Commenti a: Carta igienica di stato https://minimaetmoralia.it/interventi/carta-igienica-di-stato/ un blog di approfondimento culturale Sat, 22 Oct 2016 16:50:57 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Clay paving krugersdorp https://minimaetmoralia.it/interventi/carta-igienica-di-stato/#comment-225542 Thu, 01 Nov 2012 15:06:48 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5054#comment-225542 If some one wants to be updated with most recent technologies therefore he must be pay
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Di: a domanda risponde: io | scompartimento per (lettori e) taciturni https://minimaetmoralia.it/interventi/carta-igienica-di-stato/#comment-40014 Wed, 07 Sep 2011 16:59:49 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5054#comment-40014 […] articolo qui Like this:LikeBe the first to like this post. This entry was posted in accadde un'estate, […]

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Di: moka https://minimaetmoralia.it/interventi/carta-igienica-di-stato/#comment-39709 Mon, 05 Sep 2011 07:57:21 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5054#comment-39709 “Insomma il problema secondo me è capire cosa si annidava già da prima, dietro l’evento scatenante la sommossa…”

freestyle
http://www.rapportoconfidenziale.org/?p=14403

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Di: Cristina https://minimaetmoralia.it/interventi/carta-igienica-di-stato/#comment-39615 Fri, 02 Sep 2011 13:38:03 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5054#comment-39615 Riguardo all’inizio di questo splendido articolo, mi permetto di dissentire.
Il punto è che non basta sposare un ideale politico per trasformarlo nella chiave di lettura di avvenimenti come i riots londinesi, dove non sono state distrutte le vetrine di banche o di blockbusters ma a rimetterci della cieca furia di alcun di questi gruppi, sono state spesso attività di persone povere della stessa comunità nera, come accaduto a Dalston e a Peckam e se ragazzini (probabilmente) semi-inconsapevoli di cosa stesse accadendo hanno venduto iphone a 5 pound probabilmente è solo perchè hanno cercato di liberarsi di una refurtiva troppo pesante considerato la quantità di poliziotti alle calcagne e questo è molto diverso dal poter essere considerato lotta sociale, esiste una netta linea di demarcazione tra vandalismo e lotta sociale e se si vuol difendere un ideale politico, che tra l’altro personalmente sposo, non ci si può permettere di confondere le due cose.
Conflitto di classe, di genere e razziale… Esistono e quel che è accaduto probabilmente in parte è da attribuire a questo disequilibrio interno di una società multiculturale dove le diversità in alcuni momenti sono ancora di certo troppo forti ma per poter combattere un nemico bisogna avere la consapevolezza di chi sia.

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Di: Flavio Pintarelli https://minimaetmoralia.it/interventi/carta-igienica-di-stato/#comment-38508 Tue, 30 Aug 2011 17:38:04 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5054#comment-38508 @antonella: perdonami, ma dire che la violenza esisteva prima delle agenzie pubblicitare mi pare banale e rischioso, rischioso perché le conseguenze di questo modo di pensare porterebbero ad individuare in una supposta natura aggressiva dell’uomo le cause di ogni violenza.
È evidente che il consumismo non spiega le ragioni delle rivolte londinesi, la frustrazione che deriva dall’impossibilità di accedere a determinati beni di consumo, in un sistema in cui l’identità del soggetto è definita dai suoi atti di acquisto, spiega solo ed esclusivamente perché alcuni ricoltosi, e non tutti, abbiano assaltato megastore di tecnologia e di abbigliamento e non, ad esempio, tagliato la testa alla regina.
Le ragioni della rivolta sono ben altre, nella fattispecie l’omicidio di un padre ventinovenne ritenuto coinvolto in una attività criminosa di alcuni agenti della polizia, attività criminosa soltanto supposta e mai dimostrata. A cui si aggiunge il trattamento subito dai familiari della vittima, ed in particolare dalla moglie, ai quali la polizia a dapprima negato qualsiasi spiegazione, per poi reagire con durezza e brutalità. Il tutto in uno dei quartieri più poveri e disagiati di Londra.
Quello che si vuole negare ed evitare di riconoscere è che violenze improvvise di questo genere affondano le loro radici profonde in alcuni conflitti mai sopiti: il conflitto di classe, quello di genere e quello razziale.

