Commenti a: Un Tarantino nel palazzo di Siddharta https://minimaetmoralia.it/cinema/recensione-django-unchained-quentin-tarantino/ un blog di approfondimento culturale Sun, 07 Apr 2013 19:50:13 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Alfio Squillaci https://minimaetmoralia.it/cinema/recensione-django-unchained-quentin-tarantino/#comment-258670 Sun, 07 Apr 2013 19:50:13 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13846#comment-258670 Nicola, la prendo un po’ alla larga, ma la penso come te, se ti ho capito bene (io NON so cos’è il grunge , e
in quanto rivisitazione pop del punk ho le vertigini… ) http://www.linkiesta.it/blogs/la-frusta-letteraria/il-doppio-standard-estetico-proposito-del-diango-unchained-di-quentin-tar

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Di: Paolo1984 https://minimaetmoralia.it/cinema/recensione-django-unchained-quentin-tarantino/#comment-258618 Sun, 07 Apr 2013 15:39:20 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13846#comment-258618 un personaggio come Stephen (sorta di “zio Tom” malvagio) e la sequenza dell’ultimo tragico confronto tra Shoshanna e il soldato tedesco protagonista di Orgoglio della Nazione..non turbano? Lisciano il pelo allo spettatore? Mah..Pulp Fiction e Kill Bill (Jackie Brown, il film più ingiustamente sottovalutato di Tarantino è atipico nella sua filmografia) erao film migliori, forse ma Django non è da buttare

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Di: Teo Lorini https://minimaetmoralia.it/cinema/recensione-django-unchained-quentin-tarantino/#comment-258466 Sat, 06 Apr 2013 22:28:55 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13846#comment-258466 Anch’io concordo con la valutazione di Nicola Lagioia, ben articolata e ancor meglio scritta. Il cinema di Tarantino, e lo dico con il dolore di chi ha amato profondamente i suoi primi film, ha smesso da un po’ di emozionarmi e Django è stata la dolorosa conferma di questa sensazione.
Non mi delude solo il citazionismo ostinato e fine a sé stesso, né la sensazione che Tarantino giri ormai, con il pilota automatico, con budget spropositati e cast milionari, dei film che sono solo dei gran giocattoloni. Né, mi hanno lasciato indifferente soltanto quelle “madornali (ma godibilissime) incongruenze” che Tiziano Scarpa, nella sua ricchissima lettura (http://www.ilprimoamore.com/blogNEW/blogDATA/spip.php?article574) del film, rimarca a partire dall’ultima mezz’ora.
Se “Django” mi ha confermato nella cattiva impressione che mi aveva lasciato “Inglorious Basterds” è per un motivo più profondo che così, currenti calamo, mi verrebbe da definire ‘etico’.
“Le iene” e “Pulp Fiction” hanno inventato un genere di cinema, sono congegni narrativi meravigliosi, che spostano i piani, squilibrano, turbano, mettono a disagio lo spettatore e lo costringono a dilemmi sgradevoli e nel contempo seducenti. Django fa esattamente il contrario, accarezza lo spettatore per il verso del pelo, non lo stimola né lo smuove in nulla e lo lascia come l’ha trovato. A pensarci bene, gli ultimi due film di Quentin Tarantino sono la stessa roba, solo che in uno la violenza selvaggia va a danno dei nazisti, nell’altro investe gli schiavisti ma in ogni caso è una violenza che ci lusinga, che non ci mette in una posizione morale scomoda. Tutti tifiamo per i Bastardi o per Django: «Dai, ammazzali, falli fuori questi porci razzisti!». E ci sentiamo pure bene, perché quelle canaglie se lo meritano.
Ben altro accadeva in altri film. Penso solo alla scena del banco dei pegni di Maynard e Zed in Pulp Fiction: per chi “fare il tifo”? Per chi propendere? Come sentirsi quando sorteggiano Marsellus Wallace per il trattamento nella “vecchia stanza di Russell”? O quando, in Kill Bill, la Sposa fa fuori Vernita “Copperhead” Green e poi si accorge che la figlia di quest’ultima la sta osservando? O quando la Sposa ritrova Bill e scopre che la bambina che lei credeva morta è viva e vegeta e, anzi, Bill pare comportarsi da ottimo padre?
La mia è una posizione minoritaria, me ne rendo conto. Peraltro ero in minoranza anche quando esaltavo e consigliavo Pulp Fiction mentre il pubblico “per bene” di allora si scandalizzava per le parolacce o il numero di “fuck” nei dialoghi…
A proposito, ecco un altro tasto dolente: quanto sono noiosi i dialoghi di Django? Certo, la scena dei fazzolettoni del KKK è simpatica (non geniale, simpatica e neanche tanto originale: in una sequenza di “Preacher”, Garth Ennis faceva battute analoghe già nel 1998!) ma la lezione di frenologia di DiCaprio? Gli sproloqui di Waltz? Sarà un caso, l’avrò visto nella sala sbagliata ma, durante il racconto del mito di Siegfried, io mi sono distratto e, guardandomi attorno, ho visto più di una lucina di spettatori che guardavano l’ora sullo schermo del proprio palmare. Ho provato a paragonare questi momenti imbarazzanti con l’attacco delle Iene (“Madonna e le mance”); o con il dialogo del foot massage o con il monologo dell’orologio del capitano Koons: è la mia opinione, certamente varrà poco, ma il confronto a me è parso impietoso.

