Commenti a: La controversia, ovvero il modo in cui oggi Hannah Arendt ci è incredibilmente vicina https://minimaetmoralia.it/interventi/la-controversia-ovvero-il-modo-in-cui-oggi-hannah-arendt-ci-e-incredibilmente-vicina/ un blog di approfondimento culturale Fri, 23 Jun 2017 09:59:59 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Antonio Bonadia https://minimaetmoralia.it/interventi/la-controversia-ovvero-il-modo-in-cui-oggi-hannah-arendt-ci-e-incredibilmente-vicina/#comment-1960892 Fri, 23 Jun 2017 09:59:59 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=14563#comment-1960892 Porta a riflettere. Chi si ritiene di essere persona normale, onesta, obbediente alle leggi dello stato,
non processa i suoi comportamenti, si reputa perbene, retto, ed impotente rispetto ai misfatti leciti o meno che avvengono davanti ai suoi occhi, questo rassicura e tacita la sua coscienza.
“Non sono malvagio! ”
La dottoressa Harndt invece dice: “No!, processate col pensiero i vostri comportamenti, illuminandoli colla riflessione e coll’amore della verità, ed operate in piena consapevolezza rendendovi pienamente soggetti delle vostre azioni, senza scuse, essere normali non significa non fare il male”

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Di: Giulia https://minimaetmoralia.it/interventi/la-controversia-ovvero-il-modo-in-cui-oggi-hannah-arendt-ci-e-incredibilmente-vicina/#comment-1953886 Wed, 31 Aug 2016 21:04:21 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=14563#comment-1953886 Vorrei fare una precisazione. Nella frase; “Come può parlare di banalità del male, arrivando in un certo senso, se non a giustificare Eichmann? In realtà volevo dire: “Come può parlare di banalità del male, arrivando in un certo senso, a capire, se non a giustificare Eichmann?

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Di: Giulia https://minimaetmoralia.it/interventi/la-controversia-ovvero-il-modo-in-cui-oggi-hannah-arendt-ci-e-incredibilmente-vicina/#comment-1953885 Wed, 31 Aug 2016 20:58:50 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=14563#comment-1953885 Il film l’ho visto ieri sera in televisione, anzi solo verso la fine, ma tanto mi è bastato per capire di cosa si trattasse. Il giudizio che voglio esprimere qui non è tanto sul film, ma sulla filosofia della Arendt (fino a ieri a me sconosciuta, lo confesso) della quale non condivido assolutamente nulla. Come può parlare di banalità del male, arrivando in un certo senso, se non a giustificare Eichmann? Come può parlare di lui come un mediocre burocrate? Non le è mai balenata l’idea che forse stava fingendo per evitare una condanna? Poi non credo come sostiene la Arendt che il male non sia radicale, ma solo estremo. Lo è eccome radicale, io ritengo invece che vi siano persone malvagie di natura, che trovano qualsiasi pretesto per fare il male. Il pensiero nazista stesso è basato sull’odio verso qualcuno, chiunque oggetto dell’odio viene utilizzato come capro espiatorio. Lo è stato il popolo ebraico, così come i rom, gli omosessuali, i comunisti, gli invalidi. A non voler essere severi ritengo la Arendt una presuntuosa così come è stata ritenuta da un suo amico nel film

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Di: ugo straniero https://minimaetmoralia.it/interventi/la-controversia-ovvero-il-modo-in-cui-oggi-hannah-arendt-ci-e-incredibilmente-vicina/#comment-1953872 Wed, 31 Aug 2016 07:39:08 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=14563#comment-1953872 L’ho visto solo ieri sera alla tv . Splendido e conoscevo poco La filosofa Arendt ma sono pienamente d’accordo con il suo punto di visto. Ottimo film e ottima interpretazione

