Commenti a: “Atti osceni in luogo privato”: intervista a Marco Missiroli https://minimaetmoralia.it/interviste/atti-osceni-in-luogo-privato-intervista-a-marco-missiroli/ un blog di approfondimento culturale Sun, 13 Sep 2015 12:45:18 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Rasputin https://minimaetmoralia.it/interviste/atti-osceni-in-luogo-privato-intervista-a-marco-missiroli/#comment-1858027 Sun, 13 Sep 2015 12:45:18 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26918#comment-1858027 “In hoc signo vinces” non “vince”, Cristo!

]]>
Di: ATTI OSCENI IN LUOGO PRIVATO ( Marco Missiroli) | Letture disordin@te https://minimaetmoralia.it/interviste/atti-osceni-in-luogo-privato-intervista-a-marco-missiroli/#comment-1784552 Fri, 31 Jul 2015 11:56:39 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26918#comment-1784552 […] cui sembra che tutto ormai sia definito ; ma Marco Missiroli stesso dice in un’intervista per minima&moralia che se gli lasciassimo altri dieci anni scriverebbe di certo un seguito perchè Liberò non è […]

]]>
Di: Ludovico https://minimaetmoralia.it/interviste/atti-osceni-in-luogo-privato-intervista-a-marco-missiroli/#comment-1670475 Wed, 03 Jun 2015 16:59:07 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26918#comment-1670475 ormai è chiaro:in italia non ci sono troppi lettori,è noto,ma non perché stanno tutti a scrivere i loro romanzi e a legger poco i libri degli scrittori editi,bensì perchè son tutti impegnati nell esser aspiranti critici del ultimissimo libro oggetto di dibattito(fosse dfw,missiroli..avanti n’artro..)

]]>
Di: Giustino S. https://minimaetmoralia.it/interviste/atti-osceni-in-luogo-privato-intervista-a-marco-missiroli/#comment-1654971 Tue, 26 May 2015 11:06:00 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26918#comment-1654971 “…una felicità che proviene dal ricordo di una vita posteriore… anteriore… (Posteriore o anteriore? Anteriore, anteriore)… quando chissà chi eravamo noi due. Forse io un pirata e me sa che tu una sirena…”.

A. Sordi in F. Fellini, Lo sceicco bianco

]]>
Di: RobySan https://minimaetmoralia.it/interviste/atti-osceni-in-luogo-privato-intervista-a-marco-missiroli/#comment-1651538 Mon, 25 May 2015 07:17:34 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26918#comment-1651538 “…ne trova l’intimità posteriore…”

Be’, è arrivato ‘n’artro comico!

]]>
Di: SoloUnaTraccia https://minimaetmoralia.it/interviste/atti-osceni-in-luogo-privato-intervista-a-marco-missiroli/#comment-1650182 Sun, 24 May 2015 20:50:57 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26918#comment-1650182 Da Amazon:

52 di 60 persone hanno trovato utile la seguente recensione
1.0 su 5 stelle Intelligenza premeditatoria 4 marzo 2015
Di hotkay
Formato:Formato Kindle