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Di: Paolo1984 https://minimaetmoralia.it/cinema/recensione-django-unchained-quentin-tarantino/#comment-258384 Sat, 06 Apr 2013 13:51:49 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13846#comment-258384 non credo affatto che l’Ezechiele 25, 17 fosse citato a cazzo in Pulp Fiction, nè capisco le polemiche sulla “estetizzazione della violenza” come se in Tarantino non ci fosse che quello e come se la violenza e quel modo di raccontarla fosse fine a se stesso, gratuito (e non è vero, nè l’una cosa nè l’altra)..e non capisco neanche come si possano definire i film di Tarantino “non complessi” sia a livello di trama che di messa in scena..forse il fatto che pesca a mani basse dai B-movies e dal cinema “di genere” lo fa passare per un autore “facile” (ammesso e non concesso che sia un difetto) ma non lo è.
Tarantino è un autore con una sua poetica e uno stile riconoscibile, può non piacere (a me piace, se non si fosse capito), può sembrare fuori tempo massimo ma rimproverare Tarantino di non essere Peckinpah continua a sembrarmi una cosa incomprensibile..potrei dire che i western di Lucio Fulci non sono quelli di Sergio Leone ma ciònon toglie che entrambi siano artisticamente validi

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Di: Axel Shut https://minimaetmoralia.it/cinema/recensione-django-unchained-quentin-tarantino/#comment-258379 Sat, 06 Apr 2013 13:28:06 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13846#comment-258379 a me sembra che la critica di Lagioia stia perfettamente in piedi
ed esiste anche un post-moderno in grado di fare i conti con la Storia, come dimostra Pynchon, quindi le eventuali mancanze sono tutte da mettere in conto al singolo Tarantino e non al genere tutto

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Di: girolamo https://minimaetmoralia.it/cinema/recensione-django-unchained-quentin-tarantino/#comment-258361 Sat, 06 Apr 2013 10:59:26 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13846#comment-258361 Perché mai sarebbe una critica a Lagioia (e a Pacifico) l’aver rimproverato a Tarantino di essere (cioè null’altro che, niente di diverso da, niente di più che un) Quentin Tarantino? Essere Tarantino significa non essere nel narrare, nel montare, nell’inquadrare, nello sceneggiare, insomma nell’uso della grammatica e della sintassi filmiche, Peckimpah, o Aldrich, o George Roy (ma nemmeno Walter) Hill. Proprio come di reche Steno era “solo” Stefano Vanzina, cioè non era (per rimanere nella commedia all’italiana) Monicelli, e neanche Dino Risi. Tarantino non fa alcuna critica delle strutture retoriche, o mitologiche, o storico-narrative preesistenti: come Alberto Sordi verso l’italiano medio, fa loro quello sberleffo che manda in sollucchero il pubblico, e lascia retoriche, miti e narrazioni storiche così come le aveva trovate, com’è tipico di un genere, quello post-moderno, che è morto da vent’anni (e qualcuno dovrebbe dirglielo, a Quentin). Non è un cinema “in” falsetto, è un cinema falsetto, con un costante ammiccare all’estetizzazione della violenza come soluzione della complessità della narrazione, prima ancora che dell’oggetto narrato. Certo per chi ama il genere diverte (come diverte Febbre da cavallo): ma quanto qualunquismo, quanta ideologia passa tra una risata, un passo della Bibbia citato a cazzo e uno stilema post-modern fuori tempo massimo? A cosa fa segno il fatto che si vada a vedere i film di Tarantino come ieri si andava a vedere The Wild Bunch?

