Commenti a: Un nauseante odore di carciofo https://minimaetmoralia.it/interventi/un-nauseante-odore-di-carciofo/ un blog di approfondimento culturale Fri, 22 Nov 2013 12:52:10 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Vulfran https://minimaetmoralia.it/interventi/un-nauseante-odore-di-carciofo/#comment-440246 Fri, 22 Nov 2013 12:52:10 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=16503#comment-440246 @bidé
A me sembra che le sfugga il fatto che chi legge Fabio Volo è raro che legga “La lettura”, che, tra l’altro, non è nemmeno malaccio e ospita contributi interessanti. Se esiste un fenomeno letterario di massa è ovvio che la rivista culturale di un quotidiano nazionale se ne debba interessare. La banalità e la banalizzazione sono sempre esistite e non risalgono agli ultimi 25 anni, o pensa che prima esistessero solo Flaubert e Tolstoj?

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Di: Vulfran https://minimaetmoralia.it/interventi/un-nauseante-odore-di-carciofo/#comment-440241 Fri, 22 Nov 2013 12:46:29 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=16503#comment-440241 Non so, l’assenza di discernimento tra “libri facili e libri per pochi eletti” è proprio ciò che porta all’esistenza dei Fabii Volii, pertanto non ho capito se alla fine questo benedetto pinguino si è staccato dal gruppo per fare il giro del mondo e smettere così di seguire il gruppo andandogli, invece, incontro. E poi “leggere è un atto violento” sarebbe bello come graffito, ma a livello critico non ho mica capito cosa voglia dire!
Per quanto riguarda i carciofi, avevo un’ava che ne aveva passate parecchie (guerra, vedovanza, morte di una figlia…) e non sopportava il sapore dei carciofi, però, aggiungeva sempre, “se ci sono solo quelli, li mangio”.

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Di: Antonio Coda https://minimaetmoralia.it/interventi/un-nauseante-odore-di-carciofo/#comment-439678 Thu, 21 Nov 2013 20:28:55 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=16503#comment-439678 Con un prevedibilissimo cambio di scena, ripasso: il bello di mettersi in quarantena consiste nello sbucarne fuori quando più se lo aspettano gli altri.

Io sono contentissimo quando mi rispondono, perché le mie sono domande-domande, con niente di retorico e un punto interrogativo onesto alla fine.

Per Francesca:
Signora Francesca (suona brutto quasi quanto “Signor Coda”, che a sentirlo mi fa ritirare le gengive) io non battaglierei affatto con lei, quindi non capisco perché si preoccupi del contrario. Di cosa ci sarebbe da dispiacersi se nutriamo preferenze letterarie differenti? Il fanatismo è in chi lo prevede, e ci si è così abituati al vizio della faziosità che lei non sospetta nemmeno che a me non potrebbe che far piacere che un lettore si senta coinvolto dalla sua letteratura d’elezione come io dalla mia. Ora ci farò pure la figura di chi ritorna su suoi passi, ma a me pare che sia lei a aver fatto un pezzettino di strada verso di me. Sarà che sono le nove di sera, che la giornata è stata lunga o perché (liberissima di non credermi) tornando a casa c’ho beccato puzza di broccoli cucinati e quindi ho un po’ di fabiovolismo nell’apparato digerente, ma anche io trovo che McCarthy sia più bravo di Roth, ma mooooolto più bravo, e che la Kristof sia stata un prodigio di letteratura. Sebald mi ha annoiato e Marias mi ha stressato e Vergogna di Coetzee a me è piaciuto, per dire, più di tutti i romanzi che ho letto di McEwan. Bufalino è squisito, ma personalmente lo sento già datato, e Arbasino e Mari, che grandi penne! Ma a romanzi sono debolucci forte, e io credo che il banco di prova della letteratura sia il romanzo. Non mi cambia che a Mari sarò debitore per sempre, non avessi letto il suo Rosso Floyd magari non sarei neanche andato al concerto di Waters a Roma. Se io però, tra tutti questi, continuo a preferire, complessivamente, Aldo Busi, per la qualità e la quantità, mica deve essere un cruccio per qualcuno? Lei Signora Francesca avrà per di più le competenze che io le invidio da subito, di riuscire a leggere fluentemente in lingue diverse dall’italiano, io no, per questo poi mi limito a esprimermi, sulla qualità linguistica, più sulla letteratura italiana che sulla straniera, altrimenti sarebbe uno scontro impari tra scrittori e traduttori, per dire. Signora Francesca, il fanatico sarò pure io (c’è quest’altra vulgata, che sia autoconsolatoria?, secondo cui uno che apprezza la letteratura di Busi deve insufflare l’afflato religioso da seguace, proprio quello che lo scrittore scoreggia via), ma il lessico da oratorio arrembante ce l’ha lei, di derivata formulazione busiana tra l’altro: “sub dio personale elevato a feticcio” mi ha scritto, e meno male che le ero simpatico. La ringrazio per la risposta!

