Commenti a: Contro la rogna dell’antispecismo https://minimaetmoralia.it/interviste/contro-la-rogna-dellantispecismo/ un blog di approfondimento culturale Sun, 24 Aug 2025 15:38:04 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Marco https://minimaetmoralia.it/interviste/contro-la-rogna-dellantispecismo/#comment-2022697 Sun, 24 Aug 2025 15:38:04 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=6597#comment-2022697 Ho interrotto la lettura dopo aver letto: «Gli animali non hanno interessi, sono mossi dall’istinto ». Savater è rimasto a Cartesio: nulla conosce delle moderne scoperte etologiche. Poraccio lui e noi che leggiamo la sua intervista.

]]>
Di: Francesca https://minimaetmoralia.it/interviste/contro-la-rogna-dellantispecismo/#comment-2009568 Thu, 14 May 2020 12:49:08 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=6597#comment-2009568 Emiliano le rispondo semplicemente così: lei giustifica il male che gli uomini commettono contro gli animali in quanto anche certi animali in natura a volte sono crudeli (ma non mancano nemmeno episodi di grande compassione tra animali), allora visto che i leoni maschi uccidono i cuccioli perché non uccidiamo anche noi i nostri bambini? Probabilmente mi risponderà: “perché siamo più evoluti o dotati di ragione”, bene, allora non avrebbero senso i paragoni che ha fatto prima tra uomini e animali (“loro possono quindi anche noi possiamo”), o siamo dotati di ragione/compassione solo quando ci fa comodo?

]]>
Di: alfa https://minimaetmoralia.it/interviste/contro-la-rogna-dellantispecismo/#comment-1381961 Tue, 23 Dec 2014 09:53:34 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=6597#comment-1381961 la rogna dell’antispecismo… ottimo livello

]]>
Di: Emiliano Venanzini https://minimaetmoralia.it/interviste/contro-la-rogna-dellantispecismo/#comment-1107987 Mon, 29 Sep 2014 16:22:04 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=6597#comment-1107987 Noto che fra i commenti Giorgia ara ha risposto a qualcuno scrivendo: “Mi sembra, e spiace dirlo, che si filosofeggi senza voler affrontare il problema principale: gli animali (inclusa la specie Homo sapiens) possono provare sofferenza? Se la risposta è sì, come ovvio, non mi sembra attività disdicevole, ma anzi meritoria, quella di cercare di fare – attivamente, mi si perdoni la tautologia – il possibile per alleviare le loro sofferenze e ricostruire il benessere naturale, per preservarlo. E – per me – poco importa che ciò si faccia per amore, empatia, compassione, razionalità, logica, perché l’alternativa sarebbe insopportabile, perché così dice l’etica, la morale e/o l’impone il diritto: insomma basta che si agisca, qual che sia la motivazione, purchessìa.
E’ tanto, tanto semplice.”

Questo è il punto della questione: gli animali soffrono e pure l’uomo, soffriamo ovviamente in maniera diversa perché noi abbiamo l’autocoscienza e la quasi totalità degli animali no; dopo l’autocoscienza poi ci sono altre differenze ma questa resta la maggiore.
Ma volendo far finta per un attimo che l’autocoscienza sia secondaria e che il solo fatto di avere dei nocirecettori che diano lo stimolo nervoso detto dolore sia condizione sufficiente per affermare che i moscerini soffrono proprio come l’uomo e quindi hanno lo stesso diritto di vivere (perché i moscerini hanno nocirecettori e se iniziate a dire “ma un gatto non è come un moscerino” io vi direi “e ci mancherebbe! Ma il gatto non è come l’uomo a sua volta!”), come argomenta Giorgia (e spesso tantissimi antispecisti come lei) la necessità di ridurre quanto possibile questa sofferenza?

“Ricostruire il benessere naturale, per preservarlo”. No scusa, come? E che cavolo sarebbe il benessere naturale?
Allora siccome “””noi soffriamo e gli animali soffrono””” dovremmo attivarci per far sì che il mondo diventi un Eden in cui la sofferenza non esiste?
Per chi abbia delle nozioni di biologia, o chi come me ha guardato super quark abbastanza a lungo da bambino, non dovrebbe essere difficile capire che questa è la pretesa più antropocentrica che si possa concepire!
L’ Uomo e il suo giardino.

