Claudio Morici su minima&moralia https://minimaetmoralia.it/author/claudiomorici/ un blog di approfondimento culturale Wed, 25 Jun 2014 13:47:16 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 https://minimaetmoralia.it/wp-content/uploads/2025/07/cropped-cropped-309290503_464034925751050_1790831071097755281_n-32x32.jpg Claudio Morici su minima&moralia https://minimaetmoralia.it/author/claudiomorici/ 32 32 Un consiglio di lettura per l’estate https://minimaetmoralia.it/editoria/un-consiglio-di-lettura-per-lestate/ https://minimaetmoralia.it/editoria/un-consiglio-di-lettura-per-lestate/#comments Wed, 25 Jun 2014 07:25:34 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=21715 Oggi vorrei proporvi una lettura straordinaria. Un libro che ha cambiato la vita a milioni di persone. Un libro che riporta al primo posto il vero oggetto della letteratura di sempre: le persone, appunto. Sto parlando dell'Elenco Telefonico di Roma del 2012.

Un po' lunghetto, 1377 pagine con un font bastardo; ma vi assicuro sono pagine che scorrono velocissime. L'Elenco Telefonico di Roma del 2012 può leggerlo un bambino di 7 anni come un vecchietto. È trasversale. Può leggerlo l'intellettuale o l'operaio. C'è gente che in vita sua ha letto solo questo libro. I Promessi Sposi a scuola e l'Elenco Telefonico di Roma del 2012.

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di Claudio Morici

Oggi vorrei proporvi una lettura straordinaria. Un libro che ha cambiato la vita a milioni di persone. Un libro che riporta al primo posto il vero oggetto della letteratura di sempre: le persone, appunto. Sto parlando dell’Elenco Telefonico di Roma del 2012.

Un po’ lunghetto, 1377 pagine con un font bastardo; ma vi assicuro sono pagine che scorrono velocissime. L’Elenco Telefonico di Roma del 2012 può leggerlo un bambino di 7 anni come un vecchietto. È trasversale. Può leggerlo l’intellettuale o l’operaio. C’è gente che in vita sua ha letto solo questo libro. I Promessi Sposi a scuola e l’Elenco Telefonico di Roma del 2012.
Ci sono un sacco di personaggi, è vero. Ma in ordine alfabetico. Quale altro libro ha tutti i personaggi in ordine alfabetico? L’Elenco dei Commercialisti Italiani, certo, ma due palle! E poi l’Elenco Telefonico di Roma del 2012 racconta di tutte le estrazioni sociali, parla della gente vera. Ci sono quasi tutti. C’è l’introverso, c’è lo sportivo, c’è il nullafacente, l’innamorato, c’è quello che non ha mai amato in vita sua. C’è gente felice e gente che ha la vita distrutta, chi crede in Dio, chi no e chi ancora non lo sa. C’è l’assassino, sicuro c’è qualche assassino qui dentro, è statistico (calcola una città grande come Roma). C’è la persona più cattiva della città, c’è la persona più buona della città. C’è sua zia, c’è suo figlio. C’è il nostro futuro sindaco, c’è il tuo futuro idraulico, c’è il tuo attuale dentista. Ci sono anche un sacco di stronzi qui dentro, bisogna dirlo. Ma c’è pure la maggior parte delle persone che potresti conoscere con gioia domani mattina e la maggior parte delle persone che hai già conosciuto nella tua vita. Sono tutte qui, nell’Elenco Telefonico di Roma del 2012. Nessun altro libro è così.

Non a caso l’Elenco Telefonico di Roma del 2012 è stato distribuito in oltre tre milioni e mezzo di copie. Solo a Roma. Tre milioni e mezzo di copie senza essere mai tradotto. Non conosco un altro caso del genere. Si è sempre creduto che l’Elenco Telefonico di Roma del 2012 non potesse funzionare sul mercato anglosassone, ad esempio. Io penso che hanno fatto la cazzata, ma sono scelte editoriali. Lo sapranno loro. Sarà che sono particolarmente legato a questo libro perché è l’unico libro che parla di me. Di Claudio Morici. Sto a pagine 567. E parla anche della maggior parte dei miei amici. Almeno di quelli che abitano a Roma. Ma forse è lo stesso anche per voi! Come vi chiamate? Volete controllare? C’è l’ordine alfabetico, è facilissimo! Oppure un giorno, mentre lo state leggendo, ecco che all’improvviso vi accorgete che parla di voi… Come cazzo ha fatto? Un libro eccezionale, l’Elenco Telefonico di Roma 2012.

