Commenti a: Lettera aperta e direi amichevole a Maria Ida Gaeta a proposito della Casa delle Letterature e del Festival delle Letterature (di cui, per chi non lo sapesse, è la direttrice da più di dieci anni) https://minimaetmoralia.it/interventi/lettera-aperta-e-direi-amichevole-a-maria-ida-gaeta-a-proposito-della-casa-delle-letterature-e-del-festival-delle-letterature/ un blog di approfondimento culturale Mon, 12 Nov 2012 15:44:32 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Skero Hector https://minimaetmoralia.it/interventi/lettera-aperta-e-direi-amichevole-a-maria-ida-gaeta-a-proposito-della-casa-delle-letterature-e-del-festival-delle-letterature/#comment-221047 Tue, 23 Oct 2012 17:08:07 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=7788#comment-221047 Caro Christian, grazie di tutto. oltre all’incompetenza, quando si tratta di CDL e della sua direttrice ci sarebbero gli estremi per parlare di corruzione, peculato e nepotismo. si dà lavoro agli amici. e non solo. sono sicuro che avrai modo di sapere chi è il giovane figlio “artista” della direttrice e a quanti progetti, compreso massenzio, partecipa, pagato con fior di soldi pubblici per non fare nulla.
chiedi in giro e ne vedrai delle belle.
roba da cacciarli a calci nel culo e restituire finalmente un importante polo culturale ai cittadini.

]]>
Di: Paolo Sortino https://minimaetmoralia.it/interventi/lettera-aperta-e-direi-amichevole-a-maria-ida-gaeta-a-proposito-della-casa-delle-letterature-e-del-festival-delle-letterature/#comment-174976 Fri, 11 May 2012 11:32:36 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=7788#comment-174976 Grazie Christian, di cuore.

E concordo con Fabio Viola, virgole incluse.

]]>
Di: Piero https://minimaetmoralia.it/interventi/lettera-aperta-e-direi-amichevole-a-maria-ida-gaeta-a-proposito-della-casa-delle-letterature-e-del-festival-delle-letterature/#comment-174755 Thu, 10 May 2012 22:00:21 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=7788#comment-174755 Sono due ruoli: conduzione della CDL e direzione del Festival. il primo è un incarico, e la pubblica utilità dell’entità non è automaticamente commissariabile né si può rivendicare una collegialità gestionale. Quello che si può fare, attraverso istituzioni come la Commissione Consiliare della Cultura, è declinare una specie di contratto di servizio, una flessione verso il miglioramento della pubblica fruizione. Impresa già ardua con soggetti parapubblici come il Parco della Musica. Poi il Festival è una iniziativa speciale per la quale c’è un capocordata, che è la CDL. Sottoposta a vincoli di credibilità e di economicità, ma non è come un qualsiasi servizio pubblico, come trasporti o rifiuti. Un Festival ha una proprietà/paternità culturale – discutibile – ma non necessariamente collettivizabile. Si può imprecare sullo speco di risorse – 400 mila euro è un budget da esibire orgogliosamente, visto l’evento – sul programma, le zanzare e il costo dei rinfreschi, ma non si dovrebbe cannibalizzare un evento consolidato, ma costruirne uno nuovo, e non necessariamente alternativo. Approfittando della diffidenza profonda che oggi hanno gli sponsor privati nei confronti degli eventi troppo vicini alle – traditrici e incostanti – istituzioni.

