Commenti a: A proposito di una polemica diventata personale che potrebbe essere invece un’occasione importante di dibattito per un partito come il Pd e per noi, diciamo, di sinistra https://minimaetmoralia.it/editoria/a-proposito-di-una-polemica-diventata-personale-che-potrebbe-essere-invece-unoccasione-importante-di-dibattito-per-un-partito-come-il-pd/ un blog di approfondimento culturale Mon, 18 Feb 2013 10:02:56 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Ritorno a mente (non tanto) fredda sul caso Ichino-Di Domenico | il blog del Cisesg https://minimaetmoralia.it/editoria/a-proposito-di-una-polemica-diventata-personale-che-potrebbe-essere-invece-unoccasione-importante-di-dibattito-per-un-partito-come-il-pd/#comment-248310 Mon, 18 Feb 2013 10:02:56 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12966#comment-248310 […] rappresenta forse una colpa? Certamente no, come ben ricordato da Christian Raimo quando ipotizza che lui stesso, figlio della classe media, potrebbe essere attaccato con gli stessi […]

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Di: Gloria Gaetano https://minimaetmoralia.it/editoria/a-proposito-di-una-polemica-diventata-personale-che-potrebbe-essere-invece-unoccasione-importante-di-dibattito-per-un-partito-come-il-pd/#comment-247462 Thu, 14 Feb 2013 18:23:50 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12966#comment-247462 Christian, forse sarebbe interessante inserire qui il tuo ultimo articolo del Manifesto su Le maschere di Renzi Grillo e Berlusconi.

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Di: Gloria Gaetano https://minimaetmoralia.it/editoria/a-proposito-di-una-polemica-diventata-personale-che-potrebbe-essere-invece-unoccasione-importante-di-dibattito-per-un-partito-come-il-pd/#comment-247458 Thu, 14 Feb 2013 18:01:15 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12966#comment-247458 Sono d’accordo con Christian. Non si parla di meriti in un paese dove regna la disuguaglianza, la corruttela, le clientele, i familismi, i corrotti. Un paese di poveri e precari, di esodati, di giovani e non più giovani senza lavoro , nè pensione, nè reddito.. Di scuole private, i cui studenti sono curati, mentre nella pubblica sono 30 per classe. Di poveri,mal pagati ricercatori, Dove si parla di sogni e furbizia. Di giochi per distrarre gli eterni fanciulli, di circenses, auto sempre più cool. E mai di vita , di ‘cura”, in senso femminista, E tutto parte solo e sempre dal centro, O forse quella S di recente memoria voleva dire SOGNO e non SINISTRA? Cominciamo a fare un fronte di opposizione per la giustizia sociale. Rendiamo questo popolo, un popolo di cittadini o, e non plebaglia. Manca la Sinistra, si può fare opposizione, far rivivere lotte e ribellione, noi che non abbiamo fatto neanche la rivoluzione borghese, come Francia o Cronwell.. l’opposizione è necessaria alla dialettica, per avere un modello di Sinistra, un nuovo modello.
Ricreiamo la sinistra, diversa, ma Sinistra. What-else?

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Di: Undadoaventifacce https://minimaetmoralia.it/editoria/a-proposito-di-una-polemica-diventata-personale-che-potrebbe-essere-invece-unoccasione-importante-di-dibattito-per-un-partito-come-il-pd/#comment-247253 Wed, 13 Feb 2013 17:08:46 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12966#comment-247253 Quoto l’articolo, e rincaro sun un punto: distruggiamo la retorica impolitica dell’egocentrismo individualista insito nella testimonianza personale, in quel consolatorio moralismo del perdente che si appunta come medaglietta tutte le mazzate subite per poter contrabbandare un poco di purezza una volta giunti testardamente (ovvero, sottinteso, con merito) alla meta. C’è chi le mazzate continua a subirle e alla meta, testardo o meno che fosse, non è giunto.