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Di: Un Tarantino nel palazzo di Siddharta | Moralia in lob https://minimaetmoralia.it/cinema/recensione-django-unchained-quentin-tarantino/#comment-258186 Fri, 05 Apr 2013 18:13:35 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13846#comment-258186 […] Continua su M & M Share this:TwitterFacebookMi piace:Mi piace Caricamento… Standard […]

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Di: Dinamo Seligneri https://minimaetmoralia.it/cinema/recensione-django-unchained-quentin-tarantino/#comment-258183 Fri, 05 Apr 2013 17:51:21 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13846#comment-258183 Mi sbaglierò, però anche a me Lagioia dà la sensazione di rimproverare a Tarantino di essere Tarantino, o almeno di esserlo rimasto da un certo torno di anni in poi; forse addirittura di non aver piegato la sua poetica “alle sirene della realtà” quand’era tempo… Per carità, Tarantino è criticabile, come tutto d’altronde, ma gli va riconosciuto il merito di trasmettere il piacere di fare film, di fare cinema, che sembra vivo proprio in virtù del suo brio, della vitalità che esprime e che, questo sì, a distanza di anni sembra arricchirsi di forme, nonostante come in Django si allontani dai nostri tormentosi anni di crisi. Di Tarantino ciò che brilla è il suo cinema in falsetto, la sua arte di parodiare tanto il linguaggio cinematografico convenzionale che quello della cultura pop (e pulp che egli stesso incarna), così da riuscire a rendere, col suo manierismo furbesco e poetico, tributo a un film e nello stesso tempo ridicolizzare (pur amandole) le sue sovrastrutture retoriche – tutto questo lo fa rimanendo nella letteratura cinematografica commerciale, e non è nemmeno da disprezzare il fatto che non abbia alcuna esigenza di risultare originale a tutti i costi.

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Di: Paolo1984 https://minimaetmoralia.it/cinema/recensione-django-unchained-quentin-tarantino/#comment-258173 Fri, 05 Apr 2013 16:36:58 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13846#comment-258173 e a pensarci bene, la famosa “ironia” post-moderna tarantiniana mi sembra contenuta e mai eccessiva pure in Bastardi senza gloria (che ha momenti seri e altamente tragici), il finale delle Iene e anche molti momenti di Kill Bill come degli altri film hanno poco o nulla di ironico..anzi il talento di Tarantino sta proprio nel dosare l’ironia e addirittura la comicità senza mai sfociare nella parodia involontaria.
Comunque, ribadisco il pieno rispetto per le opinioni di Lagioia e mi scuso per la cattiveria forse eccessiva di qualche post fa..ho solo avuto l’impressione di leggere tra le righe un atteggiamento diffuso negli intellettuali rispetto alla pop culture: pure quando gli piace, anche quando se la godono..avvertono che in quel “godimento” c’è qualcosa di “indegno” per il loro ruolo di intellettuali..comunque questa è una mia impressione personalissima e magari errata. Comunque, mi ha molto interessato leggere le due analisi e, pur non essendo esattamente sulle stesse posizioni, ringrazio senza ironia Pacifico e Lagioia che si sono dedicati a un cineasta che amo molto

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Di: Paolo1984 https://minimaetmoralia.it/cinema/recensione-django-unchained-quentin-tarantino/#comment-258167 Fri, 05 Apr 2013 16:14:39 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13846#comment-258167 mi scuso se sono risultato meschino e non metto in discussione la sincerità dell’articolista, è che veramente mi sfugge il senso: se ho ben capito si dice che l’ironia tarantiniana,e il gioco citazionista (ma Jackie Brown era ben poco ironico e “giocoso”, infatti è il più atipico dei suoi film) non è più adatto all’epoca post-11 settembre, perchè il post-moderno ormai non è più una lente adatta a leggere la realtà in quanto “la fine della Storia” si è rivelata una gran balla…concordo che la Storia non è finita ma non credo che ne convenga una “inutilità” del cinema di Quentin Tarantino e del suo modo (anche ironico,, ma tutt’altro che superficiale o banale) di confrontarsi con la Storia e Lagioia non me l’ha dimostrata, a mio avviso

