Commenti a: L’epoca dei malesseri https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/lepoca-dei-malesseri/ un blog di approfondimento culturale Fri, 19 Jun 2020 08:09:37 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Adespoto https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/lepoca-dei-malesseri/#comment-2009761 Fri, 19 Jun 2020 08:09:37 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=43562#comment-2009761 Riprovo riscrivendo direttamente, senza “copia/incolla”, anche se finora aveva funzionato…

<> Zygmunt Bauman, da: “La società sotto assedio” 2002

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Di: Adespoto https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/lepoca-dei-malesseri/#comment-2009760 Fri, 19 Jun 2020 07:08:20 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=43562#comment-2009760 ultimo tentativo, scusatemi!

<>. Zygmunt Bauman, da: “La società sotto assedio” 2002

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Di: Adespoto https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/lepoca-dei-malesseri/#comment-2009759 Fri, 19 Jun 2020 07:01:02 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=43562#comment-2009759 ok, mi dispiace: c’è qualcosa che non va!

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Di: Adespoto https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/lepoca-dei-malesseri/#comment-2009758 Fri, 19 Jun 2020 07:00:31 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=43562#comment-2009758 insisto

<>. Zygmunt Bauman, da: “La società sotto assedio” 2002

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Di: Adespoto https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/lepoca-dei-malesseri/#comment-2009757 Fri, 19 Jun 2020 06:59:23 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=43562#comment-2009757 Questa era una citazione finale che, non so perché, non è comparsa nel primo commento…

<>. Zygmunt Bauman, da: “La società sotto assedio” 2002

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Di: Adespoto https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/lepoca-dei-malesseri/#comment-2009756 Fri, 19 Jun 2020 06:53:39 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=43562#comment-2009756 Leggo con piacere questo intervento che vuole approfondire le dinamiche sociologiche che ci hanno travolto negli ultimi 30/40 anni. Ritengo che questo dovrebbe essere IL dibattito contemporaneo,
ma purtroppo lo è solo nella letteratura saggistica specializzata, che in questi nostri tempi, dove già la lettura di per sé costituisce un’eccezione, se non una devianza, risulta evidentemente rivolta ai pochissimi che se la vanno a cercare.
Per tutti gli altri ci sono i social, più moderni, pratici, rapidi da consultare.

Sono fermamente convinto del fatto che ciò che ha prodotto questo momento storico non è una recessione economica, come la narrativa ufficiale continua a ripetere e vorrebbe farci credere.
E’ il capitalismo l’unico responsabile della distruzione della società degli umani, trasformandoli da Homo Sapiens in Homo Consumens (Bauman), e non le crisi economiche che periodicamente si ripresentano e vengono spacciate per calamità naturali, quindi fisiologiche e inevitabili, ma comunque superabili. Quelle sono se mai strutturali al capitalismo stesso, cioè ad esso necessarie, e infatti il più delle volte provocate deliberatamente.
Intendo dire che questo dibattito avrebbe dovuto essere dominante anche prima del 2008, quando la rivoluzione digitale imperversava promettendo infinite mirabilia, e la crescita economica appariva inarrestabile e senza limiti. E invece ogni discussione, ogni confronto tra gente comune era già scomparso da più di vent’anni, salvo le solite rarissime eccezioni, in moltissimi casi via via fagocitate dalla grandezza irresistibile del libero mercato e della Silicon Valley.

