Commenti a: Per Yusuf https://minimaetmoralia.it/interventi/per-yusuf/ un blog di approfondimento culturale Wed, 02 Oct 2013 15:33:08 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Rita https://minimaetmoralia.it/interventi/per-yusuf/#comment-5763 Wed, 20 Apr 2011 09:58:11 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=4227#comment-5763 La vita umana ha valore per i singoli, ma non per le multinazionali, per le istituzioni, per i governi, per le leggi economiche, politiche, finanziariere che decidono e muovono l’economia mondiale.
Tutto quel che so è che quando di mezzo c’è il denaro (sotto qualsiasi forma esso si presenti: petrolio, sfruttamento del suolo, risorse minerarie ecc.), allora la vita umana – per chi detiene il Potere – passa in secondo piano, diventa trascurabile.
Credo che sia quanto mai urgente risollevare nel singolo la consapevolezza del proprio valore e della propria volontà, sconfiggendo quel senso di rassegnazione ottusa che – da parecchio tempo ormai – noto come segnale allarmante: il sentimento della rassegnazione è pericoloso e nocivo perché fa restare il singolo incollato sul divano di casa propria a guardare ciò che accade dietro lo schermo passivamente, inducendo erroneamente a credere che “tanto non si può fare niente”.
Inoltre c’è anche un’altra considerazione da fare: purtroppo ciò che avviene lontano da noi – la Libia e le acque dove muoiono questi esseri umani sono vicinissime, certo, ma chi sta a casa a leggere le notizie sul giornale o su internet o a guardarle in televisione, considera questo dramma come “altro da sé” – viene percepito con un sentimento di distacco, è il cosiddetto “male freddo” – cioè che non tocca i singoli spettatori direttamente, che non li coinvolge direttamente, che non provoca reazioni empatiche immediate – e quindi si verifica meno coinvolgimento emotivo; un articolo come questo è importante perché serve a scuotere le coscienze, a far capire che gli emigranti non sono un’entità astratta, lontana da noi, ma sono persone – come appunto Yusuf – persone come me, come chiunque altro stia leggendo adesso, persone la cui vita – per il solo fatto di essere una “vita” – ha un valore inestimabile.
Si dice che i serial killer – a causa della loro gravissima patologia – quando hanno di fronte una vittima non la percepiscano come un essere vivente ma come un oggetto che possa soddisfare la loro impellente pulsione; e quindi, consigliano gli esperti, è bene che la vittima dica il proprio nome, pronunci parole che rendano di nuovo presente, all’assassino, la sua umanità.
So che è un esempio “forte”, ma credo che gli emigranti, intesi nella loro totalità, non vengano percepiti – né dai governi, né dai cittadini europei – come persone singole, con una loro storia, un loro vissuto, con il loro bagaglio di speranze, di sogni, di diritti ecc., ma come un’entità astratta. I governi parlano di un “problema” da risolvere”, invece si dovrebbe parlare della storia di Yusuf e di tanti altri come lui.

Vi chiedete cosa fa il PD? Mah, forse in questi anni è stato troppo occupato a stare ossessivamente dietro a Berlusconi – che tanto invece si sputtana benissimo da solo – anziché mettere a punto un programma di riforme serio, di riforme strutturali, in grado di cambiare davvero il tessuto sociale della realtà italiana e di contrapporsi seriamente e duramente alla “politica” del PDL.
Non basta parlar male dei mali presenti per cambiarli, bisogna creare alternative, mostrare al paese, ai cittadini che di fatto ci sono delle alternative.

Così, per la questione importantissima ed urgentissima degli emigranti, non basta provare sentimenti di solidarietà astratti o un’indignazione di superficie, bisogna cominciare con degli esempi, pratici, concreti e poi – ne sono certa – tutti, molti almeno, seguiranno questi esempi.
E’ un po’ come la politica della “finestra rotta”, se in un quartiere fatiscente qualcuno si prende la briga di aggiustare una finestra rotta, a seguire ci sarà qualche vicino che imiterà l’esempio, e poi qualcun altro e così via, fino a che tutto il quartiere non verrà risanato.
Oggi gli Italiani vivono in una società corrotta e disastrata, e accettano tutto ciò con rassegnazione, pensando che non si sappia dove mettere le mani per ricominciare. Tutto appare inutile, lontano, distante. E anche la vita umana – specialmente quella di chi appare come un’entità astratta oltre lo schermo opaco della tv – passa in secondo piano.
E’ assurdo che la gente si commuova e partecipi per ciò che avviene – fintamente – in un reality, e poi resti indifferente di fronte alla morte di persone che tentano di avere e di costruirsi una vita, un futuro.
Purtroppo ci hanno abituato a considerare tutto come un grande spettacolo di fiction, e così, di fronte ad un dramma di proporzioni vastissime, cambiamo semplicemente canale? Come se non ci riguardasse? Come se la vita di Yusuf non fosse come la nostra?
Come si può – di fronte alla morte di queste persone – non vedere il fallimento della società in cui viviamo, non sentirci tutti responsabili?
Serve allora un’azione concreta, un esempio vero che agisca come “doccia fredda” e ci risvegli tutti da questo torpore.

Come possiamo aiutare noi? Io? Chi legge? Concretamente?

Traghetti umanitari: mi sembra una bella proposta.

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