Commenti a: Le retoriche del patrimonio nell’Italia contemporanea https://minimaetmoralia.it/arte/retoriche-patrimonio-culturale-italia/ un blog di approfondimento culturale Wed, 27 Mar 2013 17:01:08 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Giorgio https://minimaetmoralia.it/arte/retoriche-patrimonio-culturale-italia/#comment-256296 Wed, 27 Mar 2013 17:01:08 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13631#comment-256296 L’idea di “demonumentalizzare i monumenti, reinserendoli nel tessuto vivo della società” non mi sembra così lontana da ciò che accade oggi con molti palazzi, ville, chiese, etc. riutilizzati da sempre come luoghi sia pubblici sia privati con mostre, convegni, eventi, etc fino ad arrivare al catering per i matrimoni. Mi sembra che altri paesi europei si veda molta più monumentalizzazione visto il numero ridotto di beni storico-artistici.
A questo punto non capisco, oltre l’interessante e legittima riflessione, all’atto pratico sarebbe solo un riutilizzo più coscienzioso? Il trend per cui il palazzo d’epoca oggi si affitta, per esempio, per l’evento X andrebbe potenziato? Forse è una piccola provocazione ma mi sembra valido fare ancora della retorica di fronte ad alcuni scempi di destinazione e alla mancanza di tutela in luoghi fondamentali. Sicuramente è meglio agire in pratica, come giustamente pone Ilaria, con idee e iniziative su cui confrontarsi.

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Di: Ilaria https://minimaetmoralia.it/arte/retoriche-patrimonio-culturale-italia/#comment-256138 Tue, 26 Mar 2013 19:00:11 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13631#comment-256138 Probabilmente è giusto pensar male e ritenere che la maggior parte dei sostenitori della retorica del patrimonio culturale come risorsa economica per l’Italia abbia in testa progetti celebrativi, non dialettici, non dialogici, non contemporanei.
Ma non mi sembra una retorica da buttar via, piuttosto da riempire di idee. Ragionare su come utilizzare questo immenso patrimonio per discutere di contemporaneità, offrendo un turismo di alto tenore culturale (e come lo vogliamo chiamare se no?), credo sia il primo passo da fare. Subito dopo fare, provare, agire. Siamo in crisi? E allora tiriamo fuori idee nuove, personali, iniziativa. Smetterei di aspettare le istituzioni (non dico di smettere di chiedere o fare pressioni alle istituzioni, ma muoviamoci indipendentemente, mentre cerchiamo di cambiare lo Stato. Basta questa paralisi piena di frustrazione, ci sta uccidendo).

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Di: Wif https://minimaetmoralia.it/arte/retoriche-patrimonio-culturale-italia/#comment-255379 Fri, 22 Mar 2013 16:58:37 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13631#comment-255379 Tutto è davvero in stile cartolina, un culto che in realtà non esiste, una finzione. Bell’articolo, in controtendenza. Del resto parlare di CULTURA è diventata una mistica, senza senso e ragione. Ho una domanda da fare, se qualcuno potrà dirmi qualcosa: tutta questa sacralizzazione del FAI , pagine e pagine di giornale con l’elenco dei miracoli del FAI , la pubblicità del FAI che sembra quella dei cosmetici AVON di una volta, il linguaggio usato nelle lettere che il FAI scrive ai possibili finanziatori ,tipo “”Una persona come Lei, della Sua levatura….”” , dando loro la possibilità di pagare, con un minimo inderogabile, per poter far parte degli “eletti” , insomma il messaggio è adatto a chi si dovrebbe sentire un salvatore della CULTURA, quindi un colto, solo perchè è iscritto a sto FAI, vorrei sapere che cosa di veramente utile e integrato con la società viva viene fatto dal FAI. Spero di sbagliarmi ma ho l’impressione che sia una cosa …strana. Qualcuno mi dica che sbaglio di grosso e , se possibile, mi dica il perchè. Grazie ( mi ero iscritta per un periodo , anni fa’,al FAI, ma mi ero veramente …., vabbè)

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Di: bidé https://minimaetmoralia.it/arte/retoriche-patrimonio-culturale-italia/#comment-255320 Fri, 22 Mar 2013 10:10:51 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13631#comment-255320 Proprio ieri Blob mostrava un “colto” Vittorio Sgarbi ospite di qualche vacuo programma del pomeriggio sostenere che un singolo quadro esposto agli Uffizi valesse da solo quanto Colonia o Francoforte. Da lì dovrebbe ripartire l’economia italiana.
Ecco, in Italia la cultura è stata troppo spesso nelle mani di signori come Sgarbi.

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