Commenti a: Il fascino pericoloso della meritocrazia https://minimaetmoralia.it/interventi/il-fascino-pericoloso-della-meritocrazia/ un blog di approfondimento culturale Thu, 24 Jul 2014 11:11:04 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: SoloUnaTraccia https://minimaetmoralia.it/interventi/il-fascino-pericoloso-della-meritocrazia/#comment-955817 Thu, 24 Jul 2014 11:11:04 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=21690#comment-955817 Risalendo ancora più a monte, al di là dei precisi riferimenti eziologici, “meritocrazia” è un’etichetta-contenitore come un’altra. Il cui senso-fine dipende da cosa si intende per “merito”.

E quello che intendono gli spacciatori di tale etichetta, come direbbe un venditore di tappeti in spiaggia è “no buono”.

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Di: Mikez https://minimaetmoralia.it/interventi/il-fascino-pericoloso-della-meritocrazia/#comment-955680 Thu, 24 Jul 2014 10:29:11 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=21690#comment-955680 Buongiorno Leonardo,
la traiettoria pericolosa del concetto di meritocrazia fu già delineata da Young nel suo libro del ’58, che infatti aveva nel titolo le date 1870-2033 (quindi ci siamo quasi):
“E’ un libro di fantasociologia, in cui, dopo aver all’inizio fatto l’elogio del termine contrapposto alle varie aristocrazie e gerontocrazie dominanti, mostra le assurdità di una società in cui ricchezza e potere vengono distribuiti sulla base dei risultati scolastici e ancor peggio dei quozienti di intelligenza. In particolare la scuola finirebbe per rendere la selezione sempre più precoce concentrando sui pochi le eccellenze educative, ed aumentando a dismisura la selezione e la dispersione di quanti non si adeguano agli standard di intelligenza dagli stessi “intelligenti” definiti.”
Ho ripreso le parole di Andrea Ranieri dal sito Roars, su cui si possono leggere diversi contributi al riguardo.

Secondo me finché si rimane nell’ambito del problema meritocratico, anche solo cercando di “pensarlo”, si rimane invischiati in questa ideologia. Si rimane sullo stesso piano del discorso che eventualmente si vorrebbe criticare, sia che la meritocracy la si ritenga giusta sia che la si ritenga sbagliata. Le coordinate sono sempre quelle, infatti ogni volta che ti avvicini al problema della formazione, della scuola, l’orizzonte che poni sono “le abilità richieste dal mercato.” L’orizzonte finale di senso è sempre il mercato. E’ questa barbarie che dovrebbe essere ripensata, e che invece rappresenta lo sfondo naturale, impensato, di ogni discorso pubblico.

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Di: Leo https://minimaetmoralia.it/interventi/il-fascino-pericoloso-della-meritocrazia/#comment-955366 Thu, 24 Jul 2014 08:39:42 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=21690#comment-955366 Mi fa piacere che qualcuno abbia evidenziato la dimensione neo-liberale alla base dell’idea di meritocrazia. Concordo pienamente sul punto, ed era a questo che mi riferivo parlando del fascino “pericoloso” della retorica del merito. La seconda parte del pezzo voleva essere una critica fondata proprio su questo: il pericolo che nasce quando l’idea di meritocrazia non viene intesa all’interno della cornice neo-liberale su cui si fonda, e che porta l’individuo a diventare un imprenditore di se stesso (e quindi alla conclusione che l’idea del merito si applichi solo a chi alla fine dispone di risorse economiche e sociali per poter davvero sviluppare le abilità richieste dal mercato). Non penso quindi che parlare delle basi “normative” dell’idea di merito sia un modo fuorviante per affrontare la discussione: penso che sia proprio all’intersezione tra le due cose (da un lato l’idea del merito come una cosa giusta, dall’altro la sua dimensione neo-liberale) che si possa e si debba ripensare un concetto che, per come viene utilizzato, rischia di nascondere una realtà molto più complessa e pericolosa.

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Di: SoloUnaTraccia https://minimaetmoralia.it/interventi/il-fascino-pericoloso-della-meritocrazia/#comment-951784 Wed, 23 Jul 2014 13:16:28 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=21690#comment-951784 Eviterei di offendere la Pravda che era un giornale serio, per quanto schierato 😉

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Di: Mikez https://minimaetmoralia.it/interventi/il-fascino-pericoloso-della-meritocrazia/#comment-951482 Wed, 23 Jul 2014 11:44:16 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=21690#comment-951482 Quanto al resto dell’articolo, secondo me il problema della meritocrazia posto in questi termini è fuorviante, si limita a un falso dilemma morale, senza alcuna presa sulla realtà, e da cui si può uscire solo se si prende coscienza di quale sia la cornice ideologica entro cui il discorso sulla meritocrazia viene propagandato.
Ovvero, la meritocrazia è solo un tassello del più generale discorso neo-liberale sul mito dell’impresa come unica forma sociale, ormai, di esistenza: lo Stato è un’impresa, la scuola/università è un’impresa, l’individuo è un’impresa, e quindi l’umwelt, l’ambiente in cui tutti dobbiamo “lottare” per la sopravvivenza è quello regolato dalla leggi naturali in cui prosperano, e falliscono, le imprese: la concorrenza, la competitività, il merito. Puah!
Come sempre, la battaglia delle e sulle parole è una battaglia contro il mito.