]]>
Di: eos https://minimaetmoralia.it/interventi/lettera-aperta-e-direi-amichevole-a-maria-ida-gaeta-a-proposito-della-casa-delle-letterature-e-del-festival-delle-letterature/#comment-174722 Thu, 10 May 2012 16:54:30 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=7788#comment-174722 D’accordo su tutta la linea con Raimo.
Volevo focalizzare il punto su un altro aspetto, la bellezza di quel posto e la storia che vi è dietro, una storia nata grazie all’altezza di un ideale, grazie ad un’intellettuale che ci ha lasciato i suoi libri per amore della cultura.
Io lo sento ancora il respiro di questa idea che veleggia di sottofondo mentre attraverso i lunghi corridoi e l’accogliente giardino.
Sento anche il bisogno che sente Raimo e la stessa necessità di sentirsi più partecipi dei processi culturali cittadini.
Non è un caso che la rassegna su Levi alla fine si sia svolta al Teatro Valle.
Un teatro che sta dando una svolta ,che sostenta la sua lunga occupazione e le cambia forma in fondazione gridando lo slogan :Teatro Valle bene comune!
Perché la cultura è di tutti e alle volte si sente la necessità di riprenderci quello che è nostro.
Qualche mese fa mi è capitato di assistere ad un convegno presentato dalla, simpaticissima, signora Gaeta sui giovani e l’imprenditoria…Bhè non ci crederete ma la signora esordì, davanti ad una platea di ragazzi più o meno possibilisti, dicendo che i fondi per la creazione di imprese che arrivano dalla Comunità Europea non vengono utilizzati per l’80% perché i giovani italiani hanno paura di mettersi in gioco….
Paura!!!Anche questo ho dovuto sentire…..
E pensare che mi basterebbero giusti giusti i fondi per il Festival delle Letterature di quest’anno…
Ah… a proposito alla cerimonia d’apertura di quest’anno ci sarà anche Ambra!!!
Che simpatica la signora Gaeta.
Aurora

]]>
Di: stefano ciavatta https://minimaetmoralia.it/interventi/lettera-aperta-e-direi-amichevole-a-maria-ida-gaeta-a-proposito-della-casa-delle-letterature-e-del-festival-delle-letterature/#comment-174715 Thu, 10 May 2012 15:38:01 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=7788#comment-174715 Ho letto una frase bellissima, diceva così: “Non ho niente da perdere. Eppure riesco comunque a perdere qualcosa”. Ecco, non sono un critico, non faccio l’intellettuale, non scrivo saggi. Non ho potere, né un microfono, a differenza di te (ed è per questo che da te io mi aspetto il massimo, il meglio, tu che puoi). Faccio altro, il giornalista. Seguo, vado, sono curioso, a volte ci sto, a volte no. Quando avevo più tempo libero per davvero e anche da sprecare andavo ovunque a roma (per anni al redivivo Filmstudio ci ho visto solo Borgna, e nessun altro viso che conosco), ora un po’ meno, ma il tempo non solo si è ridotto, si è anche raffinato nelle scelte (sennò i famosi strumenti culturali a che servirebbero?mica possiamo ragionare sempre in termini di neofiti e proselitismo). Sono stato spesso un semplice spettatore di massenzio così come della casa delle letterature. Poi sono diventato uno spettatore professionista ma cerco di conservare sempre quell’asprezza delle aspettative da spettatore.

Mi sono ritrovato inserito nella lettera inviata al dirigente del comune di roma Maria Ida Gaeta, anche se non avevo dato il mio assenso. Te lo dico con sincerità, di quest’altra lettera non convince il tono garbato e il riempirla di nomi per renderla ecumenica non fa che rendermi ancora più diffidente. I rapporti personali sono una cosa, quelli istituzionali un’altra. mischiarli non mi sembra giusto né onesto.

