Commenti a: Nuovo cinema paraculo: “Habemus pappam prontam” https://minimaetmoralia.it/cinema/nuovo-cinema-paraculo-habemus-pappam-prontam/ un blog di approfondimento culturale Sat, 22 Oct 2016 18:49:00 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Habemus Papam « Guidoriccio da Fogliano https://minimaetmoralia.it/cinema/nuovo-cinema-paraculo-habemus-pappam-prontam/#comment-9124 Sun, 08 May 2011 02:56:14 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4251#comment-9124 […] Raimo “Nuovo cinema paraculo:”Habemus pappam prontam” minima & […]

]]>
Di: boh? https://minimaetmoralia.it/cinema/nuovo-cinema-paraculo-habemus-pappam-prontam/#comment-8815 Fri, 06 May 2011 19:11:47 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4251#comment-8815 ciao raimo ( ne approfitto per dirti che tempo fa ho lette le tue due raccolte di racconti, per farti i complimenti ), il film mi è piaciuto, pure se non mi ha entusiasmato. di moretti mi pare d’aver visto tutto, a parte i corti, ma questo è stato il primo che ho visto al cinema ( in realtà anche caro diario, ma ero piccolo e mi portò mio padre d’estate ). con il tempo meno moretti fa se stesso e più si presenta come personaggio nel film meglio è, da questo punto di vista nel secondo tempo si gioca a pallavolo e scorre tutto. è vero che da una parte visti i primi minuti e gli ultimi, qui la musica però si sente, ispirata a arvo pa(e)rt all’inizio e direttamente citata alla fine ( miserere ), i migliori dunque, quello che passa in mezzo stona, manifesta un’indecisione, si sottrae anche lui al suo compito forse, ma è scontato dirlo. Ma direi chè è la sua cifra; per esempio il finale del caimano, come forza scenica è quasi ridicolo, i petardi davanti alle procure, i fuocherelli ecc. però va bene, tanto che sarebbe cambiato girato come fosse armageddon? invece in “sogni d’oro” la scena a tavola, con i due fratelli apprendisti presenti, quando Michele prende a colpire la madre, a me ha sempre messo un disagio profondissimo addosso. Quindi sì, anche la scena della fuga del papa, non è credibile nel suo dramma, però penso anche che in fondo ma perché mai dovrebbe essere una cosa così grave? L’assurdità della chiesa sta in questo appunto.

comunque se parli del pubblico di moretti mi fa piacere, io sono giovane quindi tutta la fase gruppi di autocoscienza l’ho vista sempre con un occhio perplesso ( a dire che prima non sapevo se si stava inventando tutto o meno ) però ormai mi sono affezionato ai suoi film, e le sue battute che restano sono il meno.

Molte minuscole poi sono passato a word

]]>
Di: christian raimo https://minimaetmoralia.it/cinema/nuovo-cinema-paraculo-habemus-pappam-prontam/#comment-8754 Fri, 06 May 2011 14:37:48 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4251#comment-8754 crescere è sia intransitivo e che transitivo. ma, come è ovvio, più intransitivo.

]]>
Di: PALMITO https://minimaetmoralia.it/cinema/nuovo-cinema-paraculo-habemus-pappam-prontam/#comment-8703 Fri, 06 May 2011 10:18:00 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4251#comment-8703 Prof., ma “non è saputo” o “non ha saputo”?

]]>
Di: christian raimo https://minimaetmoralia.it/cinema/nuovo-cinema-paraculo-habemus-pappam-prontam/#comment-8689 Fri, 06 May 2011 09:34:16 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4251#comment-8689 Mi perdoni la stilettata da professorino. Ma come tengo a non esser confuso con la beceraggine di Libero, ci tengo anche alla grammatica. Po’ e non pò.
È vero che facevo critica estetica, o chiamavo a farla chi è più titolato di me. Le intenzioni di Moretti io le ho trovate semplicemente molto più ambiziose del risultato. E qui per me non si tratta di dire “quello che il film poteva essere”, ma di discutere la poetica di un regista e i suoi mezzi. Le inquadrature, la fotografia, il sonoro per me rispecchiavano molto un’idea di cinema che Moretti persegue da molti anni e che però oggi – in un contesto sociale e artistico molto mutato – rischia di essere inadeguata, discutibile, conservatrice. Rischia insomma di essere un regista che non è saputo crescere, mettersi in discussione da un punto di vista artistico. Questa è la critica che gli muovo sullo stile. Poi, mi interessava anche molto parlare del pubblico di Moretti, cioè di me e forse di noi.