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Di: bidé https://minimaetmoralia.it/cinema/recensione-django-unchained-quentin-tarantino/#comment-258154 Fri, 05 Apr 2013 14:33:49 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13846#comment-258154 Non entro nel dettaglio ché il film non l’ho visto, dico solo che interpretare in modo tanto becero le motivazioni e i pensieri altrui come fa Paolo1984, senza peraltro alcunché che possa confortare la tesi, è un’operazione alquanto svilente, oltre che meschina.
Poi per definire “bravo” Robert Rodriguez credo ci voglia coraggio, ma questo è un altro discorso.

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Di: Paolo1984 https://minimaetmoralia.it/cinema/recensione-django-unchained-quentin-tarantino/#comment-258148 Fri, 05 Apr 2013 14:00:59 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13846#comment-258148 Immagino cosa ha pensato Lagoioa prima di scrivere il pezzo: “Cazzo, il film mi è piaciuto tanto, me lo sono goduto, è scritto e girato da dio però non posso fare la figura dell’ adolescente cinefilo che impazzisce per Tarantino, il citazionismo mai fine a se stesso e il suo rimescolamento dei generi cinematografici, io sono un intellettuale e devo fare bella figura coi miei amici intellettuali..ora mi spremo le meningi e trovo qualche critica negativa da fare per far vedere che sì mi è piaciuto ma rimango una persona seria”
Si vede che la profondità e l’originalità di Quentin Tarantino (parlo di Quentin,, non dei suoi pur bravi sodali tipo Robert Rodriguez) non è per tutti

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Di: Antonio https://minimaetmoralia.it/cinema/recensione-django-unchained-quentin-tarantino/#comment-258143 Fri, 05 Apr 2013 13:39:10 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13846#comment-258143 Bellissima recensione. Anch’io, guardando Django ho provato la sensazione di superamento di Tarantino (e del tarantinismo), ma l’avevo attribuita ad una sorta di cortocircuito linguistico: come se il western, con il suo profilmico stilizzato, i suoi dialoghi ipercaratterizzanti e i suoi topoi immediatamente riconoscibili, non avesse retto la “tarantinizzazione”, cedendo sotto il suo stesso peso. Il western, infinita rivisitazione e messa in discussione del proprio immaginario, se tarantinizzato inizia a girare a vuoto, fallendo forse l’unico sbocco che rimane al vecchio Quentin: vendicarsi della Storia attraverso quella “triste e rabbiosa interpretazione dei sogni collettivi” di cui parlava Francesco Pacifico nel precedente articolo.

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Di: Paolo1984 https://minimaetmoralia.it/cinema/recensione-django-unchained-quentin-tarantino/#comment-258142 Fri, 05 Apr 2013 13:38:51 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13846#comment-258142 io non capisco davvero: mi pare che Lagioia rimproveri a Tarantino il fatto di essere Quentin Tarantino e non,Elio Petri, ma che senso ha?
Come quasi tutti i grandi autori, Tarantino ha una poetica e uno stile riconoscibile che usa con maestria, assembla e rivitalizza i B-movies, gli spaghetti-western (più Fulciani che Leoniani però), l’exploitation bianca e nera, che ama per creare qualcosa di proprio e ci riesce.
E poi non è vero che rimuove il trauma: credo che Django riesca a farti sentire l’ingiustizia della schiavitù meglio di Lincoln che però appartiene ad un genere diverso e con ambizioni completamente diverse..non rimuove lo schiavismo ma come col nazismo lo racconta con la propria sensibilità

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Di: Stefano https://minimaetmoralia.it/cinema/recensione-django-unchained-quentin-tarantino/#comment-258116 Fri, 05 Apr 2013 11:48:25 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13846#comment-258116 Probabilmente, se i Nirvana fossero durati più tempo, avrebbero anche loro prodotto album godibili ma meno spontanei dei primi.

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