Commenti a: Le figurazioni ideali https://minimaetmoralia.it/interventi/le-figurazioni-ideali/ un blog di approfondimento culturale Wed, 07 Nov 2012 12:54:56 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Eva https://minimaetmoralia.it/interventi/le-figurazioni-ideali/#comment-1919 Mon, 31 Jan 2011 23:34:08 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=3699#comment-1919 Ma il putiferio che ancora scatena nell’opinione pubblica italiana il caso Battisti dimostra chiaramente che il popolo italiano non ha ancora rimosso le colpe di cui si parla nell’articolo, né tanto meno è riuscito ad elaborare i vari lutti degli Anni di Piombo. A questo mancato processo non sono certamente estranei i media italiani, troppo spesso colpevoli di aver diffuso notizie confuse e fondate su inchieste giornalistiche superficiali, quando non volutamente mistificanti. Ad esempio è opinione diffusa che Cesare Battisti abbia effettivamente ucciso il gioielliere Torreggiani e reso paralitico il figlio allora quattordicenne, sparandogli alla schiena (era stato invece lo stesso gioielliere a sparare sul figlio nel tentativo di difendersi). Inoltre, Battisti è stato condannato, per il suddetto caso, come co-ideatore e co-organizzatore dell’omicidio, non come esecutore materiale.
E’ probabile che i vari processi a Cesare Battisti siano stati condizionati da un certo comune sentire, legato al momento in cui essi si sono svolti e a cui non sono estranee anche certe leggi (spesso incostituzionali), promulgate in stato di emergenza e che probabilmente hanno condizionato le sentenze, ma questo non siamo noi a deciderlo, per le stesse motivazioni che sono alla base dell’articolo: e cioè i secoli di storia del pensiero e del diritto che ci hanno portato all’Europa di oggi. Sette processi hanno stabilito che Cesare Battisti è colpevole di quattro omicidi ( tre in qualità di concorrente, uno come co-organizzatore) e lo hanno condannato all’ergastolo. Forse Cesare Battisti si è pentito, ma non lo ha mai detto in modo chiaro. Forse la sua condotta degli ultimi anni può essere testimone, in sua vece, di questo pentimento, ma tutto questo non cancella una colpa per la quale è stato condannato e non ha mai pagato, o ha pagato solo in minima parte il prezzo che lui ha deciso, non ciò che invece la legge aveva stabilito per i crimini a lui attribuiti.
Forse Cesare Battisti è davvero innocente, come dice, e forse è davvero la vittima di enormi errori di indagine e di persecuzioni politiche, ma è stato condannato in vari processi e non spetta a noi assolverlo per “buona condotta” (così come non spetta a noi condannarlo): deve essere lo stato “ coi suoi principi, con le sue divisioni strutturali del potere, a valutare caso per caso le colpe e le rispettive pene, ponendosi come obiettivo (…) di poter assolvere gli assassini, poterli reintegrare, l’idea che il pentimento possa riabilitare il peccatore per una seconda chance di cittadinanza”.
Dura lex, sed lex.

Detto questo, sono perfettamente d’accordo sul fatto che esistono ben altre priorità, per noi italiani, che perder tempo ad inseguire un pregiudicato che certo non è un novello Jean Valjean. Tanto più che noi italiani siamo ben lontani dall’integrità morale e dall’ etica professionale di un Monsieur Javert.
E sì, “penso” anch’io che in una società democratica dovremmo sentirci tutti liberi di esprimere i nostri “io penso”, senza timori di eventuali ritorsioni (e quasi mi fa arrossire il condizionale di quel “dovremmo”), ma lo stato esiste anche per mediare fra i milioni di pensieri ed è lì, tramite la legge, ad evitare che salti fuori un “io penso” più forte e più prepotente di un altro. O insomma, questo è quello di cui uno stato forte dei suoi valori democratici dovrebbe (un altro triste condizionale) preoccuparsi.

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