Commenti a: Alexis il greco. Intervista a Tsipras mentre la Grecia sceglie il suo futuro https://minimaetmoralia.it/interviste/alexis-il-greco-intervista-a-tsipras/ un blog di approfondimento culturale Mon, 06 Jul 2015 17:03:35 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Matteo Nucci: La lunga storia della democrazia diretta in Grecia nel giorno delle votazioni - Inchiesta : Inchiesta https://minimaetmoralia.it/interviste/alexis-il-greco-intervista-a-tsipras/#comment-1742722 Mon, 06 Jul 2015 17:03:35 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=25140#comment-1742722 […] separare, discernere, scegliere). Lo sanno bene i greci. E lo sa bene Tsipras che nella sua intervista preelettorale volle addirittura andare oltre l’etimologia greca, aprendosi all’etimologia cinese che vede […]

]]>
Di: gloria gaetano https://minimaetmoralia.it/interviste/alexis-il-greco-intervista-a-tsipras/#comment-1446275 Tue, 27 Jan 2015 16:40:18 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=25140#comment-1446275 Tsipras ce l’ha fatta, lavorando senza tregua nelle periferie, con piccoli ambulatori improvvisati in cui la gente scambia medicine, nei quarttieri poveri e medi, nei bar sbrinellati, parlando con tutti, ascoltando , nelle mense di colontari laici. Dovunque, senza tralacsiare nessuna. Si lavora di più, ma non si spendono tanti soldi per le elezioni.
E ce la farà anche Podemos, con metodo simile.E tutti i paesi del Sud mediterraneo, compreso il Portogallo, che non reggono all’austerità europea omicida.
Se l’”austerità è una guerra”, dice Tsipras, e il primo fronte è quello dei “paesi dell’Europa del sud”, allora questa guerra va combattuta. Non è detto che il suo esito porterà ad un nuovo patto tra il capitalismo e la democrazia in nome di un riscoperto neokeynesismo. Una soluzione economica tutta ancora da inventare, in realtà. La crisi ha spostato la produttività del capitalismo verso la finanza, lasciando macerie nella realtà. E nessuna risorsa per lo Stato sociale.
Tra mille difficoltà Syriza potrebbe rappresentare il primo passo verso ipotesi più radicali di governo in Europa. Ma tutto questo è prematuro e forse non ci sarà mai una risposta. In compenso, dopo i primi cinque anni di guerra, Tsipras ha in registrato due punti contro il social-liberismo e il nazionalismo sovranista di sinistra che nel 2004 affossò il referendum sulla Costituzione europea. Non che oggi essa vada difesa, anche perché le critiche al suo impianto neoliberista erano, e sono, ragionevoli.
È lo scenario ad essere cambiato. Così lo ha descritto Tsipras: con la crisi l’Europa è diventata lo spazio della lotta di classe, sociale ed economica, il campo privilegiato per cambiare gli equilibri a favore di chi lavora, di chi è precario o disoccupato. La guerra che combattiamo non è tra gli Stati o tra i popoli tornando alla svalutazione competitiva delle monete nazionali. È contro i banchieri e il capitale finanziario. Per questo dobbiamo cambiare la costituzione politica e materiale dell’Europa”.
I soggetti della lotta di classe
Con quali soggetti condurrà questa lotta di classe per una nuova costituzione europea? Non con i comunisti del KKE che hanno impedito la formazione di un governo di sinistra in Grecia. Per loro quello di Tsipras è un tentativo “neo-capitalista” e “pro-euro”. Sono scenari, e disastri, già visti in Europa.
Il giornalista del Guardian Paul Mason segnala che la crisi ha generato in Grecia (e non solo in Grecia) nuove classi sociali. Il voto a Syriza è infatti trasversale. Ci sono i poveri e i disoccupati, il ceto medio, e poi una generazione ispirata alla “fiducia in se stessi, alla creatività, alla propensione a trattare la vita come un esperimento”. È la generazione senza futuro. Sulle sue spalle gli oligarchi hanno scaricato il peso dell’austerità che non intendono pagare. Il voto a Syriza è una rappresaglia contro la loro corruzione. L’appello ai ricercatori e alla Grecia della creatività, rivolto da Tsipras nel discorso di domenica 25 gennaio, è rivelatore.
Questa è anche la base della nuova economia sociale che si è affermata in Grecia. Comprende il mutualismo dei gruppi di acquisto, delle cooperative, dell’economia della condivisione e del cowork (Impact Hub promuove impresa sociale e l’innovazione). È a questo quinto stato che si rivolgono esperienze di autorganizzazione come la rete Solidarity for All. Un modello ricavato dalla Piattaforma degli Ipotecati in Spagna che ha lanciato una campagna anti-sfratti, sgomberi e pignoramenti. Poi ci sono le esperienze di mutualismo sui medicinali, le mense popolari, le fabbriche recuperate, il commercio dei prodotti alimentari in circuiti auto-gestiti. Tutto questo non fa una classe in sè, ma è parte di un esperimento fondato su pratiche emergenti, dal basso verso l’alto.
Come far durare un movimento?
Per esistere Syriza dovrà coesistere con questi movimenti, tutelando la loro autonomia fino al punto di scontrarsi. Senza il movimento la sua debolezza politica travolgerà il governo di Tsipras. Pur con una base militante limitata (30 mila iscritti) Syriza vuole unire la resistenza dal basso con le lotte dei lavoratori e dei precari, i movimenti di solidarietà, il mutualismo e l’economia della condivisione creati nell’ultimo terribile quinquennio. Per resistere, queste pratiche vanno strutturate e politicizzate in organismi autonomi sostengono i loro protagonisti.
Si sta parlando di pratiche istituenti, quelle descritte dal filosofo greco-francese Cornelius Castoriadis. L’autore de L’istituzione immaginaria della società sosteneva che il sociale non significa molte persone. E il politico non è l’istanza verticale che serve a decidere. La ricchezza della “società civile” non viene sintetizzata nella persona unica del sovrano. Syriza, come Podemos in Spagna, non occupano il posto al vertice e non governano lo spontaneismo delle masse. La miseria della sinistra europea sta nell’ostinata riduzione della politica alla psicologia collettiva, mentre il progetto di Syriza, e domani di Podemos, non è il risultato della connessione sentimentale tra un Capo (o un “ceto dirigente”) e le masse.
Il progetto di Tsipras è invece basato sull’istituzione. Tutto parte dalle pratiche che formano regole le quali costituiscono organi collettivi che modificano comportamenti individuali. Poi c’è la creazione di circuiti e flussi che attraversano forme politiche nelle quale singoli e gruppi riversano la propria volontà di esistere e si riconoscono in base alle azioni e ai rispettivi benefici. Parliamo di istituzioni auto-governate che generano decisioni politiche. Sono ricavate da una ricostruzione microfisica di un tessuto sociale all’interno di uno spazio politico aperto sul futuro non determinato.
Questo sporgersi sull’ignoto consiste nel tentativo di ripopolare dispositivi che sembravano desueti: innanzitutto il mutualismo, riemerso dopo 70 anni di Stato sociale, 40 di neoliberismo, 5 di austerità. Al governo di Syriza spetta il compito di riconoscerlo.

