Commenti a: Marziani a Rionero in Vulture https://minimaetmoralia.it/editoria/marziani-a-rionero-in-vulture/ un blog di approfondimento culturale Tue, 06 Nov 2012 23:06:08 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Lukha B. Kremo https://minimaetmoralia.it/editoria/marziani-a-rionero-in-vulture/#comment-204703 Fri, 31 Aug 2012 10:37:11 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=9051#comment-204703 Discorso lucido e documentato. Anzi pare che un romanzo di questo genere abbia più fortuna se decontestualizzato, come si vede dai tuoi esempi. Wu Ming, Evangelisti e altri si sono fatti un nome, al di fuori del genere. Il termine fantascienza, così genuinamente italiano, come dice Catani, allontana il lettore. Sono stati fatti tentativi per sostituirlo, ma inutilmente, e rassegnarsi a evitare un genere che parli di tecnologia e futuro fa solo male a bravi autori che ci sono in circolazione.
Insomma, riprendiamo il nome fantascienza e convinciamo le librerie a sistemare questo povero scaffale!

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Di: paolo durando https://minimaetmoralia.it/editoria/marziani-a-rionero-in-vulture/#comment-204550 Thu, 30 Aug 2012 21:03:08 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=9051#comment-204550 Non solo la fantascienza italiana viene spesso data per morta, ma la fantascienza tout court. Qualcuno considera esaurita la possibilità stessa, oggi, di un’idea di futuro. A quelli come me continua a sembrare, invece, che la fantascienza metta in gioco l’immaginazione scientifica, sociologica, la nostra identità di specie in modo più radicale e creativo della letteratura mainstream. In una libreria in Francia ho avuto un’impressione, in effetti, ben diversa: molti autori, molte proposte, anche e soprattutto francofone, ovviamente. Chissà perché alla fine, in qualsiasi ambito, nel confronto con gli altri, risultiamo perdenti. Anche questo parla di un Pese fermo. L’Italia è andata avanti fino agli anni ’80, in molti campi, prima di arenarsi irrimediabilmente.

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Di: mario gazzola https://minimaetmoralia.it/editoria/marziani-a-rionero-in-vulture/#comment-204511 Thu, 30 Aug 2012 14:55:18 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=9051#comment-204511 Concordo con Zoon (uno dei fondatori del ‘classico’ connettivismo) e aggiungo che tra la sf hard di Stros e Egan, quella italica di Aldani e Curtoni e quella ‘soft’ (vampiri e zombie da spiaggia) c’è molto: c’è Dario Tonani, l’horror/sf ibrido di Arona, Salvatori, il weird di Barone, ci siamo noi, i romanzi pubblicati (in ebook e carta) da Kipple (Alda Teodorani, i Baroncinij ecc), i numerosi italiani editi da Urania (De Matteo, Verso) e Urania Epix (subito affondata)… e, si parva licet, il “Rave di Morte” del sottoscritto (Mursia 2009, già sparito dagli spietati scaffali delle librerie ma ordinabile e reperibile).
Il problema è che poca fiducia = poca promozione = nessuno conosce ‘sta roba e si continua a dire che la sf italiana “non esiste”, latita etc.
Ma se latitasse proprio perché chi ne lamenta l’assenza manco la vede quando esiste?
Smentitemi, ve ne prego: tra poco attendo il mio primo ebook “Crepe nella Realtà” (Alea), con 3 racconti weird inediti (in ita+eng), volete dirmi che continueremo ancora a “non esistere” mentre tutti attendono che noialtri si “atterri a Lucca”?!