Certo, è bello grosso, ma non ha uno stile pomposo, pieno di aggettivi… Non ce n’è nemmeno uno di aggettivo. 1377 pagine e neanche un verbo. Solo nomi e numeri. Va subito al sodo l’Elenco Telefonico di Roma del 2012. Anzi, niente “va”, che è verbo: “subito al sodo”. Anzi senza neanche “subito al” che è avverbio e articolo: “Sodo”.
“Sodo Raffaele, viale Liegi 75, 5045778”. Di questo sto parlando. C’è questa persona, abita qui, questo è il suo telefono. Basta chiacchiere.
Chi è? Chiamalo. Come è fatto fisicamente? Lo chiami e ti fai mandare una foto, cazzi tuoi. Cosa gli succede alla fine? Telefonagli ogni anno, organizzati, vedi tu. L’Elenco Telefonico di Roma del 2012 non è uno di quei libri che subisci, che ti rende un passivo fruitore. No. Chi è davvero Sodo Raffaele? Incontrerà Bencivenga Ilaria, personaggio a pagina 186? Inutile che stai qui a domandartelo, datti da fare, telefona a tutti e due e mettili in contatto, no? “Ciao Raffaele, questo è il telefono di Ilaria, fammi sapere, ok? Grazie Raffaellone”. Chiedi. Informati, attiva il cervello! Tiberio Felicetti riuscirà a essere felice oppure no? Lo chiami, lo mandi affanculo. Ecco lì che non ci riuscirà, almeno per oggi. Grazie a te.
Quel personaggio muore o ce la fa a sopravvivere? Quando si saprà? Sono domande che spesso ci poniamo quando siamo alle prese con un libro particolarmente avvincente. Ecco, qui alzi il telefono, con una scusa gli dai un appuntamento e ammazzi Tiberio Felicetti. Non ce l’ha fatta. Ma hai deciso tu, hai partecipato alla narrazione!
Quell’altro personaggio si innamorerà? Magari è una lei anche con un nome. Le telefoni, le dici che la vedi di nascosto tutti i giorni, che è bellissima. Poi il giorno dopo le fai un paio di squilletti. E quindi ancora altri complimenti gentili, magari le spedisci un mazzo di rose… Ecco lì che la tipa comincia a pensarti! “Ma chi sarà questo ammiratore”, “Forse è vero che sono bella”, “Nessuno mi ha mai parlato così”, “Chissà perché insiste che sono bionda quando sono mora…” e zac! Si innamora! E ti senti anche un po’ coinvolto personalmente. Chissà che, scherzando e ridendo, anche tu… A meno che non è una vecchia di 90 anni, questo purtroppo non te lo dice l’Elenco Telefonico di Roma del 2012. Se proprio devo fare una critica, questa cosa dell’età l’avrei fatta diversa. In ogni caso: altro che storytelling partecipativo dei social network! Alza quel telefono e chiama! Stai li a mettere “mi piace”, a scrivere il commentino che leggono gli amici… Alza quel telefono, coglione, che a quest’ora avevi già fatto! Ce l’hai le dita? Ti pesano le dita?!

Ma inutile stare qui a osannare questo libro. Perché un libro, se è un buon libro, parla sempre da solo. Leggiamone un brano. Da l’Elenco Telefonico di Roma del 2012 (pag. 481):

Di Seri Antonio, 56 via Monte Ruggero, 55367746
Di Seri Concetto, 74 via del Castagno, 5960030
Di Seri Franca, 24 via Piave, 4789566
Di Seri Riccardo, 45 via G. Salviucci, 8170556

Con l’Elenco Telefonico di Roma del 2012 la grande letteratura è entrata a casa tua, gratis. Ti ha bussato alla porta, la grande letteratura. “Buongiorno, elenco telefonico 2012, mi apre il portone?”. Altro che i romanzi allegati al Corriere della Sera, ad esempio, che li buttavi in libreria e poi un giorno magari… quando avrò più tempo… Non potevi neanche telefonare ai personaggi! Che magari non erano neanche in ordine alfabetico! Libri che non parlano di te e dei tuoi amici… Te lo credo che poi non te li leggi!