Fa piuttosto ridere pensare di essere obbligati a sconfiggere la sofferenza animale nel mondo: la sofferenza (che nel mondo animale si chiama dolore, solo dolore, al quale magari aggiungere un’ istintiva paura del predatore) è un fatto inevitabile in natura, proprio perché a “la Natura” del nostro benessere, o di quello degli animali, non frega proprio nulla.
La natura è il luogo dove avviene la lotta per la sopravvivenza ed è il teatro giornaliero di certe violenze che l’uomo difficilmente riuscirebbe a compiere.
Pretendere di “ricostruire il benessere naturale” non è quello che ti chiederebbe un animale se capisse che tu glielo stai proponendo e denota più che altro un’ ignoranza su cosa sia la natura e come funzioni davvero: i topi nei laboratori vivono con il cibo gratis, in ambienti climatizzati, sterili e privi di predatori, cosa che gli dà un’ aspettativa di vita un tantino più alta dei loro parenti nei campi, prede di gatti, uccelli, faine, parassiti, malattie, freddo, fame e non per ultimo avvelenamento (che è colpa nostra). Qualcuno davvero pensa che preferirebbero la vita nei campi?
E i gatti perché si sono lasciati addomesticare se non per aver trovato un modo più facile di vivere di quello “naturale”?
Certo, il toro in natura magari muore incornandosi con un suo simile piuttosto che sbranato da un orso, e preferirebbe la sua vita naturale alla corrida. Gli altri animali che mangiamo però sono tendenzialmente destinati, presto o tardi, alla morte per predazione, ovvero: mi accorgo del pericolo, paura, scappo, mi insegue, mi inseguono, più paura, imboscata, mi tagliano la strada, devo scappare in un’ altra direzione, passo troppo vicino a un degli inseguitori, mi molla un morso su una coscia, corro ancora ma sono stanco e mi fa male la ferita, rallento, i predatori mi raggiungono e mi sopraffanno, mi attaccano al collo (probabilmente) finché non mi dimeno più, ma ancora non sono morto che già mi hanno aperto la pancia e mi mangiano le interiora, e dopo un po’ fine.

Certo, probabilmente vengono presi solo da vecchi, perché i predatori si concentrano sui cuccioli o sui deboli e vecchi, ma Giorgia e tanti altri antispecisti fanno riferimento al “naturale corso di vita” di un animale, quando non lo chiamano proprio “benessere” come se senza l’uomo gli animali potessero vivere in un paradiso terrestre felice e spensierato.
Questa concezione disneyana della natura è sbagliatissima e l’ ambizione di “ricostruire il benessere naturale” fa ridere perché: 1 è una pretesa antropocentricissima;
2 il benessere naturale è una favola incoerente con la realtà;

Se quindi anche in natura, senza l’uomo ci sarebbe un sacco di sofferenza nel regno animale, perché noi dovremmo farci le seghe mentali sul fatto che causarla noi sarebbe sbagliato? Sbagliato de che?
La storia dell’ evoluzione della vita sulla Terra è un susseguirsi di sopraffazioni di una specie sull’ altra, di “specismi” uno dietro l’altro (parola che non avrebbe senso se qualche “diversamente pensatore” non avesse sentito il bisogno di classificare un comportamento naturalissimo come “discriminazione fra specie”), lo specismo quindi, se se ne ammette l’esistenza, cosa che io trovo insensata, non è che la norma e l’antispecismo, se adottato sarebbe un comportamento antievolutivo e contro natura.

Per non parlare dell’ estendere diritti ad animali che non sanno cosa sono e che fra loro non li rispettano: non potremmo mai multare un gatto che tortura un topo o un delfino che decapita un pesce per infilarci il pene e masturbarcisi, ma pretenderemmo di punire un uomo che uccide un animale perché commette un atto ingiusto?
Non è lampante che è un’ autodiscriminazione? Un’ applicazione di un sistema di diritti a senso unico, mentre fra gli umani è reciproco? Sarebbe giusto questo?
Giusto e sbagliato sono cose che appartengono all’ uomo, la natura non sa cosa farsene, né di loro né del “benessere” che è quella condizione che si raggiunge SOLO quando si superano gli ostacoli posti dalla stessa natura!
Qui siete soprattutto filosofi credo, se non avete tempo per studiare biologia, ecologia e simili, almeno guardate super quark: una volta il servizio sui leoni e una volta quello sulle gazzelle, è il primo passo.

