Commenti a: Sull’avventura di “PIANISSIMO” https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/sullavventura-di-pianissimo/ un blog di approfondimento culturale Sat, 04 Oct 2014 15:45:39 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Sull’avventura di “Pianissimo – Libri sulla strada”. Esce un libro di Filippo Nicosia, per Terre di Mezzo | Informazione culturale https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/sullavventura-di-pianissimo/#comment-1124900 Sat, 04 Oct 2014 15:45:39 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23613#comment-1124900 […] di FILIPPO NICOSIA, “minima&moralia”, 29 settembre 2014 […]

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Di: GiovanniMarchese https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/sullavventura-di-pianissimo/#comment-1111164 Tue, 30 Sep 2014 12:02:21 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23613#comment-1111164 Vero, non è sempre assodato che i buoni libri li pubblicano solo i piccoli/medi editori, d’altronde non è nemmeno la stazza della casa editrice e la sua forza distributiva a determinare la qualità di un libro, ma qui il punto è mettere il lettore in condizione di scegliere tra tutte le proposte. Diversi librai indipendenti che ho conosciuto trovano meno remunerativi i libri dei grandi marchi (per questioni di accordi commerciali, penalizzanti rispetto alle libreria di catena) e per questo scelgono di tenerne alcuni e non altri. Probabilmente la situazione sarebbe più chiara se non ci fossero sovrapposizione di ruoli (editore/distributore/librerie), ma la realtà con cui fare i conti è questa nel bene e nel male.

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Di: Luca https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/sullavventura-di-pianissimo/#comment-1110579 Tue, 30 Sep 2014 09:36:54 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23613#comment-1110579 Secondo me la missione di qualunque libraio, fisso o itinerante, dovrebbe essere portare buoni libri ai lettori (e magari ai non lettori). E i buoni libri non sono necessariamente quelli dei piccoli editori: trovo sbagliato che nella selezione di un libraio vengano espunti a priori i grandi editori.

Luca P: tu sì che sei l’esempio dell’attivismo!

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Di: GiovanniMarchese https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/sullavventura-di-pianissimo/#comment-1110365 Tue, 30 Sep 2014 08:41:07 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23613#comment-1110365 Il monopolio distributivo esiste, non è un’opinione ma una condizione materiale di fatto. I canali distributivi e promozionali funzionano né più né meno come una jungla. Col risultato di imporre una tendenza all’omologazione di codici e linguaggi. Insomma, vige la legge del più forte e i libri finiscono tutti col somigliarsi. In un siffatto scenario ben venga perciò chi apre nuove strade per offrire ai lettori libertà e varietà di scelta. E anche per quegli editori medio-piccoli che vorrebbero mettere alla prova nuove formule e trovano invece ostacoli semplicemente per far conoscere i propri prodotti. Sarebbe in fondo il tanto auspicato libero mercato, o no? La concorrenza bisognerebbe esercitarla attraverso libri e servizi e non in altro modo, a mio modesto parere. Libero lettore in libero mercato, meglio ancora.

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Di: filippo https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/sullavventura-di-pianissimo/#comment-1107742 Mon, 29 Sep 2014 13:22:19 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23613#comment-1107742 Ciao Lucia,
esercito la mia libertà morale perché riconosco la differenza tra un’azione e un’altra e immagino quale ricaduta abbia questa azione sulla mia vita e sulle persone vicine.

non credo che la libertà sia scegliere fra pari, ma assegnare valore.

grazie ancora

filippo

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Di: Mary https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/sullavventura-di-pianissimo/#comment-1107741 Mon, 29 Sep 2014 13:21:03 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23613#comment-1107741 Che bello questo tempo storico con la maggior alfabetizzazione e la maggior accessibilità ai mezzi di comunicazione e ai prodotti culturali e artistici in cui esseri adulti e consenzienti possono veramente SCEGLIERE come occupare il proprio tempo! Davvero una MERAVIGLIA!

