Commenti a: Perché lavoro nell’editoria autosfruttandomi? Per paura. https://minimaetmoralia.it/editoria/perche-lavoro-nelleditoria-autosfruttandomi-per-paura/ un blog di approfondimento culturale Wed, 25 Jul 2018 16:35:34 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Ospite https://minimaetmoralia.it/editoria/perche-lavoro-nelleditoria-autosfruttandomi-per-paura/#comment-1968984 Wed, 25 Jul 2018 16:35:34 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26736#comment-1968984 Condivido tutto, a cominciare dall’ammissione di accettare di guadagnare una nullità per paura di essere rifiutata (cioè di tornare a essere, da occupata povera, a disoccupata totale). Ma ho deciso di cambiare, perché a 30 anni sono troppo stanca e frustrata. Lavoro come freelance da un anno con editori medio-piccoli, mi occupo soprattutto di correzione e impaginazione, e il compenso massimo finora è stato di un euro a cartella. Il che può andarti anche bene a vent’anni, non a trenta.

]]>
Di: RASSEGNA CULTURALE 04-24 MAGGIO 2015 | rassegna culturale https://minimaetmoralia.it/editoria/perche-lavoro-nelleditoria-autosfruttandomi-per-paura/#comment-1649085 Sun, 24 May 2015 11:34:39 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26736#comment-1649085 […] Minima et moralia PERCHÉ LAVORO NELL’EDITORIA AUTOSFRUTTANDOMI? “[…] non è automaticamente vero che se sei un editore e la tua casa editrice fallisce è solo colpa della crisi, non è automaticamente vero che se sei un redattore o un traduttore e ti pagano poco o non ti pagano affatto è perché gli editori sono cattivi e tu non hai altra scelta. […] se davvero vogliamo muoverci dal pantano in cui l’#editoria è sprofondata da un po’ – il pantano delle scarse vendite, il pantano degli editori che non pagano i dipendenti, il pantano della troppa gente che continua a farsi sfruttare anche dopo l’ennesima fregatura – non c’è altra via d’uscita se non l’onestà, un’onestà a tutto tondo che non deve riguardare solo il lato economico del nostro lavoro, ma anche il modo in cui raccontiamo questo lavoro (e le ragioni delle ansie, delle fregature e dei fallimenti) a noi stessi e agli altri”: una bella riflessione di Federica Aceto (traduttrice) su alcune storture del mondo editoriale. https://minimaetmoralia.it/perche-lavoro-nelleditoria-autosfruttandomi-per-paura/ […]

]]>
Di: Loredana Viganò https://minimaetmoralia.it/editoria/perche-lavoro-nelleditoria-autosfruttandomi-per-paura/#comment-1639969 Thu, 21 May 2015 13:22:27 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26736#comment-1639969 Le chiacchiere stanno a zero: o si è professionisti o si è aspiranti morti di fame. Sono d’accordo con Gloria: il professionista non lavora per meno di cinquanta euro netti a cartella: per meno, non è più possibile dirsi professionisti ma solo poveri allocchi che si fanno sfruttare e vanno verso un destino di miseria.
Perciò il problema non si pone: o sono i professionisti dell’editoria a stabilire, volta per volta, i compensi che ritengono opportuni per i lavori che gli vengono proposti, oppure tanti saluti al settore editoriale e che andasse pure in fallimento.
Non ha senso martirizzarsi sull’altare della cultura, anche perché tanto, prima o poi, si pongono problemi di qualità della vita a cui nessun individuo può sottrarsi.
Continuare a darsi le arie da “professionisti” quando si lavora per pochi spiccioli, o addirittura gratis, è ridicolo, oltre che patetico.
Perciò delle due l’una: o gli editori sono in grado di garantire ai lavoratori del settore dei compensi adeguati alle loro preparazione e aspettative di vita, o andassero in malora loro e i loro bei libri che nessuno legge.

