Commenti a: La vittoria di Bologna. E ora? https://minimaetmoralia.it/interventi/la-vittoria-di-bologna-e-ora/ un blog di approfondimento culturale Sat, 01 Jun 2013 13:17:20 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Geremia https://minimaetmoralia.it/interventi/la-vittoria-di-bologna-e-ora/#comment-351411 Sat, 01 Jun 2013 13:17:20 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=14509#comment-351411 La vittoria del no ai finanziamenti pubblici delle attività private (pur degnissime) brucia molto perché tutto l’attuale sistema Italia si basa sulla espropriazione del pubblico a favore del privato. Quando in un sistema viene meno il consenso sia pure ad una piccola parte di esso, occorre nascondere questo inconveniente (il dissenso) pur di salvaguardare il sistema stesso.
Perciò occorre pacatamente insistere sul perché del dissenso: questo sistema cosiddetto “sussidiario” non è moralmente accettabile perché mediante la rilevantissima quota di imposizione fiscale che grava sul lavoro dipendente lo stato va a finanziare anche un servizio gestito da privati, cui non accedono coloro i quali sono costretti a finanziarlo in quanto percettori di reddito dipendente.
Se non ci sono risorse bastevoli, anzi, se si debbono ridurre le spese statali, si riducano in primis le elargizioni, con lo scopo evidente di non deprimere i servizi fondamentali accessibili a tutti. Altrimenti si viola non tanto la lettera della Costituzione, cosa già inveterata, ma addirittura si viola l’intero impianto costituzionale, perché pur di garantire il privilegio si viola un diritto.
Quanto alla convenienza economica per il cittadino di un sistema “sussidiato” si veda quanti vantaggi abbia portato la trasformazione in SpA delle Poste, delle Ferrovie, della Telefonia. Un vero caos dove vengono privilegiati i consumi dei più abbienti e depressi fino alla scomparsa dell’offerta di servizi di base. Un vero attacco allo stato di diritto. E che cosa è il diritto se non l’uguaglianza riconosciuta dallo stato, l’indifferenza meglio che egli esercita, se a pretendere un diritto, a richiedere un servizio, fosse Tizio ovvero Caio? Ovviamente questa indifferenza costituzionale non esiste più, almeno a livello di alcuni fondamentali servizi (e diritti costituzionalmente tutelati) richiesti dai cittadini. Non ci credete? abbiamo uno stato che finanzia alcune scuole non sue e lascia le proprie in edifici non sicuri e prive di risorse. Questo stato tutela l’uguaglianza dei cittadini, tutela la loro salute?

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