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Di: zoon https://minimaetmoralia.it/editoria/marziani-a-rionero-in-vulture/#comment-204509 Thu, 30 Aug 2012 14:40:55 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=9051#comment-204509 mi permetto di dissentire soltanto sul fatto che il connettivismo abbia status da classico della fantascienza: per fortuna è ancora avanguardia 🙂

grazie per la citazione

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Di: marcello pecchioli https://minimaetmoralia.it/editoria/marziani-a-rionero-in-vulture/#comment-203655 Fri, 24 Aug 2012 15:01:09 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=9051#comment-203655 Molto interessante l’articolo di Christian Raimo.Sono anni che sto cercando di capire perchè la fantascienza italiana è così sotto tono o quasi invisibile mentre, da un punto di vista cinematografico, è ritenuta un super-genere, in grado di sbancare i botteghini. Le cause devono essere molteplici e risalgono al tipo di cultura scolastica,su base crociana,gentiliana e idealistica, che tanti guasti e disastri deve aver prodotto in questi decenni alla cultura italiana umanistica; oltre al fatto che la fantascienza italiana sembra essere,eternamente succube e debitrice, da quella mainstream di origine anglo-sassone. E’ anche,desolatamente vero ciò che dice l’autore a proposito degli scaffali delle grandi e medie librerie nel reparto fantascienza, e devo dire che questo dato di scaffali sempre con gli stessi autori,moltiplicati e reiterati n volte,fa,davvero molta tristezza e fa pensare a qualche cosa come degli eterni fondi di magazzino e ad una storia umana,sociale,antropologica, che si è cristallizzata per sempre e giace negli scaffali come un fantasma di se stessa, libri-zombie che mettono sconforto. Ma questa incultura e trascuratezza verso un genere raffinato e di grande appeal,è un dato di fatto permanente e indelebile nel corpus della cultura italiana contemporanea o può essere modificato,come mi auguro,con l’introduzione di nuovi autori,nuovi formati,nuove tipologìe di lettura? Questa è la questione su cui vorrei che nascesse,non tanto e non solo, un dibattito per amatori,non siamo più ai tempi e ai dibattiti dileggiati da Moretti e da Fantozzi dei cineclub obbligatori, ma,piuttosto, questo tipo di critica sci-fi, dovrebbe portare ad una serie di pratiche e di contenuti, dirompenti,multimediali, all’interno di una nuova editorìa elettronica, ancora, a mio avviso, molto sguarnita, acerba e tutta da costruire

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Di: vittorio catani https://minimaetmoralia.it/editoria/marziani-a-rionero-in-vulture/#comment-203365 Wed, 22 Aug 2012 20:42:31 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=9051#comment-203365 Articolo molto interessante. Quello che meraviglia è che esistano in libreria non pochi romanzi italiani di sf senza che nessuno o quasi degli “addetti” o insomma di coloro che frequentano l’ambiente ne sappia qualcosa (lo deduco dal fatto che frequento l’ambiente e nessuno mai ne ha parlato o scritto), tranne che per quelli di Wu Ming o di Ligabue, e qualcun altro. Ciò è a sua volta deleterio, anche per gli stessi scrittori, che perdono l’unico pubblico dal quale potrebbero ottenere parecchi altri lettori. D’altronde, anche se non conosco le IV di copertina dei libri in oggetto, sono pronto a scommettere che nella maggior parte dei casi la parola “fantascienza” viene accuratamente evitata e spesso il lettore occasionale, letta la IV, acquista il libro, mentre se leggesse “fantascienza” non terminerebbe di leggere neanche la IV. La fantascienza italiana invece esiste, e’ nata quasi contemporaneamente alla nascita della collana “Urania” e conta, in 60 anni di vita, numerosi autori non bravi ma bravissimi, alcuni dei quali hanno fatto in tempo a nascere, scrivere sf e morire, senza che nessuno (o quasi) al di fuori dell’ambiente sf abbia mai avuto modo di leggerli e apprezzarli e neanche di conoscerne il nome. Cito i due a mio parere più grandi, interessanti, innovativi: Lino Aldani e Vittorio Curtoni. Personalmente – sbaglierò – ma noto due elementi negativi in tutta la questione (ma occorrerebbe parlarne piu’ dettagliatamente): coloro che cercano l’editore non di “genere” guardano alla sf da edicola, o da collana specifica, con qualche remora. Quelli che scrivono sulle collane, se ne fregano della libreria e dell’editore non di genere, forse perche’ non osano buttarsi da sconosciuti in un mare sconosciuto, mentre sono ben conosciuti “in casa”. Una faccenda che si morde la coda. E d’altro canto riuscire a pubblicare su un “Urania” significa essere letti, in media, dai 6000 agli 8000 acquirenti: numeri che altrove sono solo sogni. Vorrei notare, peralto, che la sf scritta e pubblicata non in collane specializzate purtroppo soffre oggi di una grossa limitazione, che cresce sempre piu’. Non tutta la sf si può dare in pasto a chiunque, sarebbe il male peggiore. Ve lo immaginate uno Stross o un Sawyer o un Watson o un Greg Egan dati in pasto a chiunque? La sf e’ diventata (purtroppo) una narrativa “specializzata” e parla spessissimo un linguaggio del tutto incomprensibile al lettore medio “non addetto”, o che non conosca (per esempio) basilari elementi di fisica dei quanti etc. Quindi va pubblicata, inevitabilmente, in collane specializzate. Fuori di queste, puo’ funzionare solo una fantascienza “soft”, contaminata con il mainstream, che peraltro (ho verificato) non garba affatto agli “addetti” ma che personalmente non disprezzo affatto, anzi… Saluti a tutti

