Commenti a: Come raccontare il terrorismo sul grande (e piccolo?) schermo https://minimaetmoralia.it/cinema/terrorismo-cio-che-il-cinema-insegna/ un blog di approfondimento culturale Sun, 12 Jan 2014 21:28:57 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Pierluca D'Antuono https://minimaetmoralia.it/cinema/terrorismo-cio-che-il-cinema-insegna/#comment-479655 Fri, 10 Jan 2014 12:49:58 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=17368#comment-479655 Sorlin è un punto fermo, d’accordo, ma il cinema italiano ha un problema specifico che trascende le capacità artistiche e tecniche ed è tutto politico. Negli anni ’70 il cinema di genere, in particolare quello polizi(ott)esco, ha affrontato in presa diretta e in tempo reale gli avvenimenti di allora. Ci sono stati tanti istant-movie su Piazza Fontana, sull’assassinio di Pinelli, sull’omicidio Calabresi, sulle stragi fasciste, sui servizi segreti deviati, con letture politiche molto forti e pregnanti (a prescindere dal segno). A mancare sono rappresentazioni del fenomeno della lotta armata e del terrorismo da parte del cinema “colto” e di “autore”: per paura, imbarazzo ideologico (il continuismo di certi autori con il PCI è innegabile, e come analizzava, il Partito Comunista, le BR?)
Negli anni ’80 poi il cinema di genere muore, Il terrorismo viene estirpato e si registrano le prime opere di autori di sinistra che però affrontano la stagione del post-terrorismo da un punto di vista intimista e soggettivo: non ci sono ricostruzioni politiche sugli anni di piombo, ma ritratti simbolici e individuali (Bellocchio su tutti, ma anche Amelio).
Un esempio su tutti: il caso Moro: è praticamente un sottofilone dei cosiddetti schermi di piombo, ma come viene riletto il rapimento? Con intenti martiriologici. Ferrara e compagnia si sono limitati a santificare la figura del presidente in maniera sleale e poco onesta, proprio come ha fatto la classe dirigente e il tanto decantato fronte della fermezza. Una falsificazione storico-politica che registra una perdita di senso rispetto al disegno delle Brigate Rosse, alle loro motivazioni politiche, ai perché del loro agire. Chi sono, cosa vogliono, perché si armano, perché sono disposti a morire per una causa?
L’unica opera che davvero restituisce senso e verità dal punto di vista estetico e storiografico e politico è la Trilogia Aldo Moro di Aurelio Grimaldi. Ma chi l’ha vista? Chi ne ha sentito parlare?

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