve durante la storia; inoltre, nel fatto che il narratore usa il solo dialogo per rappresentare questa evoluzione. A me pare un’ottima analisi, però il racconto non è famoso per questo. E non staremmo qui a parlarne, preferendolo ad altri racconti di Hemingway altrettanto raffinati. Viene letto, spiegato e studiato come “il racconto che parla di un aborto senza mai pronunciare la parola aborto”. Questo trucchetto lo capisce chiunque ed è in grado di apprezzarlo anche chi non abbia mai letto un racconto in vita sua. Il che a mio parere è la sua rovina.
Il non detto di un racconto non può essere semplicemente qualcosa che lo scrittore sa e sceglie di non svelare, una soluzione che ci viene tenuta nascosta. Il non detto vale qualcosa, in termini di verità, soltanto se è oscuro, misterioso, non del tutto comprensibile anche per chi scrive. Ed è il motivo per cui “Colline come elefanti bianchi” mi sembra un esercizio di stile, e preferisco di gran lunga un altro classico di Hemingway, “Un posto pulito, illuminato bene”: un racconto che non contiene enigmi da risolvere, oppure ne contiene uno gigantesco, ma senza soluzione; un racconto difficile da spiegare e impossibile da copiare, dove non c’è affatto bisogno di tenere nascosta la parola “suicidio”. Il suicidio è lì, al centro del racconto, scritto a chiare lettere, eppure l’oscurità del racconto è inalterata.
Detto questo, trovo che l’analisi qui proposta sia buonissima, e ringrazio che l’ha scritta e chi l’ha pubblicata.

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Di: Valeria https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/colline-come-elefanti-bianchi-ernest-hemingway/#comment-1817378 Thu, 20 Aug 2015 10:02:10 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=28075#comment-1817378 sono manierista anch’io

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Di: Simone https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/colline-come-elefanti-bianchi-ernest-hemingway/#comment-1816003 Wed, 19 Aug 2015 15:40:40 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=28075#comment-1816003 siamo tutti manieristi

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Di: Simone https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/colline-come-elefanti-bianchi-ernest-hemingway/#comment-1815310 Wed, 19 Aug 2015 07:27:09 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=28075#comment-1815310 @Quasiscrive: Si potrebbe avere, visto che l’ha usata per liquidare tanto velocemente le articolate riflessioni di cui sopra, una sua definizione di manierismo letterario?
Anche perché a me è sembrata una delle cose più interessanti che ho letto in rete negli ultimi tempi, dunque potrei riscoprirmi manierista.

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Di: quasiscrive/ https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/colline-come-elefanti-bianchi-ernest-hemingway/#comment-1814621 Tue, 18 Aug 2015 20:40:26 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=28075#comment-1814621 Manierismo letterario a lorde e piene mani.

Ma ad agosto le firme buone dove sono? Sotto l’ombrellone a deridere l’ombra gettata da scritti tanto invalidi?

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