Commenti a: Essere se stessi con un po’ meno di fatica https://minimaetmoralia.it/interventi/essere-se-stessi-con-un-po-meno-di-fatica/ un blog di approfondimento culturale Sat, 22 Oct 2016 18:48:36 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: x https://minimaetmoralia.it/interventi/essere-se-stessi-con-un-po-meno-di-fatica/#comment-466781 Tue, 24 Dec 2013 10:18:57 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4443#comment-466781 che bello non pensar che che bello non capir che bello ch’è fallir: elogio del fallimento di un portaabiti come pensatore. Non resta che chiedersi: cosa resta degli psicanalisti?

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Di: Mariateresa https://minimaetmoralia.it/interventi/essere-se-stessi-con-un-po-meno-di-fatica/#comment-14448 Sat, 04 Jun 2011 17:27:20 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4443#comment-14448 Eva è un peccato perché il telefono è proprio una gran bella invenzione…

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Di: Sante Renda https://minimaetmoralia.it/interventi/essere-se-stessi-con-un-po-meno-di-fatica/#comment-13313 Tue, 31 May 2011 08:54:34 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4443#comment-13313 La Chiesa cattolica ha gia’ incontrato il cristianesimo. I preti seguono l’insegnamento di Gesu’, pedofilo con ogni probabilita’: lasciate che i bambini vengano a me.

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Di: Eva https://minimaetmoralia.it/interventi/essere-se-stessi-con-un-po-meno-di-fatica/#comment-13181 Mon, 30 May 2011 22:16:09 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4443#comment-13181 @Mariateresa
Non ci si prende la briga di telefonare ai genitori perché la scuola materna non è scuola dell’obbligo. E anche nel caso in cui lo fosse, i pesanti tagli imposti progressivamente dagli ultimi governi, originerebbero circolari interne in cui si inviterebbero i docenti a limitare le telefonate a casa degli alunni per non incidere sul costo delle bollette. Tengo a precisare che non sto facendo ironia.
Saluti,
Eva

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Di: giuliomozzi https://minimaetmoralia.it/interventi/essere-se-stessi-con-un-po-meno-di-fatica/#comment-12879 Mon, 30 May 2011 01:09:38 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4443#comment-12879 La “ricerca della chiesa cattolica statunitense” citata da Nicola Lagioia è in realtà una ricerca svolta su commissione della chiesa cattolica statunitense dal John Jay College of Criminal Justice. Il rapporto, intitolato “The Causes and Context of Sexual Abuse of Minors by Catholic Priests in the United States, 1950-2010” (circa 150 cartelle) si può leggere qui. Che l’ “esito” della ricerca sia “colpa del ’68” è una semplificazione giornalistica ad effetto; l’espressione “effetto Woodstock” non si trova nel rapporto (non so se sia o non sia stata coniata, come dice Lagioia, degli autori della ricerca: fattostà che nel rapporto non c’è); una sintesi secondo me adeguata del documento si può leggere in questo lancio dell’agenzia di stampa Adista (agenzia di riferimento per il cosiddetto “dissenso” cattolico); tra i commenti apparsi in Italia mi pare sensato, sulla questione “preti pedofili e Sessantotto”, un articolo di Massimo Faggioli apparso nel quotidiano “Europa” (qui: dove si legge peraltro, erroneamente, che la ricerca sarebbe stata finanziata in parte anche dal National Institute of Justice del ministero della giustizia: vedi la precisazione nella pagina dei ringraziamenti all’inizio del rapporto stesso). E’ interessante dare un’occhiata alle due tabelle che mostrano la distribuzione dei casi noti di sacerdoti cattolici “sex offenders” su minori negli Usa secondo l’anno in cui il fatto è avvenuto e secondo l’anno in cui il fatto è stato denunciato (pp. 8 e 9 del rapporto). Circa il 5% di questi casi può essere classificato come pedofilia (molestare un sedicenne o una sedicenne non è “pedofilia”: “In ambito psichiatrico la pedofilia è catalogata nel gruppo delle parafilie, ovvero tra i disturbi del desiderio sessuale, e consiste nella preferenza erotica da parte di un soggetto giunto alla maturità genitale per soggetti che invece non lo sono ancora, cioè in età pre-puberale”, Wikipedia).

