Commenti a: 43 anni dopo: un libro e un film https://minimaetmoralia.it/cinema/43-anni-dopo-un-libro-e-un-film/ un blog di approfondimento culturale Fri, 05 Dec 2014 13:00:17 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Pereira50 https://minimaetmoralia.it/cinema/43-anni-dopo-un-libro-e-un-film/#comment-1328336 Fri, 05 Dec 2014 13:00:17 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=7283#comment-1328336 Marziale sostiene che quello che si dice è sempe di meno di quello che si tace.
Ttroppo “informato dei fatti” ? su quali fatti non certo più di Valitutti su chi era nella stanza quando Pinelli – per una reazione in direzione sbagliata – precipiò . Eppure anche Lei sostiene che Luigi Calabresi non fosse nella stanza. Mentre Valitutti sostine il contrario! Perchè ?

per non osservare continuamente lo scarto fra le cose come andarono e come sono raccontate.

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Di: Mariateresa https://minimaetmoralia.it/cinema/43-anni-dopo-un-libro-e-un-film/#comment-167824 Sun, 08 Apr 2012 22:30:07 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=7283#comment-167824 Certo, il giornalismo ha fatto davvero molto in quegli anni, non è che stessero alle baggianate di Guida, un questore che continuava a fare il questore anche dopo il 25 aprile, dopo essere stato aguzzino degli antifascisti a Ventotene!!D’Amato comunque faceva parte dello Stato e dopo il colloquio con lui Calabresi viene ucciso, del resto il commissario era presente anche al traliccio di Segrate, forse aveva individuato una pista anche lui…che portava al Veneto, come ha chiarito poi Stiz, il giudice.

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Di: Girolamo De Michele https://minimaetmoralia.it/cinema/43-anni-dopo-un-libro-e-un-film/#comment-167416 Fri, 06 Apr 2012 09:03:56 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=7283#comment-167416 @ Mariateresa
Il film si dichiara ispirato al libro, e la fascetta editoriale (che sembra scritta da Fabio Fazio: o era FF che recitava la fascetta editoriale?) lo afferma. In realtà no, non è così: ci sono molte, fondamentali differenze tra film e libro, la stessa teoria della doppia bomba (una boutade giornalistica che nessun magistrato ha ritenuto valida) nel film è formulata in modo diverso dal libro. Io non sono d’accordo con l’affermazione che fai su D’Amato, la mia impressione è che il film indichi D’Amato e altri come meri insabbiatori, e non come attivi organizzatori: ma, appunto, film e libro sono molto diversi, e andrebbero affrontati separatamente. Piuttosto: invece di pubblicizzare il mediocre Cucchiarelli, sarebbe l’occasione per riscoprire quel gran giornalista che era il “pistarolo” Marco Nozza, del quale un anno fa è stata pubblicata una raccolta di scritti intitolata, appunto, “Il pistarolo” (e anche il suo “Hotel Meina” sulla prima strage di ebrei in Italia andrebbe ripreso in mano). La sua ricostruzione dell’alibi di Pietro Valpreda è una lezione di giornalismo che andrebbe insegnata nelle scuole (non solo di giornalismo). E poi Stajano, Cederna: insomma, rileggersi i libri dei giornalisti che si vedono nel fim.

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Di: Mariateresa https://minimaetmoralia.it/cinema/43-anni-dopo-un-libro-e-un-film/#comment-167410 Fri, 06 Apr 2012 07:39:25 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=7283#comment-167410 Concordo con quanto scrive De Michele e il film, a quel che ho visto, mi è parso più dubbioso rispetto alle tesi del libro; certo, non fa vedere l’interrogatorio ma solo il suo esito fatale per il povero Pinelli; non distingue la figura di freda nel deporre la borsa con la bomba ma nell’individuazione della pista nera mi pare molto ben costruito. Si dovrebbe fare un monumento al giudice Spitz e anche a Guido Lorenzon che accettò di smascherare ventura. Quanto a D’Amato, come gra cospiratore e mandante dell’assassinio Calabresi, sul film questo emerge. Quanto a Cucchiarelli, come scrive Sofri nel suo libro, se uno, dopo 43 anni, cita fonti che non vogliono essere rivelate e perciò chiama romanzo quello che per lui è un documento storico, è quanto meno un cattivo storico…le fonti vanno sempre citate!