]]>
Di: Un'intervista a Tsipras https://minimaetmoralia.it/interviste/alexis-il-greco-intervista-a-tsipras/#comment-1441614 Sun, 25 Jan 2015 14:23:52 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=25140#comment-1441614 […] Un’intervista ad Alexis Tsipras, il leader del partito greco di sinistra Syriza accreditato della vittoria alle imminenti elezioni. L’intervista è l’unica concessa a un giornale italiano nell’ultimo periodo. […]

]]>
Di: gloria https://minimaetmoralia.it/interviste/alexis-il-greco-intervista-a-tsipras/#comment-1441078 Sun, 25 Jan 2015 08:42:43 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=25140#comment-1441078 40 anni, ingegnere e quindi, d’autorità, un elevato curriculum culturale, deve appoggiarsi alla speranza
per ripulire l’orizzonte nero che si avvicina sempre più a portata di mano!
Questa immagine
“se noi vinceremo le elezioni e riceveremo un mandato di governo chiaro, non ci sarà nessun
negoziato con la Troika. Perché dovrei sedermi a un tavolo con questi funzionari a discutere del nostro futuro? Non si tratta di un’istituzione europea, che io sappia. Non ha ricevuto nessuna legittimazione dall’Europa. Io chiederò di incontrare i partner degli altri ventisette paesi dell’Unione, discuterò nelle sedi appropriate, presenterò il mio progetto e ascolterò quello che ciascuno ha da dire. Ma con la Troika no”.”,

fa pendant con quella di Renzi che ora avrà dalla sua parte il KALIMERO GRECO e l’unione fa la forza.
La Germania distrutta dalla guerra, ha avuto in regalo la SPERANZA di sopravvivere con

“la cancellazione della maggior parte del debito greco, esattamente come si fece per la Germania prostrata dalla guerra con la Conferenza di Londra del 1953, e una “clausola di sviluppo” per pagare la restante parte non indebitandosi ulteriormente ma in relazione alle entrate prodotte dalla crescita economica del Paese.”

Perché non appoggiarsi a questo precedente ormai offuscato dal peso del tempo?

]]>
Di: Lorena Melis https://minimaetmoralia.it/interviste/alexis-il-greco-intervista-a-tsipras/#comment-1441038 Sun, 25 Jan 2015 08:08:27 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=25140#comment-1441038 fra tante chiacchiere so soltanto che per ora neanche Alexis spiega come potrà colmare il debito ed inoltre ancora non ci dice come stanno veramente le cose..I poveri e i disoccupati in Grecia non hanno più assistenza medica..

]]>
Di: Alexis il greco. Intervista a Tsipras mentre la Grecia sceglie il suo futuro | Over The Doors https://minimaetmoralia.it/interviste/alexis-il-greco-intervista-a-tsipras/#comment-1440919 Sun, 25 Jan 2015 07:01:31 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=25140#comment-1440919 […] Alexis il greco. Intervista a Tsipras mentre la Grecia sceglie il suo futuro […]

]]>