]]>
Di: Emiliano Venanzini https://minimaetmoralia.it/interviste/contro-la-rogna-dellantispecismo/#comment-1107621 Mon, 29 Sep 2014 12:09:18 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=6597#comment-1107621 Sono d’accordo, ma secondo me la questione si poteva sviscerare con più efficacia: in natura il bene e il male non esistono, sono concetti umani che hanno senso applicati fra gli uomini. E lo dico senza essere affatto un relativista, a me piace Preve, per dire.
Gli animali, non distinguendo il bene e il male, non hanno etica: gatti, leoni, orsi, criceti e molti altri praticano l’infanticidio; alcuni animali praticano l’omicidio; quasi tutti gli animali si contendono il territorio, le femmine o il cibo con la prepotenza e la violenza fisica; molti praticano il furto, lo stupro, la pedofilia, alcuni la necrofilia, il cannibalismo.
Le femmine di tutti quegli animali che praticano l’infanticidio con lo scopo di renderle prima disponibili all’ accoppiamento non hanno nessun problema ad accoppiarsi in seguito con quel maschio che gli ha sterminato la prole, e questo dovrebbe togliere ogni dubbio sul fatto che negli animali il concetto di bene e male, nonché di coscienza di sé e della morte, è quasi sempre assente (da quel che so solo delfini e alcuni primati mostrano dispiacere per la morte di un simile, specie se è un figlio). La gravità della morte e il valore della vita sono sconosciuti a quasi ogni animale in quanto spesso non sono propriamente consci della propria esistenza: una mucca al macello non pensa “oddio, i miei giorni sono finiti”, sente l’odore del sangue e i lamenti e sa che proverà dolore, quindi ha paura, fine. Non sa cosa deve temere e le conseguenze di quello che subirà, un essere umano al macello invece capirebbe tutto, per questo la sofferenza umana e animale sono diverse, per questo uccidere un animale ha implicazioni etiche nulle mentre uccidere un uomo ne ha e ben gravi.

Una volta ho sentito dire che ogni etica rimanda ad una metafisica, non ho sufficiente cultura filosofica per sapere se è così, chi lo ha detto, ma so che l’etica è alla base del diritto: le leggi che discriminano cosa è giusto da cosa è sbagliato lo fanno in base a dei principi etici.
Gli animali non hanno etica, pretendere che abbiano dei diritti naturali come quelli dell’ uomo è assurdo ed è una bestemmia per la Natura. Non madre natura dei puffi, la vera natura: quella che basa la sua armonia sull’ impietosa morte dei deboli, sullo sfruttamento, la predazione, il parassitismo e mille forme di opportunismo, quella che ha lasciato estinguere migliaia di specie nel corso dei secoli senza curarsene.

Gli antispecisti sostengono che in base al fatto che tutti gli animali dotati di un sistema nervoso abbiano il comune interesse a non soffrire, dovremmo considerarci tutti fratelli, un’ unica grande famiglia, che dovremmo rispettarci e che l’uomo non ha il diritto di disporre degli animali perché si reputa superiore.
Ora, tolto che la parola “diritto” è fuori luogo perché gli animali non hanno diritti per definizione, l’ assurdo sta nel credere che noi mangeremmo animali (magari facendoli correre in un’ arena sventolando un lenzuolino rosso e vestiti come imbecilli) perché ci riteniamo superiori. Nessuna specie, nessuna, si pone dubbi morali su ciò che mangia: gli organismi eterotrofi esistono perché hanno trovato posto nel mondo nutrendosi di quelli autotrofi, uccidendoli, e i carnivori hanno trovato posto nel mondo nutrendosi degli eterotrofi erbivori; le pippe mentali ce le facciamo solo noi, non un leone che corre dietro alla gazzella.

Fra l’altro adottare un comportamento di tipo antispecista di “fratellanza” fra tutti gli animali è qualcosa che va completamente contro alla VERA natura, quella le cui dinamiche sono descritte da Darwin: una spietata lotta per la sopravvivenza!
Non a caso gli animali, che non si fanno pippe mentali e agiscono “secondo natura”, sono “specisti”, se non c’è l’uomo a riempirgli la ciotola, e nel caso dei gatti, per dirne uno, questo nemmeno basta: pur non avendo fame cacciano lucertole, topi ed uccelli per il gusto di giocarci.

Altri esempi di specismo in natura, o di mancanza di etica (che è alla base di questo mio intervento) li trovate facilmente su internet: il delfino che si masturba con un pesce decapitato; il babbuino che divora un cucciolo di gazzella SENZA PRIMA UCCIDERLO; l’ippopotamo maschio che addenta e stritola fra le fauci un piccolo di pochi giorni; nell’ indifferenza degli altri ippopotami; uno stallone che uccide violentemente un puledro appena nato che non riusciva ad alzarsi sulle zampe; gli scimpanzé (la scimmia più simile all’ uomo) che caccia in branco scimmie più piccole, uccidendole, non avendo artigli o zanne(proprio come noi) a suon di botte… e gli antispecisti rompono le palle per i macachi nei laboratori che mai faranno una fine così brutta!? Ma per favore.