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Di: TRA AMICHE. LA CORRISPONDENZA DI HANNAH ARENDT E MARY MCCARTHY 1949-1975 | NonSoloProust https://minimaetmoralia.it/interventi/la-controversia-ovvero-il-modo-in-cui-oggi-hannah-arendt-ci-e-incredibilmente-vicina/#comment-1192058 Tue, 28 Oct 2014 18:20:36 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=14563#comment-1192058 […] Sul Blog Minima&Moralia l’interessante post in cui si riassume “la controversia”, e cioè il feroce dibattito che si scatena intorno ad Hannah Arendt quando pubblica sul New Yorker, in 5 parti, dal 16 febbraio al 16 marzo del 1963, un ritratto di Adolf Heichmann che poi sarà raccolto in un libro di grande successo Eichmann in Jerusalem. A Report on the banality of the Evil, tradotto in Italia con il titolo La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme (Feltrinelli 1964) >> […]

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Di: Vanessa https://minimaetmoralia.it/interventi/la-controversia-ovvero-il-modo-in-cui-oggi-hannah-arendt-ci-e-incredibilmente-vicina/#comment-354868 Mon, 10 Jun 2013 11:46:08 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=14563#comment-354868 @Mariateresa il cinema di Von Trotta è, come scrivi tu, essenzialmente rivolto a chiudere (o aprire) conti sospesi in Germania. Il passato che non passa, l’impossibilità di comunicare fra generazioni. In questo caso ha preso il tema fondamentale del XX secolo tedesco, ovvero il totalitarismo, e ne ha fatto un film essenzialmente privato, dove, a volte sembra parlare a pochissimi, perché da pochissimi lei vuole farsi intendere. Non che questo in sé sia sbagliato, ma certo è estremamente elitista. Poi però, per fortuna, ritorna ad allargare lo sguardo attraverso la prospettiva umana di Hannah Arendt, che rivendica, appunto, l’universalità della natura umana e attraverso questo arriva a tanti, anche se non a tutti. Ma del resto neanche i cartoni animati della Pixar arrivano a tutti.
Scriveva Charles Peguy: Bisogna fare, sulla terra, il nostro mestiere di uomini.
Hannah Arendt di Von Trotta rimanda a questa lezione. Poi se sia giusto o sbagliato, la discussione è così aperta che solo accennarla richiederebbe un blog a sé.

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Di: luino https://minimaetmoralia.it/interventi/la-controversia-ovvero-il-modo-in-cui-oggi-hannah-arendt-ci-e-incredibilmente-vicina/#comment-354753 Mon, 10 Jun 2013 04:22:29 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=14563#comment-354753 La lettura è nemica del pensiero. È meglio annoiarsi che leggere; perché la noia è pensiero in germe mentre le idee degli altri sono soltanto ostacoli
EC

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Di: Mariateresa https://minimaetmoralia.it/interventi/la-controversia-ovvero-il-modo-in-cui-oggi-hannah-arendt-ci-e-incredibilmente-vicina/#comment-354049 Fri, 07 Jun 2013 22:30:15 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=14563#comment-354049 @Vanessa, a quale gioco di sguardi ti riferisci? A quello tra la regista e la Sukova? Mi spieghi l’ultima frase della tua gentile replica? In fondo anch’io ero perplessa perciò ho scritto che bisogna essere preparati per vedere e magari rivedere (lo ha suggerito anche Barbara Sukova a Bari, presentando la pellicola con la regista stessa) questo film che non è esente da un certo orgoglio intellettuale (anche la figura di Heidegger viene trattata con troppa benevolenza, ma insomma qui è lo sguardo di Arendt che fa gioco e lei lo aveva amato, da giovane), forse non c’è abbastanza sottolineatura del tradimento di certi intellettuali stessi anche se la connivenza fu più forte in Italia (solo 8 docenti universitarii fra migliaia si rifiutarono di giurare fedeltà al fascismo e tra questi vi fu Concetto Marchesi), in Germania essendo gli intellettuali quasi tutti ebrei scapparono giustamente, quelli che poterono, o furono sterminati…

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Di: LA CONTROVERSIA, OVVERO IL MODO IN CUI OGGI HANNAH ARENDT CI È INCREDIBILMENTE VICINA | Immaginimmaginario. https://minimaetmoralia.it/interventi/la-controversia-ovvero-il-modo-in-cui-oggi-hannah-arendt-ci-e-incredibilmente-vicina/#comment-354024 Fri, 07 Jun 2013 19:52:20 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=14563#comment-354024 […] (segue qui) […]

