Commenti a: La dannosa fuffa delle competenze https://minimaetmoralia.it/interventi/la-dannosa-fuffa-delle-competenze/ un blog di approfondimento culturale Wed, 20 Aug 2014 06:36:51 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Silvia https://minimaetmoralia.it/interventi/la-dannosa-fuffa-delle-competenze/#comment-1020307 Wed, 20 Aug 2014 06:36:51 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=15280#comment-1020307 Greblo e il numero monografico di aut aut devono moltissimo (se non tutto) alla riflessione di chi da anni e volontariamente (senza essere retribuito da nessuno) studia i cambiamenti in corso nella Scuola Pubblica. Basta leggere gli articoli di cui sotto, pubblicati nel 2011 e nel 2012, per rendersene conto. Dispiace che chi inviti alla riflessione non si documenti a sufficienza.

http://www.ospiteingrato.org/larrestabile-ascesa-della-scuola-delle-competenzealcune-riflessioni-sui-cambiamenti-in-atto-nel-sistema-scolastico-italiano/
http://www.carmillaonline.com/2012/05/02/dalla-formazione-alla-informazione-il-mito-delle-competenze/

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Di: Fabio https://minimaetmoralia.it/interventi/la-dannosa-fuffa-delle-competenze/#comment-442702 Mon, 25 Nov 2013 12:33:55 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=15280#comment-442702 http://www.doppiozero.com/rubriche/1768/201311/lordinamento-universitario

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Di: Soluzioni di — Arredamento & Design https://minimaetmoralia.it/interventi/la-dannosa-fuffa-delle-competenze/#comment-400825 Sun, 15 Sep 2013 16:21:59 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=15280#comment-400825 […] (sartoria/tappezzeria, falegnameria, idraulica, elettrotecnica, meccanica); trenta lavoratori con competenze […]

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Di: Francesco https://minimaetmoralia.it/interventi/la-dannosa-fuffa-delle-competenze/#comment-395366 Wed, 04 Sep 2013 16:16:41 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=15280#comment-395366 e di cosa si sostanzia lo spirito critico? se valutare competenze è terreno della soggettività, chi ci propone misure valide a leggere il “sapere critico”? o quali sono gli strumenti per stimolarlo?

il “falso mito” delle competenze, e le raccomandazioni della Commissione Europea e del Consiglio d’Europa citate (a dire il vero in maniera parziale e incompleta) da Raimo, provengono dagli esiti dello sterminato panorama di progettualità finanziate dal Programma di Apprendimento Permanente. Anche se filtrate dagli “esperti” delle istituzioni europee, questi testi sono una rielaborazione dei risultati delle esperienze educative/formative realizzate da centinaia di ONG, scuole, enti di formazione, … Per quanto vaghi e incompleti mi chiedo: ci sono stati processi simili nella scuola italiane negli ultimi 20 anni? quali elaborazioni abbiamo prodotto per poter invalidare il”falso mito” delle competenze”?

la scuola è ferma,e posizioni come quella di Raimo sembrano sempre più o difendere interessi corporativi, o mettere toppe sull’incapacità del sistema scolastico italiano di leggere l’evoluzione della società, e di capire in chiave evolutiva quale sia il senso dell’agire educativo.

Nell’articolo, Raimo chiede: Chi è stato a voler ripensare il mondo?
Beh, meno male che a differenza di gran parte del mondo-scuola italiano ci sono persone, organizzazioni e istituzioni che tentano di muoversi, ripensare e ridefinire..

Ma forse è più semplice tornare a pensare al proprio orticello, ognuno a pensare ai propri efficentissimi strumenti per stimolare il “sapere critico”..

