Commenti a: Quanto dista una Giornata mondiale della gioventù? https://minimaetmoralia.it/interventi/quanto-dista-una-giornata-mondiale-della-gioventu/ un blog di approfondimento culturale Sat, 22 Oct 2016 16:51:09 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: mazingazeta https://minimaetmoralia.it/interventi/quanto-dista-una-giornata-mondiale-della-gioventu/#comment-37907 Mon, 29 Aug 2011 13:01:53 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5041#comment-37907 E’ alquanto difficile dibattere su questi argomenti senza essere polemici, dal momento che l’attitudine di giovani, alcuni, partecipanti alle iniziative ecclesiastiche paesane e di piccole città dimostrano spessissimo una superiorità etica verso chi non vi aderisce, loro sono i “bravi ragazzi” che poi trovano lavoro per conioscenze di giro, giudicano tutti dal loro inattaccabile fortino morale, si legano uno con l’altro e così comportandosi si fermano dal conoscere con buonafede tante persone.

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Di: antonella https://minimaetmoralia.it/interventi/quanto-dista-una-giornata-mondiale-della-gioventu/#comment-37884 Sun, 28 Aug 2011 15:18:21 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5041#comment-37884 da 25 anni le gmg radunano milioni di giovani e ogni volta si ripetono i miseri tentativi di ridimensionare l’evento e denigrare sia esso che coloro che l’organizzano e che vi partecipano. incapaci di ammettere che si tratti (quasi esclusivamente) di una dimostrazione di fede, bloccati dal terrore di interrogarsi sulla causa della felicità di quei giovani, gli epigoni dell’anticlericalismo si rendono ridicoli cercando i pretesti per avvalorare i propri pregiudizi. Se intervengono giovani disabili gridano allo scandalo di una Chiesa che predica solo sofferenza e che si compiace delle malattie che colpiscono quella carne che tanto odiano. Se intervengono giovani di bella presenza accusano la Chiesa di piegarsi alle squallide regole dello show business. Se si esibiscono cantanti e ballerini si dimostrano sicuri di riconoscere in tali spettacoli il motivo della partecipazione dei pellegrini. Se si distribuisce qualche gadget come ricordo e come ringraziamento si grida subito alla mercificazione della religione.
A volte si cade nel comico, come quando alla gmg romana del 2000 un articolo de Il messaggero paventava un aumento della vendita dei preservativi, non specificando però il numero di farmacie interrogate in materia, il tasso del presunto aumento né il periodo di riferimento. Naturalmente il giornalista non prendeva nemmeno in considerazione il fatto che i responsabili di tale (presunto) aumento potessero essere romani o turisti che niente avevano a che fare con la gmg né si chiedeva in che luogo le orde di pellegrini vogliosi avrebbero potuto sfogare i propri istinti…
Lo strabismo degli anticlericali li permette di vedere solo le scritte sulle magliette, le chitarre, i canti e i balli, e li fa ignorare gli anni di preparazione spirituale che quasi tutti i partecipanti fanno nelle proprie parrocchie, le catechesi, gli incontri di preghiera, le confessioni, le adorazioni eucaristiche.
Entrando nello specifico delle riflessioni di Raimo e mattioli, non capisco perché il cristianesimo non possa essere una cultura condivisa. Perché non è cultura ma stile di vita? Ma lo stile di vita cattolico deriva da precetti che pur essendo di derivazione divina vengono interpretati e attualizzati al variare dei contesti socioculturali (“non è il Vangelo a cambiare ma la nostra capacità di comprenderlo”). Perché è talmente anacronistico da non poter essere condiviso? La croce è stata motivo di scandalo in qualsiasi epoca umana ma questo non deve impedire ai cattolici di impegnarsi perché ciò non avvenga. Naturalmente non parlo né di crociate né di tribunali dell’Inquisizione ma di testimonianza, ovvero di ciò che è l’attuale programma missionario della Chiesa (che poi non sia condiviso da tutti è un altro discorso), essere un luminoso esempio di fratellanza universale, amare
il prossimo senza pretendere di convertirlo.