Anche la sensazione di disagio verso il freddo ambiente della casa delle letterature mi sembra strumentale, lo scrivi ora in quanto diretto interessato, ma non lo avevi avvertito prima come spettatore neutrale, altrimenti ti saresti accorto che quel clima festoso di tanti ma tanti anni fa è passato e molte iniziative soffrono di freddezza congenita; vuoi per i relatori, vuoi per le proposte (ma la Gaeta c’entra poco, il materiale umano è questo, e nessuno vuole cercarne altro), vuoi soprattutto per il posto da raggiungere e gli orari.

quanto all’assenza della Gaeta a “eventi” come citofonare interno 7 (avevo ragione tempo a fa a dirti che li avresti usati come esempio di vivacità culturale romana), potrei dire la stessa cosa di tanti intellettuali romani che non si incontrano mai a eventi di fotografia, televisione e persino cinema. per non parlare poi di musica. e hanno la presunzione di sentirsi migliori e più importanti della Gaeta.

ma c’è un punto che mi rattrista di questa lettera e che mi ha fatto incontrare quella frase iniziale, la sensazione di perdere qualcosa anche se non conto nulla.
È la volontà di condividere ora il retrofront alle “risposte di cortesia” date per anni alle iniziative culturali. Mi rattrista perché se si parla di un decennio di impero, non è nato mica ieri. e allora valeva la pena da tempo esigere rigore da tutti, contestando scelte da semplice fruitore, disertando appuntamenti con altrettanto garbo con cui si è scritta la lettera. In una parola: pretendere di più, ma dirlo, senza accumulare riserve mentali. Senza dire di sì a prescindere perchè addetti ai lavori.

Ma è sempre prevalsa una logica diversa, guai a dire di no, il cui corollario è che l’importante è che qualcosa si muova, di qualsiasi tipo. Ecco perché contesto il portare come esempio piccole iniziative di quartiere, estemporanee da underground romano, come contraltare a massenzio o alla casa delle letterature.

Anche leggendo la tua “smentita” -Mi sembra chiarissimo che non mi voglio proporre né voglio proporre persone, ma piuttosto un metodo di decisione collegiale, di turnazione, di diffusione sull’intera città- ho l’impressione che la frase iniziale “non ho niente da perdere eppure riesco comunque a perdere qualcosa” non venga scalfita, anzi.

Continuo a perdere qualcosa perché un ragionamento simile in realtà mi esclude perchè mi rendo conto che è diventato impossibile essere uno spettatore appassionato e disinteressato. O si tace per garbo diplomatico, o si chiede tra le righe di partecipare. Ma lo spettatore, il pubblico che fine fanno?

]]>
Di: Larry Massino https://minimaetmoralia.it/interventi/lettera-aperta-e-direi-amichevole-a-maria-ida-gaeta-a-proposito-della-casa-delle-letterature-e-del-festival-delle-letterature/#comment-174691 Thu, 10 May 2012 10:22:52 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=7788#comment-174691 Non so se Raimo è ingenuo. Anzi, direi che non lo è affatto: sa bene che sta facendo spazio ai suoi interessi (uso la parola in senso positivo, ma inevitabilmente e non ipocritamente parlo anche dei suoi interessi personali o generazionali), che sono quelli di diffondere contenuti a suo modo di vedere più importanti di altri, proponendo una revisione delle forme organizzative attraverso le quali essi vengono divulgati. Infatti parla di trasparenza, cogestione, valutazione pubblica ecc. Parla da operatore della cultura (non capisco chi glielo faccia fare di degradarsi così, dato che è uno scrittore, vale a dire un artista… fatti suoi). Da operatore della cultura, in ogni caso, secondo me sbaglia. Perché non tiene conto che sono tutti termini sociologici che hanno portato e sempre più porteranno a un drastico abbassamento del livello dei contenuti, perché tanto più larga è la partecipazione alle decisioni sui contenuti tanto più bassa dovrà essere la loro forma, in modo da far accedere ad essi quanti più partecipanti possibile. Più o meno quello che avviene nei centri sociali, che in trenta anni di attività hanno prodotto poco o nulla in termini di nuove forme organizzative, comunicative e artistiche, favorendo così, paradossalmente, le tendenze del mercato che sembrano voler combattere.

