Commenti a: Rompere i giochi https://minimaetmoralia.it/cinema/rompere-i-giochi/ un blog di approfondimento culturale Wed, 09 Oct 2019 20:55:54 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Marco https://minimaetmoralia.it/cinema/rompere-i-giochi/#comment-2004070 Wed, 09 Oct 2019 20:55:54 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=41266#comment-2004070 Caro Daniele, ecco la conferma a quanto scrivevo: appena si critica un film di Tarantino, saltano sempre su i suoi fan che ti accusano indignati di essere presuntuoso e incapace di vedere, anzi di non volerne vedere la bellezza. Tra l’altro non si capisce bene perché non “vogliono vedere”: quale blocco psicologico li attanaglia al punto non tanto di non capire, ma di non voler capire i film di Tarantino? Comunque sì, non so perché ma non sono stato in grado di apprezzare la bellezza di un hippie bruciato vivo con un lanciafiamme in una piscina californiana. Non sono l’unico, a quanto pare, perché oltre a Mereghetti, sono in tanti a non avere apprezzato questo film, basta farsi un giro su internet. Ripeto: un film così, se non l’avesse girato Tarantino, non se lo sarebbe filato nessuno.

]]>
Di: Daniele https://minimaetmoralia.it/cinema/rompere-i-giochi/#comment-2003967 Wed, 09 Oct 2019 12:20:24 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=41266#comment-2003967 Caro Marco, un bel tacer non fu mai scritto.
Credo che nessuno abbia mai messo in dubbio il legittimo diritto che le cose non piacciano. Ma fare di ciò che non piace un assoluto, definendolo vuoto di senso o inconsistente, quando senso e sostanza, invece, ci sono, quello sì che è molto autoreferenziale e presuntuoso. Oltre che in-vidioso; letteralmente, incapace di vedere perché non vuol vedere.

]]>
Di: Enrico Guerzoni https://minimaetmoralia.it/cinema/rompere-i-giochi/#comment-2003698 Mon, 07 Oct 2019 09:17:31 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=41266#comment-2003698 Completamente d’accordo. Quel famoso critico ha trattato il film con supponenza, e passi, ma si è anche arrogato il diritto di spoilerarlo, senza rispetto dei lettori e potenziali spettatori.

]]>
Di: bidé https://minimaetmoralia.it/cinema/rompere-i-giochi/#comment-2003675 Mon, 07 Oct 2019 06:49:52 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=41266#comment-2003675 Al di là della ragione o meno che possa aver avuto Mereghetti (secondo me ha ragione da vendere nel criticare il film, molta meno nel modo in cui ha espresso la critica), l’ultimo paragrafo dell’articolo di Bigliosi trasuda un fastidiosissimo risentimento che farei fatica a mandar giù in un post su facebook, figuriamoci in un articolo di analisi o presunta tale.

]]>
Di: Marco https://minimaetmoralia.it/cinema/rompere-i-giochi/#comment-2003668 Mon, 07 Oct 2019 06:12:31 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=41266#comment-2003668 Il famoso critico è Mereghetti, e ha ragione da vendere sul film di Tarantino: noioso, insulso, sopravvalutato, come quasi tutti i suoi film (tranne i primi due). Tarantino gioca col cinema perché non ha niente da dire e ha ragione Mereghetti: è un bambinone di talento, autoreferenziale e presuntuoso. Ma per i fan del regista (infantili come il loro idolo) qualunque critica nasconde invidia, permalosità o quant’altro. Non gli passa per la mente che a qualcuno possa non piacere un film così scadente, che se l’avesse girato un illustre sconosciuto (e con attori poco noti invece di star) non avrebbe ottenuto alcuna considerazione.

]]>
Di: Valentina R https://minimaetmoralia.it/cinema/rompere-i-giochi/#comment-2003484 Sat, 05 Oct 2019 11:31:30 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=41266#comment-2003484 Bello l’articolo.
Ma tra l’autrice e l’anonimo commentatore z. lo potevate pure fare, il nome del critico che ha fatto lo spoiler. Ci divertivamo di più, no? Un po’ di rilassatezza, un po’ di apertura, un po’ di amore per noi lettori (almeno la metà di quello che Tarantino ha per chi si gode i suoi film).

]]>
Di: Zuck https://minimaetmoralia.it/cinema/rompere-i-giochi/#comment-2003475 Sat, 05 Oct 2019 10:03:13 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=41266#comment-2003475 Ottima analisi. Anche se non affronta quello che ritengo il punto debole di quest’opera che, al contrario, dava una forza straordinaria al citato, e suo gemello teoretico, Inglorious Basterds: la forza inerziale dello sfondo storico.

Il ritmo del racconto in “C’era una volta…a Hollywood” risulta debole, a tratti slegato, forse perchè mi/ci manca la percezione culturale dell’evento cardine (la strage di Cielo Drive) e di quel che ha rappresentato; la portata emotiva di quanto accaduto viene quasi data per scontata (com’è probabilmente per Quentin, ma non credo lo sia per molti spettatori), e questo toglie peso alla narrazione, rendendola apparentemente insulsa, perchè se l’avvento e la fine del nazifascismo hanno modellato l’intera cultura in cui siamo immersi, risultando così il perfetto motore per l’ucronia di Inglorious Basterds, qui rischia di funzionare soltanto ex post, in una seconda o terza visione, accuratamente informata, che ci conduca al finale.

Altro paio di maniche è la profondità del cortocircuito che si genera tra l’immagine del divo in crisi d’identità Di Caprio/Dalton e del suo doppio ipercorporeo Pitt/Booth, controfigura che lo completa diventandone una sorta di alter-ego supereroistico, riunendo nei due il volto e l’analisi di un cinema che Tarantino non sembra aver mai smesso di raccontare.

Ma ancora una volta, se l’acme di questo stesso discorso è stata forse raggiunta col sottovalutatissimo “A prova di morte”, qui di quell’opera manca il ritmo e la forza abbacinante, in grado di farti gridare già alla prima visione WHAT THE FUCK e di lasciartela scorrere a lungo negli occhi e nelle vene. In “C’era una volta…a Hollywood” tutto sembra scorrere troppo tranquillamente, troppo meravigliosamente bene, col rischio di non lasciare quello stesso segno istantaneo e a caldo.

Sull’imbarazzante e celebre ‘critico’ citato, ho avuto la stessa impressione, rafforzata dal piccolo preambolo gossiparo che a Cannes quello stesso si era offeso a morte per un mancato posto alla premiere, per cui è seguita “grandissima vendetta e furiosissimo sdegno. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te.” Ezechiele 25:17

z.

]]>