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Di: Eva https://minimaetmoralia.it/interventi/quanto-dista-una-giornata-mondiale-della-gioventu/#comment-37744 Tue, 23 Aug 2011 22:06:11 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5041#comment-37744 Questo articolo mi confonde. Il fatto è che non riesco a distinguere, nel discorso generale, la differenza netta tra “cattolico” e “cristiano”.
Dal punto di vista di una non credente quale io sono, con sincero rammarico, il cattolicesimo è la becera degenerazione di un discorso iniziato più di 2000 anni fa e le giornate della gioventù non sono che un’aberrazione alla pari dell’ostentazione dei simboli religiosi nei luoghi pubblici, delle stucchevoli trasmissioni televisive nelle domeniche italiane e delle esenzioni fiscali e dei vari privilegi di cui la Chiesa gode praticamente dall’editto di Costantino (e quindi, Nicola, davvero riesci a sperare nella separazione Chiesa-Stato?). Tengo da parte le crociate, i roghi dell’Inquisizione, la vendita delle indulgenze e la misoginia intrinseca al culto mariano, per il quale, la donna deve mantenersi incontaminata e dire sempre sì al suo uomo e padrone: il padre prima, il marito poi. Ma sono d’accordo con Raimo: la scelta religiosa dovrebbe essere un’esperienza totalizzante, radicale. E però come faccio ad abbracciarla, questa scelta, se mi si predica la verginità fino al matrimonio, l’omosessualità come una malattia, il divorzio come una colpa, l’aborto come un crimine? E quindi, la mia risposta, radicale, è NO. Preferisco rimanere non credente.
Ma un tempo, la Chiesa, mi offriva almeno il ristoro di un’alternativa culturale: era quella dei Michelangelo e dei Brunelleschi, o dello Stabat Mater del Pergolesi (e sì, mi piace troppo) e delle Messe di Bach. Adesso è quella delle magliette sponsorizzate da DHL e delle cafonate extralusso “a Padre Pio”, o dei rosari in plastica con la voce preregistrata.

Padre, perché ci hai abbandonati?

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Di: minimaetmoralia https://minimaetmoralia.it/interventi/quanto-dista-una-giornata-mondiale-della-gioventu/#comment-37667 Sun, 21 Aug 2011 17:53:07 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5041#comment-37667 Ma anche se gli italiani (per esempio) iniziassero a leggere il “Vangelo” sarebbe già qualcosa…

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Di: sentieri erranti https://minimaetmoralia.it/interventi/quanto-dista-una-giornata-mondiale-della-gioventu/#comment-37653 Sun, 21 Aug 2011 12:11:43 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5041#comment-37653 E se si iniziasse a riscoprire la natura apocalittica delle prime comunità cristiane? Cercando, veramente, di comprendere la natura e il clima di un Evento atteso di cui si era avuta solo lontana avvisaglia?

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Di: carlo https://minimaetmoralia.it/interventi/quanto-dista-una-giornata-mondiale-della-gioventu/#comment-37569 Sat, 20 Aug 2011 17:14:08 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5041#comment-37569 concordo con nicola. E’ forse il caso di ricordare la polemica di Dostoevskij nei confronti della Chiesa Cattolica nel racconto “il grande inquisitore”, ripreso dall’ultimo lavoro di franco cassano “l’umiltà del male”. Ne riporto un passaggio
“L’Inquisitore ha un rimprovero durissimo da muovere: consegnando la fede ad un atto di libertà, Cristo ha proposto agli uomini un compito del tutto superiore alle loro forze. Gli uomini, dice il vecchio prelato, non sono fatti per la libertà perché non ne sono all’altezza (p. 9)” . Dunque l’inquisitore (che rappresenta qui la chiesa cattolica) è cosa assai diversa da Cristo e dai suoi insegnamenti. In fondo Dante Alighieri scrive la “commedia” spinto da una forte esigenza di risanamento morale e religioso della Chiesa scaduta nel mercantilismo e nell’affarismo, offensivi dei più basilari principi religiosi e morali e nei confronti degli stessi cristiani. Ricordo sempre molto divertito l’artifizio letterario con cui Dante riesce a smascherare Bonifacio VIII, le sue malefatte, le responsabilità che ebbe per il declino della Chiesa. Ed infine eroica e commovente è l’invettiva contro i papi simoniaci. Tutto questo per sottolineare che non c’è nulla di nuovo. Se la Chiesa seguisse davvero l’insegnamento di Cristo sarebbe naturalmente povera ed umile senza alcun potere politico/economico. Ma suppongo che ci sarebbe almeno più giustizia sociale.

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Di: Nicola Lagioia https://minimaetmoralia.it/interventi/quanto-dista-una-giornata-mondiale-della-gioventu/#comment-37501 Sat, 20 Aug 2011 11:29:41 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=5041#comment-37501 A proposito di Cristo, Chiesa, Cesare, cristianesimo, Scritture, e soprattutto radicalità, Pasolini (che non è il quinto evangelista, che si può ovviamente mettere in discussione, e scavalcare – anche a ragione – ma difficilmente aggirare) nel ’74 diceva questo:

Un compito della Chiesa per la sua rinascita dovrà esser quello della liberazione dal potere con la radicale distinzione fra Chiesa e Stato. Rovesciando il grande imbroglio dell’interpretazione clericale della frase di Cristo: Dà a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio.

In essa è concentrata tutta l’ipocrisia e l’aberrazione che hanno caratterizzato la Chiesa controriformistica. Si è fatta passare come moderata, cinica, realistica una frase di Cristo che era radicale, estremistica, perfettamente religiosa. Cristo non poteva voler dire: accontenta questo e quello, non cercar grane politiche, dà un colpo al cerchio e uno alla botte. In assoluta coerenza con la sua predica lui voleva dire: distingui nettamente far Cesare e Dio, non confonderli qualunquisticamente, non conciliarli. Cristo poneva una dicotomia estremistica e invitava all’opposizione perenne a Cesare, anche se magari non violenta.

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