Commenti a: “La forma dell’acqua” di Guillermo Del Toro. Una favola politica e d’amore radicale https://minimaetmoralia.it/cinema/la-forma-dellacqua-guillermo-del-toro-favola-politica-damore-radicale/ un blog di approfondimento culturale Wed, 28 Mar 2018 19:43:47 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Pippo https://minimaetmoralia.it/cinema/la-forma-dellacqua-guillermo-del-toro-favola-politica-damore-radicale/#comment-1966259 Wed, 28 Mar 2018 19:43:47 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=36608#comment-1966259 Diceva Oscar Wilde: “Coloro che scorgono bei significati nelle cose belle sono le persone colte. Per loro c’è speranza.
Essi sono gli eletti: per loro le cose belle significano solo bellezza.”
Condivido ogni singolo punto dell’analisi di Evelina Santangelo, tanto esaustiva lei quanto piacevolmente esausto io ad annuire ad ogni punto di contatto della recensione!

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Di: Giulia https://minimaetmoralia.it/cinema/la-forma-dellacqua-guillermo-del-toro-favola-politica-damore-radicale/#comment-1966064 Mon, 19 Mar 2018 21:23:18 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=36608#comment-1966064 Bellissima recensione. Un film da ascoltare e contemplare (più volte, per cogliere significati e sfumature più profonde), non semplicemente da vedere. Grazie.

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Di: Gionni https://minimaetmoralia.it/cinema/la-forma-dellacqua-guillermo-del-toro-favola-politica-damore-radicale/#comment-1966034 Sun, 18 Mar 2018 01:32:48 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=36608#comment-1966034 A mio modesto parere questa recensione esalta un film povero. Sembra scritta da chi ha visto un film ben più lungo e ricco di quello che ho potuto vedere io (e credo altri). Come è evidente sono in completo disaccordo con l’autrice ma ovviamente voglio muovere delle critiche nel pieno rispetto delle sue idee.
Il film è caratterizzato da una trama debole che soffre il mancato approfondimento dei personaggi (l’unico che si salva da ciò è l’antagonista). Queste falle della storia (che non starò qui ad elencare) sono grosse e, a mio parere, forse volute. Del Toro sacrifica l’intero film per narrare in due ore una vicenda superficiale sulla difficoltà e la ricchezza dell’essere diversi. Nel calderone della Forma dell’acqua c’è tutto ciò che si trova nei film commerciali di oggi. Razzismo, omofobia, disabilità, sessismo si alternano su uno sfondo che soffre tutti gli stereotipi della Guerra Fredda arricchita dall’espediente “fantastico” del mostro (altro punto non molto originale del film). Per far stare insieme tutto questo Del Toro ha rinunciato alla profondità di ognuno di questi temi scegliendo la via più breve e comune del minestrone cinematografico. Così troviamo mille spunti rimasti incompleti o talvolta mal ampliati che barcollano in un apparente equilibrio. Per fare qualche esempio il tema dell’omosessualità si spegne subito lasciando l’aiutante della protagonista definitivamente solo a salutare la sua amica scappata col mostro. L’amico gay torna nel suo anonimato senza nessuna vittoria dimostrando quasi di essere stato inserito nella sceneggiatura solo per la sua omosessualità. Manchevole è anche il tema del razzismo che resta singhiozzante per tutto il film ma forse utile a controbilanciare quello tra l’uomo e il mostro. Tutti i personaggi poi non possono che essere persone socialmente dimenticate poste ai margini ma comunque speranzose e felici. Tutti sono single o vivono il matrimonio velando una certa insoddisfazione (interessante è che l’unica coppia che funziona sia quella formata dalla donna e il mostro). Tutto il film galleggia grazie un equilibrio basato sulla superficialità strizzando l’occhio ai diritti dei perseguitati e delle minoranze ma deragliando verso il perbenismo e il banale.

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