Commenti a: Visibilità, occultamento e convivialità https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/visibilita-occultamento-e-convivialita/ un blog di approfondimento culturale Wed, 12 Dec 2012 17:02:55 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: giuliomozzi https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/visibilita-occultamento-e-convivialita/#comment-36864 Mon, 15 Aug 2011 07:28:12 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4932#comment-36864 Gentile Dario Consonni,

nel suo intervento lei dice di non riconoscersi nel ritratto che io ho fatto di “un certo tipo di librerie indipendenti e generaliste”. Ne sono lieto; e le auguro prosperità.
Non ho dati certi sul numero di librerie indipendenti che hanno fatto il contratto con Mondadori per l’invio d’ufficio. Un dirigente Mondadori mi diceva, un paio di mesi fa, che i “punti vendita” con quel contratto sono circa 700 (e dietro le parole “punto vendita” c’è, ovviamente, di tutto).
A queste andrebbe aggiunta una certa quota di librerie in franchising con Mondadori (marchi: Mondadori e Mondadori Junior, Edicolè, Gulliver), che sono oggi 471. Alcune di queste librerie – non so quante – sono nate come librerie in franchising, altre – non so quante – sono librerie provenienti da altri franchising, altre – non so quante – sono librerie indipendenti convertite al franchising (la proposta di contratto di franchising è esplicitamente rivolta non solo a nuovi imprenditori, ma anche “a chi già possiede una libreria ma desidera incrementare il proprio fatturato con una politica di marketing innovativa”). Ricordo che un libraio in franchising è a tutti gli effetti un libraio “indipendente”, ossia “padrone a casa propria”, che si è legato a un certo fornitore per la fornitura di certi beni e servizi.

La sua frase: “Le librerie indipendenti e piccole difficilmente hanno un contratto con Mondadori e le novità di ufficio, primo perchè non è conveniente per entrambi i soggetti, secondo perchè (aspetto più importante), se sei indipendente, lo sei anche per questo motivo” è una tautologia: se lei definisce “libreria indipendente” quella che non ha quel tipo di contratto con Mondadori (o altro fornitore), è evidente che nessuna “libreria indipendente” ha quel tipo di contratto con Mondadori.

Per “libreria indipendente” io ho inteso invece, nel mio intervento, una libreria aperta da un libraio con un proprio investimento, e a proprio rischio. Che poi i soldi per l’investimento vengano dai risparmi, dalla banca, o da un partner commerciale (es. Mondadori), è un altro aspetto della questione.

Sarebbe interessante avere, su questi fatti, un po’ di informazioni meno indirette e frammentate di quelle che abbiamo.

Per chi non sapesse che cos’è il contratto con Mondadori per l’invio d’ufficio, può essere utile questo articolo del “Corriere della sera”. E’ un articolo del 1996 e oggi, mi diceva il dirigente Mondadori di cui sopra, la forma del contratto è un po’ cambiata, ma la sostanza è uguale. Informazioni sul franchising Mondadori: qui.

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Di: federica sgaggio https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/visibilita-occultamento-e-convivialita/#comment-36758 Fri, 12 Aug 2011 18:19:51 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4932#comment-36758 (Prego, Federica).

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Di: Flavio https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/visibilita-occultamento-e-convivialita/#comment-36720 Thu, 11 Aug 2011 15:55:45 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4932#comment-36720 L’invito ad Illich è formidabile, perché i mezzi di comunicazione che vengono utilizzati sono quelli che, attraverso un uso improprio, garantiscono ai giganti finanziari di prosperare per appropriarsi, innanzi tutto, dell’immaginario di chi li riempie.

I servizi internet creano plusvalore. Spesso dietro i server su cui transitano le informazioni digitali si nascondono lavoratori che vedono sottratto il loro tempo, il tempo non utile alla produzione del servizio e che va ad arricchire il grande mercato finanziario. Nella misura in cui lo scambio elettronico cela le espressioni dei mittenti e dei destinatari, espressioni facciali, mimiche dei gesti del corpo, e nella misura in cui non è possibile cogliere ciò che di ineffabile c’è nella comunicazione animale, tale scambio elettronico è saccheggio, è dispersione di energie psichiche – che poi spesso vengono raccolte o indirizzate per essere messe a profitto. Perciò vi invito ad incontrarvi più spesso, perchè la convivialità è incontro e di corpi vivi.