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Di: girolamo https://minimaetmoralia.it/interventi/la-dannosa-fuffa-delle-competenze/#comment-390457 Sun, 25 Aug 2013 15:26:51 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=15280#comment-390457 Sul falso mito delle competenze segnalo un ancor più illuminante saggio di Silvia Di Fresco (molto utilizzato da Greblo), “Dalla formazione alla informazione: il mito delle competenze”, all’interno del volume “I test Invalsi. Contributi a una lettura critica” (a cura di CESP e COBAS), e in rete qui: http://www.carmillaonline.com/2012/05/02/dalla-formazione-alla-informazione-il-mito-delle-competenze/

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Di: Cristiano https://minimaetmoralia.it/interventi/la-dannosa-fuffa-delle-competenze/#comment-390013 Sat, 24 Aug 2013 07:44:57 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=15280#comment-390013 Da quello che scrivi avevo la sensazione che:
1) o stavi preparando il concorso anche tu
2) o hai insegnato anche tu

Non so se il stai preparando il concorso ma ho controllato su internet ho scoperto che tu hai insegnato…
Ma nel tuo profilo http://www.linkiesta.it/christian-raimo/profilo non ne parli.
Perché? Perché te ne vergoni?
Nel tuo articolo non dici: io ho insegnato! Parlo anche perché ho l’esperienza di aver insegnato.

Il problema non è tuo personale….. ma di molto bravi come te…
Usano la scuola finché gli dà da mangiare salvo poi abbandonarla appena hanno successo in altro!

Chiunque ha esperienza di scuola sa che la scuola è fatta da professori e studenti. Tutte le altre cose sono meno importanti. Parlare di competenze, abilità o di altro non serve a nulla se non si hanno professori bravi.

Il problema che quelli bravi (te per esempio) come possono scappano! Si vergognano quasi di insegnare… Insegno però in realtà collaboro con un giornate.. sono scrittore e sì ora sto insegnando… faccio ricerca però vista la crisi insegno….
Questo è il vero problema! La gente si vergogna di dire IO INSEGNO!
Quelli bravi NON SCELGONO PIU’ di INSEGNARE!!!
(salvo poi dirlo quando gli fa comodo.. per andare a qualche conferenza…per scrivere qualche libro).

Vuoi che nella scuola si avverino le cose scritte dalla NussBaum che citi?
Decidi di insegnare!!! Gridalo ovunque: Io PER PRIMA COSA INSEGNO!!!!

Insegna e VANTATENE… e porta ad insegnare altri bravi come TE!

E invece tanti come te vivono la scuola come ripiego… come seconda opzione…. la rovinano… la abbandonano….
salvo poi tornare e parlare di scuola sentendosi esperti.

INSEGNA Raimo… insegna… avrai tempo anche di fare il resto….
ma insegna e dillo con orgoglio: io sono un insegnate!

Se non lo dici non lo fare… restituisci i soldi che hai preso come insegnante, lascia il posto ad altri e smetti di parlare di scuola!

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Di: Enrico Marsili https://minimaetmoralia.it/interventi/la-dannosa-fuffa-delle-competenze/#comment-389891 Fri, 23 Aug 2013 23:36:52 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=15280#comment-389891 @SoloUnaTraccia
Ottima idea, allora provo a sintetizzare:
1)Questo post e` fuffa;
2)Gli insegnanti precari trombati al concorsone non erano adatti all`insegnamento;
3)Questo blog e` sempre molto interessante.

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Di: SoloUnaTraccia https://minimaetmoralia.it/interventi/la-dannosa-fuffa-delle-competenze/#comment-389701 Fri, 23 Aug 2013 11:09:16 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=15280#comment-389701 Gli interventi più lunghi del pezzo stesso sono illeggibili. La vita è breve: ci vuole sintesi.

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Di: marco https://minimaetmoralia.it/interventi/la-dannosa-fuffa-delle-competenze/#comment-389659 Fri, 23 Aug 2013 09:08:46 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=15280#comment-389659 Una domanda: mettere in crisi la società significa mettere in crisi anche istituzioni come la scuola? Se la risposta è sì, come credo, è chiaro che la scuola non abbia alcun interesse a promuovere e far maturare un pensiero critico del genere.

