Commenti a: Bob Dylan e le ragioni di un Nobel https://minimaetmoralia.it/interventi/bob-dylan-nobel/ un blog di approfondimento culturale Fri, 08 Nov 2019 15:22:06 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: enea anchise https://minimaetmoralia.it/interventi/bob-dylan-nobel/#comment-2006861 Fri, 08 Nov 2019 15:22:06 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=33017#comment-2006861 …che sia stato un beniamino della contestazione anticolonialista e antimperialista americana sono grato a Bob Dylan cantautore per quanto fatto e sostenuto in quegli anni. Era un mito popolare ? Si, lo era molto e lo si ascoltava e ricantava con simpatia come tutti coloro che, americani musicisti, cantautori o librettisti, hanno rivoluzionato in meglio la cultura della musica leggera popolare neel mondo spazzando via la Classica accademica dove, per essere un musicista mediocre, si deveva studiare sui loro spartiti come fossero materia di una Scienza dell’Arte occulta. Loro no, i nostri beniamini no, quella nuova generazione intraprese una nuova “strada proibita” cambiando il corso e il senso musicale sia all’arte cinematografica che televisiva, sia alla colonna sonora della nostra vita che gli abbisognava poche note certe per divulgare una poesia di speranza e amore politico.
Come Picasso sosteneva che, chi incomincia a fare cose nuove le fa brutte, poi chi segue trasforma quella invenzione in cose belle, cosi i “dilettanti” della nuova musica Rock e Pop riuscivano con la loro bellezza apollinea e sorrisi smaglianti giovanili a trasformare quelle brutte note in belle, come oggi la critica anti contestazione, cerca di rilegare ancora nel “Brutto” quelle cose che per noi erano “Belle” così come erano. Bob Dylan nel coro di tutte voci Rock e Country contestatrici cantava la speranza di un mondo nuovo e migliore da costruire, mentre la nuova letteratura imperialista voleva vantare i peggiori peccati di un mondo che stava per progettare alle nostre spalle, oggi nutrita di “vedetta” e armi.

Chissà, forse i Nobel lo stanno capendo solo ora di aver intrapreso allora la strada sbagliata nel premiare per anni i loro “agenti segreti” infiltrati nella Cultura e nell’Arte senza sapere che sarebbero arrivati in fondo a un vicolo cieco da quale è possibile uscirne solo se fanno marcia indietro. Ma quando si torna e si analizza il punto in cui le strade si divisero in “bivio” , obbligando in quegli anni i loro angioletti ad intraprendere a costo della violenza la strada che non volevano intraprendere facendo i capricci.; dopo il disastroso oscuro incidente in motocicletta a Dylan, (come di altri angioletti in overdose), il loro “piccolo profeta” minacciato, smise di cantare canzoni di contestazione e percorrere obbligatoriamente la strada dell’Amore mieloso, strada trita e ritrita, spegnendosi sul volto di Dylan la felicità spavalda e l’acutezza di pensiero quando rimprovera i suoi “superiori” cantando ” una dura, una dura pioggia cadrà”.
Che i Nobel abbiano capito solo oggi l’errore fatto ai danni di Dylan nel fargli prendere forzatamente in gioventù la strada sbagliata al loro fratello di fede, spegnendolo, e che ancora offeso per quel “silenzio” impostogli egli abbia mandato una altra persona a ritirare quel “Prestigioso Premio Nobel”, Dylan lo avrà fatto per farci capire che quel premio lo trova” opportunista e sgradevole e infingardo” e a buon ragione, accettandolo tristemente come imposto altrimenti scomunicato dalle tribù e il loro potere.
Penso che se i Nobel non avessero chiamato in causa Bob Dylan, il prestigioso premio Nobel non perdeva ancor più quella sua sacralità che da un po di anni si va spegnendo. Dylan, un lancio pubblicitario o un errore politico? A voi la risposta. Chi vuol intendere intenda.

Enea

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Di: Daniele pelizzari https://minimaetmoralia.it/interventi/bob-dylan-nobel/#comment-2005268 Thu, 24 Oct 2019 13:43:48 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=33017#comment-2005268 Mi permetto di fare un’osservazione. Non ho letto “Life” di Keith Richard ma ho letto, con un certa ostinazione masochistica, “Born to run” di Springsteen. Lei reputa la lingua e la capacità di racconto di Springsteen in Born to run superiori a quelle di Dylan in Chronicles. Al contrario. La prosa di Dylan in Chronicles è epica e visionaria come in molte delle sue canzoni, la prosa di Springsteen è banale e dozzinale come gran parte della sua produzione musicale. Ogni qual volta che si paragona Springsteen a Dylan bisogna ricordarsi che ci si trova di fronte a un gigante dell’arte (Dylan) e ad un onesto intrattenitore (Springsteen).
Che poi Dylan non sia stato premiato per i suoi libri, ci mancherebbe, credo sia noto a chiunque.

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Di: Riccardo Manzi https://minimaetmoralia.it/interventi/bob-dylan-nobel/#comment-1957100 Wed, 14 Dec 2016 09:12:34 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=33017#comment-1957100 scusate per il riferimento a nicola la gioa nel mio commento precedente, è la mia risposta ad un suo post, qui ovviamente fuori contesto. grazie

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Di: Riccardo Manzi https://minimaetmoralia.it/interventi/bob-dylan-nobel/#comment-1957093 Tue, 13 Dec 2016 23:33:08 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=33017#comment-1957093 Grazie a Luca Briasco per questo articolo, interessantissima la cronologia dei premi!