Di testimonianze abbiamo fatto una indigestione, in questi anni, quello che continua a mancare è la prospettiva, l’oltre, la visione di un orizzonte; continuo a muovermi in mezzo alle macerie, tra gli sguardi sbigottiti dei testimoni della propria miseria incalzante, continuo a sbattere la testa contro il muro deresponsabilizzante della narratività intesa come soluzione (lo racconto a x, e lui/loro risolverà/risolveranno la situazione), continuo a essere guardato come alieno quando parlo di organizzazione, quando, da non titolato, mi trova a spiegare a questi ultratrentenni plurititolati (quelli che come Chiara Di Domenico, ripetono il loro curriculum vitae prima di qualunque pronunciamento riguardo la situazione collettiva in cui sono immersi, come se esso offrisse appoggi all’enunciazione di una verità politica, come se esso stesso fosse garanzia del valore delle loro parole) quali differenze vi sono tra i vari mezzi di lotta che si possono utilizzare in relazione agli obiettivi che ci si pone (per loro esiste solo la lettera ai giornali e il ricorso alla magistratura, senza se, senza ma e indipendentemente da qualsiasi considerazione di fatto), quali sono le coordinate politiche entro cui si muovono le loro lagnanze e quanto, per logica meritocratica, meritino di subire se non sono capaci di ribellarsi.

Così, sommerso tra due generazioni di individui depressi dalla propria stessa impotente mancanza d’immaginazione politica (è come se avessero una parte del cervello mutilata, una roba da caso di Oliver Sacks), continuo a mangiare la mia bile e disprezzo profondamente il facile eroismo testimoniale e le medagliette che si appunta sul petto. Ma continuo a preferire la rabbia alla depressione (e ad ambedue l’immaginazione). Amen.

Aggiungo una cosa sulla meritocrazia: tutti questi piccoli ego alla deriva che si attaccano al curriculum cone se fosse l’ultima zattera galleggiante rimasta dal naufragio dell’individuo farebbero bene a cacciarsi in testa due cose:

1) che qualunque sia il curriculum, in genere siamo tutti pedoni sacrificabili, replicabili e sostituibili, non c’è merito che conta, quando quello che facciamo può benissimo essere svolto da altre migliaia di persone a seguito di un addestramento simile al nostro, è inutile menarsela, noi non lavoriamo in quanto Tizio Caio Sempronio, ma in quanto redattori, addetti alle pulizie, infermieri, amministratori delegati, lavapiatti, presidenti del consiglio, uscieri, papi, responsabili risorse umane…non in quanto individui, ma in quanto tipi umani, per dirla con Junger, e l’unica forma di merito è la nostra aderenza al tipo umano che rappresentiamo.

2) il curriculum, che per moltissimi di questi eroi della testimonianza è diventato imprescindibile legittimazione alla parole e sostegno a prova delle proprie affermazioni, qualunque sia l’argomento di cui parlano, non ci dice niente del merito col quale è stato conseguito, delle capacità del testimone di dire qualcosa di interessante, è una giustificazione non richiesta che presuppone una mentalità aristocratica (parlo perchè ne ho il merito, e ve lo dimostro prima di parlare), delega al mercato del lavoro e dell’istruzione il proprio diritto di parola, invece di fondarlo sulla performatività dell’atto linguistico stesso (e infatti raramente, e dico raramente solo per quel margine di errore che mi impedisce di dire mai, una testimonianza preceduta da curriculum è all’altezza del curriculum stesso nel proporre una visione della realtà di cui testimonia).

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Di: gvdr https://minimaetmoralia.it/editoria/a-proposito-di-una-polemica-diventata-personale-che-potrebbe-essere-invece-unoccasione-importante-di-dibattito-per-un-partito-come-il-pd/#comment-247066 Tue, 12 Feb 2013 21:18:36 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12966#comment-247066 Caro Christian, intervento ineccepibile. E al contempo non posso nascondere che non mi sia piaciuto.

Ho provato ad argomentare, con scarsa abilità, su IlCorsaro: http://www.ilcorsaro.info/in-piazza/ichino-figlia-di-ichino-e-l-invasata-precaria-senza-nomet.html.