In pratica in natura non esiste niente di simile all’ antispecismo perché non esiste niente di simile all’ etica: l’antispecismo è un’ orientamento (che pretende di essere considerato) etico rivolto a chi dell’ etica non sa cosa farsene, in pratica è come parlare al muro.
L’etica esiste fra gli uomini, ha senso fra gli uomini perché siamo diversi dagli altri animali (altre invenzioni che gli animali non capiranno mai? La religione, le varie forme d’arte, la storia) e non ammazzeremmo mai un neonato infermo, come invece fanno i cavalli. C’è stata Sparta a farlo, per un po’ ha funzionato ma guarda caso è sparita e non si sa che fine abbia fatto, Atene, dove prevaleva la ragione, il pensiero, la filosofia, invece sta ancora là.

L’antispecismo non è una scelta etica, perché l’etica è alla base del diritto e consegue alla conoscenza del bene e del male, l’etica è terreno del raziocinio! L’ antispecismo è frutto di un impulso emotivo, la compassione, non è una posizione eticamente valida, non c’è un ragionamento logico a suo sostegno, solo il volere di un individuo compassionevole a non causare sofferenza in un animale. Che Singer sia spacciato per filosofo è ridicolo.

]]>
Di: Ma gli antispecisti deboli non sono meglio dell’antispecismo debole? | Mangiar Fiori https://minimaetmoralia.it/interviste/contro-la-rogna-dellantispecismo/#comment-379840 Wed, 07 Aug 2013 09:16:10 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=6597#comment-379840 […] Savater, autore di Tauroetica, che Raimo stesso scelse di pubblicare col disgraziato titolo Contro la rogna dell’antispecismo. Caffo si trovava improvvisamente tra le mani la possibilità di rivolgersi a un vasto numero di […]

]]>
Di: Ma gli antispecisti deboli non sono meglio dell’antispecismo debole? | Asinus Novus https://minimaetmoralia.it/interviste/contro-la-rogna-dellantispecismo/#comment-379407 Tue, 06 Aug 2013 19:23:44 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=6597#comment-379407 […] Savater, autore di Tauroetica, che Raimo stesso scelse di pubblicare col disgraziato titolo Contro la rogna dell’antispecismo. Caffo si trovava improvvisamente tra le mani la possibilità di rivolgersi a un vasto numero di […]

]]>
Di: Lara https://minimaetmoralia.it/interviste/contro-la-rogna-dellantispecismo/#comment-192383 Thu, 12 Jul 2012 11:09:44 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=6597#comment-192383 Certo che uno non mette sullo stesso piano uomini e animali, mai, ma da esseri viventi trovo sia il caso di portare a entrambi lo stesso rispetto, che vuol dire esclusivamente RISPETTO. non storie di libero arbitrio e diritti degli animali, chiaro che non ce l’hanno e sono d’accordo su tutta quella manfrina, ma dire che non hanno interessi beh, da un punto di vista specifico magari no, ma non credo proprio che per loro morire o vivere dignitosamente in un ranch o chesivoglia sia uguale.. siamo tutti d’accordo, mè compresa, che l’animale non è l’uomo e non per niente per noi sono tutte cose da compagnia o altro (cane, gatto, etc), ma questo non deve far dimenticare che sono esseri viventi, e anche se non dotati di linguaggio e libero arbitrio credo davvero che vadano trattati nel migliore dei modi possibile. (che non vuole dire viziarli etc). in secondo, la storia che allora si dovrebbero chiudere i macelli etc se si fa la morale: no, attenzione, qui sta facendo un insieme un po’ comodo per avvalorare la sua tesi.
Un conto è uccidere un animale per mangiarlo (catena alimentare no?) un conto è ucciderlo per far divertire la gente.
Lui forse parla di quelli molto RADICALI che allora diventano vegani etc, ma io non sono nè vegetariana nè contro macelli etc; certo che però, anche in questo, condanno la tortura. Ci sono macelli e allevamenti dove l’animale viene ucciso senza chissà che sofferenze, dove comunque viene nutrito e allevato senza torture fisiche da ingozzamento etc.. e lì mi va bene. Okei, lo mangiamo, ok, è un animale, ma non lo torturiamo. Condanno i macelli e le altre strutture tipo i canili dove gli animali vengono picchiati, trascinati, etc..

