Commenti a: Diventa anche tu un autore!Appunti su self-publishing e pseudoeditoria https://minimaetmoralia.it/editoria/diventa-anche-tu-un-autoreappunti-su-self-publishing-e-pseudoeditoria/ un blog di approfondimento culturale Wed, 10 Mar 2021 21:41:56 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Guido Mura https://minimaetmoralia.it/editoria/diventa-anche-tu-un-autoreappunti-su-self-publishing-e-pseudoeditoria/#comment-2011409 Wed, 10 Mar 2021 21:41:56 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5566#comment-2011409 “Ci piacque molto.” E’ questo uno dei problemi principali. La critica letteraria non è una scienza esatta. Gli autori si trovano a essere valutati non secondo criteri oggettivi, ma secondo il gusto e l’esperienza di addetti alla selezione. Io stesso, quando mi capita di dover leggere (e valutare) un gran numero di testi, capisco di essere condizionato da predilezioni personali: estetiche, strutturali, filosofiche, etiche. Oltre a queste, intervengono anche le valutazioni sulla commerciabilità dell’opera. Una volta scartati quei testi in cui sono evidenti le lacune formative e quelle strutturali, rimane comunque un discreto numero di lavori che spesso risultano geniali e innovativi, talvolta anche troppo bizzarri, di manoscritti curati tra cui bisogna scegliere, e in questa fase emerge la difficoltà di individuare il testo da privilegiare. Il peggio è che spesso i criteri di valutazione sono molto simili negli staff editoriali di tante case editrici: si segue un gusto, una moda, un argomento, un’impostazione politica, uno stile ritenuti, a torto o a ragione, più vicini ai gusti del pubblico. Molti manoscritti validi, scartati da una casa editrice, saranno rifiutati anche da molte altre, forse da tutte le altre, in quanto i valutatori provengono da una medesima cultura, da una simile formazione estetica e politica. Pochissimi critici (e pochi lettori) leggono e studiano le opere letterarie con una visione libera dai condizionamenti del proprio momento storico. Forse solo gli storici della letteratura osservano i fenomeni da una maggiore distanza e potrebbero individuare il meglio con maggior obiettività, ma gli storici della letteratura fanno un altro mestiere e possono permettersi una valutazione astratta dalle leggi del mercato. Per questo, solo per questo, ritengo che lasciare uno spazio libero agli autori diversi, o troppo innovativi, sul piano formale o su quello dei contenuti, sia tutto sommato doveroso: Si tratta di autori “invisibili”, che forse un giorno qualcuno riscoprirà, aprendo per caso un libro sepolto, in mezzo a tanti altri, sullo scaffale di una biblioteca, e non capirà perché un’opera così interessante e di così sconcertante modernità non abbia trovato spazio nei cataloghi delle maggiori case editrici della sua epoca. – https://biblioscalo.wordpress.com/

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Di: marco montanaro https://minimaetmoralia.it/editoria/diventa-anche-tu-un-autoreappunti-su-self-publishing-e-pseudoeditoria/#comment-147830 Wed, 08 Feb 2012 11:40:09 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5566#comment-147830 arrivo a questo post con mesi di ritardo, ci arrivo da un articolo di Affaritaliani.it in cui leggo Nicola Lagioia e Giorgio Vasta. alla fine dell’articolo c’è l’ad della pagina di Affaritaliani: “Vuoi scrivere un libro? Noi realizziamo il tuo desiderio”.

la parola d’ordine è desiderio, no? tutti i desideri sono realizzabili, pagando. è storia vecchia e non bisogna essere nostalgici. so che non lo siete, e forse il nocciolo della questione è proprio nella scelta e nell’autoresponsabilizzazione, com’è scritto nel post e nei commenti: se mando un thriller a un editore di poesia, me lo merito, Fabio Volo, no? ma non solo, non solo l’esordiente: a me capita di scrivere pensando già a quali editori dovrò scartare nel momento in cui vorrò proporre il manoscritto (sempre se vorrò farlo: ho cassetti pieni di merda che non proporrei a nessuno. ah, il pudore!) – perché loro non piacciono a me, oppure perché so che quel che ho scritto, al di là della qualità, potrebbe non interessare. ci vuol molto?

cosa resta? di che gioire? a me resta che quando qualcuno cita Morselli – ma anche altri dimenticati, chessò, Richard Brautigan, Victor Cavallo – io sono contento. è già tanto.