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Di: Inconfessabili piaceri https://minimaetmoralia.it/editoria/marziani-a-rionero-in-vulture/#comment-203347 Wed, 22 Aug 2012 17:29:59 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=9051#comment-203347 […] fa Christian Raimo su minima & moralia si interrogava sulla salute della fantascienza italiana e dei suoi derivati. Da un punto di vista […]

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Di: Carolina Cutolo https://minimaetmoralia.it/editoria/marziani-a-rionero-in-vulture/#comment-203198 Tue, 21 Aug 2012 10:23:08 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=9051#comment-203198 Di fantascienza pura a me è piaciuto un casino questo libro:
http://www.gilgameshedizioni.com/home/anunnaki-narrativa/la-comunit%C3%A0-dei-sogni-hai-sognato-questo-libro/

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Di: laura https://minimaetmoralia.it/editoria/marziani-a-rionero-in-vulture/#comment-203186 Tue, 21 Aug 2012 08:57:39 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=9051#comment-203186 Mi scusi dottor Raimo, ma Rionero in Vulture cosa c’entra? Era così, tanto per dirne una?

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Di: davide calzolari https://minimaetmoralia.it/editoria/marziani-a-rionero-in-vulture/#comment-202871 Mon, 20 Aug 2012 00:32:45 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=9051#comment-202871 “”Evidentemente l’Italia è un paese sì strano, ma poco “weird”.””

applauso sincero per valerio mattioli

andando un filo ot,ma manco troppo:

beh,il giallo/noir/thriller italiano (ri?)nasce 15 o poco piu anni fa:in pratica il primo titolo che in classifica è”almost blue” di carlo lucarelli,poco piu di una sceneggiatura con qualche momento prosaico ben azzeccato

ma “nasce” sulla scorta di un preciso momento socio-culturale,diciamo

era gia qualche anno che al cinema imperversavano serial killer & storie weirdo si ma ambientate nella wilderness americana(provincia profonda,però, mica città come negli 80’s)come twin peaks prima e x- files dopo

in italia,questi ingredienti c’erano poco(però di libri sui serial killer se ne fecero,provincialissimi,ma se ne fecero,me ne ricordo uno ababstanza potente ,ma stilisticamente teribbile,detto alla romanesca,come”ordine pubblico”di claudio camarca)e infatti i libri”di tensione” italiana si son poi buttati sul noir o sul giallo classico ammodernato