Per Bidé:
Bidé, era solo settembre 2013? Due mesi fa, a me sembravano anni! La ringrazio per la ricerca d’archivio. Anche lei, però, con questa storia della malafede: non se ne faccia una malattia professionale. Io neanche ho capito dov’è la mia malafede, pensi un po’, sarà perché non né ho né di buona né di cattiva. Intrigantissime le segnalazioni: non ne conosco neppure uno. E non le nascondo il piacere di voler riparare al più presto. Poco fa ho concluso “La principessa di Clèves” e ne sono rimasto abbacinato. Ci sono romanzi dei secoli scorsi che sembrano stati scritti tra chissà tra quanti altri secoli, e io rimango in mezzo, azzittito. Faccio sul serio, ora veramente mi riprometto di non occupare altro spazio. Però, con la stessa bellezza informativa della sua ultima risposta, potrebbe togliermi l’ultima curiosità: perché come nickname si è scelto “Bidé?”

Saluti e ottime letture a tutti!
Antonio Coda

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Di: SoloUnaTraccia https://minimaetmoralia.it/interventi/un-nauseante-odore-di-carciofo/#comment-439614 Thu, 21 Nov 2013 18:52:58 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=16503#comment-439614 Bel pezzo.
Adoro i pinguini, la loro grazia, la loro goffaggine, la loro fragilità e la loro umanità atavica. Consiglio di leggere “Picnic sul ghiaccio”, di Andrei Kurkov.
Non sentir parlare di Volo è abbastanza difficile ma ignorarlo, viceversa, riesce bene. Consiglio di provare pure quello, volendo.
Anch’io fui un ribelle del coprifuoco.

Alla fine mettendo insieme tutti gli indizi considero che la maggior parte dei dolori intellettuali del popolo italico è responsabilità dei giornalisti.

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Di: bidé https://minimaetmoralia.it/interventi/un-nauseante-odore-di-carciofo/#comment-439591 Thu, 21 Nov 2013 18:09:16 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=16503#comment-439591 Vuole che faccia l’archivista? Ecco qua:
https://minimaetmoralia.it/el-especialista-de-barcelona-aldo-busi/

Per il resto, ma c’erano dubbi?, continua ad essere in malafede. Può citare anche 150 autori a post, ma ce n’è uno solo a cui innalza statue.

Vuole una lista di nomi, ché se no non è contento?
Otokar Březina, Baldomero Lillo, József Katona, Marie Under, Martinus Nijhoff e via così.

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Di: Francesca https://minimaetmoralia.it/interventi/un-nauseante-odore-di-carciofo/#comment-439590 Thu, 21 Nov 2013 18:08:39 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=16503#comment-439590 saremmo un passo avanti, volevo dire.

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Di: Francesca https://minimaetmoralia.it/interventi/un-nauseante-odore-di-carciofo/#comment-439587 Thu, 21 Nov 2013 18:04:20 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=16503#comment-439587 Signor Coda, battaglierei con lei a lungo su ciò su cui non siamo d’accordo, ma non vorrei mai farle dispiacere. Philip Roth è più bravo di Busi. Cormac McCarthy è più bravo di Philip Roth. Certi cazzeggi di Arbasino, sono molto più belli di certi cazzeggi di Busi. Non perché sia morto, ma “Diceria dell’untore” di Bufalino è più bello di molti libri di Busi. “Vergogna” di Coetzee, per semplicità ed equilibrio, è più compiuto di certi romanzi di Busi. Purtroppo son morti Sebald e la Kristof, che se lo mangiavano. Ma Javier Marias è ancora vivo, e, linguisticamente, compete col nostro e col Suo, e spesso lo sconfigge. “Rosso Floyd” di Michele Mari ha una struttura per la quale Busi è troppo vecchio. Il che non toglie che Busi sia uno scrittore bravissimo. Però è il concetto di fan, che temo non vada sempre d’accordo con l’amore per le lettere. A ogni modo, signor Coda, fossero tutti “almeno” come lei sarebbe un passo avanti.

