Commenti a: Ri-dimensionare Werner Herzog https://minimaetmoralia.it/cinema/werner-herzog/ un blog di approfondimento culturale Wed, 11 Dec 2019 11:16:55 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Luciano https://minimaetmoralia.it/cinema/werner-herzog/#comment-2007398 Wed, 11 Dec 2019 11:16:55 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13826#comment-2007398 La realtà ciascuno la interpretà come gli pare. Con film, registi e aneddotica varia, la realtà e un miscuglio di invenzione e fatti oggettivi, spesso poco districabili. La macchina dei sogni da potente strumento di invenzione e riflessione sulla realtà si è trasformato nel corso del tempo in potente macchina del business e dell’auto-promozione. Herzog ha avuto una vità avventurosa e piena di stimoli e opportunità che ha saputo sfruttare al meglio. Purtroppo il suo lato creativo, decisamente poco sviluppato e spesso imbarazzante, è stato compensato e “superato” dalla sua personalità pubblica incredibilmente affascinante. Tolti i film degli inizi, qualche documentario, il resto è immondizia inguardabile e ripetitiva. Ha la capacità di affascinare lo spettatore, tuttavia, finito il film, poco rimane. A livello umano è impossibile conoscerlo realmente, per noi comuni mortasli. La sua vena giocosa c’e’ fin dagli inizi (ho presento uno pseudo documentario dove lui cucina e mangia il suo scarpone ), tuttavia negli anni 70 faceva più figo e più audience intellettuale affrontare temi pesanti e drammatici. Oggi va di moda il miscuglio di generi, l’autoironia, prendersi in giro, il mokumentary… e lui si è buttato a capofitto in questo target di business. E’ un essere umano come tanti, che ha saputo vendere benissimo la sua immagine, tanto da diventare logo di se stesso. E’ ormai un brand richiesto dal mercato mondiale. Queste cose le scrivo da vecchio fan del regista che dal 1991 (dopo quell’orrore di film che è Grido di pietra) ha iniziato a riconsiderarlo appunto come logo di se stesso. Molto interessante, se vi capita, è leggere la mezza pagina che Emmanuel Carrere dedica a Herzog in “Limonov”, bellissime e significative, oltre che tristi. Alla mia tenera età di 47 anni, sono arrivato alla conclusione che personalità avventuriere ed arroganti, di solito maschili, dotate di poca umiltà e di molto narcisismo, nascondano profondi limiti umani, intellettuali, creativi. Non ce l’ho con Herzog, ma con chi, come il sottoscritto, ne ha per anni esaltato le doti e le capacità, non capendone la reale natura e portata. 🙂

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Di: Paolo https://minimaetmoralia.it/cinema/werner-herzog/#comment-1988020 Tue, 12 Feb 2019 21:42:58 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13826#comment-1988020 Ma certo, Il cattivo tenente di Herzog…. Ah, internet, che invenzione !
“Il mio social network è la tavola della mia cucina.” (Werner Herzog)

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Di: Walter https://minimaetmoralia.it/cinema/werner-herzog/#comment-485149 Wed, 15 Jan 2014 13:29:06 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13826#comment-485149 In realtà, da un pezzo ormai Herzog non lavora più a una nuova grammatica delle immagini. Pur rimanendo una figura interessante è ben lontano dall’urgenza che lo “costringeva” a girare film come Aguirre, Fata Morgana e via dicendo. Ora è semplicemente un buon regista, incapace di stare fermo a ricaricaricare le battierie, prolisso e ripetitivo nelle interviste, auto-celebrativo, assai meno rigoroso nelle intenzioni di quanto lo fosse nei magici anni ’70. Il Cattivo Tenente è solo un buon film hollywoodiano, L’alba della libertà è freddo come un ghiacciolo, Cave of forgotten dreams sarebbe stato un buon fim con una durata ridotta della metà, ed inoltre la scena finale dei coccodrilli albini suona posticcia, con quel commento onnipresente. Credo che l’ultimo capolavoro del nostro risalga all’ormai lontano 1993, quel bellissimo e quasi dimenticato “rintocchi dal profondo” che spazza via in un colpo solo la cerebralità dell’ignoto spazio profondo, il fasullo Diamante Bianco, il falso capolavoro Grizzly Man. Grazie comunque ad Herzog, che quand’era giovane e “posseduto” dal cinema è stato lo sguardo più straordinario e irripetibile che abbiamo avuto.

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Di: LM https://minimaetmoralia.it/cinema/werner-herzog/#comment-258117 Fri, 05 Apr 2013 11:50:14 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13826#comment-258117 ” A volte, per capire davvero un regista e la sua opera, bisogna smetterla di fissare i film. Di ingolfare lo sguardo con le immagini, i simboli, i significanti. Di arrovellare la mente coi significati, con le strutture, con le narrazioni. A volte, per capire davvero un regista e la sua opera lo sguardo bisogna voltarlo: cambiare prospettiva, guardare all’uomo e a quello che fa “. Secondo me ciò corrisponde a una concezione dell’arte orribile. Il resto non l’ho letto.