Ma soprattutto l’Elenco Telefonico di Roma del 2012 è molto meglio dell’Elenco Telefonico di Roma del 2014. Perché nell’Elenco del 2014 non ci sono più alcune persone. E questo è normale. Ma non ce n’è più una, in particolare, a cui tenevo tantissimo. Purtroppo. Un mio amico non c’è più. E l’Elenco Telefonico del 2014 non dice niente, così, eliminato come se nulla fosse. Senza una spiegazione, una nota. Senza una regola scritta all’inizio o alla finte del libro, tipo: “Ogni anni scompaiono delle persone e questo fa parte della natura”. Neanche una frasetta del genere. “Scusate, ogni anno qualcuno non c’è più: è la vita, ve lo diciamo prima”. Niente. Per me è stato molto difficile.

Poi una settimana fa non te lo incontro per strada? Appena mi vede alza il cellulare “Ao, mi so’ fatto il cellulare finalmente!”. E io “Ma vaffanculo!”. E lui “T’ho fatto prende’ un colpo, eh? Me lo so’ preso nel 2013, era ora, no? Per questo non compaio nell’Elenco Telefonico di Roma del 2014. T’ho fatto prende’ un colpo, eh?”. E io ancora: “Ma vaffanculo!”. E via abbracci, baci, cazzotti sulla spalla.

Insomma, finisce anche bene, l’Elenco Telefonico di Roma 2012.

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Morire (o quasi) di gentrizzazione https://minimaetmoralia.it/racconti/le-profonde-conseguenze-di-cui-certo-si-parla-ma-non-quanto-si-dovrebbe-del-fenomeno-della-gentrizzazione/ https://minimaetmoralia.it/racconti/le-profonde-conseguenze-di-cui-certo-si-parla-ma-non-quanto-si-dovrebbe-del-fenomeno-della-gentrizzazione/#comments Mon, 21 Apr 2014 17:47:04 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=20147 di Claudio Morici È vero: noi romani, di generazione in generazione, siamo stati spazzati via dai quartieri centrali della nostra città. Il motivo principale lo sappiamo tutti: è diventato troppo caro. Nei quartieri del centro ora ci abitano gli stranieri, gli impiegati di qualche grossa azienda, i politici, i ricchi. Ma chi ci è nato […]

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di Claudio Morici

È vero: noi romani, di generazione in generazione, siamo stati spazzati via dai quartieri centrali della nostra città.
Il motivo principale lo sappiamo tutti: è diventato troppo caro. Nei quartieri del centro ora ci abitano gli stranieri, gli impiegati di qualche grossa azienda, i politici, i ricchi.
Ma chi ci è nato veramente, i romani veri, non ci sono più lì.

Veniamo sbattuti sempre più verso la periferia, di generazione in generazione, spazzati via da una forza cenfrifuga, come da un vento.
I miei bisnonni erano di via Cairoli, vicino Piazza Vittorio. I miei nonni vivevano sull’Appia. I miei genitori all’EUR e io… a Santa Maria delle Mole, provincia di Marino.
Prima dello scatto d’orgoglio, quando mi sono preso un mini appartamento a San Lorenzo, cazzo. Dove abito tuttora. E gli sgancio mezzo stipendio.

È un fenomeno studiato, si chiama gentrizzazione. Ci sono ricerche, indagini, statistiche. Se n’è già parlato anche in letteratura, ma ciò su cui credo non si è riflettuto abbastanza sono gli effetti che la gentrizzazione avrà non solo sul futuro dei nostri figli. Ma sul genere umano. Sì. Sul genere umano.