ciao
m

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Di: luca borello https://minimaetmoralia.it/editoria/diventa-anche-tu-un-autoreappunti-su-self-publishing-e-pseudoeditoria/#comment-117786 Tue, 13 Dec 2011 14:39:58 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5566#comment-117786 Forse la questione della vanity press si liquida da sola con una franca risata, e non merita tanti eleganti rovelli: se fa male, è al portafoglio e alla psiche di chi vi si rivolge. C’entra tutto col business, nulla con la cultura. Voglio dire: ci saranno anche risvolti etici interessanti da snocciolare una sera tra amici, ma è come preoccuparsi di spettinarsi in mezzo ad un uragano. Quanto al Print on Demand, non è che una tecnologia in grado di evitare di stampare più copie di quelle che servono, risparmiando in danaro e ecologia. Tutto qui. Molto neutrale. C’è chi ci guadagna sopra, sì. E ci stupiamo?

Sono assai più d’accordo con chi, in uno dei primi commenti, invitava a scavare nel mondo dell’editoria “vera” e “grande” (anche “pseudoeditoria” è un termine assai fuorviante, che fornisce al self-publishing un attributo che non merita e non pare nemmeno voler meritare: semplicemente, NON E’ editoria), perché i nodi da sciogliere stanno lì. Fabio Volo in testa alle classifiche e Paolo Giordano che scrive di Wallace e Franzen, ecco i problemi (non so se etici, ma problemi sì; e non per Volo o Giordano, per carità: ma per la faccia dell’editoria italiana, e per scrittori ben più interessanti). Editori (grandi editori) che seguono i gusti del pubblico invece che stimolarli. Recensori e critici per cui ormai ogni esordio è “dell’anno”, ogni autore è “il nuovo Salinger, Hemingway, Calvino, Omero”.
Belle e profonde argomentazioni, peccato che il bersaglio sia inoffensivo: gli autori da self-publishing, che vogliono “tutto e subito” (come le aspiranti veline, tronisti, via dicendo) non sono niente di nuovo e non andranno da nessuna parte, di sicuro non come autori (a meno di non diventare famosi per altri motivi e dunque pubblicare un memoriale con Mondadori). E i proprietari dei siti self publishing fanno business offrendo un servizio ridicolo e inoffensivo. Dalla corazzata ilmiolibro più holden più feltrinelli ancora non è uscito nemmeno un topolino. E se uscirà sarà forse un male?

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Di: filippo https://minimaetmoralia.it/editoria/diventa-anche-tu-un-autoreappunti-su-self-publishing-e-pseudoeditoria/#comment-112118 Sun, 04 Dec 2011 15:44:26 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5566#comment-112118 Buonasera a tutti,
molto utile ed approfondita la discussione; già sapevo qualcosa del self publishing, anche perchè sto cercando di pubblicare anch’io la mia opera; si tratta di una guida, per cui ci sono contenuti a colori (tipicamente foto, mappe, ecc) ed in bianco e nero (il resto): sapete se esiste un self publishing che permette di coniugare queste due modalità in una sola opera ed anche il prezzo?
mi spiego meglio: è noto che le pubblicazioni in bianco e nero costano di meno e buona parte del contenuto della mia opera è compatibile con il bianco e nero; tuttavia è imprescindibile che parte dei contenuti – minoritaria – sia a colori; ad oggi tutti i siti visitati forniscono o un prezzo a colori (più alto) od uno in bianco e nero (più basso), con il risultato che dovrei optare per un’opera a colori, più costosa: non esiste un operatore con il quale sia possibile coniugare queste due modalità in una sola opera e di conseguenza anche il prezzo?
Grazie
Filippo

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Di: enpi https://minimaetmoralia.it/editoria/diventa-anche-tu-un-autoreappunti-su-self-publishing-e-pseudoeditoria/#comment-58593 Tue, 08 Nov 2011 17:55:51 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5566#comment-58593 io sono scettico sull’operazione Tq – nonostante dei miei amici, e persone che stimo, si stiano, invece, impegnando molto dentro Tq.

però approfitto per dire che ho mandato a Minimum fax un manoscritto. e anche una proposta editoriale, per una antologia.
il manoscritto è stato letto da Marco di Marco. è stato respinto.
alla proposta mi ha invece risposto Nicola Lagioia – dicendo no.
entrambi sono stati davvero cortesi, e hanno letto le cose che ho mandato loro. nel primo caso – il manoscritto – avevo scritto una mail a Marco Cassini, scrivendo semplicemente che avevo un manoscritto da far leggere. e lui mi aveva indirizzato a Marco. nel secondo caso scrissi direttamente a Nicola Lagioia, che lesse la proposta e mi rispose in poche ore.
ho trovato Cassini, Lagioia, e gli altri con cui ho avuto a che fare, persone estremamente gentili e anche molto concrete.
io ho solo scritto delle mail. la mail di Marco Cassini l’avevo trovata in Rete. quella di Lagioia l’ho chiesta.
[poi: ho preso atto del fatto che c’è una discrepanza fra le mie idee e le loro. semplicemente, se mai avrò un altro manoscritto da far leggere, credo che lo manderò a chi è più vicino al mio modo di pensare, scrivere ecc.]