]]>
Di: PALMITO https://minimaetmoralia.it/cinema/nuovo-cinema-paraculo-habemus-pappam-prontam/#comment-8561 Thu, 05 May 2011 15:38:43 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4251#comment-8561 Ammetto di avere un pò esagerato augurandole una scrivania alle redazioni di Libero e de Il Giornale, ma, francamente, ricevere come risposta ad una considerazione nel merito della sua critica cinematografica (o, se preferisce, della sua lezione di sociologia dell’arte) una lezioncina di grammatica su come si scrive su di una tastiera di un PC la parola “pò”, se con l’apocope o con l’accento e su come e quando usare le virgolette è davvero un pò triste e denuncia un vuoto (non assoluto, non mi permetterei, ma di certo sull’argomento) innegabile. Si parla di sociologia? Davvero? Solo perchè dice “ma in un film dove la parte di stigmatizzazione dei costumi sociali è ridotta a siparietti, le scene che vorrebbero incantare hanno qualcosa di dilettantesco che non riesce a passare per sperimentale”? Ma non è una considerazione estetica? E non è un pò troppo categorica, specialmente in un contesto culturale “post-moderno” (sperando che non mi cazzèa di nuovo se uso una parola tra virgolette) in cui, probabilmente, nessuno ha voglia di nessuna stigma sociale? Parla di uso nullo del sonoro, ma questa forse è colpa del cinema dove ha preso visione del film. Dove l’ho visto io il sonoro c’era ed era davvero bello, a partire dalla colonna sonora di Piersanti (di cui ho letto una bellissima intervista su Il Manifesto, che mi ha illuminato sul film, sul suo senso e sul suo gusto, molto più del profluvio di critiche negative che ormai leggo ovunque). Ed infine, quando parla delle “due grandi questioni che ne scaturiscono – 1) come faccio a obbedire a un compito che Dio mi dà se non mi sento pronto? e 2) di che tipo di padre, di guida ha bisogno la nostra società?”, le chiedo, ma è sicuro che l’autore si ponesse davvero queste questioni? Ma se così non fosse, le chiedo ancora, ha senso subissare di “soggettivismi” (che possiamo chiamare come ci piace) l’opera di un’artista e non accettare di avvicinarci a questa con la giusta dose di umiltà e di ferocia critica che si conviene a chi scrive su degli spazi pubblici? Si offende se cito il Giornale e Libero, ma non crede di essere offensivo oltremodo quando parla di “nuovo cinema paraculo”?
P.S.
Si risparmi le critiche grammaticali, ortografiche e sintattiche, scrivo di getto da un PC e di mestiere non faccio il blogger o lo scrittore!

]]>
Di: christian raimo https://minimaetmoralia.it/cinema/nuovo-cinema-paraculo-habemus-pappam-prontam/#comment-8557 Thu, 05 May 2011 14:02:25 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4251#comment-8557 Palmito, su Libero e il Giornale ci scriverai tu. Scusa la bile. Ma da quando ho visto la prima pagina che sbeffeggiava il cadavere di Vittorio Arrigoni non sono dell’umore di essere cortese con una boutade del genere.
Poi le questioni “visive”, quelle specifiche rispetto al “filmico”, più che al “visivo”, che non ho capito perché tu metti tra virgolette, non erano il cuore dell’articolo, che era appunto più un pezzo di sociologia dell’arte. Nonostante questo, ho accennati alla regia, che mi sembrava proprio la parte più debole di un film scritto bene ma Moretti-centrico e recitato in certi casi in modo egregio. Giacomo Giubilini ne ha messo in luce più di una questione nel suo commento.
Ps. po’ si scrive con l’apocope, non con l’accento.