Perché mio figlio, se io ora sono tornato a vivere a San Lorenzo facendocela pelo pelo, mio figlio perderà inevitabilmente posizioni e si ritroverà sulla Romanina, a due passi dal raccordo.
“Almeno vicino c’è Ikea”, penserà sua moglie. “Potremmo andarci tutti i giorni”.
I miei nipoti, suoi figli, si prenderanno una bella villetta a Velletri, ci arriveranno come spazzati via da questo vento che viene dal centro di Roma che ancora li scapiglia. E loro a guardare questa villetta, tutti contenti, a pensare quanto sarebbe costata a Roma, meno male che siamo qua a Velletri, tutti larghi…
Ma i loro figli, i miei pronipoti, vivranno automaticamente a Perugia, perché nel futuro tutto va più veloce e in tre generazioni Roma non la vedi neanche più con il binocolo.
E i loro figli saranno albanesi, sì, non c’è niente di male, spiagge bellissime, gente socievole e con il prezzo di un box a Testaccio ti compri una palazzina a Tirana.
Tanto è un attimo, perché i loro figli vorranno tutti trasferirsi a Praga, dove la carbonara la fanno senza pancetta ma una birra costa 2 euro ed è pure buona, molto meglio della Peroni che bevevano i loro trisnonni per 5 euro in uno pseudo pub irlandese, dove neanche puoi giocare a freccette e quando esci trovi la multa sulla macchia.
E soprattutto i loro figli, una mattina, così all’improvviso si sveglieranno a Londra.
“Che culo”, penseranno.
C’è stata questa improvvisa virata ad ovest, di questo vento che ti spazza via da Roma, e si ritrovano dove vogliono andare tutti, anche se costa tanto.
“Che culo”, penseranno. “Alla lunga, conviene sempre peggiorare” scriveranno sulle loro bacheche di Facebook o di chissà quale social network tra 200 anni.

Ma faranno appena in tempo a scriverlo che i loro figli andranno a vivere in Scozia.
E i figli dei loro figli eccoli in Islanda, un lungo viaggio pieno di cappotti e sciarpette, dove il vento che è partito da Roma è una gianna freddissima, eccoli in Islanda a concepire e crescere dei figli che poi si ritroveranno obbligati a laurearsi in geologia e partire per una spedizione al Polo Nord. Che praticamente diventa la loro seconda casa, giusto perché non si possono portare appresso tutta la famiglia, al Polo Nord.
Vive tra il Polo nord e Rejkavik, ci sarà scritto nella quarta di copertina, se si mettono a scrivere come me, il loro antenato che ha scritto fino a novantanni, senza farci una lira.
Ma il pianeta Terra dopo il Polo Nord è finito. E da una parte è un grande sollievo.

Se non fosse che questi fenomeni non si arrestano di fronte a niente, e i figli di questo tipo che faceva avanti e indietro andranno a vivere… sulla Luna. Sì. Molto molto lontani da Roma.
Ma a questo punto saranno passate una decina di generazioni, non c’è niente di strano ad andare sulla Luna.
Molti dei nostri avi venivano dalle grotte del deserto dei Sahara migliaia di anni fa. Probabilmente, 60 metri quadrati di grotta nel Sahara hanno iniziato a costare tantissimo e allora… Tutti quei soldi per stare in un buco? Tanto vale…
E questi miei parenti alla lontana sulla Luna concepiranno figli che, certamente, dovranno vivere su altri pianeti, pianeti più periferici. Su Marte, ad esempio, a fare avanti e indietro tutte le mattine Luna-Marte, Luna-Marte, Luna-Marte che è molto peggio di Islanda-Polo nord, datemi retta, capite le conseguenze sul genere umano? Una vita di merda che però c’è a chi piace.
Due mesi di viaggio per lavorare un giorno e altri due mesi di viaggio per tornare a casa. Ogni volta che vai a lavoro ti finisci 12 libri. C’è gente che ha preparato 4 esami, una mattina, prima di arrivare a lavoro.
Ma a questo punto sarà una buona idea quella dei loro figli di andare a vivere su Plutone, che è un po’ provinciale, ma almeno c’è un sacco di verde. Fino a quando non dovrai spostarti anche da lì. E senza neanche che te ne accorgi ti ritrovi fuori dal Sistema Solare.

All’inizio dici, non è così lontano, c’è la Via Lattea. Non è così lontano rispetto all’estensione dell’Universo. E invece no, è un gran culo e basta. E poi non c’è un cazzo fuori dal Sistema Solare.
Dopo le 21 è tutto buio. Va bene se hai bambini piccoli, ma soffri un forte isolamento culturale, fuori dal Sistema Solare.