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Di: Enrico Marsili https://minimaetmoralia.it/interventi/la-dannosa-fuffa-delle-competenze/#comment-389536 Fri, 23 Aug 2013 01:48:23 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=15280#comment-389536 Ottime queste competenze, vediamo qualche esempio:
1) comunicazione nella madrelingua;
Se parli dialetto sei fuori dal mondo, mi sembra un concetto piu` che accettabile. Comunicazione e` una parola grossa, si puo` articolare in tanti modi, ma non vedo nessun problema qui. Si faranno eccezioni per i leghisti, al piu`.
2) comunicazione nelle lingue straniere:
Ottimo, vuol dire che sara` possibile intraprendere carriere internazionali, anche politiche. Ve l`immaginate uno che vuole collaborare con il compagno Morales? Almeno un po` dispagnolo fa bene saperlo :).
3) competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia:
Fantastico, cosi ci togliamo dalle palle tutti quelli che ancora credono in pratiche magiche, tipo omeopatia, psicanalisi, medicine alternative, sciamanismo. Inoltre non vedremo piu` animalisti che distruggono laboratori e il progresso scientifico sara` accettato per quello che e`: progresso, appunto. Via dalle palle anche amish, credenti, elfi e quant`altro
4) competenza digitale:
C`e` bisogno di commentare?
5) imparare ad imparare:
Godo solo a leggere questa roba, c`e` posto per gli adulti e non si smette mai di imparare. Bellissimo.
6) competenze sociali e civiche
Splendido, via dalle palle razzisti e leghisti, comprensione del concetto di cittadinanza attiva, rispetto per lo stato e le sue leggi, conoscenza delle leggi e delle regole di una societa` civile. Splendido.
7) spirito di iniziativa e imprenditorialità:
Purche` non sia inteso come “siamo tutti imprenditori” va benissimo. Vuol dire educare alle scelte e alle conseguenza delle proprie decisioni. Piu` una sana dose di educazione al rischio.
8) consapevolezza ed espressione culturale.
Arte, musica, letteratura, coscienza di se`, introspezione, capacita` di farsi domande e di capire se` stessi e gli altri. Eccezionale.

E` possibile sapere cosa c`e` di male in questi principi? Troppo vaghi, chiaro, ma sta agli insegnanti e ad altre parti della societa` metterli in pratica. Mi sembrano semmai principi un po` conservativi, all`Europea, perche` l’imprenditorialita` non e` l`unica via. E mi sta benone, perche` questi principi contengono chiaramente il concetto di bene comune e di vantaggio comune. Il pensiero critico e` nella consapevolezza, mi pare, ma va supportato con delle comptenze.

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Di: bidé https://minimaetmoralia.it/interventi/la-dannosa-fuffa-delle-competenze/#comment-389489 Thu, 22 Aug 2013 22:14:10 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=15280#comment-389489 Chi dice ai bambini
Dovete pensare a destra
è di destra
Chi dice ai bambini
Dovete pensare a sinistra
è di destra

Chi dice ai bambini
Non dovete pensare affatto
è di destra
Chi dice ai bambini
Quel che pensate è indifferente
è di destra

Chi dice ai bambini
quello che lui pensa
e dice loro anche
che vi potrebbe essere qualcosa di sbagliato
è forse
di sinistra