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Di: Mariateresa https://minimaetmoralia.it/interventi/essere-se-stessi-con-un-po-meno-di-fatica/#comment-12841 Sun, 29 May 2011 22:22:32 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4443#comment-12841 Auto con vetri scuri lasciate al sole non sotto gli alberi (del resto pochi) per paura che si sporchino (sono state portate a lavare spesso…); padri affaticati perché vanno a lavorare in università come docenti non alla catena di montaggio e hanno alle spalle una moglie e basta e una casa appena costruita (con le proprie mani?); amnesie che colgono all’improvviso, un privato incompatibile col lavoro e nessuno che sbirci dentro le auto…bambini parcheggiati come pacchi in asili di cui, con tutti i telefonini che ci sono, nessuno si prende la briga di chiamare e chiedere ai genitori come mai oggi non c’è questo bimbo? Ignavia e sbadataggine e farsi i fattacci propri…

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Di: Eva https://minimaetmoralia.it/interventi/essere-se-stessi-con-un-po-meno-di-fatica/#comment-12823 Sun, 29 May 2011 15:21:44 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4443#comment-12823 Non riesco a vedere similitudini se non in due dei casi proposti. Dominique Strauss-Kahn e Don Seppia sono evidentemente personalità deviate, che hanno fatto del potere solo uno strumento in più al loro servizio, ma le loro patologie restano. Nel caso di Don Seppia, abbiamo a che fare (sempre che un regolare processo lo giudichi colpevole dei reati di cui è accusato) con una sorta di pedofilo seriale e il ruolo da lui rivestito c’entra ben poco coi crimini commessi. Del resto, pare che fosse già stato segnalato quando era ancora un seminarista come persona inadeguata al ruolo proposto, il laissez-faire e i silenzi colpevoli della Chiesa hanno fatto il resto. Ma tutto questo non può garantirci che il sacerdote si sarebbe comportato diversamente se avesse ricoperto un qualunque altro ruolo. Lo stesso dicasi per Dominique Strauss-Kahn. Personalità di questo tipo arrivano a certi ruoli anche in virtù del loro carisma, che è spesso l’altra faccia di Mr Hyde.
Diversa, molto diversa, la vicenda di un borghese oberato dal lavoro e dai problemi del quotidiano, che lo portano a dimenticare quanto ha di più caro al mondo, sconvolgendo le leggi dell’istinto di conservazione della specie. E questo sì, può ormai capitare a chiunque, anche perché sono venuti meno la solidarietà sociale e il soccorso spesso non richiesto, a volte addirittura indiscreto, del passante che pensa al resto del mondo, piuttosto che alle sue bollette e ai salti mortali per coprire l’ultima settimana del mese. Quel padre ha dimenticato la piccola in auto, ma quanti di noi sono passati davanti a quell’auto e non si sono accorti di quel corpicino? E’ questo che rende davvero angosciante il tutto: se io dovessi dimenticare mio/a figlio/a da qualche parte, so che difficilmente qualcun altro si accorgerebbe di lui/lei, prima che tutto sia compiuto.

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Di: angela https://minimaetmoralia.it/interventi/essere-se-stessi-con-un-po-meno-di-fatica/#comment-12821 Sun, 29 May 2011 14:39:00 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4443#comment-12821 volevo scrivere “mi è piaciuto”

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Di: giorgio fontana https://minimaetmoralia.it/interventi/essere-se-stessi-con-un-po-meno-di-fatica/#comment-12818 Sun, 29 May 2011 11:39:10 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4443#comment-12818 tema molto interessante e soprattutto molto ostico, ma sul quale credo sia fondamentale discutere. sono d’accordo con la tesi di fondo – la necessità di indebolire la figura paterna in chiave sociale (e penso innanzitutto alla celebre distinzione di lakoff fra il modello sano del “genitore premuroso” e il frame del “padre severo”, infallibile e castrante).