Le cose nuove sono sempre avvenute perché uomini con idee (e forme) nuove ne hanno favorito l’avvento, imponendole ai loro sistemi di riferimento, editoria, accademia, arte, politica ecc., che insieme formano la comunità culturale – sulla quale Raimo e compagni stanno da tempo tentando una sorta di legittima OPA, offerta pubblica di acquisto, attraverso varie iniziative in parte qui elencate. Ma l’OPA è prematura. Bisogna prima inventare una forma organizzativa che liquidi le vecchie, che le affronti e le riduca in brandelli (di solito avviene così con le avanguardie, compresa l’ultima italiana, il gruppo 63, che produsse spazi per i propri componenti in tutti gli ambiti, dalla tv, all’editoria, all’accademia, alle istituzioni artistiche, al mercato dell’arte ecc). Inutile far finta che il cosiddetto mondo della cultura, senza un forte trauma, agisca a favore del rinnovamento delle discipline umanistiche e artistiche che contiene (la scienza pare fare strada a sé…), perché esso, stando così le cose, agisce principalmente a favore del proprio mero vivacchiare. In ogni caso inutile far finta che laddove esso è controllato dalle pubbliche istituzioni le cose avvengono prima di tutto per finalità propagandistiche (festival del cinema di Roma ecc), MAANCHE clientelari: si ha così a che fare con nominati e cooptati, a volte da vincitori di concorsi truccati (pare ci sia una vicenda esemplare, in questo senso, alla cineteca comunale di Bologna). Lo stesso, che il mondo accademico è fatto principalmente di concorsi truccati e cooptazione non lo scopro io. Ci sono poi i patentati da ‘O sistema editoriale, che forse non completamente a torto si ritengono più puri e meritevoli degli altri (dando però ragione al mercato, e al liberismo più o meno neo che lo contiene…). Ci sono infine quelli che premono dal basso, che cercano in definitiva di esaltare i loro contenuti facendoli ascendere su fantasmagorici macchinari ideologici (Teatro Valle prima di tutti).

Ho fatto questa breve analisi perché vorrei che Raimo, ma in definitiva tutti noi, ci dicessimo a viso aperto che in questo coacervo di nominati, cooptati, clienti, patentati, tribuni della plebe ecc, ognuno rappresenta legittimi interessi, ma nessuno può ritenersi innocente, perché partecipa volente o nolente a una lotta di dominio che prima di tutto è nemica della disinteressata conoscenza e delle libere espressioni (non tanto perché ciò mortifica i singoli meno protetti – ché pure loro, evidentemente, tendono a mettere in campo dall’esterno le loro forme di dominio, sottraendosi prima di tutto dalla (de)pressione dal basso, fatta assurdamente da componenti di élites non ancora riconosciute in nome dell’assente popolo, che infatti della cultura, impacchettata così, non ne vuole sapere…). Nessuno può ritenersi innocente, dobbiamo dircelo, perché la lotta per il dominio, se non cosciente e in qualche modo regolata, che vuol dire finalmente violenta, tende ad accomunare tutti, a schiacciare verso burocratici valori pseudosociali la produzione di arte e pensiero (sempre in funzione del consenso e del mercato…), al fine di autolegittimarsi e autoriprodursi. Insomma, se si vuole davvero INCIDERE bisogna inventare e imporre qualcosa di nuovo, soprattutto forme che riescano a mettere fuori gioco l’imperare dei contenuti. Oppure accontentarsi di vivacchiare, essecchiare, cercando o mantenendo il proprio posto al sole, il più possibile all’ombra (Lec) del social-mercato.