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Di: Girolamo De Michele https://minimaetmoralia.it/cinema/43-anni-dopo-un-libro-e-un-film/#comment-166671 Wed, 04 Apr 2012 14:21:55 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=7283#comment-166671 Vincenzo, tu scrivi: «Una decina di gradi di giudizio non sono riusciti a ricostruire la verità sulla strage: questo implica che chiunque abbia indagato su Piazza Fontana, sia a livello giudiziario sia a livello storico sia a livello giornalistico, abbia commesso errori: sarebbe ben strano che Cucchiarelli ne fosse rimasto esente».
Ti rispondo per punti, perché c’è davvero molto da dire.
1. Non è vero che i diversi gradi di giudizio «non sono riusciti a ricostruire la verità sulla strage»: c’è una sentenza passata in giudicato, di pubblica lettura, che afferma alcune verità, e dalla quale, piaccia o non piaccia, bisogna partire. Tra queste verità: la bomba è una, l’ha messa Ordine Nuovo, l’ha progettata Franco Freda, Valpreda e gli anarchici non c’entrano. Con buona pace di Cucchiarelli, che sostiene che su piazza Fontana ci sono tante verità – storica, giudiziaria, politica… –, sui principali elementi di fatto le diverse verità non solo concordano, ma coincidono.
2. Anche se questo non fosse, non è che chiunque può presentare una propria teoria basandosi solo sull’interna coerenza (facciamo finta che questo sia il caso di Cucchiarelli), senza dati empirici verificabili, ossia fatti, ossia prove storiche. Altrimenti va bene tutto, dalla teoria geocentrica (basta non guardare nel cannocchiale) allo Spaghetti Flying Monster, e i libri di storia li facciamo scrivere a Giacobbo.
3. I dati di fatto di Cucchiarelli, “sulla doppia bomba”, si riducono a due “sentito dire”. Il primo è di un agente dei servizi, Russomanno, che non fornisce alcuna prova, e la cui credibilità è quantomeno discutibile, visto il ruolo che ha avuto nella strategia della tensione. Il secondo è un certo “Mister X”, «un fascista operativo, uno che sapeva e che agiva»: un anonimo non verificabile mi ha detto che… – sarebbe un teste attendibile? Sarebbe una prova?
4. Voci o non voci, un “giornalista investigativo” – Cucchiarelli questo fa: insegna giornalismo investigativo – le voci dovrebbe verificarle. Nel caso di Mister X, Cucchiarelli si dimostra nel migliore dei casi un “boccalone”: Mister X gli dice che nel 1969 ci furono “curiosi incontri” nella sede del giornale Lotta Continua in via Dandolo, a Roma, e Cucchiarelli lo scrive nel libro senza verificare. Bastava prendere una copia del giornale (del settimanale, per essere precisi) e scoprire che quella sede nel 1969 non esisteva, fu inaugurata solo 3 anni dopo. Si può essere onesti e inetti, le due cose non si escludono.
5. L’onestà che tu riconosci a Cucchiarelli è quantomeno dubbia, alla luce del preteso avallo di Licia Pinelli che Cucchiarelli millanta in uno scambio con Saverio Ferrari, e che non c’è mai stato: come dimostra la lettera della figlia di Pinelli che Ferrari è stato autorizzato a rendere pubblica. E se nel primo caso posso pensare a ingenuità e/o sprovvedutezza, nel secondo caso di uno che dice “la moglie di Pinelli mi ha dato ragione” no, non è possibile. E, sul piano umano, il giudizio è ancora peggiore.
6. Cucchiarelli non è stato contraddetto solo da Sofri: anche da Boatti, Stajano, Ferrari e Barilli.
7. Sofri ha detto con chiarezza che, ad eccezione degli “incontri” di via Dandolo, non intende rispondere su ciò che lo concerne, essendo parte in causa. A me questo sembra segno di onestà.
8. Se Sofri ha commesso errori, devi dire dove sono: non è corretto denunciarli e dedurne l’esistenza dal fatto che tutti gli altri ne hanno fatto.
9. Sembra ti scandalizzi il tono irridente e provocatorio di Sofri verso Cucchiarelli. Provo a mettermi nei panni di Sofri: se mi si accusa di aver organizzato l’uccisione di Calabresi me ne faccio una ragione, c’è una sentenza passata in giudicato; se mi si accusa di averlo fatto in combutta con i servizi segreti no, non la prendo con calma; se mi si accusa di aver organizzato, con i signori di cui sopra, l’assassinio di uno dei miei migliori amici (Mauro Rostagno), io personalmente l’autore di queste accuse lo vado ad aspettare sotto casa e gli sputo in faccia: la signorilità di Sofri mi manca, suppongo.
10. Non so perché a te paia che difendere la memoria di Pinelli e Valpreda dalle infamie, giuridicamente e storicamente false, affermate o ipotizzate da Cucchiarelli, sia segno di mancata imparzialità: difendere una verità storica non è “essere imparziale”, è tutto il contrario. Il tuo argomento è analogo a quello degli insegnanti di religione che fanno propaganda creazionista perché “in una scuola devono essere ascoltate tutte le campane”.
11. Infine: difendere la memoria di Pinelli e Valpreda, che non possono farlo di persona, è un dovere etico per chi ha fatto parte di una generazione cresciuta in quegli anni. Dopo quegli anni sono arrivati gli anni Ottanta, a partire dai quali tutto è diventato falsificabile: e Cucchiarelli ne è un prodotto a suo modo esemplare, anche nella sciatteria argomentativa. Ma forse tu non te ne sei accorto.