infatti di li a breve,per un Lucarelli che ogni tanto andava nelle classifiche anche grazie al traino di un ben azzeccato programma tv,il passaparola dal 98 premiò Camilleri,che faceva dei gialli classici come impianto per quanto scritti in maniera singolare

insomma,della produzione noir italiana vera e propria salverei solo “pericle il nero”di ferrandino,che è proprio letteratura tout court

se domani il dibattito prosegue,spiegherò poi perchè secondo me negli “anni zero”,il noir/giallo/thriller italiano è stato un occasione sprecata,qualcosa avevo anticipato sulla bacheca fb del buon raimo

saluti

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Di: valerio mattioli https://minimaetmoralia.it/editoria/marziani-a-rionero-in-vulture/#comment-202584 Sat, 18 Aug 2012 18:47:51 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=9051#comment-202584 “entrate in una libreria, in una grande libreria, e domandate se hanno un reparto fantascienza”.
Centrato in pieno: i reparti SF delle librerie (grandi, ma anche piccole) sono diventati nel migliore dei casi residui di scaffali malamente raggiungibili che si limitano a ospitare i soliti 4 titoli di rito (sostanzialmente gli autori che dici tu). Ma non è che horror e fantasy se la passino granché meglio. Né è un problema di soli autori italiani.
E’ curioso come la sbornia sul “genere” che pure imperversò in anni non troppo lontani, alla fine a questo si sia ridotta. Un Dick per darsi un tono, un Tolkien quando esce Il Signore degli Anelli, un Martin quando in tv va Games of Thrones, e naturalmente un po’ di vampiri qua e là. Persino Lovecraft è tornato underground. Autori come Barker o Moorcock sono praticamente scomparsi. Un grande come Ligotti credo che nemmeno sia mai stato tradotto.
L’unico genere ad aver (ahem…) “sfondato” in Italia è, guarda caso, il giallo – o noir, visto che a dire giallo i più si infastidiscono. Che è naturalmente il genere più “realista” di tutti. Anche alla luce di quanto scrivi tu, non credo che sia un caso.
Evidentemente l’Italia è un paese sì strano, ma poco “weird”.

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Di: Matteo Cafiero https://minimaetmoralia.it/editoria/marziani-a-rionero-in-vulture/#comment-202576 Sat, 18 Aug 2012 17:36:03 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=9051#comment-202576 Ottimo articolo… Francesco Dimitri si è cimentato nel fantastico con Pan per Marsilio e poi nello steampunk, un genere in cui si combina il cyberpunk con la Londra Vittoriana con Alice nella Vaporità

http://www.ibs.it/code/9788862562423/dimitri-francesco/alice-nel-paese-della.html

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Di: Diego https://minimaetmoralia.it/editoria/marziani-a-rionero-in-vulture/#comment-202568 Sat, 18 Aug 2012 16:28:24 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=9051#comment-202568 Proprio interessante.
Ricordiamo anche Il tornado di valle Scuropasso di Tiziano Sclavi, che secondo me è un grandissimo autore di narrativa, forse considerato poco letterario, ma a torto.

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Di: davide calzolari https://minimaetmoralia.it/editoria/marziani-a-rionero-in-vulture/#comment-202553 Sat, 18 Aug 2012 14:37:19 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=9051#comment-202553 “””del resto è vero – pensiamo alla meteorica parabola anni ’90 del postumano – che le nostre idee di futuro invecchiano e muoiono più in fretta di quanto siano veloci le società tecnologiche a produrre aggiornamenti per i nostri device”””

ci hai preso davvero in pieno,mi ricordo di quando qualche critico e qualche scrittore allora in voga parlava di”sex appeal d’ell inorganico ,2a metà anni 90..madò sembran passati secoli e di tutta quell allure,con i problemi di oggi,non è rimasto nulla

nb:ottimo anche il riferimento al film di Puglielli,un piccolo gioiello non troppo noto,purtroppo

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