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Di: marisa salabelle https://minimaetmoralia.it/interventi/un-nauseante-odore-di-carciofo/#comment-439586 Thu, 21 Nov 2013 18:02:50 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=16503#comment-439586 Grazie a Antonio Coda per avermi risposto. Per tornare sul tema dell’articolo, dico: non mi sorprende e non mi scandalizza che Volo venda tanti libri. Una buona parte di coloro che acquistano libri desiderano qualcosa di molto leggero, che scorra liscio come l’acqua, che stimoli pensieri semplici e susciti emozioni facili. Volo, per questo tipo di lettori, è l’ideale. Sono una snob nel dire questo? Può darsi; ho letto molto e so riconoscere un prodotto ben confezionato, che a me, magari, non dice nulla, ma che tante persone leggono volentieri. Invece mi ha lasciata perplessa l’assegnazione del Premio Neri Pozza al romanzo “La Ricchezza” di Marco Montemarano. L’ho letto con molta curiosità e l’ho trovato deludente per vari aspetti che non starò qui a elencare. E mi sono chiesta: come ha fatto questo romanzo a sbaragliare gli altri 1780 concorrenti? Davvero in quella gran mole di opere non c’era niente di meglio?

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Di: Antonio Coda https://minimaetmoralia.it/interventi/un-nauseante-odore-di-carciofo/#comment-439576 Thu, 21 Nov 2013 17:37:45 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=16503#comment-439576 Bidé, che uffa&riuffa: Busi io manco l’avevo citato, l’ha citato Francesca, la quale ne preferisce molti altri sebbene non si sa chi siano; e quando l’ho citato io, l’ho fatto assieme a un’altra caterva di autori e scrittori, poi se a lei resta solo il nome di Busi in testa, lo domandi a se stesso il perché.

Comunque non sia vanitoso, non creda che voglia mettere in bocca a lei parole di cui vado fiero io: sono stato così gentile con lei, mi era chiaro che apprezzasse un punto di riferimento critico e fosse dispiaciuto se anche questo punto partisse per la tangente delle marchette poiché bizniz-is-bizniz, a lì in avanti ho strologato mettendoci del mio, mica del suo. E in quanto alla critica letteraria, sappia che io non svilirei mai qualcosa che si svilisce benissimo da solo.

Però anche lei non mi deluda adesso, Bidé, e mi faccia sapere chi sono gli autori dall’Ottocento all’indietro lasciati fuori dalla topografia letteraria.

Sa qual è la cosa divertente? Che, per quel che ricordo, questa è la seconda volta in assoluto che commento qualcosa su questo blog e l’ultima volta deve essere stata parecchi mesi fa. Avevo parlato anche lì di Busi? Certo lei è un archivista migliore di me delle mie memorie occasionali. E sono rispettoso, neanche le chiedo perché si firma digitalmente “Bidé”.

Eddai, non mi rappresenti cazzutamente polemico quale non sono, che finisce che ci credo e me ne vanto. Capito, mi rimetto in quarantena.

Salutoni volanti!
Coda

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Di: bidé https://minimaetmoralia.it/interventi/un-nauseante-odore-di-carciofo/#comment-439558 Thu, 21 Nov 2013 17:05:28 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=16503#comment-439558 @Antonio Coda: non mi pare di aver parlato di canonizzazioni, che sono d’altronde inaffidabili anche per periodi lontani, quelli che per lei sono pacificati ma che per me non lo sono affatto; da qui allo svilire la critica letteraria sul contemporaneo, però, ce ne passa. Se poi lei passa a intendere la critica letteraria come tempietto evidentemente è in malafede e vuol mettere in bocca agli altri parole che non hanno detto.
Resta poi il vero quesito fondamentale, ovvero cercare di capire perché ogni suo post su questo blog deve trasformarsi in un peana a Busi, ma forse la risposta l’aveva già data Francesca.

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Di: Patty https://minimaetmoralia.it/interventi/un-nauseante-odore-di-carciofo/#comment-439553 Thu, 21 Nov 2013 17:02:26 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=16503#comment-439553 premesso che la mia storia di lettrice è simile a quella di Carbè – a casa mia c’erano solo gialli, fumetti, edizioni del reader’s digest, enciclopedie, National Geographic e sin da piccola leggevo qualsiasi cosa, ovunque mi trovassi e dunque non provengo da un milieu intellettualoide e snob – come lettrice (anche oggi che di mestiere scrivo) ho sempre e solo avuto un criterio di scelta: la qualità della scrittura. Mi annoiano a morte, i critici e gli scrittori ‘difficili’, noiosi e autoreferenziali. Non mi scandalizza affatto che FVol scriva sulla Lettura. Mi inorridisce semplicemente la desolante banalità di ciò che scrive. La sua mancanza di senso del ridicolo. E una cosa, soprattutto: la sua furbizia. FVol non vende un milione di copie perché scrive bene ma perché piace in tv. nessuno compra FVol per come o cosa scrive. Ma perché ha fatto un film carino con la Rocca. Da zelig in poi, dalla Kovalski in poi, la ggente compra l’asse da stiro ‘visto in tv’. E anche l’autore. Littizzetto & C. insegnano. Se FVol scrittore fosse uno sconosciuto esordiente, brutto, basso e grasso, scrivendo così, avrebbe venduto 13 copie.Tutto qui.
ps in coda per il sig Coda: non me ne voglia, ho saltato i suoi commenti. Sono più lunghi dell’articolo.