«In our book The Meritocracy Myth (Rowman & Littlefield, 2004), we challenge the validity of these commonly held assertions, by arguing that there is a gap between how people think the system works and how the system actually does work. We refer to this gap as “the meritocracy myth,” or the myth that the system distributes resources—especially wealth and income—according to the merit of individuals. We challenge this assertion in two ways. First, we suggest that while merit does indeed affect who ends up with what, the impact of merit on economic outcomes is vastly overestimated by the ideology of the American Dream. Second, we identify a variety of nonmerit factors that suppress, neutralize, or even negate the effects of merit and create barriers to individual mobility.»

Per esempio, nonostante l’allure antica della parola, il termine è stato coniato appena nel 1958 dal sociologo Michael Young nel suo “The Rise of Meritocracy”, un saggio distopico in cui la parola possedeva peraltro una connotazione negativa perché su di essa si basava la nuova oligarchia.
Tony Blair, il Renzi inglese, lo prese a testo di riferimento, salvo sollevare le ire dello stesso Young…

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Di: Mikez https://minimaetmoralia.it/interventi/il-fascino-pericoloso-della-meritocrazia/#comment-950958 Wed, 23 Jul 2014 08:54:36 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=21690#comment-950958 C’è un vizio di fondo nel ragionamento: Monti non ha fallito.
Ha invece raggiunto il suo obiettivo, che ovviamente non era né moralizzare il paese né abbassare il debito pubblico, bensì quello di rimettere a posto i conti dell’Italia con l’estero via disoccupazione (che comporta una diminuzione delle importazioni e un aumento delle esportazioni, visto che il lavoro costa meno), rinsaldando in questo modo anche il traballante sistema di Target2 e battendosene il belino del debito pubblico che infatti grazie a lui è schizzato al 135% sul pil.
Lo ha detto, implicitamente, lo stesso Monti in questa intervista alla CNN nel 2012 (allego la trascrizione), in cui dice “Well, we are gaining a better position in terms of competitiveness because of the structural reforms. We’re actually destroying domestic demand through fiscal consolidation.”
Per gli amanti della filologia da qualke parte in rete c’è una dotta discussione se la parola “destroying” nel lessico economico anglosassone voglia dire “distruggere” o semplicemente “ridurre”. Secondo me cambia poco, soprattutto ai fini della domanda interna. Ovvero dei nostri stipendi. Comunque, i giornalisti del TG1 all’epoca risolsero il dubbio filologico cassando la frase dal loro riassuntino e sottolineando invece l’anelito filantropico: l’Europa non può abbandonare la Grecia.
Il perché lo spiegò sempre il loquace Monti in un’intervista
ad Al Jazeera, di cui riporto il passo saliente:
“Take the case of my country, Italy. Many central and northern europeans may perceive that Italy is, because of its sunshine, because of its lifestyle, a debtor country. Italy is not a debtor country, Italy has not owe a single euro to any rescue or restructuring fund of the EU. On the other hand, Italy is a very nordic country by that token, because we’re the third largest contributor not only to the EU budget as a all, but specifically the third largest contributor to the pledges and disbursement for Greece, actually, are we the third one or maybe aren’t we the first one? because in the case of Germany and France they got a lot of flaw back of benefits because by rescuing Greece of course they put in a safer place their banks, German and France banks, highly exposed with Greece, which was not the case for our banks, so on a net basis, we’re almost the arctic country, very northern country…” (per venire incontro alle nostre ridotte capacità mentali eccone la versione riassuntino della Neo-Pravda
Tradotto, le banche tedesche e francesi stavano con le pezze al culo. Non che le cose siano cambiate, come perfino i segugi segugissimi de Linkiesta arrivano a scoprire con qualche anno di ritardo e quando ormai i disastri sono stati fatti: Francia e Germania, anelli deboli del sistema bancario.
Poi uno si chiede perché i giornali chiudono.

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Di: SoloUnaTraccia https://minimaetmoralia.it/interventi/il-fascino-pericoloso-della-meritocrazia/#comment-948954 Tue, 22 Jul 2014 20:28:00 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=21690#comment-948954 Capisco la giovane età: come allegato si porta un necessario numero di disullusioni (tutte fastidiose, tutte salutari).

Però da qualche secolo gira un detto:

“Chi sa, fa; chi non sa, insegna; chi non sa né fare né insegnare fa politica.”

Tralasciando le questioni politiche per rimanere sul tecnico: il governo Monti è stato a suo modo, nel male, un pernicioso esempio di “meritocrazia”.
Ha fallito per accumulo, esibizione, esondazione e cerficazione di una pressocchè totale, desolante, miserevole incompetenza.

Io tifo per l’esodo. L’altra soluzione (stile israeliano) è impraticabile.

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