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Di: Lucia De Santis https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/sullavventura-di-pianissimo/#comment-1107680 Mon, 29 Sep 2014 12:44:08 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23613#comment-1107680 Io posso spendermi di persona, o non farlo, o farlo per temi diversi da quelli di Pianissimo. Ma se qualcuno si alza nell’assemblea e pronuncia frasi come

“Sicilia, la regione immobile in fondo a un paese immobile”
“Qui, da “Colapesce”, Messina, tutti i giorni ci difendiamo dagli editori che super producono, dagli scrittori che snobbano i nostri inviti, dai festival che creano più silenzio che dialogo. E anche da fermi cerchiamo di non rimanere immobili.”
“volevo provocare, essere un pirata, fare qualcosa di eccentrico che rendesse la misura della stasi, volevo muovermi per far notare come tutto intorno fosse immobile.”

cioè vuole farmi la morale, io mi sento autorizzata a farla anch’io a lui, la mia morale.

Viviamo nel tempo storico di maggiore alfabetizzazione, e di maggiore accessibilità ai mezzi di comunicazione e ai prodotti culturali e artistici. Se esseri adulti e consenzienti vogliono occupare il proprio tempo leggendo, o facendo solitari al computer, o allevando la tartaruga in palestra, o visitando virtualmente i musei mondiali su internet, o studiandosi tutorial di soufflé o di sesso orale, o andando nelle librerie indipendenti o di catena (davanti alle quali librerie di catena facilmente troveranno migranti che a botte di “Ciao bella!”, tenteranno insistentemente di stringergli la mano (perché poi) e di appioppargli un libro di Terre di mezzo), a me sta bene. Mi sta bene tutto: la tartaruga, gli editori macro e micro, la birra in libreria, al limite pure il “Ciao bella”, che ha le sue motivazioni sociopolitiche. L’unica cosa che non mi sta bene è chi mi fa la morale. O meglio: se me la fa, gliela rifaccio.

Cordiali saluti

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Di: Filippo Nicosia https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/sullavventura-di-pianissimo/#comment-1107649 Mon, 29 Sep 2014 12:27:12 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23613#comment-1107649 Ciao Lucia,
grazie per il commento. Cerco di risponderti in breve e di risolvere l’equivoco legato all’aggettivo “indipendente”.

Dal dizionario Treccani: Indipendente

2. Riferito a persona:

a. Che non dipende finanziariamente da altri.

b. Che non intende, nelle sue opinioni e decisioni, seguire il giudizio, l’autorità, il modo di vedere e di pensare altrui.

Quindi credo sia improprio dire che una libreria dipende da una birra o da un caffè. Di certo, un libraio indipendente non vuole farsi imporre condizioni commerciali sfavorevoli e un’offerta omologata. Nel tuo commento colgo una certa acredine nei cofronti delle librerie bistrot che cercano di integrare gli ambienti dei libri e del bar. Può succedere che alcuni caffè letterari finiscano per relegare in secondo piano l’attività di libreria, ma non è matematico avvenga. La vita di una libreira dipende dalla scelta dei libri, dagli sconti che riesce a farsi fare dei ditributori e editori, dalla quantità di relazioni che riesce a intessere nel territorio, dagli orari di apertura, dalla bellezza dei suoi scaffali, dalla cortesia e professionalità dei librai.
Ad ogni modo, non credo ci sia da contrapporre un modello di libreri “pura” a uno ibrido con tanto di bar o altro. E vogliamo dirla tutta sarebbe interessante saper quanto il fatturato di una Feltrinelli sia fatto dal reparto cartoleria e giochi, credo oltre il 30%.