attaccare su questo Mf mi sembra poco sensato.

e-

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Di: Francesco Longo https://minimaetmoralia.it/editoria/diventa-anche-tu-un-autoreappunti-su-self-publishing-e-pseudoeditoria/#comment-58125 Mon, 07 Nov 2011 09:49:36 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5566#comment-58125 Ma, per esempio, sul Corriere della Sera di oggi, Paolo Giordano recensisce David Foster Wallace. Dopo aver recensito Franzen. Le due uscite più delicate dell’anno. E’ quindi evidentemente il più importante e autorevole critico letterario che c’è in Italia. Il maggior esperto di letteratura americana contemporanea.
Mi date il link o il riferimento al documento in cui TQ dice la sua su Paolo Giordano come critico di punta del più noto quotidiano d’Italia? Me lo sono perso. Grazie.

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Di: marco mantello https://minimaetmoralia.it/editoria/diventa-anche-tu-un-autoreappunti-su-self-publishing-e-pseudoeditoria/#comment-58081 Mon, 07 Nov 2011 07:25:44 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5566#comment-58081 Vedi Anonima (!) il problema non è a mio avviso considerare lesa maestà il fatto di ricevere un rifiuto editoriale, il problema è quando le persone investite di un potere cominciano a sentirsi dei piccoli monarchi, o delle piccole cooperative, o come nel caso di tq, esponenti di una democrazia -direbbe il buon Canfora- a forte componente oligarchica.

A proposito di editoria a pagamento (che poi era anche il tema del post e mi scuso di aver depistato con queste polemiche inutili e pretenziose, che giustamente i diretti interessati ignorano lasciando che siano anonimi a rispondere per loro), resta forse inevaso nel commento di Finn il problema della poesia, che quasi tutta a pagamento lo è, da decenni. …Leonard Cohen, Mark Strand, Ferlinghetti, Kerouac…Io li amo ovviamente, e sono contento di poterli leggere ma

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Di: christian raimo https://minimaetmoralia.it/editoria/diventa-anche-tu-un-autoreappunti-su-self-publishing-e-pseudoeditoria/#comment-58072 Mon, 07 Nov 2011 06:46:25 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5566#comment-58072 quoto qutolo.

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Di: Carolina Cutolo https://minimaetmoralia.it/editoria/diventa-anche-tu-un-autoreappunti-su-self-publishing-e-pseudoeditoria/#comment-57984 Mon, 07 Nov 2011 01:25:02 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5566#comment-57984 Sì, va bene, basta però che non si pensi di liquidare la faccenda dicendo che “ognuno è libero di spendere il proprio denaro come vuole”, perché il problema (e a mio parere è il problema principale) resta, anche se mi sembra che molti continuino a non tenerne conto.
Se un sarto pubblicizza i propri servizi con slogan del tipo: “disegna il tuo abito, realizzalo grazie a noi, e accedi finalmente al magico mondo dell’alta moda”, non è semplicemente paraculo, è anche ingannevole, cioè vìola delle leggi ben precise che prevedono certi limiti entro i quali la pubblicità può esprimersi. Se per esempio una pubblicità dice il falso sul prodotto (o sul servizio) che promuove, è perseguibile, perché inganna i consumatori.
Quindi, se non è ancora chiaro, rigiro la questione: perché se vediamo una pubblicità, di qualsiasi tipo, che sfiora l’ingannevole ci indignamo, ma se si parla delle false promesse del print on demand si liquida la questione con: ognuno spende come gli pare i propri soldi?

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Di: Anonima https://minimaetmoralia.it/editoria/diventa-anche-tu-un-autoreappunti-su-self-publishing-e-pseudoeditoria/#comment-57948 Sun, 06 Nov 2011 22:43:40 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5566#comment-57948 Mi trovo assolutamente d’accordo con Finn.
Ho rifiutato poco tempo fa la proposta di una nota casa editrice che mi chiedeva di scrivere un libro su un argomento di mio interesse. Motivo del rifiuto: mi pagavano troppo poco. Poco nel senso di paghe da raccoglitore di pomodori, non perché io meriti chissacosa.