Così come vi invito a considerare le modalità di discriminazione attuate attraverso la tecnologia, ad esempio http://tiny.cc/8sr77

E poi quando la tecnologia non serve gli interessi dei potenti, ecco che il primo ministro inglese, il fascista Cameron, si dice pronto ad oscurare i Social Network!

Perchè tutto sommato di convivialità, attraverso la tecnologia, se ne può creare tanta, basta saperla usare in maniera consapevole, ad esempio per comunicazioni logistiche ed in modalità anonima.

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Di: dario consonni https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/visibilita-occultamento-e-convivialita/#comment-36718 Thu, 11 Aug 2011 14:22:06 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4932#comment-36718 Caro Giulio Mozzi,

la ringrazio per continuare a partecipare al dibattito sulla mappatura delle librerie indipendenti, soprattutto per il suo secondo intervento.
Io sono un libraio di quelle librerie indipendenti e generaliste che citava, che (non) campano con i successi del momento, un po’ di libri per bambini e un po’ di scolastica. Per quanto riguarda il primo elemento, tengo i successi del momento (non tutti, e 1 copia per titolo) perchè me li chiedono, e di questo sono contento, perchè gli acquirenti potrebbero comprarli al supermercato a meno 30%, e invece vengono da me, forse perchè si è instaurato un certo tipo di rapporto che va la di là del senplice acquisto. O forse perchè i loro figli hanno iniziato nella mia libreria a leggere e ad appassionarsi, forse perchè ho proposto loro libri di un certo tipo, di certe case editrici….
Le librerie indipendenti e piccole difficilmente hanno un contratto con Mondadori e le novità di ufficio, primo perchè non è conveniente per entrambi i soggetti, secondo perchè (aspetto più importante), se sei indipendente, lo sei anche per questo motivo. E’ vero, non mi rifornisco dai distributori, ma dai grossisti, ma le assicuro che si possono ricevere libri ordinati dopo due giorni dall’ordine (non mi sembra molto tempo…)
Tutto questo per dire che non mi sento un distributore automatico di libri, e non credo che la mia competenza, sia pur limitata, possa essere sostituita dalla velocità di esecuzione (non credo che molti dei libri che lei un tempo consigliava su un mensile possano trovare posto nei distributori automatici…).
Mi dispiace che pensi che la categoria tutta sia esclusivamente alla ricerca di un fido con interesse agevolato; generalizzare non ha mai portato da alcuna parte, e mi rattrista il fatto che lo faccia una persona che dovrebbe essere in grado di discriminare, visto che il settore lo conosce da lunghi anni.
Ultima nota a proposito del generalizzare: la mia libreria si chiama “il viaggiatore leggero”, e contrariamente a quanto pensa lei, non è una libreria specializzata in libri da viaggio. Per ulteriori informazioni, visiti il sito della fondazione Alexander Langer per saperne di più…….
Grazie ancora dell’ opportunità offerta per la discussione.

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Di: giuliomozzi https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/visibilita-occultamento-e-convivialita/#comment-36678 Wed, 10 Aug 2011 05:53:21 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4932#comment-36678 Carlo, scrivi: “Personalmente ti direi che non credo siano così poche le indipendenti generaliste, almeno non nelle grandi città”. E ci hai ragione, perché io ho automaticamente escluso dal mio discorso un certo tipo di libreria indipendente e generalista: quella che campa con i successi del momento, un po’ di libri per bambini, e un po’ di scolastica. In genere queste librerie hanno un assortimento ridottissimo, spesso non scelgono cosa tenere (tipo: hanno fatto il contratto con Mondadori, per cui ricevono le novità d’ufficio e rendono automaticamente dopo 30 giorni, ecc.), spesso non si riforniscono direttamente presso i distributori ma presso i cosiddetti grossisti (i “supermercati del libro”), eccetera.
Un tipo di libreria, insomma, potrebbe essere sostituito agevolmente da distributori automatici (come sta avvenendo per il cibo rapido: ormai s’è capito che per avere un trancio di pizza surgelata riscaldato e fumante non c’è bisogno di un barista; basta una macchina).
E dubito che i gestori di queste librerie possano essere interessanti a qualcosa che non sia un fido con interesse agevolato.