]]>
Di: PALMITO https://minimaetmoralia.it/cinema/nuovo-cinema-paraculo-habemus-pappam-prontam/#comment-8533 Wed, 04 May 2011 15:53:08 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4251#comment-8533 Ecco la sindrome del secondo decennio del millennio: il non rassegnarsi all’esistenza dell’eccellenza. Se esiste qualcuno che con la propria opera dimostra nei fatti una dote, una virtù, un talento, o anche un intuizione, subito scatta la caccia al difetto al “bravo, ma avrebbe dovuto/potuto fare…” o, ancora (ma questo è un difetto ancora più antico e molto diffuso in ambito musicale specie tra i rockettari, ma si sa, chi era giovane e rockettaro 20 anni fa ora è un adulto esegetico cinematografico che però non ha perso i suoi slogan) “lo preferivo all’inizio, ora ha perso l’ispirazione, è manierista di se stesso, ha perso rabbia/freschezza/aggressivitò” (mi viene in mente Elio quando dice a tal proposito di adorare i Pink Floyd prima ancora che si chiamassero Pink Floyd, anche se non hanno mai pubblicato un album prima di cambiare nome…). Allora con Saviano è scattata la trappola obliqua della critica letteraria mischiata all’osservanza della Verità giornalistica (quanto ama Vendola quando parla di verità con la v-minuscola!!!), ora addirittura con Moretti tutti pronti sul via alla caccia al difetto. C’è un complesso di superiorità che serpeggia che non consente di ammettere che qualcun altro abbia qualcosa da dire (e che lo faccia bene)! Provoca un istinto distruttivo, un angosciosa devozione al nichilismo ed alla nostalgia dei padri (scrittori, registi, e chiaramente divi del rock), una claustrofobica ricerca del proprio ombelico sepolto da kili e kili di ciccia! Basta a farvi le pippe, Christian Raimo con il suo Nuovo Cinema Paraculo si è guadagnato il diritto di scrivere per le pagine culturali di Libero o del Giornale, con una critica cinematografica che per strumenti, acume, chiarezza e referenzialità vale poco, molto poco. Non sostengo che Moretti non debba essere criticato (attaccato è un pò troppo), ma che per lo meno ci si doti di argomenti e di strumenti “visivi” un pò più adeguati…come dire, puoi gareggiare contro una Ferrari, ma non a bordo della Panda (e Marchionne non me ne voglia…)

]]>
Di: Rita https://minimaetmoralia.it/cinema/nuovo-cinema-paraculo-habemus-pappam-prontam/#comment-8364 Tue, 03 May 2011 09:19:18 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4251#comment-8364 @ Desian
Quanti sono i registi che non hanno mai sbagliato un film nella loro storia?
Ti basta qualche Italiano o posso dilungarmi anche con gli stranieri? No, perché sai, la lista sarebbe lunghissima 😉

@ ancora Desian e Francesco

Mi sento tirata in causa in mezzo agli altri “accusati” di non aver saputo criticare il film di Moretti per quello che era, ma per quello che non ha saputo essere 😉 (la faccina sorridente è d’obbligo, parlare di cinema è un’interessante e piacevole attività e quindi ci tengo a sottolinearne lo spirito giocoso).

Innanzitutto è legittimo evidenziare tutti quegli spunti presenti in un film che però non sono stati adeguatamente o artisticamente approfonditi. E questo non significa attribuire ad un regista idee e riflessioni che non era sua intenzione raccontare, visto che a livello germinale comunque erano presenti.
Di questo è stato detto, infatti: della bella storia che Moretti ha VOLUTO raccontare ma non ha SAPUTO raccontare. Ed è stato detto sulla base di spunti oggettivi, ravvisabili nel film, non di idee o riflessioni che pertengono esclusivamente a chi si appresta a criticare.
E soprattutto, rileggendo indietro i vari commenti, si è parlato ANCHE della mediocre resa filmica di certi passaggi (migliore in altri).
Argomenti per criticare il film ce ne sono, e tanti, anche fermandosi al solo livello formale (visto che sembra un delitto estendersi a quello semantico): qualche esempio? Le riprese di San Pietro, della piazza con la gente e anche del girovagare del Papa per le strade di Roma sono di qualità scadente, persino in alcuni serial televisivi ne ho viste di migliori; altre scene (quella dentro alla Coin, quella in macchina con la Buy ed i bambini che litigano, quella al bar, solo per riportare alcuni esempi) sono altrettanto scadenti, sia a livello di inquadrature che di fotografia, e, soprattutto, di recitazione. Non saper dirigere gli attori (e si parla di attori professionisti) è un difetto del regista, non degli attori stessi.
La famosa scena in cui il il balcone resta vuoto, dopo che il Papa si è allontanato è invece efficace visivamente, per quanto risulti estremamente enfatica. E l’enfasi è spesso un difetto, più che un pregio.