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Di: antonella https://minimaetmoralia.it/interventi/carta-igienica-di-stato/#comment-38481 Tue, 30 Aug 2011 16:55:32 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5054#comment-38481 probabilmente mi sono agitata troppo ma questa spiegazione mi sembra troppo semplice e troppo qualunquista. Dagli intellettuali che stimo pretendo di più, per esempio che mi spieghino perchè a parità di contesto socio culturale alcuni restano indifferenti a certi stimoli mentre altri sembrano sembrano comportarsi come i topi che seguono il pifferaio magico fin dentro al burrone. forse evitiamo queste domande perchè temiamo che una delle possibili risposte sia che il consumismo non è la causa primaria di questi scontri, che la violenza è esistita da ben prima delle agenzie pubblicitarie e che purtroppo a volte non ha altri fini che se stessa.

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Di: christian raimo https://minimaetmoralia.it/interventi/carta-igienica-di-stato/#comment-38015 Mon, 29 Aug 2011 17:52:47 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5054#comment-38015 mi dispiace antonella, non è certo quello che intendevo, giustificare l’esproprio proletario. la tua storia indica per fortuna che non tutto di noi è condizionato dagli istinti sociali peggiori, e non posso che concordare con te.
ero in qualche modo allibito dalla contraddizione in cui si trovava chi fa del ribellismo il suo modo di rivoltarsi contro una condizione sociale che non gli piace: si ritrova implicato nelle stesse leggi di mercato e nella stessa società spettacolare. in un certo senso però, provavo a dire, prendere alla lettera il capitalismo selvaggio, vuol dire applicarlo in modo selvaggio. se mi dici: segui il desiderio, cosa accade se ti prendo alla lettera e spacco le vetrine?
non auspico certo questo: lo consideravo però un sintomo di un malfunzionamento globale, non certo una forma locale di protesta o di disagio.

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Di: antonella https://minimaetmoralia.it/interventi/carta-igienica-di-stato/#comment-37883 Sun, 28 Aug 2011 15:13:32 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5054#comment-37883 Questo articolo mi ricorda una frase illuminante che lessi anni fa (purtroppo non ne ricordo l’autore): “la principale differenza tra la destra e la sinistra è che la prima giustifica i crimini dei ricchi e la seconda giustifica i crimini dei poveri”. Non trova Raimo quantomeno contraddittorio iniziare un pezzo alleggerendo i criminali dalle loro colpe per trasferirli ad entità più o meno astratte quali la pubblicità, la polizia, le multinazionali, i governi occidentali, e terminarlo lamentandosi della distruzione del senso di responsabilità collettiva? Si inneggia alla giustizia distributiva perché
alcuni degli oggetti depredati sono prodotti da ditte che sfruttano i lavoratori e poi ci si lamenta dei vigili che fanno le multe alle tre del pomeriggio. Sarebbe questo il modo per aiutare gli operai cinesi a migliorare la loro condizione? Allora perché non dare alle fiamme i cantieri in cui non si rispettano le norme di sicurezza? Perché non distruggere le auto dei commercianti che non emettono tutte le fatture? Perché non perdonare gli stupratori in nome della mercificazione del corpo femminile compiuto dallo show business?
Ci si riferisce al gruppo come a un mostro privo di capacità di giudizio che si muove spinto dalle lusinghe del consumismo quando invece è semplicemente un insieme di persone, ognuna delle quali ha deliberatamente scelto di non rispettare le leggi, la proprietà e la vita umana (credo che anche Raimo abbia visto le immagini di chi si gettava dalle finestre degli edifici dati alle fiamme).
E perché non tutti coloro che provenivano da quell’ambiente socio culturale degradato ha partecipato alle devastazioni? E perché tra i vandali c’erano anche dei ragazzi di buona famiglia? Non è forse il libero arbitrio? Non è forse la vigliaccheria che spinge a commettere atti illeciti in gruppo perché sicuri che la moltitudine concede l’impunità?
Io sono cresciuta in un paese montano isolato e privo di stimoli, in una famiglia povera e disfunzionale, ho lungamente usufruito dei mezzi di comunicazione di massa eppure per qualche imperscrutabile motivo ho deciso di investire sulla cultura e mi sono laureata, lavorando per colmare le lacune della difesa statale del diritto allo studio. Mi devo considerare una fessa perché se mi fossi dedicata all’esproprio proletario avrei beneficiato di una schiera di avvocati difensori?