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Di: Gloria Gaetano https://minimaetmoralia.it/interventi/la-controversia-ovvero-il-modo-in-cui-oggi-hannah-arendt-ci-e-incredibilmente-vicina/#comment-353889 Fri, 07 Jun 2013 12:10:53 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=14563#comment-353889 Sì certo qui si parla delle grandi scrittrici e filosofe. e mi riservo di entrare anch’io nel merito. Ma l’articolo, bellissimo della Pigliaru sul Manifesto parlava anche di Antigone, del libro della filosofa Luce Irigaray. Un articolo quali difficilmente se ne leggono sia nei blog che sui giornali. Bellissimo, colto, impostato inmaniera nuova, non come gossip o articolo alla moda
Mi riservo di parlare delle grandi autrici qui nominate. E della questione di cui si discute. Bisognerebbe dire molto.
Ma perchè se ne parla solo ora dell’adesione di Arendt allo stato di Israele. Ora è diverso. La situazione è molto più grave. Forse di politica internazionale non ne parla abbastanza. e con volontà di capire.

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Di: Vanessa https://minimaetmoralia.it/interventi/la-controversia-ovvero-il-modo-in-cui-oggi-hannah-arendt-ci-e-incredibilmente-vicina/#comment-353867 Fri, 07 Jun 2013 10:49:08 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=14563#comment-353867 @Mariateresa: quando ho visto il film sono uscita esaltata, con una gran voglia di fumare (infatti nel film Arendt fuma sempre) ma anche perplessa. Quello che scrivi è giustissimo, ma, immagino, sono tutte cose che già pensavi, sapevi, prima di vedere il film. Così è stato per me.
Ho pensato: quanti saranno in grado di cogliere le sfumature, i retroscena, il significato più profondo di questo film? Certo l’illuministica rivendicazione di Arendt sul senso della giustizia, sull’identità dei figli di Israele, il suo rifiuto a prendere parte, in modo incondizionato, al destino alle scelte di uno Stato sono tutti temi attualissimi e se vuoi universali. E mi veniva in mente la prima versione di Notte e nebbia di Alain Resnais, poi censurata, dove appunto si estendeva all’intero genere umano l’offesa dell’Olocausto, la sua irragionevole oscenità.
Questo è il messaggio che arriva a tutti, a prescindere dalle competenze.
Ma poi? Un film si scrive con le immagini, ha senso perché racconta un percorso visivo e non soltanto intellettuale, altrimenti, ripeto, basta anzi forse è meglio, un libro. A me il cinema politico, didascalico, non piace né interessa. Mi interessa la regia, la scrittura, la fotografia, l’interpretazione degli attori, mi interessa aprire gli occhi, e non solo la mente, e essere presa in una storia che non avrebbe potuto essere raccontata diversamente. In questo il film di Von Trotta a volte delude. Ma poi alla fine, in questo gioco di sguardi, il suo e quello di Hannah Arendt, si recupera il senso di un intervento militante nel presente.
Al New Yorker non è piaciuto. A me si.

http://www.newyorker.com/online/blogs/movies/2013/05/hannah-arendt-and-the-glorification-of-thinking.html