grazie
a presto

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Di: Paolo Cognetti https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/sullavventura-di-pianissimo/#comment-1107568 Mon, 29 Sep 2014 11:29:13 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23613#comment-1107568 Luca, nella grande maggioranza della provincia italiana i libri dei piccoli editori semplicemente non arrivano. Questo è vero nei paesi dove non esistono vere librerie ma solo edicole e cartolibrerie, ed è vero anche nelle cittadine dove una Feltrinelli o una Mondadori hanno ammazzato il piccolo libraio e riempiono i banchi con il loro prodotto. Più che i dati ti posso portare una prova vivente che sono io: sapessi quante volte i lettori, da luoghi insospettabili (diciamo capoluoghi di provincia), mi scrivono che i miei libri nella loro città non si trovano, ed è difficile pure ordinarli. Perciò non si tratta di snobismo, preconcetti verso la grande editoria, classismo tra un pubblico colto e uno popolare: è una questione pura e semplice di monopolio distributivo, libertà del lettore di accedere a quello che viene pubblicato, diritto del piccolo editore di arrivare a tutti. Questa libertà e questo diritto oggi li garantiscono soltanto i piccoli librai, oltreché gli scrittori che hanno voglia di farsi mille chilometri per incontrare venti lettori (se va bene). Io nel mio piccolo il mese prossimo prendo un aereo e vado a Messina nella libreria di Filippo; quando invece mi invita una libreria di catena in genere declino. E credimi non c’è nessuno snobismo in questa scelta: il fatto è che le presentazioni deserte mi sono capitate solo nelle librerie IBS, Mondadori e Feltrinelli (senza distinzione geografica: a Milano come a Bologna come a Roma), mentre quando vado in quei buchi polverosi in culo al mondo trovo pieno di gente. Secondo te come mai?
Viva Pianissimo!

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Di: Luca P https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/sullavventura-di-pianissimo/#comment-1107566 Mon, 29 Sep 2014 11:27:58 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23613#comment-1107566 Se anziché commentare, vi deste da fare pure voialtri, sarebbe un passo avanti. Pianissimo è perfettibile? Certo che lo è. Ma la risposta è: adesso ne faccio io uno migliore. La paralisi dell’Italia non sta solo nei politici ladri ma negli italiani che sanno alzare il ditino per puntualizzare ma mai alzare il sedere e spendersi di persona.

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Di: Lucia De Santis https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/sullavventura-di-pianissimo/#comment-1107531 Mon, 29 Sep 2014 11:06:43 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23613#comment-1107531 Ma se una libreria è indipendente dalle catene ma è dipendente dall’angolo cottura, è davvero indipendente? Se vende 2 libri ogni 8 birre (chissà quali saranno le proporzioni reali) è la dimostrazione definitiva che con la cultura si mangia?

(Bianciardi s’era fatto stampare ” la Bibbia, il Corano e i classici” da editori indipendenti?)

E se per caso alla fine ci riuscissimo, a tornare agli anni Cinquanta o Sessanta o inizio Settanta, all’età dell’oro, ci sentiremo alla fine realizzati, soddisfatti almeno per un momento – il tempo di scattarci un selfie virato seppia e poi tornare qui?

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Di: Luca https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/sullavventura-di-pianissimo/#comment-1107308 Mon, 29 Sep 2014 08:38:48 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23613#comment-1107308 Trovo che Pianissimo sia un bel progetto, virtuoso, lodevole nel suo tentativo di portare i libri laddove magari non ci sono librerie. Però fatemi dire che nasce anche da una certa spocchia e da pericolosi preconcetti: ad esempio che i libri che non incontrano lettori siano sempre libri non valorizzati dal sistema editoriale (e non semplicemente libri che i lettori non hanno scelto); che i libri da portare laddove non ci sono librerie siano prevalentemente quelli dei medio-piccoli editori, gli unici che tentino davvero di fare cultura.
Trovo molto sbagliato pensare – ed è una cosa che su questo blog si fa spesso – che possano dirsi Lettori soltanto coloro che hanno gusti alti, mentre tutti gli altri sono Consumatori (come dire: bestie senza razionalità).
Ma, ripeto, ben vengano iniziative come questa. E anzi mi auguro che si moltiplichino.

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Di: GiovanniMarchese https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/sullavventura-di-pianissimo/#comment-1107259 Mon, 29 Sep 2014 07:57:16 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=23613#comment-1107259 Inventare e raccontare storie, leggerle… scriverle, sono rimaste tra le poche cose che distinguono l’uomo dalle altre bestie.

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