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Di: MissMartinaB https://minimaetmoralia.it/interventi/carta-igienica-di-stato/#comment-37855 Sat, 27 Aug 2011 14:15:04 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5054#comment-37855 They hurt you at home and they hit you at school,
They hate you if you’re clever and they despise a fool,
Till you’re so fucking crazy you can’t follow their rules,

Suonano familiari? Sono alcune delle parole di Working Class Hero di John Lennon, e mi sono venute subito in mente quando ho letto questo post. Ci hanno voluti stupidi e schiavi di determinati prodotti, è troppo tardi per lamentarsi.

Anch’io sono convinta che siamo agli sgoccioli di un’era. Spero ci si possa liberare finalmente della sensazione di essere ostaggi dei nostri politici. Li abbiamo mandati noi, là dove sono, o no?

Temo però che chiunque provi ad affacciarsi nel mondo della politica con l’intenzione di scardinare lo status quo verrà gambizzato. E allora non so dove confluirà questa rabbia crescente.

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Di: Federico Cerminara https://minimaetmoralia.it/interventi/carta-igienica-di-stato/#comment-37757 Wed, 24 Aug 2011 14:37:27 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5054#comment-37757 Christian, pensavo all’accostamento tra lo smartphone a cinque euro e la pubblicità di Vincent Cassel, (che tra l’altro sembra averti colpito: ne parlavi anche giorni fa al Valle). Se è vero che il lusso è un diritto di tutti, rimane solo da capire come ottenerlo. Ce lo spiega il ragazzino inglese, che di tutti questi telefoni non sa più cosa fare, e sembra voler restituire il lusso a chi di questo diritto è stato privato, ma ce lo spiega, a suo modo, anche chi è abituato ad un altro stile di vita: per riprendere Briatore (che citi nel post), basta leggere dei giovani rampolli russi che consumano allegramente ottantaseimila euro di champagne (senza pagare), come festeggiassero loro la vittoria della formula uno; oppure questo articolo apparso sul messaggero, che mette in evidenza il listino prezzi dei ristoranti del senato al giorno della riapertura.
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=160517&sez=HOME_INITALIA
Proprio perché si parla tanto di contributi di solidarietà (e di personaggi che si rifiutano di pagarli), fa un certo effetto leggere “spigola a tre euro, salmone affumicato a due euro e settanta”. “Se faranno pagare 50 euro o giù di lì qui non ci viene più nessuno ”… fa riflettere il commento di un cameriere, consapevole purtroppo che se il ristorante chiude sarà lui a trovarsi in mezzo a una strada.

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Di: esc https://minimaetmoralia.it/interventi/carta-igienica-di-stato/#comment-37754 Wed, 24 Aug 2011 12:29:08 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5054#comment-37754 Diciotto suicidi nel 2010 in un’azienda di 300.000 dipendenti, con una media cinese di 40 suicidi ogni 300.000 abitanti… Mi sfugge qualcosa?