Mi è capitato anche, anni fa, di veder rifiutato un mio manoscritto da un’altra nota casa editrice. L’avevo anticipato per via telefonica, chiesto se poteva interessare, scusandomi poi per l’invadenza. Gentilmente, mi hanno incoraggiato ad inviare e altrettanto gentilmente mi hanno poi respinto. Non la considero lesa maestà. Mi pare normale.
Pretendere che dei professionisti “realizzino il mio sogno” è una cretineria da adolescenti. Se il libro è buono, o adatto a quell’editore, sarà pubblicato, altrimenti no. Inutile rompere ulteriormente o sentirsi vittima di ingiustizie.

Per quanto concerne “il mio libro”, trovo altrettanto sciocche le accuse di narcisismo e l’altezzosa spocchia con cui si censurano queste iniziative. Sono libera di disegnare un abito, farlo cucire alla sarta in più capi, e poi venderlo alle amiche senza pretendere di essere Armani. Sono libera di comporre una canzone, inciderla su CD e poi tentare di venderla ai parenti senza fingermi Vasco Rossi. Nessuno mi considera narcisista o squallida per questo.
Perché non può accadere altrettanto con un libro?

In fin dei conti sono solo parole in fila, ehi, datevi una calmata.

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Di: Simone Ghelli https://minimaetmoralia.it/editoria/diventa-anche-tu-un-autoreappunti-su-self-publishing-e-pseudoeditoria/#comment-57408 Sat, 05 Nov 2011 14:16:50 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5566#comment-57408 @Christian: noi di”Scrittori precari” alla Fiera ci saremo, proprio all’interno di un dibattito sull’argomento (ma ancora non conosco data e orario).

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Di: marco mantello https://minimaetmoralia.it/editoria/diventa-anche-tu-un-autoreappunti-su-self-publishing-e-pseudoeditoria/#comment-57396 Sat, 05 Nov 2011 13:43:40 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5566#comment-57396 p.s. Ragiono, ovviamente, sulla decisione finale, sui si e i no, e non sui dibattiti che immagino si facciano a monte, non credo che siate/siano tutti degli automi e presuppongo che ci siano differenze di vedute, all’interno di ogni redazione, però poi i risultati finali…

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Di: marco mantello https://minimaetmoralia.it/editoria/diventa-anche-tu-un-autoreappunti-su-self-publishing-e-pseudoeditoria/#comment-57393 Sat, 05 Nov 2011 13:40:16 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5566#comment-57393 Ok il giro non esiste e non esistono miriadi di manoscrittori, pardon di persone, pardon di autori, a cui non sia capitato di fare questo giro, o di scegliere di non spedire proprio un manoscritto a X dopo aver ricevuto il rifiuto di Y, sul presupposto evidentemente falsato che Y e X sono più o meno la stessa cosa e ragionano più o meno nello stesso modo. Ovviamente vale anche il caso positivo, ma allora mi devi spiegare a che servono le agenzie letterarie e il loro lavoro di editing, e a che serve il lavoro di editing interno a una casa editrice, non è che esiste anche, a monte, un problema di possibile omologazione di un testo, renderlo presentabile, riconoscibile come letterario in primo luogo agli adepti, oltre che al fantomatico lettore? E non è che il fatto che tanti agenti siano stati in passato editor implichi anche un tipo di ‘offerta’ (uso il linguaggio aziendale così ci capiamo) del tipo: so cosa vuole un editore, etc. E non è che leggere uno stesso testo su nazone indiana o su un manoscritto possa fare effetti diversi, agli occhi di un editor? Ci volete ragionare o no su queste cose? Si si lo so lo fate già il discorso non riguarda voi ma al massimo le majors (anzi nemmeno quelle) e io sono miope…Resta il fatto che quando leggo ragionamenti sui manoscritti come quelli che ho letto qui, mi continua a suonare storto, e anche un po’ provocatorio, oltre che fintamente umile nei toni, mi spiace ma la penso così.

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Di: christian raimo https://minimaetmoralia.it/editoria/diventa-anche-tu-un-autoreappunti-su-self-publishing-e-pseudoeditoria/#comment-57373 Sat, 05 Nov 2011 13:03:05 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5566#comment-57373 Simone Ghelli, volevo anche dire.

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Di: christian raimo https://minimaetmoralia.it/editoria/diventa-anche-tu-un-autoreappunti-su-self-publishing-e-pseudoeditoria/#comment-57372 Sat, 05 Nov 2011 13:02:39 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5566#comment-57372 Scrittori in causa, tambien. Volevo anche dire.

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