E mentre stai a lavoro chiudi gli occhi e ti metti a fantasticare. La tua memoria archetipica ti farà vedere Trastevere, via del Corso, Monti, Piazza Vittorio, San Pietro. Penserai che sono luoghi inventati dalla tua fantasia di essere umano represso e frustrato. Immagini bellissime di macchine dappertutto, cartacce per terra, centurioni che ti chiedono i soldi per la foto.
“Pensa il mio cervello che creatività!”, penserai. Poi però ti ricorderai del posto che ti aveva raccontato tuo nonno, che gli aveva raccontato suo nonno, e così via. “Ah ecco, mi pareva che ero creativo”, penserai.
“Meno mano, mica voglio fare la fine del mio antenato che scriveva”, dirai a te stesso con sollievo.
E ti verrà voglia di andare a visitarlo quel posto da cui è venuta la tua famiglia. Di abitarci no, costa un sacco di soldi… Ma così, in vacanza, per vedere da dove vieni, chi sei veramente. Solo che, da dove abiti, ora come ora ci metti 900 anni luce prima di raggiungere Roma.
È un po’ impegnativo. Chi te li dà 900 anni luce di ferie?
E con i bambini? Quando ritorni a casa dopo le vacanze sono due mummie, i tuoi figli.
900 anni di assenze a scuola, li bocciano.
E allora tra una cosa e un’altra, ti passa per la testa. Ti accontenti. “Alla fine, dài, non si sta tanto male fuori dal Sistema Solare”, ti dici. “Alla fine solo qui è rimasta ancora un po’ d’umanità. Fuori dal Sistema Solare”.

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I doveri di uno scrittore oggi https://minimaetmoralia.it/scrittura/uno-scrittore-oggi/ https://minimaetmoralia.it/scrittura/uno-scrittore-oggi/#comments Wed, 26 Mar 2014 13:51:39 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=19552 Questo pezzo è uscito sull'ultimo numero di Nuovi argomenti, da pochi giorni in libreria, intitolato "La rivista che sapeva troppo", che contiene, fra i molti, scritti di Francesco Piccolo, Giuseppe Rizzo, Ben Lerner, Keith Gessen, Antonella Lattanzi, Paolo Di Paolo, e un'antologia critica sulla nuova narrativa italiana a cura di 404 File Not Found

di Claudio Morici

Uno scrittore oggi deve osservare la realtà.
No. Uno scrittore oggi deve osservare dentro se stesso.
Uno scrittore oggi deve leggere molto.
Uno scrittore oggi sta troppo tempo sui libri, quello che dovrebbe fare è vivere davvero!
Uno scrittore oggi non può “vivere davvero”, altrimenti quando scrive?
Uno scrittore oggi non conta più nulla.
Mai come oggi c’è bisogno dello scrittore!

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Questo pezzo è uscito sull’ultimo numero di Nuovi argomenti, da pochi giorni in libreria, intitolato “La rivista che sapeva troppo”, che contiene, fra i molti, scritti di Francesco Piccolo, Giuseppe Rizzo, Ben Lerner, Keith Gessen, Antonella Lattanzi, Paolo Di Paolo, e un’antologia critica sulla nuova narrativa italiana a cura di 404 File Not Found