]]>
Di: Christian Raimo https://minimaetmoralia.it/interventi/lettera-aperta-e-direi-amichevole-a-maria-ida-gaeta-a-proposito-della-casa-delle-letterature-e-del-festival-delle-letterature/#comment-174685 Thu, 10 May 2012 08:42:27 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=7788#comment-174685 Federico, cerco di essere ancora più chiaro. La mia non è una critica né moralistica, né legalitaria, né personale, etc…
Vorrei a. trasparenza sulle decisioni, b. possibilità di condivisione e cogestione, c. possibilità di valutazione pubblica delle politiche culturali

]]>
Di: Christian Raimo https://minimaetmoralia.it/interventi/lettera-aperta-e-direi-amichevole-a-maria-ida-gaeta-a-proposito-della-casa-delle-letterature-e-del-festival-delle-letterature/#comment-174683 Thu, 10 May 2012 08:39:37 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=7788#comment-174683 Pulsar, non sono d’accordo sulla tua idea di dibattito pubblico, come tu non sei d’accordo sulla prassi. Sono volutamente ingenuo. Mi pongo come cittadino delle domande ingenue: è possibile che un progetto culturale che abbia interesse pubblico debba passare per tre gradi di approvazione personale che non sono stati eletti da me e su cui io non ho alcuna possibilità di intervento? Io penso ci sia stata una disaffezione rispetto alla politica che ha implicato una gestione privatista della politica culturale.

Quello che cerco di portare a dibattito non un discorso ad hoc o ad personam. Ma la CDL è un caso studio. Non sto giudicando la competenza o l’incompetenza di MIG. Lo potrei fare ma renderei il discorso più debole perché personale. Sto rivendicando tre cose:
1) la possibilità di partecipazione della comunità culturale alla politica culturale (istituzionale, pubblica, comunale) della città
2) l’idea che Roma è una metropoli, che va da Tor Pagnotta a Palamarola e la CDL non può chiudersi in un cerchio minimo, disinteressandosi agli aspetti sociali di una politica culturale.
3) l’esigenza di ripensare le istituzioni come luoghi dove sia possibile anche un agorà politica.

]]>
Di: Federico Platania https://minimaetmoralia.it/interventi/lettera-aperta-e-direi-amichevole-a-maria-ida-gaeta-a-proposito-della-casa-delle-letterature-e-del-festival-delle-letterature/#comment-174682 Thu, 10 May 2012 08:22:46 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=7788#comment-174682 Mah. Per come la vedo io, 400.000 euro per organizzare il Festival delle Letterature a Roma sono anche pochi. Il punto è come li si usa.
Quello che mi lascia perplesso della lettera di Raimo (che alla fine è condivisibile come è condivisibile qualunque generica proposta di miglioramento di una cosa x) è proprio l’insistere sui dati numerici:
400.000 euro = troppi (v. anche commento di Fabio Viola);
10 anni (addirittura riportato nel titolo del post) = troppi;
tanti = meglio di uno.
Ma è sempre così? Se una persona è capace (*) mi auguro che ricopra il suo ruolo per tutta la vita. Se il collegio è incapace meglio che ci sia uno solo capace che decida. Mi sembra che tutto questo ragionamento soffra di un’egemonia del metodo sul risultato. Quasi che certi criteri fossero più importanti dei risultati.
Se non conoscessi lo spessore di Raimo attraverso le altre cose che di lui ho letto, penserei che quanto espresso in questo post sia figlio di quel pensiero qualunquista per cui “un politico giovane è a prescindere migliore di un politico anziano”.
E poi francamente non capisco questa fissazione del prendere possesso della CDL quando, come dice All About nel suo commento, si stanno comunque facendo un sacco di cose.
Quelli che non erano d’accordo con l’impostazione del festival di Sanremo hanno fondato il Club Tenco, non sono mica andati a occupare l’Ariston.

(*) per chiarezza: non sono mai stato alla CDL, non so nulla di MIG, non so neanche che faccia abbia.

]]>
Di: All About https://minimaetmoralia.it/interventi/lettera-aperta-e-direi-amichevole-a-maria-ida-gaeta-a-proposito-della-casa-delle-letterature-e-del-festival-delle-letterature/#comment-174673 Thu, 10 May 2012 06:34:09 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=7788#comment-174673 Mah… intanto a colpi di ingenuità e competenze qui si stanno facendo un sacco di cose. Teatro Valle. RomaMemoria. Tq. BibliotecaNazionale. Kino ecc. Si stanno facendo cose nella realtà, intendo, e questo è già prendersi uno spazio, anzi inventarlo. Uno spazio reale. Pulsar solo in rete.