Data che la mia non è una posizione monolitica, sarei grato se, sentendone il bisogno, decidessi di risponderci (puoi contattarmi in privato).

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Di: Marco Mantello https://minimaetmoralia.it/editoria/a-proposito-di-una-polemica-diventata-personale-che-potrebbe-essere-invece-unoccasione-importante-di-dibattito-per-un-partito-come-il-pd/#comment-247047 Tue, 12 Feb 2013 19:12:07 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12966#comment-247047 correzione grammaticale nel mio intervento -la dislassia la lascio: “(c’è una linea divisoria molto labile, fra i figli di papà e i raccomadnati, spesso le linee si intrecciano, talora no, in ogni caso sono posizioni entrambe abbastanza tristi, più che squallide, quando QUALCUNO LE RICOPRE)

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Di: Marco Mantello https://minimaetmoralia.it/editoria/a-proposito-di-una-polemica-diventata-personale-che-potrebbe-essere-invece-unoccasione-importante-di-dibattito-per-un-partito-come-il-pd/#comment-247027 Tue, 12 Feb 2013 17:37:18 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12966#comment-247027 Si dice uguaglianza, collaborare per qualcosa di concreto, che realizzi l’uguaglianza. Ma uguaglianza di che cosa? Uguaglianza in sè è una parola vuota, se non si riferisce a un valore, a un criterio di riferimento,. Uguaglianza di reddito? Uguaglianza come trattamento uguale? Uguaglianza come pari dignità di persone trattate diversamente? Credo che C. si riferisse nel suo pezzo all’ uguaglianza di opportunità, visione debole, dell’ugualgianza, finiana e montiana, che non nega affato la famigerata meritocrazia anzi, la presuppone: ugualgialnza di opportunità singifica partire tutti dalle stesse posizioni, senza distinzioni di origine familiare, sociale, etnia, orientmaento sessuale o quello ch evolete voi, lasciando alla dura legge della selezione darwiniana dei migliori, il compito di diversificare le perosne nelal società in base a un merito, sovente identificato nell’attitdine a saper perseguire le finalità del tuo datore di alvoro, pubblico o privato che sia, e quali esse siano. Il criterio di selezione di questa umanità con uguali opportunità, resta un qualcosa di molto simile alla parola meritorcrazia, con tutti i suoi limiti e le sue misitifcazioni mercantilistiche. Non mi convince , quiondi, il richiamo gneerico all’ugualgianza in una situazione come quella che ha dato origine a questo dibattito. Le c.d. opportunità in un contesto come quello italiano e nei settori massificati della cultura, del giornalismo etc,, sono spessissimo scritte nei dna familiari, amicali, etc, il che non significa necessariamente, essere dei raccomandati, lo significa amolto spesso, ma può significare anche il fatto di crescere in un certo contesto ambientale, e di godere di maggiori opportunità solo per quello (c’è una linea divisoria molto labile, fr ai figli di papà e i raccomadnati, spesso le linee si intrecciano, talora no, in ogni caso sono posizioni entrmabe abbastanza tristi, più che squallide, quando le si ricopre). Il problema non è quello che è stato definito, a mio avviso a torto, il ‘personalismo’ di citare dei nomi di supposti raccomandati o di figli di papà che siano (anche colti, anche intelligentissimi, e che ‘meritano’, solo un po’ più uguali di altri, per il fatto che sono quello che sono: dei figli di papà, nel caso migliore; dei raccomandati in modo espresso, nel caso più becero) . Il problema, dicevo, è cosa fanno i figli di papà quelli consapevoli, quelli che non accettano più di esserlo, quelli che non amano la situazione in cui si torvano. Come reagiscono, che tipo di atteggiamento hanno, di fronte alla realtà delle llro vite lavorative, familairi, etc? Non sono tutti buoni e bravi Christian, e nemmeno tuttipiù o meno impuri da non poter scaglaire talora pietre…Eppure quello che dovebbe fare un figlio di papà modello, in Italia, cioè colui che obiettivamente si ritorva in una situaizoen di privilegio, magari senza averla nemmeno cercata, è qualcosa di titanico, che riguarda la sua identità, prima ancora che le sue scelte di vita. Un figlio di papà, in Italia, può fare solo due cose, oggi: o rinunciare al privilegio, o seguire la strada tracciata dal privilegio che incarna. Non può, in nessun caso, qualora scegleisse la secodna opzione, cambiare nulla dall’interno,in quanto attuazione vivente di un privilegio. La prima opzione, la rinuncia, è molto radicale, sofferta, talora ridicola, Christian direbbe, da ‘complesso di purezza’, e parimenti non produce effetti sul ‘sistema’. A livello personale, rinunciare ai vantaggi delle posizioni già prese, significa anche ridefnire in parte la propria identità, e la propria storia personale. Implica anzi una tale ridefinizione delle proprie esistenze non solo lavorative, e delle proprie aspirazioni, da poter risultare una forma di autodistruzione, sovente non riconosciuta da nessuno. Per cui, e la domanda che pongo è rivolta ai partecipanti tutti a questo dibattito: che cosa dovrebbe fare, realmente, un figlio di papà, per contribuire con le sue azioni concrete, ad abolire il privilegio che lui stesso, obiettivamente, rappresenta? Edificare una fondazione per la promozione dell’ugualgianza di opportunità? Darsi al precariato? Ammazzarsi? Non è che l’ugualgianza di opportunità sconfina in quella brutta parola che sa di concorrenza (e appunto di uguaglianza di opportunità) e che anche io non amo affatto: meritorcrazia? E che un figlio di papà sia obiettivamente, e a volte a prescindere dalla sua volontà, o dal fatto stesso che sia in sè, persona meritevole, una materializzazione vivente di un privilegio? Privilegio, intendo, anche il fatto che il suo esser enel migliore dei casi meritevole, e non raccomandato e becero, legittimi il privilegio stesso (lo vedi che è bravo?). Privilegio ancor più ingannevole, e da coscienze pulite, perchè fodnato su una valutazione a suo modo obiettiva, non familisitca, delle sue competenze, che tuttavia non sortirebbe gli stessi effetti, rispetto a persone parimenti meritevoli e intelligenti, ma non figli di papà. Ecco il povero figlio di papà sensibie, intelligente, che cerca di nobilitarsi e di dimostrare che se lo merita, il privilegio di fatto, la posizione comunque e sempre, di vantaggio rispetto a un qualche arrivista figlio di nessuno, che magari al posto suo ne approfitterebbe eccome, e di più, del privilegio che non ha…

