Commenti a: Diario di viaggio con revenant. Ettore Sottsass Jr. e i maddaleniani https://minimaetmoralia.it/arte/diario-di-viaggio-con-revenant-ettore-sottsass-jr-e-i-maddaleniani/ un blog di approfondimento culturale Tue, 03 Mar 2015 09:28:04 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Diario di viaggio con revenant. Ettore Sottsass jr. e i maddaleniani | Humanities https://minimaetmoralia.it/arte/diario-di-viaggio-con-revenant-ettore-sottsass-jr-e-i-maddaleniani/#comment-1029257 Wed, 27 Aug 2014 14:44:22 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=22972#comment-1029257 […] Qui @minimaetmoralia il mio Diario di viaggio con revenant: Ettore Sottsass jr. e i madaleniani: a suo modo un “viaggio in Italia”. […]

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Di: S.G.F. https://minimaetmoralia.it/arte/diario-di-viaggio-con-revenant-ettore-sottsass-jr-e-i-maddaleniani/#comment-1029204 Wed, 27 Aug 2014 14:09:36 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=22972#comment-1029204 Mah, non so. Quanto evidenziato sulla situazione della Grotta del Romito è molto importante, tuttavia mi lascia piuttosto perplesso la descrizione dettagliata dei “tipi umani” e anche quella d’ambiente (e inoltre la frase riferita alle “case di emigrati in Canada o negli Stati Uniti che hanno fatto ritorno” mi sembra quanto meno una semplificazione, perchè, dopo breve ricerca, leggo che a Papasidero l’emigrazione è avvenuta prevalentemente verso il nord Europa e il nord Italia). Mi resta la sensazione d’uno sguardo approssimativo e “sorpreso” che non casualmente si sofferma su alcuni aspetti degli “indigeni” colti dallo sguardo acuto del Viaggiatore.
Oltre venticinque anni fa ho visitato anch’io la Grotta del Romito, e la situazione relativa al sito archeologico non era migliore di quella descritta oggi, ma quando parlavo di quel viaggio con gli amici non mi giungevano in mente descrizioni, necessarie alla narrazione, di psicologie umane (colte inoltre dall’autore del brano in straordinari e precisi squarci intuitivi, senza alcun dubbio d’errore) da far rilevare, come qui, ad esempio quella del vecchietto incontrato: “Non parla. Si ritrae al saluto, si stringe al muretto fiancheggiante la strada. Tiene gli occhi bassi, evita di guardare, incontrare o sostenere lo sguardo. Appare smarrito: un bambino giunto a decrepitezza, dalla capigliatura candida.” Tutto questo “colore” descrittivo e questa fiducia nella bontà delle proprie percezioni mi lascia, ripeto, perplesso. Non so. Sarà forse che anch’io sono un “indigeno” di zone a un’ora e qualcosa da Papasidero e il mio sguardo probabilmente ha (o ha avuto) un’altra prospettiva d’osservazione.

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