Significa che la società del XXI secolo è malata esattamente come lo era quella del XX, solo che allora il virus non era ancora così diffuso e soprattutto c’era un numero importante di persone immuni che si opponeva e faceva resistenza, alimentando dibattiti e cercando di svegliare le coscienze: insomma c’era un’opposizione intellettuale seria e determinata, che gridava e si faceva sentire, e spesso ascoltare.
Erano artisti, giornalisti, sociologi, scrittori, alcuni politici, qualche religioso illuminato, quelli che Colin Wilson chiamava outsider, e quelli che Fabrizio De André ha definito “gli anticorpi che la società si crea contro il potere”. Ma c’era pure tanta gente comune che semplicemente non era disposta a vendere l’anima per comprarsi un’automobile: se negli anni Cinquanta, Sessanta, e direi anche Settanta, aveste proposto a uno dei tantissimi contadini dell’Italia meridionale e non solo, di usare fertilizzanti chimici o qualsiasi altro veleno per aumentare la produzione della sua campagna, vi avrebbe inseguito con il forcone. Era roba da cazzoni americani ignoranti, tutti macchine, dollari e bisiniss, e come tale, presa in giro un po’ da tutti.

Oggi il virus ha debellato gli anticorpi, e le coscienze, ormai liquide, aderiscono perfettamente al contenitore del sistema, prendendone la forma, così, proprio come se fosse del tutto naturale.
L’uomo a una dimensione ha individuato nel massimo profitto il solo Dio cui votarsi, e nella tecnologia il miglior mezzo per raggiungere lo scopo. Ed è stata una rivelazione per tutti, grandi e piccini, colti e ignoranti: come affermare che la Terra è rotonda!
Dagli anni Ottanta in poi infatti, i figli e i nipoti di quei contadini hanno addirittura permesso di utilizzare le loro terre per seppellire rifiuti tossici, hanno scaricato percolato nei fiumi e nei ruscelli,
e oggi muoiono di tumore, insieme alle loro famiglie.

Gli outsider, quelli veri e non artefatti, precorporati dalla cultura capitalista per raggiungere la fetta di mercato dei finti alternativi (Mark Fisher), sono considerati unanimemente malati, disadattati, pazzi.
Si dice che bisognerebbe studiarli in laboratorio per scoprire come mai continuano a pensare con la propria testa. Meschini, sono coloro che non hanno capito, che non si sono evoluti; rappresentano il passato, il vecchio, un’anomalia, ciò che erano i contadini per Stalin, o gli stregoni per gli illuministi.
Se ne stanno nascosti, alienati da una società che li deride e li disprezza.
Vivono e muoiono da soli, disconnessi, e non potranno mai più avere un peso nella società odierna, priva di contraddittorio.

Il presente è dunque saldamente nelle mani di chi, pur riconoscendo a volte alcune criticità palesemente reali ed evidenti, e quindi innegabili, cerca di risolverle con rimedi allopatici, eliminando
i sintomi senza curarsi delle cause.
Ad esempio, per risolvere il problema degli sbarchi si è pensato bene, per circa vent’anni e con diversi governi, di sovvenzionare profumatamente i criminali libici affinché ne impedissero la partenza.
E sappiamo bene quali furono, e sono, i sistemi utilizzati.

Io penso che l’unico modo che ci resta per provare a invertire la rotta è riappropriarci di noi stessi, della nostra esclusiva individualità, del nostro pensiero, dei nostri sentimenti, delle nostre passioni.
Non saranno certo nuove leggi o nuove finanziarie a migliorare le cose, anzi, è molto ma molto più probabile che le peggiorino.

Abbandonare il gregge, essere consapevoli, difendere e sostenere ogni idea, ogni concetto personale che crediamo giusto, anche se da soli contro tanti, contro tutti, e sentirsi vivi proprio per quello.
Consumare solo quello che ci serve e capire cosa per noi conta davvero, se il denaro e la popolarità, oppure l’empatia, la solidarietà, l’amore. Se vivere o accettare di essere schiavi delle tecnologia.
Affanculo i like, cerchiamo confronti diretti, sinceri, possibilmente multidimensionali e multiculturali. Buttiamo nel cesso gli smartphone e l’intelligenza artificiale. E tiriamo la catena.
Ridiamo valore alle scelte etiche e abbandoniamo una volta per tutte la logica della convenienza.
Tornare umani, ecco l’unica possibilità.

<>. Zygmunt Bauman, da: “La società sotto assedio” 2002

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