Al di là dei paradossi e delle mie sempliifcazioni, credo che queste siano questioni molto difficili, che coinvolgono la struttura profonda della società italiana, anzi della borghesia italiana, per cui bisognerebbe rifelttere in modo più serio e con più cognizione di causa, sulla parola uguaglianza, e sulle sue possibili applicazioni pratiche. Non penso che questo paese abbia bisogno di proposte di legge che attuino l’ugualgianza di opportunità, o di liste di figli di papà impiegati in case editrici o in giornali sul modello dei politici omosessuali preusnti o reali ch efossero.. Penso che la gente di questo paese, e la mia generazioen non è esclusa, abbia bisogno di mettersi seriamente in discussione, a livello di storie personali, e di vita reale, e di agire il più possibile di conseguenza. Dallinterno? Dall’esterno? Non lo so questo, non l’ho mai capit e aguuro ad altri di capirlo presto. Penso che ci vorrà del tempo, ci vorranno molte porcate ancora, e un po’ di coraggio in più, per appropriarsi della gestione pubblica (volevo dire: privata) della cultura in questo paese, dai giornali alle case editrici, e contribuire attraverso contneuti e non sterili polemiche della durata di una settimana, alla costruzione di una reale opinione pubblica, nel senso nobile e habermasiano di Öffentlichkeit, e non di ‘Pubblicità’. La qeustione è antorpologica, non ugualitaria. O non solo.