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Di: Gloria Gaetano https://minimaetmoralia.it/cinema/werner-herzog/#comment-257909 Thu, 04 Apr 2013 11:24:35 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13826#comment-257909 Molto spesso per Herzog l’ interesse e il motivo centrale è il diverso, lo
straordinario, anche l’abnorme nelle cose, nelle persone e nei paesaggi. La sua
ricerca consiste nell’individuare verità profonde nel soggetto che considera (per lo
più l’essere umano) e nel capire quali siano le proprietà della nostra civiltà e del
nostro tempo. L’efficacia comunicativa nel rappresentare le ‘scoperte’
dell’immagine; per lui cinema e vita non si possono separare. Rispondono al
preciso imperativo morale di trovare in che cosa consista il nostro essere umani e
nel rappresentarlo sullo schermo.
In “Aguirre furore di Dio”, Herzog prova una certa sensazione fisica nello svolgere
una determinata azione, che rimane come impressionata nella pellicola. Girare un
film diventa un vero e proprio sforzo fisico; mettere in scena eroi che si misurano
con i propri limiti, fisici e psichici: ogni viaggio corrisponde ad un rischio totale, al
pericolo di morte del cineasta e del cinema stesso.
Herzog lavora per creare un nuovo linguaggio visivo. Il suo intento è quello di
trovare immagini che ci facciano capire noi stessi, chi siamo veramente come
uomini. La nostra condizione e la nostra civiltà. La prima esperienza elementare
nel nostro tipo di società, come fame, paura, o essere imprigionati, o sofferenza

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Di: Armando Minuz https://minimaetmoralia.it/cinema/werner-herzog/#comment-257589 Tue, 02 Apr 2013 22:05:05 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13826#comment-257589 Giustissimo l’articolo, ma per me (parere di un amante del cinema ma non di uno “studioso” di cinema, dunque a mio modo ignorante) Herzog rimarrà sempre il regista di cui si parla nelle prime righe. Quello che ha trascinato il cinema sulla linea di frontiera, a un passo dal pionierismo del protocinema, se vogliamo molto più vicino di quanto si creda a un Buster Keaton. Lontano da qualsiasi forma “digitale” o effetto speciale, ha impugnato un cinema impuro, fatto di uomini e sudore che la macchina da presa non crea e, anzi, non riesce ad asciugare dai volti degli attori. A un passo dalla follia, sempre, sul set e fuori dal set (set non per niente abitato da un monstre come Kinski). Forse l’ironia di cui giustamente si parla è sempre stato, più o meno nascostamente, il necessario contrappeso a questo cinema faticoso e torbido, in fondo provocatorio ma non in modo programmatico, spontaneamente rivoluzionario perché sempre “altro” (Ghezzi parlava di “sogni sfocati kasparhauseriani, visioni di altri mondi, echi zoologici da un regno oscuro”).
Per chi non li conoscesse, poi, consiglio i diari di Herzog sul set di Fitzcarraldo. Complimenti ancora e grazie per avermi riportato alla mente questo “piccolo” grande maestro, nonché di avermi fornito questa chiave di lettura ironica e umoristica, a cui penserò nei prossimi giorni.

“Le notizie che mi sono giunte oggi sono chiare: R. non intende ritornare nella foresta vergine, a nessuna condizione. Certificati medici, schermaglie giuridiche per prendere posizione contro eventuali richieste di risarcimento danni. Contatti con Lucki in Brasile, con W. sul Camisea. W. vuole assolutamente che richieda una perizia legale negli Usa per obbligare R. a rispettare il suo contratto, ma non ho bisogno di perizie legali per capire in che situazione mi trovo. In casa ho vagato per le stanze abbandonate, ormai completamente solo. Le camere con i loro materassi senza lenzuola mi fissavano, io a mia volta fissavo, senza provare niente, nel vuoto. Ora Gustavo e Claire di notte siedono insieme a me sotto i neon dell’ufficio, assediati dalle zanzare; restiamo in silenzio. La radio crepita e gracchia, a volte fluttua della musica, come il suono di uno xilofono dalle sfere del cosmo. Per un attimo abbiamo captato piuttosto chiaramente una stazione dell’Unione Sovietica”.
Werner Herzog, La conquista dell’inutile, pp. 164-65.

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Di: cletus https://minimaetmoralia.it/cinema/werner-herzog/#comment-257530 Tue, 02 Apr 2013 15:34:46 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=13826#comment-257530 beh, più che ri-dimensionare Herzog, l’autore dell’articolo gli fa un monumento. Bel pezzo, e sopratutto esce, prepotente, tutta l’anima dissacratoria che accomuna tanti altri colleghi (facili assonanze con altri grandi registi del nord europa).

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