Commenti a: La Costituzione e Fahrenheit 451 https://minimaetmoralia.it/interventi/la-costituzione-e-fahrenheit-451/ un blog di approfondimento culturale Sat, 19 Mar 2011 07:54:40 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Simone Ghelli https://minimaetmoralia.it/interventi/la-costituzione-e-fahrenheit-451/#comment-3635 Sat, 19 Mar 2011 07:54:40 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3990#comment-3635 Sovvertimento del comico, si direbbe; che non può assolvere alla sua funzione quando è il potere stesso a gettare la maschera e a fare la parodia di se stesso…

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Di: Faust https://minimaetmoralia.it/interventi/la-costituzione-e-fahrenheit-451/#comment-3625 Fri, 18 Mar 2011 16:07:49 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3990#comment-3625 Onestamente, mi sembra paradossale lamentarsi di queste manifestazioni di patriottismo. L’Italia – è risaputo – è uno dei paesi meno inclini a manifestazioni di amor patrio, e certamente uno di quelli in cui il vincolo nazionale è meno percepito. Le feste nazionali sono vissute come formalità prive di significato, le mitologie risorgimentali e resistenziali subiscono continui attacchi da ogni parte, la stessa unità del Paese è in discussione.
Possibile che la prima volta che ci concediamo un pò di SANO patriottismo – perché come diceva Umberto Saba “patriottismo, nazionalismo e razzismo stanno fra di loro come la salute, la nevrosi e la pazzia” – immediatamente ci sentiamo in dovere di differenziarci, prendere le distanze, dissociarsi? A me sembra che questo atteggiamento, manifesto anche qui su questo blog, non fa che reiterare una certa tendenza pregiudizialmente anarcoide degli intellettuali in genere, e italiani in particolare.

Lo sappiamo tutti che l’identità nazionale, così come ogni forma di identità è una costruzione mentale priva di fondamento. Tuttavia è altrettanto evidente che la convivenza civile è impossibile senza una qualche forma identitaria che ci accomuni al vicino. Anche io mi auguro che un giorno l’unica identità sensata sarà cosmopolita, ma fintanto che le strutture istituzionali restano chiuse nei limiti dello Stato-Nazione, è impensabile un’azione collettiva, un’iniziativa indirizzata al bene comune, se non si parte da un’identità nazionale. Allora si capisce perché il patriottismo è un segno di vitalità civica e non una barbarie anacronistica.

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Di: cristiano de majo https://minimaetmoralia.it/interventi/la-costituzione-e-fahrenheit-451/#comment-3624 Fri, 18 Mar 2011 15:08:53 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3990#comment-3624 “c’è”, ovviamente

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Di: cristiano de majo https://minimaetmoralia.it/interventi/la-costituzione-e-fahrenheit-451/#comment-3623 Fri, 18 Mar 2011 15:08:20 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3990#comment-3623 bravo, pensavo alle stesse cose guardando i nuovi manifesti del pd: “Oltre. Oltre il disprezzo delle regole, cè la costituzione”. La tautologia come alternativa politica.

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Di: Boo https://minimaetmoralia.it/interventi/la-costituzione-e-fahrenheit-451/#comment-3622 Fri, 18 Mar 2011 14:38:29 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3990#comment-3622 “Abbiamo così bisogno di valori condivisi”?

direi di sì. A questo servono, e son sempre serviti i rituali, a rafforzare idee e valori, a rederli di tutti e per tutti. Materiale di coesione. E i rituali possono anche cambiare. Non capisco il perchè di tante discussioni (in giro, nella rete) su un elemento costituente, per secoli, di intere società.

“In varie occasioni il pubblico [negli anni ’80] reagiva sentendosi libero: liberato o spiazzato, applausi e buuu che si mescolavano.”

Ma siamo così sicuri di questa cosa? Negli anni 80??
E poi, un pubblico Tv può dirsi veramente libero (specie negli anni ’80!)?

Comunque, Christian, leggerti è sempre un gran piacere.

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Di: Larry Massino https://minimaetmoralia.it/interventi/la-costituzione-e-fahrenheit-451/#comment-3619 Fri, 18 Mar 2011 14:19:03 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3990#comment-3619 Forse Benigni si sta sacrificando per il bene comune, perché magari nei circoli che frequenta lui si sa che sta per esplodere una violentissima crisi che metterà in discussione l’unità della nazione? Non mi spiego diversamente il suo ” tradimento “, la rinuncia alla propria bravura di attore e fantastico rovesciatore a favore di ragionamentini patriottici sulla giovinezza, come un Saviano qualunque, che pure fece in diretta televisiva un imbarazzante giuramento alla Giovane Italia, chiaramente in buona fede…

Secondo me ci si dividerà presto, forse con violenza, tra localisti antieuropei e patrioti europeisti (una specie di ossimoro, ma vabbé). Ci toccherà stare dalla parte dei secondi, turandosi il naso, come si diceva una volta, ma la soluzione vera sarebbe forse localisti europeisti. Non si può avere tutto…

Resta il fatto che si può ridere di tutto. L’unico problema è che i comici veri sono sommersi da questi considerati etici e civili (ma non lo sono, perché fanno male il loro lavoro), sempre funzionali al potere nelle sue varie diramazioni. Se vi capita andate a vedervi in teatro, se ancora lo fanno lavorare, uno come Antonio Rezza.

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Di: Rita https://minimaetmoralia.it/interventi/la-costituzione-e-fahrenheit-451/#comment-3615 Fri, 18 Mar 2011 11:58:35 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3990#comment-3615 Sarà che io mi sono sempre sentita cittadina del mondo, che sarà anche una frase retorica un po’ ad effetto ma ciò non esclude che è quello che davvero sento, e quindi tutta questa smania di confermarmi italiana e di difendere questi presunti “valori” (ma un valore non dovrebbe essere definito tale quando aggiunge qualcosa? Cosa aggiunge sentirsi italiani?) non la comprendo. Come dici tu, è anche pleonastica, un bisogno di confermare il già noto.
Dove comincia un sentirsi italiano e dove finisce? E cosa significa poi davvero? Ma davvero l’essere umano ha bisogno di questo tipo di riconoscimento identitario?
A me non piace la Lega, ad esempio, ma per ben altri motivi. Non me ne fregherebbe niente, ad esempio, se si staccasse dall’Italia in quanto nazione politica. Così come non mi importa delle rivendicazioni altoatesine.
Figuriamoci, non ho mai avvertito le radici nemmeno nella casa dove sono nata ed ho abitato, perché dovrebbe servirmi a qualcosa sentirmi italiana? Sempre io rimango.

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