Commenti a: L’idea che ho di Paolo Sorrentino https://minimaetmoralia.it/cinema/paolo-sorrentino-50-anni/ un blog di approfondimento culturale Sat, 06 Jun 2020 07:47:40 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Adespoto https://minimaetmoralia.it/cinema/paolo-sorrentino-50-anni/#comment-2009678 Sat, 06 Jun 2020 07:47:40 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=43441#comment-2009678 “Michelangelo Buonarroti viene generalmente indicato come il primo artista che si staccò dalla committenza, riconoscendo la massima indipendenza al suo processo artistico.” (Wikipedia)

A parte questo, è lampante che mi riferisco agli artisti moderni e soprattutto contemporanei.
Almeno fino al XVIII secolo infatti, risulta piuttosto evidente che non c’era nessun’altra reale possibilità che non fosse lavorare per Papi, Re, Principi e cortigiani vari. Per prima cosa il resto del popolo era ignorante, spesso analfabeta, e quindi non capiva e non si curava dell’arte, e poi i luoghi dove esporre dipinti e sculture erano evidentemente limitati a Cattedrali e Corti. O magari lei crede che Giotto avrebbe potuto organizzare una mostra privata, invitando ricchi e aristocratici da tutto il mondo per promuovere (e magari vendere) la sua arte? E comunque a quei tempi il dissenso non era neanche contemplato: chiunque avesse provato a opporsi pubblicamente ai potenti sarebbe stato quasi certamente trafitto, o arso vivo insieme alla sua opera. Ci voleva la spada, e non l’arte, per pensare di poter cambiare le cose.

Oggi, al contrario, l’artista può raggiungere milioni di persone senza alcun bisogno di calarsi le braghe sul divano del produttore, o, peggio, dello sponsor. Di sicuro uno come Paolo Sorrentino, che non era certo uno sconosciuto esordiente. E se anche così facendo non si riuscisse a cambiare le cose, almeno in questo modo un vero artista potrà ritenersi in pace con la propria coscienza e vantarsi di averci provato, di aver dato l’esempio, che un giorno – forse – qualcun altro avrebbe raccolto, e che secondo me rappresenta esattamente il suo ruolo, il suo compito.
Naturalmente solo se è un artista, e non uno che vuole semplicemente diventare una rockstar.

“Un artista è un politico attento agli eventi strazianti, ardenti o dolci del mondo. […] la pittura non è fatta per decorare appartamenti. È uno strumento di guerra offensivo e difensivo contro il nemico.” Pablo Picasso

“L’arte non è uno specchio cui riflettere il mondo, ma un martello con cui scolpirlo.”
Vladimir Majakovskij

“L’artista è un anticorpo che la società si crea contro il potere. Se si integrano gli artisti, ce l’abbiamo nel culo!” Fabrizio De André

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Di: fabio https://minimaetmoralia.it/cinema/paolo-sorrentino-50-anni/#comment-2009664 Thu, 04 Jun 2020 10:41:51 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=43441#comment-2009664 Allora dobbiamo dire che Leonardo, Raffaello, Michelangelo che dipendevano dai loro mecenati, o dai Papi prostituivano la loro arte al potere?
Ma mi faccia il Piacere!!! avrebbe esclamato Totò che essendo nato povero ed essendo un Grande artista di queste ipocrisie se ne rideva e ne faceva motivo di riso.

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Di: Alessandro https://minimaetmoralia.it/cinema/paolo-sorrentino-50-anni/#comment-2009648 Mon, 01 Jun 2020 08:34:57 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=43441#comment-2009648 La studiata tenerezza (che spregevole ossimoro) e, ahimè, la totale inutilità di questo pezzo che non aggiunge nulla (e manco toglie niente!) alla maggioranza degli stereotipi saputi e risaputi, triti e ritriti, su un regista italiano. Mah…

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Di: Stefano https://minimaetmoralia.it/cinema/paolo-sorrentino-50-anni/#comment-2009645 Sun, 31 May 2020 18:51:09 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=43441#comment-2009645 Probabilmente stiamo parlando da due prospettive diverse e soprattutto con due età diverse. Cmq se un giorno dovrai finanziare una tua opera, forse, ti avvicinerai di più alla mia visione o perlomeno la capirai di più. Un saluto

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Di: Adespoto https://minimaetmoralia.it/cinema/paolo-sorrentino-50-anni/#comment-2009643 Sun, 31 May 2020 15:11:30 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=43441#comment-2009643 Stefano scrive: “Paolo Sorrentino è semplicemente un regista che esprime le sue idee con i suoi film e non un rivoluzionario, non è obbligato a rivestire i panni di Bakunin e a cambiare il mondo.”
Infatti non è obbligato, certamente non a rivestire i panni di Bakunin, magari a tentare di cambiare il mondo … un pochino di più, ma è proprio da quello che si riconosce un vero artista da un mestierante qualsiasi. Perché la società contemporanea ci ha abituati a credere che fare l’artista è solo un lavoro come un altro, basta imparare la tecnica, non è vero? Quindi la differenza tra Kubrick e Spielberg, o tra Fabrizio De André e Eros Ramazzotti, sta solo nel gusto di genere, come uno che preferisce la cioccolata alla nocciola? Bene, è questo che si voleva ottenere e ci sono riusciti: l’arte non esiste più!
“Adesso il mondo è stabile. La gente è felice; ottiene ciò che vuole, e non vuole mai ciò che non può ottenere. Sta bene; è al sicuro; non è mai malata; non ha paura della morte; è serenamente ignorante della passione e della vecchiaia; non è ingombrata né da padri né da madri; non ha spose, figli o amanti che procurino loro emozioni violente; è condizionata in tal modo che praticamente non può fare a meno di condursi come si deve. E se per caso qualche cosa non va, c’è il soma… […]
Questo è il prezzo con cui dobbiamo pagare la stabilità. Bisogna scegliere tra la felicità e ciò che una volta si chiamava la grande arte. Abbiamo sacrificato la grande arte.
Ora abbiamo i film odorosi e l’organo profumato.”
Aldous Huxley, da: “Il mondo nuovo” 1932.
Io continuo viceversa a credere che l’artista, così come il giornalista o anche il prete, dovrebbero essere SEMPRE E COMUNQUE temuti dal potere, QUALUNQUE ESSO SIA, perché – per definizione – non possono che essere CONTRO il potere stesso, in quanto tale. Dovrebbero cioè esprimere l’opposizione, cosa che invece è totalmente scomparsa anche in politica ormai da decenni. E tanto più in un’epoca come questa, dove grazie al pensiero unico imperante, il cancro del capitalismo ha sparso le sue metastasi dovunque, irrimediabilmente!

