Commenti a: Effetto Domino di Alessandro Rossetto, storia di una catastrofe https://minimaetmoralia.it/cinema/effetto-domino-alessandro-rossetto-storia-catastrofe/ un blog di approfondimento culturale Mon, 16 Sep 2019 22:50:42 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Chiara https://minimaetmoralia.it/cinema/effetto-domino-alessandro-rossetto-storia-catastrofe/#comment-2001593 Mon, 16 Sep 2019 22:50:42 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=41034#comment-2001593 Non sono affatto d’accordo con questa recensione, sostanzialmente positiva, che tra l’altro non riporta correttamente la trama del film (Rampazzo viene fin da principio turlupinato da Colombo che è un carnefice, non una vittima, nella vicenda). L’intreccio a me non pare verosimile: c’è un piccolo imprenditore edile con una villetta in periferia a cui “le banche” prestano abbastanza soldi per acquisire 20, dico 20 alberghi più o meno fatiscenti. Ma quando mai? Non si capisce poi assolutamente perché queste banche un bel momento pensino di mollarlo preferendogli un giovane figlio di papà che più stereotipato non si può. Si presume per cattiveria. Sono banche! Tra l’altro, l’attore che interpreta questo giovane malvagio e senza umanità lo avevo già visto in “La giusta distanza” (ehhh quello sì un bel film): faceva l’assassino. Ad ogni modo quest’attore, che non è affatto un brutto ragazzo, ha un’aria effettivamente disturbante, altrimenti avrebbe potuto fare carriera come personaggio secondario nelle fiction italiane (personaggio: l’appuntato ingenuotto di un furbo ispettore romano, oh scusate quella parte è già presa!); giustamente infatti quando compare spesso sullo sfondo si legge chiaramente “onoranze funebri fabris”. Infatti questo tema della morte il regista te lo martella in testa con uno sforzo degno di miglior causa. Esci dal cinema pensando che un giro in cimitero sia più allegro di un gelato ad Abano, dove o piove o c’è la nebbia, tutto l’anno. Non una frase viene pronunciata in modo realistico, ma sempre sentenziando. A suo modo, questo film dipinge un quadro stereotipato della realtà di queste zone, ed è a mio parere ridondante (purtroppo, in modo compiaciuto) nelle scelte stilistiche.

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