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Di: marco mantello https://minimaetmoralia.it/interventi/carta-igienica-di-stato/#comment-37748 Wed, 24 Aug 2011 06:13:10 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5054#comment-37748 Ok su questo siamo d’accordo, la risposta politica a quello che chiami disagio sociale che si risolve nel mero ripristinare l’ordine e nell’alimentare il bisogno di ordinesenza fornire risposte democratiche e partecipate sul piano delle tutele sociali dei più deboli sempre una forma di fascismo è, cioè merda, come fascismo è del resto teorizzare le tutele sociali calate dall’alto, in base a modelli autoritari di sovranità appartenente allo Stato in cui domina la solidarietà corporativa e la cooperazione fra le classi sociali (che ancora esistono, in molte parti del mondo).
Però il problema della violenza, anzi delle forme di violenza collegate a determinati eventi storici, resta irriducibile a mio avviso a schemi giustificativi universali, e dunque anche a schemi sociologici imperniati sulla formula ‘consumo indotto e insoddisfatto’- ‘distruzione di vetrine’ etc. A ben vedere anche il discorso che facevo prima, sulla natura e la valutazione delle finalità di un atto di violenza, non è privo di forti ambiguità e va preso con le pinze, talora potrebbe ridursi a un mero: ‘il fine giustifica i mezzi’ e non andrebbe bene, voglio dire c’è un problema di valutazione delle ‘finalità’ di un atto di violenza, ma c’è anche anche un problema di gradazione dei mezzi, talora i mezzi non giustificano affatto il fine, e poi c’è un problema di invenzione di ‘fini universalmente giusti’ da parte di chi esercita il potere e scatena guerre (magari uno se li inventa, i fini, sai quante tsk force di studiosi a Stanford prendono soldi dalla fondazione Rockfeller per discettare di guerra preventiva, pericoli potenziali e armi di distruzione di massa,di guerra contro il ‘Terrorismo’). Insomma con tutta questa digressione voglio dire che il problema della valutazione politica di un atto di violenza, nel suo concreto e storico accadere non è mai inquadrabile in un modello astratto di comportamento umano. Da un lato l’etica, la filosofia morale, la sociologia, che pretendono di fondare comportamenti per il futuro, di controllare razionalmente l’uso della violenza, di orgnaizzarla come avviene nelle azioni di guerra dell’esercito americano. E questa è un’idea di ordine, deleteria criminale e fallimentare. Dall’altro l’etica, la filosofia morale, le lezioni di strategia militare, la sociologia, perfino la teologia, che pretendono di spiegare forme di violenza ‘non organizzata’ in base a schemi precostituiti, come nel caso dei riots inglesi.
Gli schemi spesso saltano, dobbiamo riscoprire la storia, comprendere per valutare fenomeni storici, fuggire il problema astratto della giustificazione etica, o politica, o economica o sociologica di un atto di violenza. L’inizio dell’articolo di Christian, il richiamo alla giustizia distributiva dello smartphon, mi sembrava in questo senso viziato.

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Di: Flavio Pintarelli https://minimaetmoralia.it/interventi/carta-igienica-di-stato/#comment-37728 Tue, 23 Aug 2011 14:04:06 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5054#comment-37728 #marco: non conosco abbastanza bene il caso di Rodney King per poter esprimere un giudizio (nel ’92 avevo 9 anni). Quello che volevo intendere è che si dovrebbe fare una distinzione nelle valutazioni che si danno di eventi come quelli di cui stiamo parlando.
Molti commentatori hanno calcato la mano sui saccheggi di beni hi-tech e di abbigliamento dimenticandosi o usando questo argomento per negare il ruolo chiave che il disagio sociale ha ricoperto nello scatenare queste rivolte. “Siccome, invece che dare l’assalto ai forni, questi rioters saccheggiano beni di lusso, allora il disagio sociale è solo una scusa”, questo il ritornello.
Io sono convinto che, al contrario, il disagio sociale sia una realtà inequivocabile (si pensi che a Tottenham, il quartiere in cui è nata la rivolta, solo durante quest’anno sono stati tagliati del 75% i fondi destinati ai servizi sociali e comunitari), ma che non abbia altro orizzonte d’espressione che quello, tutto interno al capitale, del consumismo. Tutto qui.
Per il resto concordo in pieno con la tua ultima conclusione: la risposta conservatrice e di destra a questi stimoli non può che essere deleteria…negli anni ’20 la chiamavano fascismo, oggi ha altri nomi…