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Di: Sirio https://minimaetmoralia.it/cinema/paolo-sorrentino-50-anni/#comment-2009642 Sun, 31 May 2020 15:06:29 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=43441#comment-2009642 Paragonare Sorrentino a Celine ,il motivo per non leggere l’articolo.

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Di: Stefano https://minimaetmoralia.it/cinema/paolo-sorrentino-50-anni/#comment-2009641 Sun, 31 May 2020 12:18:31 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=43441#comment-2009641 Adesposto scrive: Nel 2011 infatti, per la prima volta in Italia una banca (Intesa San Paolo) partecipava alla produzione di un film: “This must be the place”, una pellicola perfettamente inutile oltre che mortalmente noiosa.

Perchè è Banca Intesa che ha scritto il film e lo ha girato!? Sorrentino è un grande appassionato di musica e, secondo me, con This must be the place ha voluto fare un omaggio a quel mondo, inserendo tra l’altro nel film anche uno dei suoi autori musicali preferiti David Byrne, cantante e frontman dei Talking heads.
Personalmente il film non mi dispiace, ma capisco chi non gradisce gli on the road (genere tipicamente americano); quello che non capisco invece è la critica bigotta agli artisti che utilizzano i canali di marketing culturale per finanziare la propria opera. Paolo Sorrentino è semplicemente un regista che esprime le sue idee con i suoi film e non un rivoluzionario, non è obbligato a rivestire i panni di Bakunin e a cambiare il mondo, e se anche esprime idee politiche, come nel caso del manifesto che ha sottoscritto, non vuol dire che tradisce una presunta missione di redenzione del mondo dalla minaccia capitalista, ma semplicemente esprime le sue idee politiche.

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Di: Adespoto https://minimaetmoralia.it/cinema/paolo-sorrentino-50-anni/#comment-2009639 Sun, 31 May 2020 07:31:43 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=43441#comment-2009639 Quando vidi “Le conseguenze dell’amore” rimasi magicamente stregato. Era il 2004, e il cinema italiano stava dando il peggio di sé già da un pezzo, quando ecco che arriva la luce: un bagliore, forte, chiaro, improvviso! La settimana stessa mi recai da “Hollywood”, in via Monserrato, a Roma, per affittare il DVD de “L’uomo in più” e dopo averlo visto mi persuasi che Paolo Sorrentino aveva in mano il futuro del cinema italiano… finalmente un regista che aveva cose da dire, e sapeva perfettamente come fare usando una cinepresa. “L’amico di famiglia” confermò il grande talento del cineasta napoletano e sia pur segnando – inevitabilmente a mio avviso – un passo indietro rispetto alle prime due pellicole, rimarcava le sue grandi capacità e potenzialità. Sembrava un uomo vero, schivo e riservato, senza maschera, senza ambizioni patinate, uno che ci avrebbe messo il cuore e l’anima per raccontare questa nostra società contemporanea, l’uomo, l’individuo, una razza in estinzione… uno che avrebbe detto la verità senza lasciarsi tentare dalla convenienza … E la consacrazione ci fu nel 2008 quando uscì “Il divo”. Finalmente un film vero sull’uomo piccolo e meschino che ha distrutto la coscienza di un intero Paese. E non solo quella. Poi è successo qualcosa. Di brutto. Nel 2011 infatti, per la prima volta in Italia una banca (Intesa San Paolo) partecipava alla produzione di un film: “This must be the place”, una pellicola perfettamente inutile oltre che mortalmente noiosa, la cui realizzazione è costata uno sproposito: cifre hollywoodiane per attori hollywoodiani ?!? Come se non bastasse, il buon Paolo si prodigò per girare uno spot (un mini film di circa 5 minuti) proprio per Banca Intesa la quale si fregiava di mandarlo in onda sul suo sito web e nelle sue filiali: roba da vomitare!!! Il virus del successo, del denaro, delle statuette e del potere aveva mietuto un’altra vittima eccellente che credevamo immune. Amarezza, delusione, sconforto.
Poi la ciliegina finale: l’adesione con tanto di firma pubblica ad un manifesto di “intellettuali” (venduti) A FAVORE DEL REFERENDUM VOLUTO DA RENZI PER DISTRUGGERE LA COSTITUZIONE ITALIANA.
Rabbia, disgusto, furia!

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