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Di: Simone Nebbia https://minimaetmoralia.it/interventi/un-nauseante-odore-di-carciofo/#comment-439509 Thu, 21 Nov 2013 16:00:02 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=16503#comment-439509 Grazie M&M, avevo perso l’articolo di Volo e l’ho degustato insieme al cicorione ripassato con l’aglio che mia madre ha sradicato a bordo strada, in quantità abnormi, al largo delle isole di Tor Tre Teste 🙂
No beh, grazie davvero perché ho scoperto che si scrive, e bene, anche divertendosi di una critica alla critica, come nel caso della Condè che colpevolmente non conoscevo e come nel caso di questo Antonio Coda fra i commenti che padroneggia, anzi, spadroneggia la lingua con ammirevole equilibrio.

Bene. Bene. Avanti così

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Di: Antonio Coda https://minimaetmoralia.it/interventi/un-nauseante-odore-di-carciofo/#comment-439456 Thu, 21 Nov 2013 14:48:44 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=16503#comment-439456 E, da passante occasionale vero, mi trattengo oltre la decenza e la pertinenza e vuoto un po’ il sacco così posso poi dileguarmi alleggerito.

Non sospettavo, come scrive Bidé (e magari non è neppure un nickname) che “La lettura” del Corriere fosse un tempietto delle Serie Lettere, né che ne potesse esistere uno. Quando si tratta di letteratura contemporanea non ci si dovrebbe fidare di nessuna canonizzazione in corso d’opera ma procurarsi letture allo sbaraglio e spostarsi in solitaria da lì. Il resto, inevitabilmente, non può che essere viziato dagli interessi commerciali del day-by-day. Il territorio letterario pacificato arriva all’Ottocento e a una prima metà del Novecento, il resto è guerra aperta.

Io, se c’è da spendersi per uno scrittore, mi spendo per Aldo Busi perché trovo abbia scritto dei romanzi epocali, ma prima di farmi questa idea li ho letti tutti, i suoi libri, e li ho letti tutti perché dopo averne letto il primo mi veniva sempre più voglia di leggere anche gli altri. E è miope non capire che spendersi per Aldo Busi significa spendersi per le persone che invito e alle quali auguro di leggerlo, perché non è che faccio l’agit-prop per l’impennamento dei bollini SIAE, credo sia evidente.

A oggi non conosco altro scrittore che abbia scritti altrettanti romanzi altrettanto epocali, ma questo non è un verdetto critico, è la testimonianza di un lettore. Trovo ci sia bigottismo spelacchiato in chiunque voglia trovarci per-forza qualcosa di settario o di compromissorio in chi manifesta scopertamente la sua ammirazione ragionata e comprovata su uno scrittore piuttosto che su un altro. Riprendo in questo senso quanto Moresco scrive nella seconda parte de “Lettere a nessuno”: la scelta non è obbligata: o tra il clan, il comitato d’affari, la loggetta intellettuale, o la solitudine siderale, la marginalità ascetica, la separazione assoluta? Possono esserci di contro associazioni gratuite, oneste, amichevoli, sincere, non per questo non erronee, ma certamente non riconducibili sempre alla stessa paranoica sfigatisissima e ammorbante logica-del-sospetto.

È facile, e comodissimo fino al punto di essere viscidino, esprimere nel novembre del duemilatredici le proprie passioni per Dostoevskij, Joyce, Flaubert, e, siccome l’esterofilia è sempre ben accetta, per un Pynchon, e, siccome ai morti è concessa ogni lode, per un Bolaño.