Altre sono migliori, proprio a livello di significato, ossia di quello che riescono a “raccontare” visivamente (ché il cinema, non dimentichiamolo, questo è): ad asempio quella in cui la guardia svizzera sposta le tende per far capire la presenza del Papa: è una bella scena perché rimanda al valore simbolico della figura del Papa, per cui non è importante identificarlo nella sua fisionomia ma è importante avere la conferma della sua presenza.
E infatti fuori, i cardinali che guardano in alto ed anche la gente che passa, sorridono e mostrano un sentimento di rassicurazione.
Molto bella invece – proprio a livello tecnico di resa visiva – la scena in cui, sempre la guardia svizzera, guarda fuori e vede i cardinali affacciati su tre diverse finestre oltre le quali si intravede lo sfondo di una parete affrescata, così che la scena rende efficamente l’idea di un trittico, di cui i cardinali sembrano far parte. Questa è una scena ben “costruita” e che all’economia semantica del film offre il suo contributo.

Potrei continuare, ma penso di aver dedicato anche troppo del mio tempo a discutere di questo film 😉

Come vedete però gli argomenti per criticare questo film, ripeto, anche basandosi sul solo aspetto formale, non mancano e – perdonatemi – trovo che sia disonesto, quando non si è d’accordo con alcune stroncature di un film o critiche negative in genere, attaccare chi critica sulla base di un’incapacità di attenersi al film o dicendo “giratelo voi un film”: sarebbe meglio rispondere con un’altra critica, dicendo invece cosa a voi è piaciuto e perché: così ci sarebbe un vero e proficuo scambio di idee. Può essere che a noi sia sfuggito qualcosa, ma non è criticando chi critica che si rende onore al cinema.

]]>
Di: desian https://minimaetmoralia.it/cinema/nuovo-cinema-paraculo-habemus-pappam-prontam/#comment-8309 Mon, 02 May 2011 15:20:21 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4251#comment-8309 Anche a me, come Francesco poco sopra, fa veramente ridere che si possa giudicare il film per come sarebbe dovuto essere. Forse mancano altri argomenti.
Poi invece mi interessa molto come siamo bravi a fare tiro al piccione: ce la vorremmo prendere con la borghesia italiana (che in realtà ha un orizzonte di “piccola” borghesia) ma nel frattempo pestiamo a sangue qualcun altro. Ho anche l’impressione che dietro ci sia una sottile invidia intellettuale, una voglia di prenderne il posto, sia del qualcun altro bastonato sia della borghesia, in una sorta di doppio avvitamento.
Il film non è un granché, siamo d’accordo ma, andiamo a riprenderci un buon annuario di film e guardiamo quanti sono i registi che non hanno mai sbagliato un film nella loro storia.
Infine: alle volte diamo anche l’impressione di essere come antani per due. E con scappellamento a destra, come di dovere.