]]>
Di: Pulsar https://minimaetmoralia.it/interventi/lettera-aperta-e-direi-amichevole-a-maria-ida-gaeta-a-proposito-della-casa-delle-letterature-e-del-festival-delle-letterature/#comment-174670 Thu, 10 May 2012 06:28:38 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=7788#comment-174670 il potere non si chiede: si prende

]]>
Di: Pulsar https://minimaetmoralia.it/interventi/lettera-aperta-e-direi-amichevole-a-maria-ida-gaeta-a-proposito-della-casa-delle-letterature-e-del-festival-delle-letterature/#comment-174669 Thu, 10 May 2012 06:24:30 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=7788#comment-174669 Raimo è sincero ma è molto ingenuo, quasi infantile. prepara un buon apparato critico e poi fa un attacco scompaginato e spuntato. come il capobanda delle elementari che vuole, col suo spirito incorregibilmente gregario, l’autorizzazione dalla maestra a giocare a palla. il suo testo denota, oltre che una carenza di stile piuttosto vistosa per uno che di mestiere vorrebbe scrivere, anche una totale cecità dei meccanismi che regolano la “cosa pubblica”. un mio amico sa far bene di conto, potrebbe andare a chiedere al ministro dell’economia di fargli gestire collegialmente il ministero, insieme ai suoi cari compagni di bevute. ma fatemi il piacere. fate tenerezza.

]]>
Di: piero https://minimaetmoralia.it/interventi/lettera-aperta-e-direi-amichevole-a-maria-ida-gaeta-a-proposito-della-casa-delle-letterature-e-del-festival-delle-letterature/#comment-174605 Wed, 09 May 2012 22:15:55 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=7788#comment-174605 @ Michele Saulle

Nessun bisogno di chiedere scusa: per quale motivo? Ci mancherebbe. Era solo che mi sembrava che quella piccola precisazione fosse un modo per raccogliere una delle sollecitazioni, e delle preoccupazioni, del pezzo di Christian.

Quanto alla supplenza del pubblico, è un discorso LUNGHISSIMO, e che ci porterebbe a una notte infestata di umori e pensieri pessimisti. Questo post comunque mi sembra molto, molto centrato, soprattutto nella parte delle domande. E chi lo sa, forse iniziando a farci buone domande, come in questo caso, ci troveremo un giorno pure con delle buone risposte. Un saluto, e grazie a nome di tutti per i complimenti.

]]>
Di: Michele Saulle https://minimaetmoralia.it/interventi/lettera-aperta-e-direi-amichevole-a-maria-ida-gaeta-a-proposito-della-casa-delle-letterature-e-del-festival-delle-letterature/#comment-174604 Wed, 09 May 2012 21:27:53 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=7788#comment-174604 Chiedo scusa a Sorrentino per non aver citato anche lui e gli altri – così come Gavoi non è certo solo Murgia e Fois, sono quelli che conosco. E a ogni modo bravissimi, la cosa è bella e meritoria e ancora scusa.

E però è tremendo che tutto debba essere fatto in supplenza del pubblico, con sponsor privati (bene) o rimettendoci di tasca propria (malissimo). Dico tremendo perché in Italia si paga un fracco di tasse, e dunque da qualche parte devono rientrare, no?

]]>
Di: Marco https://minimaetmoralia.it/interventi/lettera-aperta-e-direi-amichevole-a-maria-ida-gaeta-a-proposito-della-casa-delle-letterature-e-del-festival-delle-letterature/#comment-174601 Wed, 09 May 2012 21:23:03 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=7788#comment-174601 Concordo in pieno conla pessima gestione del CDL!!

]]>