Nella mia ragionata scommessa, ovvero nel mio investimento estetico, io sento che Aldo Busi ha dato alla letteratura qualcosa che ancora non aveva e in quantità superiore a quanto le abbiano dato gli altri.
E non c’è niente di più legittimo che reputare sbilanciate o troppo caricate queste affermazioni, però le si deve controbilanciare con qualcosa e caricarle a testa bassa alla testa di altri scrittori, di altre opere, di altra qualità eccezionale, quanto meno nominandola. Per questo se Francesca non mi risponde e non mi dice quali sono gli altri scrittori contemporanei buoni per farne feticci ci resto male. Spero solo non chiami dentro Walter Siti, che per me può bonariamente continuare a scrivere critiche alla d’Urso.

Preferisco l’imbarazzo di una ammirazione apertamente dichiarata al cinismo svergognato e suscettibile di chi crede che provare ammirazione per uno scrittore che ha il difetto di essere vivo corrisponda a sminuire se stessi.

Perché poi, e per provare grettamente a ricollegarmi all’articolo!, non ci vuole niente per dire che ti piacciono i libri di un Fabio Volo, basta comprarli. I libri di Aldo Busi invece no, devi leggerli, altrimenti si capisce subito se sei in bluff o no.

Ah, povero thread, l’ho martoriato!
E saluti a tutti; Coda.

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Di: Antonio Coda https://minimaetmoralia.it/interventi/un-nauseante-odore-di-carciofo/#comment-439423 Thu, 21 Nov 2013 14:13:44 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=16503#comment-439423 Salve Marisa Salabelle, dovrei impegnare qualche riga di commento per premettere quanto io non sia una la persona più indicata a avere, e meno che meno a dare, pareri su uno scrittore, però siccome niente è più bello della sintesi quelle righe le lascio implicite, e le risponde che l’interesse verso il libro di Montemarano è nata dal fatto che nel concorso per l’inedito di Neri Pozza è passato avanti per un punto a un altro scrittore di cui invece aspetto il prossimo romanzo: Alessio Arena e il suo “La letteratura Tamil a Napoli”. Di Arena è il romanzo “L’infanzia delle cose”, secondo me bello dalla forma alla forma passando per una storia formidabile Approfittando della campagna sconti della Neri Pozza sono andato in libreria per prendere “La ricchezza (che titolo da pochi spiccioli…)” e ne ho letto le prime pagine: la seconda più fiacca della prima e la terza più fiacca della seconda, nonostante ci fosse un figlio gelato forse morto in un letto e una corsa in auto all’ospedale, per cui al momento devo trovare la forza per andare avanti (forza narrativa che, invece, il “Morandini” di “A grandi giornate” è riuscito a darmi e a conservarmi fino a metà libro: dopodiché era meglio che si fermasse). Trovo ingrato oltre che da vigliacchi giudicare un libro prima di averlo letto se non tutto almeno per due terzi, perciò al momento di Montemarano non posso che dire quanto abbia iniziato male. (E ora nello zaino ho l’ultimo di Munforte; oltre al diabolico, e fuori qualsiasi concorso, “La principessa di Clèves” in una smagliante edizione Frassinelli.) I miei saluti!, Coda

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Di: bidé https://minimaetmoralia.it/interventi/un-nauseante-odore-di-carciofo/#comment-439385 Thu, 21 Nov 2013 13:13:24 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=16503#comment-439385 Secondo me tutti, e sottolineo tutti, nei commenti si sono lasciati sfuggire il vero fatto in essere. Che non è quello che il Volo venda tanto e venda sempre (e chissenefrega anche, anzi, buon per lui), bensì che al Volo venga riservato l'”onore” di scrivere su La Lettura del Corriere della Sera, ovvero in quello che dovrebbe essere un orticello di critica letteraria. Quella vera.
Ad ogni modo, sono sicuro che al Corriere sappiano benissimo di essere diventati spacciatori di banalità.
Il mio parere è che, negli ultimi 25 anni in particolare, la cultura di massa (mi si passi il termine) si autodetermina attraverso i suoi fruitori, e quindi non essendo più ciò che la gente dovrebbe leggere/studiare/guardare/ascoltare, bensì ciò che VUOLE leggere/studiare/guardare/ascoltare, quelli del Corriere hanno bellamente scelto una linea editoriale compiacente a questa tendenza. Ma io voglio scoprire attraverso percorsi impervi, non voglio essere accompagnato per mano nel percorso che va da casa mia alla parrocchia a casa mia un’altra volta.
Gli editoriali inspiegabilmente salomonici davanti alle malefatte dei governi, la ricerca della platea moderata a tutti i costi, e operazioni come questa di cui si discute, soprattutto alla luce dei recenti fatti, che hanno evidenziato le difficoltà economiche del gruppo, mi portano a pensare che il Corriere stia cercando di dare una impronta ecumenica, la più ampia possibile, per affrontare la crisi in cui si trova.

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