però non me la sento di mettere sullo stesso piano problematico il padre che ha dimenticato la figlia in auto con don seppia e strauss-kahn.
credo sia una questione sia di umanità sia di metodo.
mi spiego: don seppia e dsk hanno chiaramente, e volontariamente, abusato di un potere. hanno deciso di compiere delle azioni malvagie e l’hanno fatto in piena libertà: sapevano di poter esercitare un dominio e non si sono fatti problemi. sono dunque figure attive, aggressive, responsabili di un gesto – non di una dimenticanza.
il padre che ha dimenticato la figlia in auto non l’ha fatto (da quanto ho letto anche nelle dichiarazioni ex post, in cui era chiaramente sconvolto e distrutto) per esercitare un potere. certo, si è trattato di un caso spaventoso e che suscita in noi le peggiori reazioni: in primis la più ovvia, e cioè “ma come fai a dimenticare tua figlia?”. ma non c’è stata premeditazione in questo. non c’è stata fredda, lucida pianificazione del male, o sprezzo per l’altro.
questo non lo rende meno colpevole, certo: ma lo rende, ai miei occhi, diversamente colpevole. quindi – come dicevo, per ragioni umane – non me la sentirei di accostarlo al “potere indiscutibile e ferino della infallibilità”. se sua moglie ha detto di avere sposato “un buon padre”, forse era in buona fede: forse non era schiava dell’immagine di un uomo da salvare a tutti i costi, ma di un uomo buono che ha avuto una terribile, mostruosa dimenticanza. e che probabilmente sta già pagando con tutto il proprio dolore e il proprio rimorso: avere perso un figlio per colpa propria. quello stesso dolore e rimorso che don seppia e strauss-kahn, mi pare, non provano: pur avendo distrutto in maniera consapevole altre vite.

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Di: angela https://minimaetmoralia.it/interventi/essere-se-stessi-con-un-po-meno-di-fatica/#comment-12816 Sun, 29 May 2011 10:54:53 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4443#comment-12816 L’articolo mi è piace, ma se lo interpreto così: ci sono tre uomini molto diversi che ricoprono tre ruoli diversi, l’uomo di grande potere, il sacerdote, il padre. I tre ruoli sono, seppure in modo diverso, di potere. Il fallimento di questi tre uomini ci mette di fronte al nostro rapporto con il potere. Il potere è uno dei vertici di una specie di immaginario triangolo (quello di Dio? :-)): gli altri due vertici sono “autorità” e “infallibilità”. Conferiamo autorità a chi ci dimostra di non sbagliare o di sbagliare poco; chi ha autorità, ha potere. Abbiamo bisogno di credere che chi ha autorità sia infallibile, altrimenti non gliela conferiamo e non accettiamo il suo potere. Abbiamo bisogno di credere in questo anche per poterci affidare (penso alle persone che, a Genova, hanno rifiutato di credere che “il loro parroco” abbia potuto compiere “cose del genere”; ma penso anche alla moglie che dice, di fronte all’evidenza del contrario, che il marito “è un buon padre”). Da quale vertice, dunque, è possibile mettere in discussione il triangolo di cui dicevo prima? Dal vertice del potere, si arriva al connubio politica/violenza e molte persone ne hanno paura (semplifico molto, non so nemmeno se riesco a spiegarmi); dal vertice dell’autorità, molti dimostrano di aver bisogno di guida, di potersi affidare, e guardano con sospetto il senso ciritico necessario per mettere in discussione l’autorità. Allora rimane il vertice dell’infallibilità: ammettere che siamo esseri umani e possiamo sbagliare. E’ una via quasi vicina alla compassione e può, perciò, sembrare assolutoria, ma è forse il vertice da cui poter far passare, come su un cavallo di Troia, un salutare ridimesionamento del ruolo di potere, mettendoci nelle condizioni di affidarci meno, di essere tutti più vigili e di ricoprire un ruolo solo se siamo davvero in grado di reggerlo.

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Di: christian raimo https://minimaetmoralia.it/interventi/essere-se-stessi-con-un-po-meno-di-fatica/#comment-12774 Sat, 28 May 2011 14:12:03 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4443#comment-12774 Il ragionamento che provavo a fare è a partire dalla nostra fruizione. Che ne facciamo di tutti questi fallimenti che non educano a nulla? Non è utile indagarne le cause se non si pensa anche a qualche strategia terapeutica. No?