di Claudio Morici

Uno scrittore oggi deve osservare la realtà.
No. Uno scrittore oggi deve osservare dentro se stesso.
Uno scrittore oggi deve leggere molto.
Uno scrittore oggi sta troppo tempo sui libri, quello che dovrebbe fare è vivere davvero!
Uno scrittore oggi non può “vivere davvero”, altrimenti quando scrive?
Uno scrittore oggi non conta più nulla.
Mai come oggi c’è bisogno dello scrittore!
Uno scrittore oggi deve usare almeno 45 vocaboli diversi in 2000 battute, con tutto lo spettro della punteggiatura e un’aggettivazione misurata. Altrimenti la lingua muore.
Uno scrittore oggi deve scrivere in modo semplice. Altrimenti muore lui.
Uno scrittore oggi è uno scrittore quando non pensa di esserlo.
Uno scrittore oggi è uno scrittore quando dice che non pensa di esserlo.
Uno scrittore oggi è uno scrittore quando lui pensa di esserlo solo un po’, e qualcun altro, a cui hanno già detto di essere uno scrittore, gli dice che è scrittore.
Oggi sono buoni tutti a scrivere.
Uno scrittore oggi deve trovarsi un lavoro che lo mantiene, scrivere il romanzo, beccare un editore, fare le presentazioni, promuoversi su internet, fare amicizia con i critici. E poi trovarsi un altro lavoro che lo mantiene, scrivere un altro romanzo, beccare un altro editore…
Uno scrittore oggi non deve fare nulla. Sono gli altri: gli editori, il pubblico, i critici, ecc… che, se sei veramente bravo, vengono da te. Aspettiamoli. (Conta fino a cento.)
Uno scrittore oggi non può lamentarsi. E quando facevi lo scrittore e c’era la guerra?
Uno scrittore deve saper toccare il braccio con il pollice dello stesso arto, spingendolo con l’altra mano. Io non ci riesco.
Uno scrittore oggi deve sapersi autocensurare: c’è troppa gente che scrive e lui, quando scrive, deve avere l’umiltà di essere scrittore senza scrivere.
Uno scrittore oggi, ad esempio, non può scrivere romanzi dove muore sempre qualcuno.
Uno scrittore oggi deve scrivere romanzi divisi in quattro parti. Nella prima muore uno, nella seconda altri tre, nella terza anche le loro famiglie più il protagonista. Nella quarta muore lo scrittore stesso, i lettori, l’editore e il promotore nazionale.
Uno scrittore oggi si prende il 7% sul prezzo di copertina del suo romanzo.
Uno scrittore oggi dà all’editore il 93% sul prezzo di copertina del suo romanzo.
Uno scrittore oggi deve saper ballare il tip tap.
Uno scrittore oggi deve sapere ballare il tip tap ma solo quello vero, con quelli veri che ballano il tip tap, solo in America, dove il tip tap ce l’hanno nel sangue, dove è parte della loro cultura.
Uno scrittore oggi non balla mai, scrive, non balla.
Uno scrittore oggi può ballare come e dove vuole. Basta che non ci siano intorno altri scrittori.
Uno scrittore oggi non deve mai andare alle feste dove ci sono tanti scrittori, altrimenti scrive un libro che parla di una festa dove ci sono tanti scrittori.
Uno scrittore oggi deve andare alle feste con altri scrittori, altrimenti dove li vede? In ufficio?
Uno scrittore oggi deve fare cose che arrivano alla gente, come il rimborso dell’imu.
Senza compiere l’errore di fare cose che non arrivano alla gente, come il rimborso dell’imu.
Uno scrittore oggi mentre fa le cose che arrivano alla gente non deve far vedere che le fa perché arrivano alla gente… Deve dire che gli sono venute così, va a sapere perché. O al massimo pensando all’enorme sofferenza del mondo e del genere umano.
Uno scrittore oggi non può contare sull’ispirazione, ma su ore e ore di lavoro.
Uno scrittore oggi, se ci mette ore e ore di lavoro, è poco spontaneo.
Uno scrittore oggi deve saper fare le lasagne. O comunque un piatto che tira fuori a un certo punto e dice “so fare le lasagne” e tutti lo guardano come a dire “hai capito, pure le lasagne sa fare”. Ma qualcuno pensa “non ci sono più gli scrittori di una volta”, perché una volta non sapevano proprio cucinare o non avevano tempo, o cucinavano le donne, perché c’erano meno scrittori donne che scrittori uomini.
Uno scrittore oggi non deve rompere le palle all’editore. Uno scrittore oggi non deve rompere le palle ai giornalisti. Uno scrittore oggi non deve rompere le palle al pony express quattordicenne che porta il libro dal magazzino della casa editrice alla casa dell’amico del giornalista, che lo farà leggere al giornalista.
Uno scrittore oggi deve rompere le palle, altrimenti non vai da nessuna parte.
Uno scrittore oggi può sbagliare solo se è ubriaco.
Uno scrittore oggi non deve sbagliare ma scrivere che ha sbagliato.
Uno scrittore oggi sbaglia sempre, perché non ci sono più veri scrittori.
Uno scrittore oggi clicca qui, anche se siamo su cartaceo. Uno scrittore oggi deve amare il proprio editore odiandolo deve amare i propri lettori, odiandoli deve amare scrivere odiandolo.
E tutto questo su una gamba sola. Saltellando! Per farsi pubblicità!
Ma uno scrittore oggi non può pubblicizzare il suo libro, perché il suo libro deve parlare da solo. Se il libro non parla da solo, è inutile pubblicizzarlo, significa che non è buono. Ascol- tiamolo insieme. (Conta fino a cento.)
Uno scrittore oggi deve fare tanti lavori, mai lo scrittore. Uno scrittore deve fare lo scrittore e basta.
Uno scrittore deve fare il cubo magico senza guardare su Internet.
Uno scrittore oggi se gli chiedono “sei uno scrittore bravo?”,
deve dire “questo non lo so, lo deve chiedere a chi mi ha letto”. Anche se gli chiedono “vendono i tuoi libri?” deve dire “questo non lo so, lo deve chiedere a chi mi ha letto”. Perché l’editore non glielo dirà mai.
Lo scrittore oggi, se non ha più nulla da dire deve stare molto, molto attento. Perché se gli pubblicano lo stesso i libri… Se gli pubblicano i libri… rischia di abbattere alberi inutilmente! C’è uno scrittore italiano, uno francese e uno inglese. Lo scrittore italiano a un certo punto muore di fame.
C’è uno scrittore italiano, uno cinese e uno americano. Arriva quello italiano scrive un libro e lo fa leggere agli altri due, che non ci capiscono un cazzo.
Uno scrittore oggi non deve avere tante copie del suo libro a casa.
Uno scrittore oggi deve avere tante copie del libro a casa, perché le chiedono tutti a lui.
Uno scrittore oggi deve suicidarsi perché non l’ha fatto ancora nessuno della sua generazione.
Uno scrittore oggi deve suicidarsi con una busta di plastica.
Sbattendosela addosso tante volte, finché non muore.
Uno scrittore oggi deve essere simpatico ma anche antipatico. L’editore quando vede lo scrittore deve poter pensare “simpatico, ma anche un po’ antipatico”.
Il lettore quando vede lo scrittore deve poter pensare “simpatico, ma anche un po’ antipatico”.
Lo scrittore oggi deve fare tutto questo mentre è bendato, incatenato e immerso in una vasca di pescecani con trenta se- condi per slegarsi e una settimana per scrivere un libro all’altezza del precedente.
E una volta che ha fatto tutto questo, deve tornare a casa dove lo aspetta una vita normale, perché deve avere anche una vita normale altrimenti non conoscerà mai la vita normale delle persone e di che scrive? Di una festa con tanti scrittori? Dove lo vede il male che si nasconde in una vita normale, se non ha mai avuto una vita normale? Allora deve avere una vita normale, lo scrittore oggi, e a un certo punto, stanco, si mette anche a letto con il pigiamino, perché lo scrittore oggi ha un pigiamino normale. Spegne la luce non trovando subito l’interruttore. E al buio pensa: “chi me l’ha fatto fare?”.