“Sarebbe sufficiente la lettura della prima pagina e mezzo per capire che questa narrazione vi porterà in quel labirinto fatto di erotismo-sesso-oscenità-amore che accompagna gli esseri umani tutta la vita” ha scritto Francesco Crevasco del Corriere della Sera, ed è riportato nel sito della Feltrinelli come viatico al nuovo romanzo di uno degli enfant prodige della letteratura italiana contemporanea, che con i precedenti romanzi ha fatto incetta di premi e, si apprende da Wikipedia, è tradotto in Germania, Francia (naturalement!), Spagna, Stati Uniti, UK, Canada, Svezia. La frase elogiativa del collega Crevasco (collega di giornale del Missiroli) svela involontariamente il segreto del libro che “Atti osceni in luogo privato” avrebbe potuto essere (ma non è stato), perché in effetti l’incipit e le prime righe del romanzo sono riuscitissime, tali da ingolosire anche il lettore smaliziato e da indurlo ad affrontare quello che pure appare sin da subito l’ennesimo romanzo di formazione e di iniziazione erotica e sentimentale. Purtroppo da lì, e per oltre duecentoquaranta pagine, Missiroli si smarrisce, ennesimo scrittore di talento perduto dal mito di Narciso.
Intanto, un appunto tecnico: preso dall’urgenza di raccontare i fatti, lo scrittore per tutto il romanzo dimentica che la storia narrata, quale che sia il suo peso specifico, richiede un trattamento. Trattamento che qui manca, per cui alla fine si ha l’impressione di aver letto una interminabile sinossi. Conosciamo bene la storia, abbiamo individuato i vari personaggi – incidentalmente noterò che si tratta solo di personaggi eccezionali e positivi. Manca totalmente il villain tranne, a tratti, quando si incarna in Libero stesso, che, in un elenco non esaustivo, costringe la sorella del suo migliore amico a un rapporto con uno sconosciuto nel cesso di un locale a New York, scavalla la donna di un altro dei suoi amici, e prova a profanare l’amata, appena sottratta all’amico, attraverso il sesso, spogliandola “della sua regalità, e della sua lievità estetica” – abbiamo la testa piena di fatti e dettagli, e manca quasi totalmente lo svolgimento, a partire dai dialoghi che, tranne il continuo soliloquio dell’io narrante con se stesso, si riducono a ben poca cosa.
Viene spontaneo immaginare, procedendo a tappe forzate nella lettura delle gesta di Libero, l’autore che durante la necessaria rilettura del testo, si sforzava allo scopo di concepire frasi vuotamente poetiche a mo’ di preziosi intarsi, come “dai primi di dicembre germinava in me un senso di possibilità” o “la sensazione comune, irreversibile, che qualcosa stava accadendo”, e che poi rileggeva quelle stesse frasi tra sé o alla fidanzata, compiacendosi della propria felice ispirazione.
Ci sono alcuni elementi, nella narrazione, che si ripetono con insopportabile ossessività e lasciano l’impressione che essi, nei propositi dell’autore, possano innescare nel lettore una qualche coazione o siano semplicemente la strizzata d’occhi che Narciso rivolge al proprio riflesso, quindi ben oltre lo scopo funzionale alla narrazione. Ad esempio, oltre all’irruzione costante, fastidiosa e generalmente gratuita di termini francesi o parafrancesi (tra questi, l’ineffabile “bibliò”) il racconto è contrappuntato da una serie di richiami a fatti di cronaca (la morte di Sartre, i fatti di piazza Tienanmen) o visioni di film e letture di libri che servono a scandire la cronologia della narrazione, conferendole un’aura di verità. Questa tecnica, utilizzata per agganciare la finzione narrativa alla realtà storica è ben poco sofisticata, invero, e presenta il continuo pericolo dell’anacronismo (segnalerò all’editor distratto che il film Balla coi lupi è del 1990 ma nel romanzo sembrerebbe che Libero e Anna lo vedano, in lingua originale, l’anno prima, e quindi prima che uscisse). Altro artificio per conferire realtà alla narrazione è la continua e precisa citazione di luoghi e cose, quella patologia che potremmo chiamare ‘ossessione denominativa’ (ad esempio, la birra è “una moretti”, non è mai una birra e basta).
Lo scrittore di talento, poi, utilizza sapientemente l’alternanza di tono alto e basso, con una certa inclinazione per l’alto.In questa chiave si inquadra l’imperdibile particolare del nostro amico Libero che si inchiappetta (ne trova “l’intimità posteriore”, come scrive delicatamente il Missiroli) l’amata, futura madre del figlio a venire, giusto la sera in cui lui le ha chiesto – prima della ‘presa della Bastiglia’, e resta il sospetto che la sodomia sia una sorta di compensazione retro-ahi-attiva – di sposarlo. D’altro canto programmaticamente all’inizio della sezione battezzata sobriamente “Adultità” il nostro dichiara, perché non ci siano infingimenti, di aver sposato l’amata “per amore. E per come scopa”. E’ da questi particolari preziosi e, a mio avviso, non derogabili che si rivela la declinazione dei sentimenti del protagonista e, viene da pensare, del compiaciuto autore. Poiché la strada per la – appunto – ‘adultità’ passa per i libri, suggeriti da una incomprensibile eumenide dal grosso seno (si scoprirà da qualche parte che la playlist l’aveva fornita a questa il padre prima di schiattare), l’autore, in un passo che è una mirabile prova appunto “di autore”, liquida qualche ‘mediocre’ scrittore americano (Bellow, Philip Roth, Hemingway, London) associando ad ognuno di essi una ficcante associazione mentale (la sagacia, la fragilità erotica, i cazzotti, l’esplorazione). Meglio così, verrebbe da dire, meglio la superficialità (ma Libero direbbe l’_orizzontalità_) piuttosto che la critica più dettagliata e puntuale che viene dedicata ad altri (Whitman “arpionò il mio caos”, “mi obbligò a rovistare nei miei angoli reconditi”. Egli “avvertiva la diversità e la agognava” e da questo nasceva il suo “istinto placido e furioso, mai sazio”).
Infine, una piccola antologia di frasi edificanti, improntate a quell’obscurisme che fa vincere i premi letterari:
“l’inizio della nostra intimità fu nei passi” (quasi sempre è così, persino negli stupri)
“…le aveva usato una delicatezza di labbra per diecimila lire. Le ragazze di colore sanno di cognac…” (con una geniale diversione il mentore in carrozzella, dopo aver pagato al nostro un corso rapido su come -indossare un profilattico, tenuto da un’esperta del settore, prova a recuperare parte del guiderdone offrendo alla signorina una prestazione orale)
“Conobbi la Milano dei panettoni e dell’inaspettato” (il panettone era dell’anno prima: a tagliarlo venne fuori una sorpresa)
“sussultavo, non per il seno che mi lambiva, non per un suo sottile imbarazzo: perché ebbi la certezza di pretenderla” (qui l’ispirazione deve averla fornita il buon Raf, “oltre la noia del jazz”, col suo brano “Ti pretendo”)
“intelligenza premeditatoria” (l’autore sente di essere già un classico e si permette di inventare parole)
“parlavamo niente” (l’economia del discorso lo induce a risparmiare anche sulle preposizioni)
“facevamo l’amore per anestetizzare l’angoscia e per ossimoro” (concentratevi su questa frase. L’avete fatto? Ebbene, questa preziosa immagine non vuol dire un beato cazzo di niente)

]]>
Di: “Atti osceni in luogo privato”: intervista a Marco Missiroli | OverTheDoors News Stream https://minimaetmoralia.it/interviste/atti-osceni-in-luogo-privato-intervista-a-marco-missiroli/#comment-1648803 Sun, 24 May 2015 09:15:03 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=26918#comment-1648803 […] By Valentina Pigmei […]

]]>