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Di: marco mantello https://minimaetmoralia.it/interventi/carta-igienica-di-stato/#comment-37727 Tue, 23 Aug 2011 13:47:22 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5054#comment-37727 Si però allora perché un caso come quello di Rodney King a Los Angeles non è riducibile a simili schemi? Non è che prima non ci fosse un problema di possesso e di consumo indotti, anzi. Con Rodney King siamo nel ’92, all’inizio di un decennio che prende il posto dell’era del consumo per antonomasia i famigerati anni ’80 dei videogichi Atari. Non lo so io sarei cauto ad applicare teorie sociologiche al presente storico, la violenza cieca può essere il risultato di tante cose diverse che si accumulano nella testa di un pischello, sicuramente c’è un problema di implosione interna di un modello che è culturale prima ancora che economico in ogni caso resto convinto che se il bisogno frustrato e indotto che ha generato i fatti di Londra fosse il consumo di beni inutili, saremmo stati sommersi da riots a partire da molto prima. Insomma nella sostanza non me la sento di dare ragione a quel vecchio e qualunquistico film con Alberto Sordi, Fumo di Londra, credo e spero che la mente umana, ancorché alienata, sia un fenomeno più complesso e ricco di frustrazioni individuali, di un vissuto che forse non conosciamo, delle periferie pakistane dietro la vecchia City, oltre Brick Lane, dove pare che seppelliscano i morti nei cortili del palazzoni perché non hanno abbastanza soldi. La risposta, in ogni caso, non può essere delegate a una ideologia di destra tanto sovranazionale ed egemone, che fonda tutto sul bisogno di legalità sicurezza etc., è un modello molto pericoloso, da cui purtroppo non è immune la sinistra italiana, qui bisogna ricomoinciare a parlare di spesa pubblica, di infrastrutture, di sussidi di disoccupazioen con tutti i limiti del modello, ad es. tedesco, vabbè tutto qui un saluto.

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Di: Flavio Pintarelli https://minimaetmoralia.it/interventi/carta-igienica-di-stato/#comment-37723 Tue, 23 Aug 2011 11:18:06 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5054#comment-37723 @marco: capisco che che la postura ermeneutica a la Bauman possa essere usata come grimaldello utile in ogni occasione. Eppure essa rappresenta lo sfondo su cui ogni analisi di fenomeni come le #ukriots deve necessariamente basarsi, sia in senso diacronico che in senso sincornico.
È indubbio che la condotta della polizia nei confronti dei familiari di Mark Dugano sia stata la scintilla che ha consentito a tensioni latenti di esplodere con la violenza che abbiamo osservato.
Quello che in pochi hanno notato, tuttavia, è un dato che mi pare centrale per comprendere quanto accaduto e metterlo in una prospettiva tanto storica quanto politica.
L’abbandono e l’obsolescenza dell’orizzonte rivoluzionario, che fino agli anni ’80 aveva costituito, nel bene e nel male, l’orizzonte di riferimento del disagio sociale ha lasciato posto all’unico orizzonte possibile che è, appunto, quello tutto interno al capitale del consumo e della frustrazione derivante da esso. La struttura a “picchi” e la tensione continua al possesso che sono proprie del capitale, così come le descrive Massumi, generano una frustarzione che, non potendo più sfograsi in una tensione al cambiamento, diventa violenza cieca.
Non è lo smartphone come dispositivo (device) ad essere bene primario, ma sono il possesso ed il consumo ad esserlo diventati.

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