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Di: zauberei https://minimaetmoralia.it/interventi/essere-se-stessi-con-un-po-meno-di-fatica/#comment-12760 Sat, 28 May 2011 13:12:45 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4443#comment-12760 Eppure Christian mi piace l’intenzione ma non l’applicazione. L’articolo è bello, e si legge la persona nobile, ma qualcosa non mi funziona.
Perchè l’articolo spinge per un’ottimistica idea di una patologia della contingenza, di una patologia dell’efficienza per cui sistemato il sintomo si leva il problema laddove questo sintomo sarebbe per lo più culturale. Ma solo Strauss Kahn ha commesso un atto culturalmente rinforzato dalla tradizionale concezione psicologica del potere maschile, gli altri due hanno agito contro qualsiasi codice culturale, agendo in una direzione che non è esattamente il contrario dell’efficienza o della responsabilità, non ci entra niente il binario fallimentare di recalcati – molto poetico libro molto utile – ma qui parliamo di altro. Poche faccende sono così metastoriche, così audaci alla prova del relativismo della protezione dei cuccioli, della differenza del grande con il piccolo, quando si infrange questo assioma cazzo i motivi non sono certo questi.
questi tuoi pensieri mi sembrano insomma molto belli, molto giusti ma li preferirei in altri contesti e con altri esempi.

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Di: isabella https://minimaetmoralia.it/interventi/essere-se-stessi-con-un-po-meno-di-fatica/#comment-12733 Sat, 28 May 2011 10:18:05 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4443#comment-12733 elogio del fallimento.
necessario, sì. obbligatorio.
siamo tutti orfani della possibilità di essere sconfitti.
la sconfitta che porta in sè il potere rigenerante, la capacità di esaminare, di approfondire, di studiare altri modi, altre forze, altri poteri.
averla eliminata, averla sostituita con il possibilismo, l’accettazione di qualsiasi spiegazione (in)sensata, fa parte di questo processo terribile con cui man mano si vanno svuotando di senso parole, azioni, opere…
grazie Christian, questa riflessione è potente.

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Di: Mario https://minimaetmoralia.it/interventi/essere-se-stessi-con-un-po-meno-di-fatica/#comment-12727 Sat, 28 May 2011 09:37:05 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4443#comment-12727 Il riferimento all’eresia lo trovo pertinente, lo dico da Cristiano. Vorrei fare alcune considerazioni però, perché questi argomenti meritano un’attenzione particolare.
Mi chiedo anzitutto per quale motivo la Chiesa si ostina a imporre l’assurda regola del celibato, quando sarebbe molto più proficuo renderla facoltativa. Si eviterebbero molti casini. C’è però anche da dire che se è vero che molti preti sono persone squallide, chi segue le regole del cristianesimo deve farlo a prescindere. Sarebbe come dire, va bé io rubo, delinquo, dico balle e quant’altro tanto ci sono molti magistrati e altrettanti politici che lo fanno. No, il cristianesimo parte da noi stessi, come ogni cambiamento.
Quanto all’accostamento dei primi due soggetti con il padre che dimentica il figlio, credo che sia assolutamente inappropriato, se non altro per l’elemento dolo: i primi due, squallidi, delinquono forti della loro posizione sociale e certi di essere intoccabili, il terzo è vittima di una società che è così anche grazie ai primi due. E il rimorso che perseguiterà quest’ultimo sarà inesorabile, al contrario degli altri, che pensano che i soldi e una bella confessione possa lavare l’anima.
Può succedere a chiunque, sì, a chi ha figli, perché l’imponderabile è dietro l’angolo, purtroppo. Ma il violentare deliberatamente chi è più debole invece è diabolico.

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Di: Gaja Cenciarelli https://minimaetmoralia.it/interventi/essere-se-stessi-con-un-po-meno-di-fatica/#comment-12722 Sat, 28 May 2011 08:55:37 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4443#comment-12722 “Cosa cercano questi uomini? Veramente il potere indiscutibile e ferino della infallibilità: quella che fa dire ancora alla moglie di Teramo che ha sposato “un buon padre”? O che fa scrivere a un Bernard Henry-Levy editoriale in difesa dell’amico Strauss-Kahn?”

Su questo mi sto interrogando anch’io da giorni, settimane. Le stesse parole, le stesse domande. È vero per davvero che quello che è capitato al padre della piccola Elena “potrebbe capitare a *chiunque*”? [È quel “chiunque” che m’inquieta].

Di sicuro è vero, per me, anche quello che scrive Nicola:

“Poi, crescendo, ti rendevi conto di quanto la cosa migliore che potevi augurare alla chiesa cattolica fosse di incontrare prima o poi sulla propria strada il Cristianesimo. […] Io, sinceramente, mi chiedo davvero come si possa oggi, da cristiani (per chi lo è) non essere anche eretici.”

Mi limito a citarvi entrambi, perché – a mio avviso – entrambi avete portato alla luce argomenti sui quali rifletto da non so più quanto tempo.
Che fare di questi altri disastri?

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