]]>
Di: Gloria https://minimaetmoralia.it/editoria/perche-lavoro-nelleditoria-autosfruttandomi-per-paura/#comment-1639582 Thu, 21 May 2015 09:22:45 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26736#comment-1639582 Alessandro, ti posso assicurare che per molto tempo l’ho pensata anch’io così. Ho sicuramente molti più anni di te e oggi, a un’età piuttosto avanzata, mi sono dovuta amaramente ricredere. Il bello del guadagnare molti soldi in poco tempo consiste, secondo me, nel fatto che se, a un certo punto, non ti piace più la vita che stai facendo, porti a termine i contratti che hai in corso e poi, con il tuo bel patrimonio, ti vai a costruire la nuova vita che vuoi: cosa che non puoi fare se sei, per così dire, un “cane legato alla catena” che non può rinunciare al suo posto di reddito per meri motivi di sopravvivenza; e purtroppo, in piena crisi come siamo, i margini di operatività si sono notevolmente ristretti, quindi, non disponendo di capitale, difficilmente si può mollare tutto e andare a fare altro.
Per quella che è stata ed è la mia esperienza, preferirei fare per un anno la vita di Rihanna (53 milioni di dollari guadagnati soltanto negli ultimi dodici mesi) e poi salutare tutti e rifarmi una vita, piuttosto che lavorare sodo per trent’anni e ritrovarmi disoccupata e con un saldo sul conto corrente che ho vergogna solo a pensare dopo una vita di lavoro e studio.

]]>
Di: Il caso Isbn e la fragilità del sistema editoriale | VITA DA EDITOR https://minimaetmoralia.it/editoria/perche-lavoro-nelleditoria-autosfruttandomi-per-paura/#comment-1639539 Thu, 21 May 2015 08:57:24 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26736#comment-1639539 […] seppur minimo a molti di coloro che vi gravitano intorno (tema sottolineato di recente da un bell’articolo di Federica Aceto riproposto da minima&moralia). Sono trascorsi un po’ di giorni prima che […]

]]>
Di: Alessandro https://minimaetmoralia.it/editoria/perche-lavoro-nelleditoria-autosfruttandomi-per-paura/#comment-1638531 Wed, 20 May 2015 21:35:10 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26736#comment-1638531 @Gloria su una cosa non sono d’accordo: io sono contento di avere studiato, e seppur la mia prima laurea (in lettere classiche, un anno fa ne ho preso un’altra in informatica – o qualcosa del genere) non mi abbia dato molto nella pratica, anche adesso, che sono in un campo del tutto diverso, sento che mi ha dato un’abilità di dare una profondità alle cose che i miei attuali colleghi raramente hanno.

]]>
Di: Alessandro https://minimaetmoralia.it/editoria/perche-lavoro-nelleditoria-autosfruttandomi-per-paura/#comment-1638525 Wed, 20 May 2015 21:31:12 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26736#comment-1638525 @Gloria, io non cambierei la mia vita per quella di Miley Cyrus, con tutti i suoi milioni. Però hai colto il punto: perché dedicare tempo ed energie a editori che non rispettano il lavoro altrui?

]]>
Di: Gloria https://minimaetmoralia.it/editoria/perche-lavoro-nelleditoria-autosfruttandomi-per-paura/#comment-1638425 Wed, 20 May 2015 20:24:05 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26736#comment-1638425 Alessandro, hai fatto benissimo. Io non ho avuto la tua stessa lungimiranza e sono rimasta fregata per la vita. Lascia perdere l’editoria (settore produttivo che sta andando definitivamente a morire) e cerca di non tornare in Italia. Questi editori di merda dovrebbero fallire tutti e nessuno dovrebbe più accettare lavori per meno di 50 euro netti a cartella: o così, o fallissero tutti! Miley Cyrus, a 22 anni, ha un patrimonio personale di 160 milioni di dollari: e noi che cazzo stiamo a fare, a devstarci la vita per editori che non pagano e un popolino di lettori che diminuisce ogni giorno di più?! Mavaffanculova’! Tornassi indietro non mi sarei presa nemmeno la laurea: con tutte queste puttanate di libri e di cultura ho buttato al cesso la mia vita.

