Commenti a: L’ultima generazione a permetterselo https://minimaetmoralia.it/cultura/lultima-generazione-a-permetterselo/ un blog di approfondimento culturale Sat, 22 Oct 2016 15:55:38 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: gianni https://minimaetmoralia.it/cultura/lultima-generazione-a-permetterselo/#comment-641650 Sun, 04 May 2014 13:04:13 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=20124#comment-641650 grazie denise hai sintetizzato il mio pensiero.
da imigrato a londra con una laurea che in italia è una ciofeca mi sento dire che mi dovevo dare da fare nel mio paese.
Non sono l’unico, ho una sfilza di amici laureati che sono ora camerieri baristi tutti fuori dall’italia, in giro per il mondo. Ci siamo trovati tutti a sbattere contro dei muri colossali in italia: con delle proproste di lavoro schiaviste, ci siamo sobbarcati lavori a 500 euro mensili in call center del cavolo o con delle possibilità ridotte allo zero di poter lavorare in quello in cui siamo preparati e laureati (da anni e con sacrifici sia nostri che dei nostri genitori).
Eliminate tutti i posti di lavoro a tempo determinato( indeterminato/determinato : unico paese al mondo che usa questi termini ridicoli, io qui lavoro punto, ho un contratto, mi pagano a ora e la paga oraria la decide il governo) perchè state schiavizzando milioni di ragazzi italiani.

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Di: Paola https://minimaetmoralia.it/cultura/lultima-generazione-a-permetterselo/#comment-641594 Sun, 04 May 2014 12:11:22 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=20124#comment-641594 Mi piacerebbe che Raimo e Mancassola rispondessero a Denise. Almeno la decenza.

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Di: azzurra https://minimaetmoralia.it/cultura/lultima-generazione-a-permetterselo/#comment-614620 Mon, 21 Apr 2014 21:21:10 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=20124#comment-614620 Denise ha secondo me centrato il punto, m’ha tolto le parole di bocca. Concordo pienamente con lei e con il fatto che forse continuare a delegare a noi stessi e a ‘chi ci crede’ tutta una serie di questioni che la maggior parte delle persone non sente o forse non sa come gestire è fare il gioco dello status quo, in cui l’ultimo di cui ti puoi ‘fidare’ è il tuo stesso stato e le sue regole inapplicabili. E’ un discorso molto complesso comunque. La sensazione mia adesso è che fare volontariato, ‘resistere’ come si ama moltissimo dire sia non solo inutile ma renda conniventi.

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Di: denise https://minimaetmoralia.it/cultura/lultima-generazione-a-permetterselo/#comment-613349 Mon, 21 Apr 2014 11:05:42 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=20124#comment-613349 Poiché si parla di regioni meridionali, mi permetto di segnalare il libro liberamente scaricabile online: http://terrearse.it/dossier/sud-altrove/sud-altrove-il-libro/ che parla di emigrazione attuale dal Sud. L’ho realizzato con un gruppo di ragazze e ragazzi che, in un modo o nell’altro, sono rimasti/e. Grazie a un piccolo finanziamento dell’UE, ci siamo dedicati aggratise in questo progetto, perché volevamo porre il problema. Ebbene, la maggior parte di noi – non siamo certo rappresentativi di alcunché, va detto – sono laureati, nati e vissuti in Calabria. Tutti under 30. Disoccupati o precarissimi, che lo diciamo a fare. Sempre con un piede in altre città, comunque. Stiamo provando a realizzare altre iniziative per aiutare chi, come noi, vorrebbe crearsi un’opportunità al Sud. Ma noi stessi, per portare avanti queste iniziative, dobbiamo gestire dei costi. La passione non basta, crederci non basta. Da tempo ormai ho smesso di credere al volontarismo politico. Non credo che la situazione, specie al Sud, possa essere cambiata grazie alla buona volontà di sparuti gruppetti di volenterosi. E non credo che faccia bene promuovere narrazioni che fanno del “dipende tutto da te”, a destra come a sinistra, il mantra salvifico. Semplicemente perché non è vero che dipende tutto da te.
Guardare la situazione dal Sud consente, paradossalmente, una prospettiva privilegiata della situazione che in Italia è grave ma giù assume contorni esasperati. E da questa prospettiva mi sento di dire che l’eterna, trita dialettica tra gli emigrati e i rimasti sia il riflesso di un problema sin dall’inizio mal posto. Penso che restare, molto spesso, sia una questione di poterselo permettere; almeno quanto partire. Restare al Sud significa semplicemente condannarsi alla disoccupazione e alla dipendenza economica dall’ultima generazione di privilegiati col posto fisso. Lottare si può, lo si fa, ma la lotta ha un costo. Io, e molti come me, che hanno tutta la voglia di darsi da fare, questo costo spesso non lo possiamo sostenere se non ricorrendo al baluardo dei privilegiati – individualmente -, attraverso il welfare generazionale che presto, quando finirà, porterà ad ancora più violente crisi sociali; in termini di gruppo si tenta l’autofinanziamento, estremamente defatigante e dall’esito sempre incerto. Se vuoi mantenerti “puro” e non ricattabile, soprattutto. La vera questione è che per questo genere di lotte serve molto tempo, e il tempo è denaro. Solo chi se lo può permettere, a conti fatti, le porta avanti, finché può. Io per organizzare qualunque iniziativa devo dedicarmi anima e corpo per giorni, settimane, mesi all’iniziativa, gratis. Tutto l’afflato del volemose bene ce la possiamo fare deve scontrarsi con questo ineludibile fatto. In questo quadro io non mi sento affatto di biasimare chi va via o elargire sermoni sul “ce la possiamo fare, basta volerlo”. Andare è un investimento a lungo termine, restare è un’illusione a breve termine – e sì che dipende dai casi. Ma la situazione è molto meno scontata di quanto mi sembra sia rappresentata nel dibattito pubblico. Il problema è politico, e senza interventi seri, organici e sistematici (parlo di soldi, e gestione politicamente lungimirante degli stessi) stiamo sempre a raccontarcela tra di noi e rischiamo di individualizzare un problema che, per le sue dimensioni, va ben oltre le singole buone volontà.
Grazie, Denise

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Di: simone https://minimaetmoralia.it/cultura/lultima-generazione-a-permetterselo/#comment-613146 Mon, 21 Apr 2014 09:34:31 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=20124#comment-613146 Conoscete un buon libro (saggio) sull’emigrazione italiana nell’ultimo decennio?

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