]]>
Di: La selezione della settimana | YATTARAN https://minimaetmoralia.it/cinema/nuovo-cinema-paraculo-habemus-pappam-prontam/#comment-8302 Mon, 02 May 2011 14:18:33 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4251#comment-8302 […] Nuovo cinema paraculo: “Habemus pappam prontam”, di Christian […]

]]>
Di: Giacomo Giubilini https://minimaetmoralia.it/cinema/nuovo-cinema-paraculo-habemus-pappam-prontam/#comment-8279 Mon, 02 May 2011 11:57:18 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4251#comment-8279 C’è la crisi dell’uomo moderno, c’è l’inadeguatezza, c’è misticismo , c’è la psicologia ma soprattutto c’è Roma Prati nell’ultimo film di Nanni Moretti. Nel gerontocomio vaticano, animato da faccioni rubicondi di germanici e paonazzi visi di pastasciuttari per nulla popolani più qualche negro e intillimano perché è già Conclave davvero internazionale, emerge Papa Piccoli, bravo attore e commovente anziano con gli occhi che barbagliano. Languida demenza o umana debolezza?
L’attore garantisce la qualità e succulente coproduzioni, in fondo deve solo far vedere che proprio non ce la fa a fare il Papa. Si allarma il conclave di Cocoon e, tra un abito talare, una mozzetta, un puzzle, un calmante e una tisana si decide di chiamare lui, Deus ex machina Nanni – Wolf risolvo i problemi; psicoanalista, testimone laico tra preti, pontificante molto più di qualunque pontefice e, ma c’è da capirlo visto che ti chiama il Vaticano e ti devi persino spostare da Monteverde, per nulla discreto nei suoi prolassi onniscienti su darwinismo, allenamento di pallavolisti riottosi, inconciliabilità di anima e inconscio, gioco delle carte e memorie e languori del tempo che fu. C’è pure il “background del personaggio” scritto in veri conclavi di sceneggiatori che producono però una cosa sola: Nanni è divorziato! Mia moglie signora mia quanto mi manca, non sa quante pene! Non facile psicologismo e mai banale.Forse.
Piccoli reciterà anche la parte del tremebondo rincoglionito ma appena si trova davanti quel malinconioso inquisitore sessantenne,forse esaurito per essere arrivato in vespa dal Gianicolo che è come la traversata del Mar Rosso, piuttosto che ascoltarlo, ritrova energie insperate e pensa bene di darsi alla fuga a gambe levate. Fuga non proprio scoppiettante, prigioniero anche lui di piazza Risorgimento o al massimo il lungotevere ma persino notturno ( che azzardo immaginifico!), dove si trova posto in autobus ( licenza poetica?) e dove una ragazza tanto a modo ti presta il cellulare per telefonare (licenza patetica?), dove una commessa dell’Upim (o Coin? misteri del cinema) , ti aiuta come un’infermiera nonostante tu, Papa bizzoso in libera uscita, la abbandoni senza un perché. Sisifo post moderno che al posto del macigno ha la croce ma avrà a breve forse un più realistico deambulatore?
Il mondo è crudele ma esistono ancora sprazzi e spazi di vera umanità! A via Cola di Rienzo ? Anche.
Papa in fuga con languori giovanilistici, alla ricerca del Teatro con molte maiuscole, cultura alta a cui ha dovuto rinunciare e pure tanta arte, sogni infranti e rimpianti, trasvolando per le strade di una metropoli antica e moderna al tempo stesso. Ma mai oltre piazza Cavour.
Nanni c’è sempre, non sia mai, con la presenza totemica e ilare di pazzerellone che riesce a risolvere l’attesa del ritorno in un improbabile torneo di pallavolo. I bolsi, goffi, ulcerati, tabefatti cardinali si divertono come matti, e noi, abituati alle risate automatiche del Drive In, siamo chiamati a ululare cachinni ad ogni rallenty di una regia alla Benny Hill. Dobbiamo divertirci ai loro incontri? C’è pure un pubblico di suore (aprire al sesso debole?) che batte le mani a ritmo, come in colonia, tutti inebetiti da tanta ilarità, neo giovani marmotte e boyscout cresciuti tra le muffe di qualche sacrestia o sezione partitica dei tempi che furono, ricchi di valori ormai andati.
Ahimè, andati sì ma sempre a Roma Prati.
Il Michele di un tempo ora è il maturo Nanni, abbarbicato sull’alto di un trespolo in posa da grifagno uccellaccio, affiancato dal volto a slavina, davvero rivelatore, del sicuramente stufo Renato Scarpa (chaggia fa pe campà!), in tutta evidenza esausto da così tanti e pesanti drappi cardinalizi (chissà che caldo!) e sfiancato nel compito di assecondare un mattacchione, con i suoi faccioni, in mezzo a due campi di volley da lui voluti nel cortile di palazzo Farnese, oltre all’intera Cappella Sistina ricreata a Cinecittà. Ah le maestranze di una volta! Il cinema è artigianato.
Lui è torvo e convinto, tra un sermone sull’evoluzionismo e un punto fischiato o sadicamente negato, di avere veramente qualcosa da dire. Sarà lui o sarà il suo personaggio? Nel dubbio rimane solo nel cortile con la palla in mano, abbandonato, vittima del deficit affettivo che tanto ha citato e pure criticato. Che qualcuno se lo rivenga a prendere anche non in vespa!
Lo spettatore, se è arrivato fino a questo punto, può ancora godersi il ritorno in patria dell’Ulisse Piccoli, ripescato in un palchetto di teatro dove biascica come un mantra il testo del gabbiano di Cechov. Il poveretto è salvo, almeno perché è scampato a tre sedute di analisi settimanale con l’urticante psicoanalista e alle sue pericolosissime pazienti, madri nevrotiche assatanate di sushi, e soprattutto ai due bimbi che menano e si menano. Meglio tornarsene di corsa in Vaticano. Per concludere la parte, portare a casa l’obolo e i ricchi buffet della Croisette e andare, in sintesi, in pace, al davvero bravo Piccoli non resta che sfiatare un’ultima sequela di grandi verità scritte in interminabili riunioni del circolo socratico di sceneggiatori di Monteverde Vecchio: la Chiesa ha da comunicare con il mondo, signora cara, ha tanto da dire ancora ma ci vuole un uomo all’altezza e poi, lei mi insegna, c’è grossa crisi di valori e c’è tanta insicurezza. Che drammi, che pianti e che sospiri e che di inusitata profondità! Far ridere facendo pensare, signora cara, mica una cosa da tutti.
Habemus speso sette euro e cinquanta. Questa è l’unica certezza che ci resta. Ma almeno a Torrevecchia e non a Roma Prati.