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Di: giuseppe https://minimaetmoralia.it/editoria/a-proposito-di-una-polemica-diventata-personale-che-potrebbe-essere-invece-unoccasione-importante-di-dibattito-per-un-partito-come-il-pd/#comment-247019 Tue, 12 Feb 2013 16:45:38 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12966#comment-247019 Non si approda mai ad alcun risultato concreto dai noi sull’argomento perché gli intellettuali discutono su cos’è la meritocrazia, sulla delega da dare al PD per sapere quale istruzione vuole e intanto le Ichino e le Di Domenico puntualizzano le loro posizioni. Un eterno ritornello. Non sarebbe più semplice(mi rendo conto di chiedere la luna nel pozzo) che i curricula dei giovani che arrivano alle aziende e i dattiloscritti degli sconosciuti agli editori fossero valutati pragmaticamente per il loro valore e non perché c’é puntualmente un referente? E’ troppo complicato? No, qui occorrerebbe – come diceva Galilei – una “rivoluzione dei cervelli” – che naturalmente non ci sarà mai perché siamo imbevuti di principi di casta, di clientelismo e di raccomandazioni fino alle midolla. Petrarca diceva già nel 1300 “Conosco il meglio e al peggior m’appiglio”. E’ più che mai attuale.

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Di: stefano https://minimaetmoralia.it/editoria/a-proposito-di-una-polemica-diventata-personale-che-potrebbe-essere-invece-unoccasione-importante-di-dibattito-per-un-partito-come-il-pd/#comment-246955 Tue, 12 Feb 2013 09:52:26 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12966#comment-246955 Sarà un problema mio come dici tu, Sergio, ma hai citato un fatto specifico che riguarda una persona e io ti ho chiesto di approfondire meglio perché quel fatto è infondato, dopo parliamo dei massimi sistemi. Magari scopriamo che su come funzionano le cose (cioè molto male) la pensiamo più o meno allo stesso modo, ma su un punto continuiamo a restare distanti: che senso ha occuparci di cultura e letteratura se non siamo in grado di rispettare le storie personali e la verità dei singoli fatti? Giulia Ichino era un bersaglio sbagliato nel discorso di Chiara, i rapporti tra Cortellessa e lo Strega non stanno nei termini in cui tu li hai descritti, il resto è propaganda.

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Di: sergio garufi https://minimaetmoralia.it/editoria/a-proposito-di-una-polemica-diventata-personale-che-potrebbe-essere-invece-unoccasione-importante-di-dibattito-per-un-partito-come-il-pd/#comment-246875 Tue, 12 Feb 2013 00:49:30 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12966#comment-246875 stefano, l’esempio dello strega secondo me chiarifica i criteri di perpetuazione di una classe dirigente che se ne fotte del merito e delle competenze, non solo col nepotismo, come denunciava chiara. se non lo capisci non è un problema mio.

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Di: stefano https://minimaetmoralia.it/editoria/a-proposito-di-una-polemica-diventata-personale-che-potrebbe-essere-invece-unoccasione-importante-di-dibattito-per-un-partito-come-il-pd/#comment-246870 Mon, 11 Feb 2013 23:57:20 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12966#comment-246870 Sergio, il tuo commento è tanto a margine che non si riesce a cogliere il benché minimo nesso con il post di Christian, ma comunque: quanto scrivi a proposito dei nuovi Amici della domenica è offensivo per Maugeri e infondato rispetto a Cortellessa, a cui ti pregherei di chiedere informazioni che non sono autorizzato a fornirti. Sempre che parlare con un minimo di cognizione di causa abbia un qualche significato per te.
s.