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Racconti da Camera 6 https://minimaetmoralia.it/video/racconti-da-camera-6/ https://minimaetmoralia.it/video/racconti-da-camera-6/#comments Fri, 31 May 2013 14:40:51 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=14521 Scritti e letti da Claudio Morici (L’uomo d’argento, E/O 2012), i Racconti da Camera sono pillole di vita quotidiana con la sorpresina dentro. La regia è di Claudio Martinez.

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Claudio Morici

Scritti e letti da Claudio Morici (L’uomo d’argento, E/O 2012), i Racconti da Camera sono pillole di vita quotidiana con la sorpresina dentro. La regia è di Claudio Martinez.

Racconti da Camera 6: Mia nonna è sovrastimata

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Racconti da Camera 5 https://minimaetmoralia.it/video/racconti-da-camera-5/ https://minimaetmoralia.it/video/racconti-da-camera-5/#respond Sun, 24 Mar 2013 07:00:19 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13714 Scritti e letti da Claudio Morici (L’uomo d’argento, E/O 2012), i Racconti da Camera sono pillole di vita quotidiana con la sorpresina dentro. La regia è di Claudio Martinez.

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Scritti e letti da Claudio Morici (L’uomo d’argento, E/O 2012), i Racconti da Camera sono pillole di vita quotidiana con la sorpresina dentro. La regia è di Claudio Martinez.