]]>
Di: francesco https://minimaetmoralia.it/cinema/nuovo-cinema-paraculo-habemus-pappam-prontam/#comment-8242 Mon, 02 May 2011 09:34:02 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4251#comment-8242 E’ sempre molto imbarazzante leggere commenti o critiche o analisi su ciò che un’opera potrebbe essere, anziché su ciò che un’opera è. Il motivo dell’imbarazzo sta nel fatto che l’unico pensiero che un commento del genere attiva è questo: perché non lo giri tu un film? E un pensiero del genere non serve a niente, e una critica o analisi o commento che attiva pensieri che non servono a niente, non serve a niente. Non si può certo dire la stessa cosa del film di Moretti.

]]>
Di: picaro https://minimaetmoralia.it/cinema/nuovo-cinema-paraculo-habemus-pappam-prontam/#comment-8234 Mon, 02 May 2011 08:57:13 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4251#comment-8234 ieri – che per me è tutto ciò che viene prima di oggi – ho visto la messa è finita. sono rimasto stupito di come moretti fosse molto più bravo a recitare all’ora rispetto ad oggi.

certo, non è stato mai un grande attore, ma teneva la scena. adesso sembra forzato e un po’ macchietta di sé stesso.

comincio a pensare che io suoi film sarebbero meglio se restasse dietro la camera.

credo che habemus papam sarebbe stato migliore se non ci avesse recitato (anche se un paio di battute che fa sono divertentissime)

se qualcuno la pensa come me, lo scriva, così non lo pensa più e io me ne accorgo

]]>
Di: lupo https://minimaetmoralia.it/cinema/nuovo-cinema-paraculo-habemus-pappam-prontam/#comment-7931 Sun, 01 May 2011 09:41:21 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4251#comment-7931 la piattezza imbarazzante di quelle inquadrature di san pietro – sono cinquant’anni che fa cinema!

]]>