]]>
Di: Alessandro https://minimaetmoralia.it/editoria/perche-lavoro-nelleditoria-autosfruttandomi-per-paura/#comment-1638370 Wed, 20 May 2015 19:33:08 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26736#comment-1638370 Federica, sottoscrivo ogni parola del tuo articolo. Ho lavorato quasi 3 anni nell’editoria, con contratti, rispetto a quello che vedevo intorno a me, da privilegiato (a progetto annuali, un lusso 🙂 ). Ho cominciato facendo un master, poi – quasi subito – ho trovato lavoro. In quel ‘quasi subito’, ho potuto farmi un’idea di tutte le forme di sfruttamento che ci sono dietro all’industria libraria, più o meno per esperienza personale. Memorabile è stata la proposta di una casa editrice piuttosto nota – vicina di quell’ISBN che in questi giorni è sotto i riflettori – di fare uno stage gratis, appena dopo averne finito un altro per il mio master.
A parte queste piccole storie, che molti dei lavoratori dell’editoria potranno raccontare, io ho lasciato il mio lavoro nel 2012, per andare all’estero. Nessuna storia di “cervelli in fuga” o stronzate del genere: la mia ragazza era (è) olandese ed è stata una sorta di scusa per provare a fare qualcos’altro. Non che non mi piacesse il mio lavoro, anzi, lo trovavo interessante e mi appassionava. Però, come scrivi tu, attorno a me sentivo la paura di non avere rinnovato il contratto (da parte dei collaboratori), e un generale disinteresse a innovare (da parte degli editori, ma su questo la mia esperienza è limitata). Sinceramente, dopo tre anni nel mondo dell’editoria, della scusa del “lavoro per passione” e di altro ancora ne avevo abbastanza. Non voglio puntare il dito su nessuno per farlo e accettare contratti penosi, ma ho visto troppa gente piangersi addosso senza far nulla per cambiare la propria condizione.
Cosa voglio dire con questo messaggio? Non molto, in realtà. È solo per portare una testimonianza (per la cronaca, adesso ho cambiato campo del tutto, ma chissà se un giorno non ritorni a fare libri) e dire che ho apprezzato il tuo post. Ciao!

]]>
Di: Federica Aceto https://minimaetmoralia.it/editoria/perche-lavoro-nelleditoria-autosfruttandomi-per-paura/#comment-1621135 Mon, 11 May 2015 18:45:41 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26736#comment-1621135 Cara Carolina, grazie per il commento. Io non ho usato e non ho nemmeno pensato parole giudicanti come “vigliacco” o “vile” per chi lavora per tariffe basse. Ti prego dimmi dove ho usato queste parole o eventuali sinonimi perché io non me ne rendo conto. Dicevo solo che in molti casi il gioco non vale la candela. Non parlo di scrivere articoli perché non sono una giornalista e quindi non so se sia più o meno usurante e umiliante di altri lavori. Ma tradurre un libro è un lavoro pesante, molto pesante, se fatto bene, ti porta via mesi interi, e quindi non riesco proprio a vederci un senso, se lo fai per pochi soldi.