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Di: Mariateresa https://minimaetmoralia.it/interventi/la-controversia-ovvero-il-modo-in-cui-oggi-hannah-arendt-ci-e-incredibilmente-vicina/#comment-353714 Thu, 06 Jun 2013 23:36:45 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=14563#comment-353714 Il film che spero sia distribuito, com’è stato assicurato dalla casa di produzione, il prossimo maggio (io l’ho visto a Bari, al Bifest e l’ho trovato splendido), osserva la reazione razionale di Hannah Arendt quale intellettuale tedesca ancor prima che ebrea (come tanti lo erano ai tempi nefasti del nazismo, basti solo pensare a Stefan Zweig, scrittore di successo, convinto fino all’ultimo che il nazismo non avrebbe preso piede e poi suicida con la moglie in Brasile, quando tutto era finito e lui salvo), accennando anche alla sua ammirazione-amore giovanile per Heidegger (che col nazismo ha avuto più di una corresponsabilità), a un burocrate che viene processato. Quale occasione migliore per studiare, quasi con curiosità da entomologa, l’umano asservito al potere: uno che preparava i vagoni per lo sterminio ma diceva di non sapere che erano per quello? Certo, ha ragione Vanessa Roghi, bisogna andare a vedere, e magari rivedere, questo film preparati: perché se è vero, e lo descrive benissimo nel romanzo “Daniel Stein-traduttore” la scrittrice russa Ludimila Ulitskaja, che molti ebrei, compresi i rabbini a capo dei ghetti, cercarono di trattare la salvezza di qualcuno a fronte dello sterminio di massa (una polemica che rimbalzò anche in Israele come la riporta Amos Oz in “Storia di tenebre”, quando i giovani accusavano i rifugiati di essersi salvati perché venuti in qualche modo a patti con il nemico), bisogna comunque sempre tener presente lo status di perseguitati degli ebrei. Del resto, la Arendt lo dice anche nel film: lei ha conosciuto il campo di concentramento, se è sfuggita lo ha dovuto solo alla fortuna e alla mediazione di quello che poi diventa il suo compagno, ma è ferma in un punto su cui si basa tutta la costruzione giuridica occidentale. La responsabilità giuridica è personale: Eichmann ha poco da difendersi dietro la cieca obbedienza del burocrate, contrabbandata spesso per rigore tedesco. Eichmann sapeva quel che faceva perché obbediva e una volta smessi i panni del nazista, è sembrato un uomo qualsiasi, normale, quasi senza colpa…ciò non è, ovviamente, ma uscendo dalla visione del film ci si domanda quanti casi di autorità indotta e manifesta, collegata al ruolo, ci sono ancora oggi intorno a noi…Von Trotta mostra benissimo nel film (grazie anche a una grande interpretazione attoriale) la solitudine di Arendt, attaccata e minacciata pesanetmente solo perché ha voluto capire cosa accade nell’animo umano. Il film dunque non mi pare inutile, anzi: mette ognuno di noi di fronte alla nostra sporca coscienza, ogni volta che ubbidiamo senza pensare, ogni volta che facciamo carriera senza pensare alle conseguenze, ogni volta che non mostriamo empatia. E’ disturbante, pensando alla grandezza della strage ma è un esercizio che va fatto per rendersi conto e sorvegliare sempre se stessi, come scrive Dostojevski nei Fratelli Karamazov, sorvegliarsi costantemente perché non si perda splendore, questo va fatto. Pena il grigiore di un eichmann, come mostrano bene le immagini originali riprese dai tg dell’epoca nel film.

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Di: Vanessa https://minimaetmoralia.it/interventi/la-controversia-ovvero-il-modo-in-cui-oggi-hannah-arendt-ci-e-incredibilmente-vicina/#comment-353606 Thu, 06 Jun 2013 15:40:06 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=14563#comment-353606 Grazie della precisazione editor è rimasto impigliato nella penna volevo cambiarlo e mi sono dimenticata.
Grazie del link soprattutto.

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Di: Marillina Marienbad https://minimaetmoralia.it/interventi/la-controversia-ovvero-il-modo-in-cui-oggi-hannah-arendt-ci-e-incredibilmente-vicina/#comment-353565 Thu, 06 Jun 2013 13:04:14 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=14563#comment-353565 In realtà, Irving Howe è stato un contributor, ma non l’editor di Partisan Review. Fu invece fra i fondatori e per lungo tempo l’editor di Dissent. Questa (certo importuna, probabilmente superflua) precisazione per indicare che proprio in Dissent è ora accessibile un intervento di Irving Howe – estratto dal suo libro di memorie ‘A Margin of Hope’ (1982) – nel quale si descrive la “civil war” intellettuale che seguì la pubblicazione del report di Hannah Arendt. Il testo è liberamente disponibile in http://www.dissentmagazine.org/online_articles/banality-and-brilliance-irving-howe-on-hannah-arendt

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