Commenti a: L’infinita vanità del tutto https://minimaetmoralia.it/cinema/l%e2%80%99infinita-vanita-del-tutto/ un blog di approfondimento culturale Sun, 20 Nov 2011 12:01:04 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: | 35MM https://minimaetmoralia.it/cinema/l%e2%80%99infinita-vanita-del-tutto/#comment-68089 Sun, 20 Nov 2011 12:01:04 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5597#comment-68089 […] approfondimenti, segnalo questa considerazione fatta da Rita in risposta all’articolo L’infinita vanità del tutto su http://www.minimaetmoralia.it di Daniele Manusia, che secondo me illustra perfettamente il significato […]

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Di: Melancholia, Lars Von Trier | 35MM https://minimaetmoralia.it/cinema/l%e2%80%99infinita-vanita-del-tutto/#comment-68088 Sun, 20 Nov 2011 11:59:40 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5597#comment-68088 […] approfondimenti, segnalo questa considerazione fatta da Rita in risposta all’articolo L’infinita vanità del tutto su http://www.minimaetmoralia.it di Daniele Manusia, che secondo me illustra perfettamente il significato […]

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Di: sonia https://minimaetmoralia.it/cinema/l%e2%80%99infinita-vanita-del-tutto/#comment-57976 Mon, 07 Nov 2011 00:37:29 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5597#comment-57976 Sono perfettamente daccordo sul film di sorrentino, ho trovato banale il finale e farci credere che quella maschera non fosse altro che il suo rimanere adolescente, banalizzando tutto il film..e poi basta con l’olocausto come unico male del mondo..e inoltre l’ho trovato anche così poco rispettoso nei confronti delle vittime per essere stato trattato così come sottoargomento di un problema esistenziale del protagonista, e poi davvero sean penn dopo un pò con quella vocina era davvero insopportabile! l’avrei sopportato solo se davvero fosse stato credibile fino in fondo..maschera grottesca che non fa un viaggio ( banalissimo nel passato) per ritrovarsi..

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Di: Rita https://minimaetmoralia.it/cinema/l%e2%80%99infinita-vanita-del-tutto/#comment-57574 Sat, 05 Nov 2011 22:17:52 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5597#comment-57574 Il finale di Melancholia non lo vedo affatto come privo di speranza, anzi, tutt’altro.
Le due sorelle ed il bimbo trovano rifugio e salvezza (ovviamente metaforica) nella grotta magica, che sta ad indicare il recupero della dimensione ludica e per estensione dell’arte.
E’ un film autobiografico visto che von Trier stesso ha sofferto di depressione, una depressione patologica, ma anche scaturita probabilmente da una concezione dell’esistenza molto vicina al pessimismo cosmico di Leopardi (e questo lo aveva già espresso in Antichrist, da lui girato, per sua stessa ammissione, proprio per superare un momento di crisi profonda) dalla quale si può tentare – se non proprio di sfuggire – almeno una rielaborazione in chiave artistica.

E del resto l’unico momento in cui Kirsten Dunst appare serena è proprio lì, sotto la grotta magica, che rimane quindi un simbolo salvifico.

Per come la vedo io, Antichrist è totalmente senza speranza (“la natura è malvagia ed è la chiesa di Satana” in quanto ciclo di nascita e morte in cui, sostanzialmente, dare la vita significa anche implicitamente condannare a morire: “sento il pianto di tutte le creature che sono destinate a morire”), mentre Melancholia trova nella rielaborazione artistica dei proprio demoni (il pessimismo cosmico) un valore taumaturgico, salvifico.
La grotta magica è solo finzione, è solo per gioco, ma nel momento in cui ti ci affidi e fingi di crederci, puoi illuderti di essere salvo. Esattamente come fa il cinema. Che è finzione. Un finale metacinematografico. Finché restiamo al riparo dentro la sala, siamo salvi.

In quanto al progresso dell’umanità, beh, è esattamente di superficie, solo appunto tecnologico; hai presente il famoso stacco di “2001: odissea nello spazio”, quello in cui si passa dall’osso lanciato in aria alla navicella nello spazio? Noi però siamo ancora le medesime scimmie che si esprimono a grugniti e poco più 😉

Un saluto.

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