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Di: carlo mazza galanti https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/visibilita-occultamento-e-convivialita/#comment-36376 Tue, 09 Aug 2011 11:17:32 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4932#comment-36376 Giulio, dovremo senz’altro tener conto di tutto quello che dici. Personalmente ti direi che non credo siano così poche le indipendenti generaliste, almeno non nelle grandi città. E che sulla reperibilità dei libri bisognerà accontentarsi di tempi diversi, prenotare, uscire dalla logica supermarket per cui uno entra e compra quello che vede (di solito la cosa più esposta – ancora e sempre la visibilità). Il fatto di dover attendere che arrivi un libro (o di dover scegliere tra un numero minore di libri) è uno svantaggio compensato da altri vantaggi, quello di poter “programmare” le proprie letture in maniera più intelligente e partecipata, ad esempio. Nei gruppi di acquisto (di cose alimentari) c’è il limite di dover prendere quello che c’è, ma il limite è ampiamente superato da altri vantaggi e dalla consapevolezza di agire, anche in quel contesto, in maniera politicamente interessante.
In ogni caso dovremo discutere di tutto questo nel nostro blog interno, soprattutto confrontandoci con i singoli librai. Intanto grazie per tue considerazioni, se avessi voglia di partecipare e confrontarti più sistematicamente con noi su questo o altri punti, non esitare a contattarci. ciao

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Di: giuliomozzi https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/visibilita-occultamento-e-convivialita/#comment-36316 Tue, 09 Aug 2011 06:50:47 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4932#comment-36316 “Mappiamo le librerie indipendenti città per città, aiutiamoli a fare rete, facciamo ‘guerrilla’ andando fisicamente davanti alle librerie super-market con un elenco delle migliori librerie indipendenti divise per quartiere e invitando la gente a fare i loro acquisti lì, vicino a casa, in un posto migliore, più bello, più curato e più utile alla cultura e alla vita associata”.

Bisognerà però tener conto di questo fatto: la maggior parte delle librerie indipendenti sono semplicemente meno fornite delle librerie di catena; hanno tempi di rifornimento più lunghi; e non sono per niente “vicine a casa”.
E non trascurerei questo fatto: le librerie indipendenti censite – lodevolmente – da “Finzioni” sono in buona parte librerie di secondo (remainder) o terzo (usato) mercato; oppure librerie legate a comunità (vedi Modo Infoshop di Bologna); oppure librerie specializzate, e spesso specializzate in cose occulte ed esoteriche oppure in opere d’interesse locale oppure – e questo è, a occhio, il ramo più consistente – in libri relativi al viaggio (le “Librerie del viaggiatore”); oppure librerie “ibridate”, dove si va per l’aperitivo o per altro, e quindi soggette ai su e giù tipici di tutti i locali modaioli.
Le librerie “indipendenti e generaliste” (“generaliste” non nel senso che tengono tutto, ma nel senso che non sono “specializzate”) sono molto poche.

Bisognerebbe anche capire se e quanto le librerie indipendenti possono ancora far conto sull’attività commissionaria. Io ho lavorato per anni presso una grande libreria indipendente (la Cortina di Padova), che fatturava credo più sulla commissionaria che sulla libreria, e aveva come clienti un buon numero di istituti e dipartimenti universitari, nonché scuole eccetera. Quanto è vivo oggi questo mercato? (Che è peraltro un mercato sostanzialmente parassitario).

Una

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Di: eFFe https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/visibilita-occultamento-e-convivialita/#comment-36190 Mon, 08 Aug 2011 22:25:52 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4932#comment-36190 Leggo con spaventoso ritardo il pezzo di CMG. Mi limito a segnalare che sulla mappatura delle librerie indipendenti esiste, da un po’, un piccolo progetto:

http://www.finzionimagazine.it/category/extra/indie-per-cui/

Molto maggiore, rispetto ai commenti in calce ai singoli pezzi, il riscontro via Facebook/email, tanto da consentire la stesura di un primo file excel con le librerie indipendenti segnalate dai lettori.

Eppur si muove.

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Di: (Mappare le librerie indipendenti) – Nazione Indiana https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/visibilita-occultamento-e-convivialita/#comment-36187 Mon, 08 Aug 2011 22:16:06 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4932#comment-36187 […] tutti: scrittori, editori, giornalisti, critici, lettori. L’azione potrebbe partire da qui. Riprendi a leggere da qui. Per ora non ci sono altri articoli su questo argomento. Questo articolo è stato scritto da […]

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Di: federica sgaggio https://minimaetmoralia.it/approfondimenti/visibilita-occultamento-e-convivialita/#comment-36131 Mon, 08 Aug 2011 18:38:30 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4932#comment-36131 Io voglio ringraziare Carlo.
Di cuore.
Ma proprio di cuore.
Ha dato parole ai miei pensieri sulla questione della necessità dell’occultamento, della fuga dal codice comunicativo; della necessità di «contesti» diversi.

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