Racconti da Camera 5: Amore a prima vista

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Racconti da Camera 4 https://minimaetmoralia.it/video/racconti-da-camera-4/ https://minimaetmoralia.it/video/racconti-da-camera-4/#comments Sun, 03 Mar 2013 10:16:56 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13349 Scritti e letti da Claudio Morici (L’uomo d’argento, E/O 2012), i Racconti da Camera sono pillole di vita quotidiana con la sorpresina dentro. La regia è di Claudio Martinez.

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Scritti e letti da Claudio Morici (L’uomo d’argento, E/O 2012), i Racconti da Camera sono pillole di vita quotidiana con la sorpresina dentro. La regia è di Claudio Martinez.

Racconti da Camera 4: L’infuso

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Racconti da Camera 3 https://minimaetmoralia.it/video/racconti-da-camera-3/ https://minimaetmoralia.it/video/racconti-da-camera-3/#comments Sun, 17 Feb 2013 10:16:10 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13104 Scritti e letti da Claudio Morici (L’uomo d’argento, E/O 2012), i Racconti da Camera sono pillole di vita quotidiana con la sorpresina dentro. Una pillola a settimana, con auspicabili effetti collaterali. Sono anche Koan di pochi minuti dove, appena si finisce di raccontare, ci si accanisce sulla (video) camera. Come dovrebbe succedere sempre e a tutti. La regia è di Claudio Martinez.

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Scritti e letti da Claudio Morici (L’uomo d’argento, E/O 2012), i Racconti da Camera sono pillole di vita quotidiana con la sorpresina dentro. Una pillola a settimana, con auspicabili effetti collaterali. Sono anche Koan di pochi minuti dove, appena si finisce di raccontare, ci si accanisce sulla (video) camera. Come dovrebbe succedere sempre e a tutti. La regia è di Claudio Martinez.

Racconti da Camera 3 – Amore Politico

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Racconti da Camera 2 https://minimaetmoralia.it/video/racconti-da-camera-2/ https://minimaetmoralia.it/video/racconti-da-camera-2/#comments Sun, 10 Feb 2013 14:24:12 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12995 Scritti e letti da Claudio Morici (L’uomo d’argento, E/O 2012), i Racconti da Camera sono pillole di vita quotidiana con la sorpresina dentro. Una pillola a settimana, con auspicabili effetti collaterali. Sono anche Koan di pochi minuti dove, appena si finisce di raccontare, ci si accanisce sulla (video) camera. Come dovrebbe succedere sempre e a tutti. La regia è di Claudio Martinez.

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Scritti e letti da Claudio Morici (L’uomo d’argento, E/O 2012), i Racconti da Camera sono pillole di vita quotidiana con la sorpresina dentro. Una pillola a settimana, con auspicabili effetti collaterali. Sono anche Koan di pochi minuti dove, appena si finisce di raccontare, ci si accanisce sulla (video) camera. Come dovrebbe succedere sempre e a tutti. La regia è di Claudio Martinez.

Racconti da Camera 1 – Già scopati

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Racconti da Camera 1 https://minimaetmoralia.it/video/racconti-da-camera-1/ https://minimaetmoralia.it/video/racconti-da-camera-1/#comments Sun, 03 Feb 2013 09:24:01 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12838 Scritti e letti da Claudio Morici (L'uomo d'argento, E/O 2012), i Racconti da Camera sono pillole di vita quotidiana con la sorpresina dentro. Una pillola a settimana, con auspicabili effetti collaterali. Sono anche Koan di pochi minuti dove, appena si finisce di raccontare, ci si accanisce sulla (video) camera. Come dovrebbe succedere sempre e a tutti. La regia è di Claudio Martinez.

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Scritti e letti da Claudio Morici (L’uomo d’argento, E/O 2012), i Racconti da Camera sono pillole di vita quotidiana con la sorpresina dentro. Una pillola a settimana, con auspicabili effetti collaterali. Sono anche Koan di pochi minuti dove, appena si finisce di raccontare, ci si accanisce sulla (video) camera. Come dovrebbe succedere sempre e a tutti. La regia è di Claudio Martinez.

Racconti da Camera 1 – Ho vinto

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