Commenti a: La geografia della memoria cinematografica https://minimaetmoralia.it/cinema/la-geografia-della-memoria-cinematografica/ un blog di approfondimento culturale Mon, 31 Jan 2011 13:20:23 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: La geografia della memoria cinematografica « TIRESIA https://minimaetmoralia.it/cinema/la-geografia-della-memoria-cinematografica/#comment-1914 Mon, 31 Jan 2011 13:20:23 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3693#comment-1914 […] Continua qui […]

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Di: Tweets that mention La geografia della memoria cinematografica « minima & moralia -- Topsy.com https://minimaetmoralia.it/cinema/la-geografia-della-memoria-cinematografica/#comment-1905 Sun, 30 Jan 2011 11:40:44 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3693#comment-1905 […] This post was mentioned on Twitter by Flavio Pintarelli, minimumfax. minimumfax said: http://www.minimaetmoralia.it/?p=3693 […]

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Di: Simone Ghelli https://minimaetmoralia.it/cinema/la-geografia-della-memoria-cinematografica/#comment-1895 Sat, 29 Jan 2011 07:46:53 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3693#comment-1895 Molto belle queste riflessioni sul cinema che straborda nella vita (e nella memoria che si ha di essa), grazie all’immaginario che ha contribuito a costruire.

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Di: Gloria Zerbinati https://minimaetmoralia.it/cinema/la-geografia-della-memoria-cinematografica/#comment-1891 Fri, 28 Jan 2011 18:05:23 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3693#comment-1891 Bellissimo articolo. Davvero. Mi trovo pienamente d’accordo. Mi lascia un piccolo dubbio solo questa frase: “La storia del cinema è diventata con gli anni una pratica soggettiva, un insieme di ricordi che hanno ridotto a brandelli i singoli titoli”. Ecco, non so se questo sia avvenuto negli anni, o se sia sempre stato così. Certo, è vero che la possibilità delle visioni reiterate, dei fermoimmagine, ecc., son possibili oggi, grazie all’home video, ai dvd, a Internet, mentre, inizialmente la visione era possibile una volta, senza occasione di ripetere (a meno che non si andasse in sala una seconda volta) o sezionare. Però il brandello del film, l’immagine che lavora talmente tanto su un immaginario “da fare” essa stessa il film, credo esista fin dagli albori del cinema. Mi tornano in mente le pagine di “Amado mio” di Pasolini, in cui i due ragazzini rimangono letteralmente scioccati da Rita Hayworth che appare e canta. Certo, c’è di mezzo il divismo anche, ma per quanti, già allora, “Gilda” era (ed è) la Hayworth che si leva il guanto, così come “Pulp Fiction” è la Thurman e Travolta che ballano il twist? Ma al di là di questo, rimane la fascinazione per un’idea del cinema che sia memoria e dunque tempo, ma che si faccia spazio, e dunque luogo. Un po’ come accade ne “La jetée” di Chris Marker in cui il tempo e lo spazio collassano nell’immaginario stesso del protagonista, in noi che lo guardiamo e in quello che ci portiamo dentro. O come in “INLAND EMPIRE”, che sembra percorrere proprio questa via.

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Di: Anna https://minimaetmoralia.it/cinema/la-geografia-della-memoria-cinematografica/#comment-1888 Fri, 28 Jan 2011 15:46:37 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3693#comment-1888 Prima di un viaggio negli Stati Uniti, mi ero procurata The Worldwide Guide, ma, per quanto e interessante e curioso agli occhi di un viaggiatore, non rende conto della complessità della questione luoghi-cinema che fa entrare in gioco la memoria, ma anche le aspettative, le proiezioni mentali…

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