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Di: maria https://minimaetmoralia.it/editoria/a-proposito-di-una-polemica-diventata-personale-che-potrebbe-essere-invece-unoccasione-importante-di-dibattito-per-un-partito-come-il-pd/#comment-246815 Mon, 11 Feb 2013 18:42:35 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12966#comment-246815 ora, invece di sfogarci così, non sarebbe ora di riunirci, possibilmente con un’iniziativa del pd, e stendere una proposta e poi seguirla fino alla morte?

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Di: Emanuela Cocco https://minimaetmoralia.it/editoria/a-proposito-di-una-polemica-diventata-personale-che-potrebbe-essere-invece-unoccasione-importante-di-dibattito-per-un-partito-come-il-pd/#comment-246779 Mon, 11 Feb 2013 14:19:20 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12966#comment-246779 D’accordo con te, con questa riflessione. E se devo aggiungere alla fine disgustata dalla veemenza con cui è stata attaccata Chiara di Domenico, che non conosco. Il punto è dov’è questa veemenza, questo tempo di parole da spendere quando appunto una donna schianta al suolo per troppo lavoro? Quando i suoi figli a 16 anni hanno già la prima messa alla prova per i primi furti, quando semplicemente è un dato di fatto che è possibile lavorare in fabbrica o altrove anche 10 ore al giorno e non avere diritti, io tutta questa veemenza non la sento e sentirla ora mi disturba, mi fa pensare. In questa polemica che non mi ha appassionato per niente queste mi sembrano delle parole sensate. Ma d’accordo con te, o si fa qualcosa per includere quando si può oppure sono solo parole. Come diceva Piero Gobetti : avanti tutti politici, tutti combattenti, scegliete da che parte stare.

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Di: SoloUnaTraccia https://minimaetmoralia.it/editoria/a-proposito-di-una-polemica-diventata-personale-che-potrebbe-essere-invece-unoccasione-importante-di-dibattito-per-un-partito-come-il-pd/#comment-246737 Mon, 11 Feb 2013 09:56:10 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12966#comment-246737 Grazie per il pezzo. Gli spunti di riflessione sono sempre interessanti. Se ben scritti, omologhi a biscotti assieme al thè.

Il resto e susseguente suona (se aveste tutti la pazienza di ripescare blog di dieci anni fa, per non dire dei quotidiani di venti o trenta) pari pari al refrain di un’intelligenza dedita a scrutarsi l’ombelico. Il tempo passa e fra non molto saremo tutti morti (cinquant’anni non sono molti per aggiustare tutte le storture in atto): sarebbe il caso di produrre dei risultati.

Se non si trova una via originale, è sufficiente seguire strade battute da altri.

Mentre studiavo un ricciolo di polvere nel mio ombelico mi domandavo come è possibile l’applicazione di un generico concetto di uguaglianza ad una società nella quale un terzo della ricchezza è posseduta o mossa o indotta dalla criminalità organizzata…

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Di: sergio garufi https://minimaetmoralia.it/editoria/a-proposito-di-una-polemica-diventata-personale-che-potrebbe-essere-invece-unoccasione-importante-di-dibattito-per-un-partito-come-il-pd/#comment-246730 Mon, 11 Feb 2013 09:22:01 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=12966#comment-246730 @christian
“Perché un errore, a ragion veduta, credo sia andare a parlare in un contesto politico a livello personale”

io non l’ho visto tutto ‘sto individualismo, prova ne è il fatto che i maggiori commentatori sulla carta stampata (sofri, gramellini ecc) non l’hanno neppure nominata, mentre giulia ichino è rimasta con nome e cognome. chiara di domenico era “la precaria”, identificandola in tutto e per tutto con la propria condizione lavorativa. lei rappresentava i precari. detto questo, credo che abbia sbagliato a fare quel nome (in un incontro del pd non si attacca la figlia di uno appena fuoriuscito. piuttosto parliamo di bianca berlinguer o di stas gawronski, che sono figli di e capitalizzano quel cognome in società pubbliche pagate da noi contribuenti), ma sono convinto che doveva fare qualche nome, perché senza dei nomi non avrebbe avuto alcun peso e nessuna eco la sua denuncia.

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