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Di: Vincenzo Ostuni https://minimaetmoralia.it/cinema/43-anni-dopo-un-libro-e-un-film/#comment-165697 Mon, 02 Apr 2012 17:35:21 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=7283#comment-165697 Posto anche qui la riflessione che ho postato su FB.

Vorrei dare pubblicamente un mio primo giudizio sul pamphlet di Adriano Sofri “43 anni” (disponibile su http://www.43anni.it), scritto contro il libro di Paolo Cucchiarelli Il segreto di Piazza Fontana, pubblicato da Ponte alle Grazie grazie ai miei auspici. Ricordiamo una cosa: Sofri è in una posizione tutt’altro che imparziale al riguardo dell’intera vicenda, e scrive per propria stessa ammissione con l’intenzione aprioristica e sentimentale di difendere Valpreda (che nel libro è il principale indiziato per la deposizione della prima bomba, quella che doveva esplodere a banca chiusa e non fare vittime) e Pinelli (che nel libro è del tutto innocente, ma che, si ipotizza con parecchi e dovuti condizionali, e non con la sicumera che Sofri attribuisce a Cucchiarelli, era forse venuto a conoscenza di una parte del piano anarchico di bombe dimostrative e aveva forse persino contribuito a prevenirne l’esplosione). Detto questo, una parte delle sue argomentazioni sono serie, e abbisognano di una chiara risposta di Paolo, che sono certo la fornirà: tuttavia, queste sono per lo più relative ad aspetti secondari del libro, le cui tesi portanti, e in particolare quella della doppia bomba alla Banca Nazionale dell’Agricoltura, ne rimangono pressoché illese; parte sono molto poco articolate, come ad esempio quelle che avanza contro la tesi fondamentale della doppia bomba, di cui a mio parere non riesce a intaccare le basi d’evidenza – piuttosto articolate – offerte da Paolo; a tratti, infine, gioca colpi decisamente bassi, ispirati da un’irritazione personalistica, da una provocatoria irrisione, quando non da un atteggiamento di franca e diffamatoria insolenza. Va inoltre sottolineata una semplice cosa: il libro è composto da ventuno capitoli e da settecento pagine; le critiche analitiche di Sofri ne toccano soprattutto quattro: il 2, l’8, il 9 e il 10; critiche ad altre tesi, anch’esse centrali nel libro, mancano del tutto o sono in pochi casi espresse con molta fretta. Gli argomenti principali (e non gli unici!) a sostegno della tesi della doppia bomba si estendono dal capitolo 2 al 7: già questo solo dato rivela quanto insufficiente sia la controargomentazione di Sofri su questo aspetto. Manca poi del tutto qualsiasi commento alle parti che riguardano Sofri stesso, la cui responsabilità nel delitto Calabresi risulta nel libro alleggerita rispetto agli esiti giudiziari ma complicata dai rapporti con D’Amato, il capo dell’ufficio Affari Riservati, attribuiti a Sofri stesso.
Può darsi che un riesame della documentazione e delle critiche, condotto con l’onestà che gli conosco, porti lo stesso Cucchiarelli a riconoscere alcuni errori nella propria ricostruzione: bene, questo dovrebbe essere considerato augurabile ed onorevole, mentre per Sofri ogni presunto errore diviene ipso facto occasione d’anatema e causa del crollo complessivo dell’enorme edificio argomentativo del volume: il che è logicamente falso. Come sono logicamente improponibili decine di passaggi argomentativi che Sofri propone, con il piglio retorico che gli conosciamo, come perfettamente autoevidenti. Una decina di gradi di giudizio non sono riusciti a ricostruire la verità sulla strage: questo implica che chiunque abbia indagato su Piazza Fontana, sia a livello giudiziario sia a livello storico sia a livello giornalistico, abbia commesso errori: sarebbe ben strano che Cucchiarelli ne fosse rimasto esente; è del tutto lampante che lo stesso valga per Sofri.

Aggiungo ora che Cucchiarelli sta preparando una risposta dettagliata, che comparirà nei prossimi giorni.

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Di: Gianfranco Pellegrino https://minimaetmoralia.it/cinema/43-anni-dopo-un-libro-e-un-film/#comment-165636 Mon, 02 Apr 2012 15:43:42 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=7283#comment-165636 Chi ha fatto il refuso della testatina in corsivo – “scaricabarile gratuitamente” invece che “scaricabile gratuitamente” – è un genio. Complimenti.
Gianfranco.

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