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Di: luca https://minimaetmoralia.it/interventi/la-dannosa-fuffa-delle-competenze/#comment-389482 Thu, 22 Aug 2013 21:38:20 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=15280#comment-389482 Io ho la sensazione che mettere davanti o troppo in mezzo l’esigenza di educare cittadini ‘politici’ e non una politica educativa mirata a rendere gli individui esseri pensanti indipendenti, sia un po’ il classico contrasto tra marxismo (e teorie affini) e ‘sviluppo dell’individuo’. Se per te sapere critico è sinonimo di messa in crisi della società, ripensandola, e comunque alimentando conflittualità, per chi lavora (nel territorio e nell’educazione in toto) sulla cittadinanza attiva, l’obiettivo è la libertà di pensiero e non l’accordo; anche partendo da un adattamento allo status quo, che per un giovane significa conoscere la propria società, accettarla e partire da lì. Insomma, significa il diritto a tentare di realizzare se stesso in qualunque contesto ci si trovi. Il diritto a mettere i piedi sul terreno e non su una pila di teorizzazioni rivoluzionarie.
Anche se sono d’accordo sui limiti di una classificazione rigida delle competenze (in inglese, skills, suona meno tecnicistico), è vero che la scuola e l’educazione in genere hanno bisogno e sempre ce l’avranno di misurare il loro grado di efficienza nel raggiungere gli obiettivi. Non si può prescindere da questo. Anche tu, se cambiassi la scuola a tua immagine e somiglianza, vorresti che raggiungesse gli obiettivi sperati e in caso negativo vorresti operare i cambiamenti opportuni in senso migliorativo bla bla bla. Che poi la società di mercato tenda a educare cittadini che reiterino la società di mercato mi sembra lapalissiano. Qualche società non difende e alimenta se stessa? come si può pensare che la sua scuola sia la ‘nostra’ (tua) scuola?
Sono anni che lavoro come volontario in un’associazione di educazione alla pace e nessuno si è mai spaventato della necessità di misurare e categorizzare, perché quello che conta è l’obiettivo e il modo pratico, day by day, che si mette in atto per raggiungerlo. Nella fattispecie a me sembra che gli obiettivi di questi studiosi siano per grandi linee condivisibili e nella introduzione all’ediuzione italiana del libro da te citato, Andrea Ceriani (fondatore e amministratore della Kkien, megasocietà di consulenza e formazione integrata… cioè, spesso fuffa con qualche utilità) scrive tra le altre cose:
“È chiaro che il riferirsi ad alcune e non altre competenze chiave richiede una condivisione e un appoggio ai principi fondamentali dei diritti della persona, dei valori democratici e degli obiettivi associati allo sviluppo durevole, che vengono a costituire una base normativa comune, riconoscendo che la definizione e la selezione delle competenze chiave dipende da ciò cui la società attribuisce valore. Inoltre, si riconosce che per fronteggiare le sfide e rispondere alle esigenze complesse e multiple della vita moderna che le persone e la società nel suo insieme devono affrontare, è necessario lo sviluppo di un pensiero critico e di un approccio riflessivo ed olistico di fronte alla vita, aiutati dalla definizione tripartita di gruppi di competenze chiave: interagire in gruppi eterogenei; agire autonomamente; utilizzare gli strumenti in modo interattivo.”
Anche lui parla di pensiero critico. Probabilmente immagina un cittadino che fa funzionare la società e che la difende dalle storture, da chi la minaccia, da chi non ha senso civico…
Ma tu sai che l’educazione nn è un fatto automatico. Dipende molto dalla relazione alunno-insegnante. Io penso che se si facesse meno politica e si pensasse di più a far sviluppare il senso critico indipendente, autonomo e libero dei bambini-ragazzi/alunni si farebbe un passo in avanti. E’ molto più politica la libertà di prendere una propria strada per quanto sbagliata e confrontarsi con un ambiente tollerante e accogliente (quello sì capace di stimolare insight fecondi) che l’insegnamento schierato e politico di un insegnante che ‘guida’ con la sua sapienza gli alunni a un pensiero critico militante in modo preconfezionato. Ci sono passato. Mi è sembrata una fabbrica di marionette. Io dico che questo è un passo in avanti. Ha molte rigidità, molte semplificazioni, va riempito del come… Sì, qui c’è solo una teorizzazione e una dichiarazione di intenti; come agire e mettere in pratica un sistema che vuole essere misurabile e efficiente in senso anche di massimizzazione delle risorse pubbliche, per il bene di tutti gli attori (insomma, per non perdere tempo a fare cose senza obiettivi e senza metodo) è tutto da fare ed è lì che ci sarà bisogno di creatività e di applicare metologie quanto più variate possibile, il meno ideologiche possibili, che possano insegnare agli alunni la potenza della diversità e della possibilità. Se da una parte ci sono gli aziendalisti liberisti e dall’altra una massa ideologica c’è solo il rischio di schiacciare chi ha diritto a decidere se vuole essere un cittadino rivoluzionario o solo un cittadino, con le tante declinazioni possibili tra i due estremi.

Cia’

L

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