]]>
Di: Carolina Cutolo https://minimaetmoralia.it/editoria/perche-lavoro-nelleditoria-autosfruttandomi-per-paura/#comment-1621098 Mon, 11 May 2015 18:18:21 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26736#comment-1621098 Cara Federica, concordo praticamente su tutto di questa tua riflessione, che condivido perché è veramente importante discuterne da tutti i punti di vista che sei stata bravissima a mettere insieme, solo su una cosa non mi trovo completamente d’accordo: tu parli delle varie motivazioni che spingono le persone ad accettare paghe al di sotto della dignità, parli di paura di risultare sgraditi agli editori e di necessità di pagare le bollette (alibi e motivazioni che lucidamente e condivisibilmente smonti pezzo per pezzo), ma dimentichi secondo me un elemento troppo importante per lasciarlo fuori, e cioè che a volte accettiamo compensi vergognosi NON perché l’alternativa è non riuscire a pagare le bollete, ma perché l’alternativa è fare lavori molto peggiori, a volte umilianti, a volte usuranti e altrettanto sottopagati. Verissimo che accettare una paga bassa contribuisce ad alimentare e consolidare un “cartello” che diventa poi danno collettivo, ma quando la scelta del singolo è tra scrivere un articolo e passare due o tre sere a spaccarsi la schiena in un ristorante come cameriera per la stessa cifra miserrima, io non me la sento di giudicare vigliacco chi sceglie di scrivere l’articolo. A me è capitato di scegliere di servire ai tavoli se avevo bisogno urgente di soldi, ma mi è anche capitato di scegliere di scrivere (ma sempre e solo se avevo qualche soldo minimo da parte, ed è una bella differenza), pur con l’amarezza di sapere di alimentare un meccanismo sbagliato, e questo perché magari nel ristorante in cui lavoravo stavo vivendo una situazione pesante e menomale che avevo la scrittura come alternativa. Quando sono passata da fare la cameriera a fare la barman è stato già più facile dire no a lavori intellettuali sottopagati, ma finché la scelta a parità di paga misera era tra scrivere e servire ai tavoli, subire le umiliazioni da parte di clienti arroganti giustificati dal datore di lavoro, tornare a casa fisicamente distrutta, con le vesciche ai piedi, o anche in lacrime, perché mi è successo pure questo, non mi sento una merda perché ho preferito scrivere, ma una persona che in quel momento della sua vita non aveva né l’equilibrio né la forza di fare una scelta giusta e coraggiosa. Poi mi è anche capitato di fare la cameriera in situazioni diciamo fortunate, ma per la mia esperienza è abbastanza una rarità.
E questa è solo la mia storia, chissà quante altre ce ne sono di singole persone che hanno accettato un lavoro intellettuale sottopagato per non farne uno peggiore (o magari solo per poter lavorare da casa e stare coi propri bambini) e tutto questo anche se l’umiliazione (di essere pagati con ritardi vergognosi o di non essere pagati affatto) era solo rimandata. Ma ci speravamo, preferivamo sperarci piuttosto che tornare a fare quel lavoro di merda un giorno di più. Quindi quello che vorrei aggiungere a questa importante discussione è una riflessione sul fatto che prendercela tra di noi, puntare il dito col “vile” che accetta di scrivere o tradurre per due lire, non solo rischia di essere astratto e cieco rispetto alla realtà concreta di persone in difficoltà, ma anche di spostare il conflitto tra di noi, tra chi è sfruttato, creando spaccature invece di un fronte compatto contro chi sfrutta non solo il nostro lavoro, ma anche queste nostre debolezze e difficoltà.
Un abbraccio e grazie per tutto l’impegno che metti in questa battaglia fondamentale.
Carolina

]]>
Di: Carlo Gallavotti https://minimaetmoralia.it/editoria/perche-lavoro-nelleditoria-autosfruttandomi-per-paura/#comment-1620569 Mon, 11 May 2015 13:35:07 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26736#comment-1620569 ….se per realizzare “la bellezza del mio lavoro” e le mie “aspirazioni intellettuali” devo sgobbare tanto per finire a fare la fame e per farla fare ai miei figli allora ne faccio volentieri a meno.

]]>
Di: Carlo Gallavotti https://minimaetmoralia.it/editoria/perche-lavoro-nelleditoria-autosfruttandomi-per-paura/#comment-1620562 Mon, 11 May 2015 13:30:37 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26736#comment-1620562 E questi sono, né più né meno, che i limiti che tu poni a te stesso, caro RobySan. Cosa ti impedisce di guadagnare 46 milioni di dollari in un anno? Chi realizza tali profitti è un essere umano come noi e non ha nulla di speciale o straordinario rispetto a noi. La verità è che la maggior parte degli umani sono una massadi pecore irregimentate in un sistema che le sfrutta fino alla morte, e tale sistema fa di tutto per farci credere che non possiamo aspirare a nulla di più. Magari ne parlerai tra qualche anno con i tuoi figli (se ne hai, se ne avrai): potresti avere la “meravigliosa” sorpresa che vedono il mondo in maniera molto diversa da come lo vedi tu. Tanti auguri.

]]>
Di: RobySan https://minimaetmoralia.it/editoria/perche-lavoro-nelleditoria-autosfruttandomi-per-paura/#comment-1620538 Mon, 11 May 2015 13:18:19 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26736#comment-1620538 Per la miseria: non credevo che m&m disponesse di un filtro censorio così efficace!

]]>
Di: RobySan https://minimaetmoralia.it/editoria/perche-lavoro-nelleditoria-autosfruttandomi-per-paura/#comment-1620536 Mon, 11 May 2015 13:17:18 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26736#comment-1620536 Se chi pensa in termini di “bellezza del proprio lavoro” e “realizzazione delle proprie aspirazioni intellettuali” si illude, allora chi pensa in termini di “guadagno di milioni di dollari (o euro) l’anno”…. si [CENSURA] e in più [CENSURA] nonché [CENSURA].

]]>