Il dato è: chi si occupa di musica, in genere riconosce la potenza dei versi di Bob Dylan ma stenterebbe a definirlo compositore; di contro chi è nelle “lettere”, lo vede come un musicista che necessariamente ha bisogno del suono e del canto per liberare le sue rime.
C’è una terra di confine che va presa in maggiore considerazione per unire le due sponde, che si muove tra la lettura intima, individuale e la rappresentazione musicale; ed è il “racconto”, o se vogliamo, la declamazione. Tutto è ovviamente nelle mani dell’attore, del poeta o di chi decide di percorrere questo insicuro sentiero.

Ascoltiamo le trasmissioni radiofoniche in cui Dylan Thomas recita le sue poesie, la musica è sempre lì che prova ad uscire; le note, più o meno temperate, sono percettibili, così da poter individuare una tonalità e suonarci sotto (per chi è interessato ad approfondire: https://soundcloud.com/riccardo-manzi-2/in-my-craft), se ricordi Nicola Lagioia, avevo inserito non a caso, una versione di In my Craft durante la presentazione de La ferocia).

Un esempio italiano commovente è la lettura di Bufalino da parte di Herlitzka (http://www.radio3.rai.it/…/ContentItem-60f5921e-758a…).
Venitemi a dire che non meriti un qualsiasi grande riconoscimento in ambito musicale!

Molte fra le canzoni di Bob Dylan hanno questa potenzialità: ridursi o elevarsi, decidete voi, a ritornelli di tradizione orale e popolare, ad alta poesia. Hurricane, nella sua forma di biografia compressa, potrebbe essere un articolo di denuncia sociale.
Certamente il testo di Knocking on Heaven’s door non possiede queste caratteristiche, pensarla come lettura è ridicolo, ma neppure la veste di canzone le rende piena giustizia; è con la struggente scena del film Pat Garret & Billy The Kid che si completa per quello che è: una colonna sonora, quindi fuori dal discorso.

Non credo che Bob Dylan abbia reso irriconoscibili nei concerti le sue più famose canzoni per orrore della ripetitività. Sono decenni che la variazione è uguale a se stessa (mi riferisco solo alle versioni dal vivo, i dischi sono tutt’altro). In lui c’è un’idea di provocazione, qualche cosa come…questa è poesia pura! La melodia non serve! Purtroppo non ha mai avuto le capacità declamatorie del grande poeta gallese da cui ha preso il nome d’arte, e neanche l’empatia del suo maestro Woody Guthrie, così attento a vivere la canzone come forma di aggregazione sociale.

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Di: LucaT https://minimaetmoralia.it/interventi/bob-dylan-nobel/#comment-1957032 Mon, 12 Dec 2016 13:53:35 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=33017#comment-1957032 Ma certo, son d’accordo; proprio perchè in passato hanno avuto coraggio (vedi anche Heaney), perchè non ora? Le reazioni hanno riguardato, forse, più il fatto che si trattava di un cantautore. Per me la questione meno rilevante.

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Di: costanzo cloro https://minimaetmoralia.it/interventi/bob-dylan-nobel/#comment-1956997 Sun, 11 Dec 2016 19:34:47 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=33017#comment-1956997 @LucaT

“Quel prestigio, quella (quasi) milionata potrebbe andare a tanti scrittori eccellenti che non hanno già avuto l’attenzione dei non specialisti. Ma, certo, ci vuole coraggio.”
Non mi pare che l’Accademia abbia difettato in coraggio avendo premiato scrittori negli ultimi anni come Herta Muller, Le Clezio, Modiano, Aleksievič . E neanche questo premio, a giudicare dalle reazioni, mi pare sia stato pavido. Eppure di nomi per mettere d’accordo (quasi) tutti ce ne sarebbero, no?

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Di: LucaT https://minimaetmoralia.it/interventi/bob-dylan-nobel/#comment-1956992 Sun, 11 Dec 2016 16:41:59 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=33017#comment-1956992 Non ci sono argomenti persuasivi in questo articolo. Certo che Dylan ha introdotto nuove espressioni poetiche nella tradizione della canzone americana. Ma non è stato l’unico. Forse neppure il migliore, se pensiamo alla canzone in lingua inglese. Il periodo che inizia con “la grandezza di Dylan” confessa palesemente la propria circolarità, dunque non ha nessun valore argomentativo. Quanto all’affermazione di De Lillo, non va presa per un dogma o per un ipse dixit, figuriamoci. Dovremmo chiederci se il cantautore più acclamato e famoso del mondo aveva bisogno di un altro premio. Primo. Secondo: se questo premio che di solito ha a che fare con la carta, poteva indirizzarsi ad un lavoro riguardante parola e suono insieme. Non dico di no, ma magari parliamone meglio; lo sappiamo da tempo che il lavoro sulla parola dei (di molti) cantautori non è pari a quello dei poeti. Terzo: mi chiederei anche se non sia un ulteriore cedimento alla cultura pop. Quel prestigio, quella (quasi) milionata potrebbe andare a tanti scrittori eccellenti che non hanno già avuto l’attenzione dei non specialisti. Ma, certo, ci vuole coraggio.

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