credo che il punto chiave stia nell ultima domanda:

non è l’ipocrisia di una società che rimuove la morte, almeno, parlo per mè in realtà. vuoi uccidere il toro? uccidilo subito allora. la morte è parte della cerimonia? posso ancora accettarlo. MA NON IN QUEL MODO. Con lunghe sofferenze, perchè la corrida TORTURA un animale, cerimonia o no, morte o altro, allora lo accetto se gli tagli la testa rapidamente: ma infilzarlo per un ora almeno e facendolo lottare sanguinante e infierendo continuamente su di lui, NO: non credo sia un concetto difficile da capire, questo tizio forse chiama tutti moralisti perchè crede che il problema sia la morte. il problema non è la morte in sè, il problema è la modalità. se fosse la morte allora gli darei ragione, ma a parer mio non si devono nè chiudere i macelli nè smettere di mangiare gli animali. si deve smettere di torturarli.

]]>
Di: iodio https://minimaetmoralia.it/interviste/contro-la-rogna-dellantispecismo/#comment-171534 Wed, 25 Apr 2012 10:16:46 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=6597#comment-171534 io mi considero antispecista sinceramente. e detto tra noi questo savater sbaglia profondamente una questione. io non mangio carne, non voglio che gli animali non umani vengano usati come oggetti ma se vivessi in uno stato pseudo-primitivo con la mia tribù caccerei senza problemi animali. ma li caccerei rispettandoli, li caccerei vedendoli come parte di un tutto, come ciclo della vita. cambia molto la caccia per vivere e lo sfruttamento intensivo. sono due cose completamente diverse. inoltre se mi trovassi davanti una tigre che mi volesse attaccare (e probabilmente avrebbe le sue ragioni) sì, mi difenderei senza pensarci. magari perderei ma ci proverei. è un discorso stupidissimo. allora a questo punto non bisogna essere antirazzisti perchè se uno lo è e una persona di un etnia diversa prende e ti ammazza qualcuno a te caro tu non lo puoi odiare? non si può essere pro-gay perchè se un giorno un gruppo di gay prende e ti violenta tu non puoi odiarli in quanto individui e non in quanto gay? chi dice che ha combattuto il fascismo e poi perpetua uno stato di continua oppressione verso altre creature solo perchè sono diverse instaura gli stessi meccanismi. chi giustifica i macelli perchè tanto sono solo animali, giustifica anche i cie perchè tanto sono solo stranieri, giustifica le guerre umanitarie perchè tanto sono solo terroristi, giustifica, inconsciamente, i lager perchè tanto sono solo ebrei. comunque a parlare siete tutti bravi. voglio vedervi dentro un macello. luigi si vede che tu di medicina e ricerca non sai molto, vero? lo sai che la vivisezione a parte che è spacciata per unica e grandiosa ha portato anche allo sviluppo di tantissime medicine letali per l’uomo. ma non solo. lo sai vero che certe sostanze reagiscono in maniera diversa su di noi e sugli animali? lo sai che il limone se dato ai topi provoca la morte? se dovessi testare qualcosa al limone non uscirebbe mai perchè sembra che provochi la morte. dai. e comunque io non sono per l’estinzione degli animali, siete così ottusi che credete che gli animali vivranno solo tramite l’uomo. ovvio che una parte si estinguerà, ma questo pianeta è fottutamente limitato, non possono viverci tutti gli esseri umani nè tutti gli animali. certo che gli animali devono morire. certo che gli uomini devono morire. ma voi vedete solo gli antispecisti come fighette che parlano in falsetto agli animali e li coprono di baci. non avete capito un’emerito. gli antispecisti non sono quelli che baciano un micio e poi uccidono barboni e alcolisti o altra gente. quelli si chiamano coglioni. l’antispecismo lega la liberazione umana da qualsiasi tipo di sfruttamento e oppressione (razzismo, xenofobia, povertà, lavoro precario, schiavitù, mercificazione dei corpi, tratta delle donne, guerre per le risorse, capitalismo, ecc..) alla liberaziona animale e della terra. chi si definisce così e non trova importante la liberazione umana è un idiota.

]]>
Di: Teresa Ferri https://minimaetmoralia.it/interviste/contro-la-rogna-dellantispecismo/#comment-170397 Fri, 20 Apr 2012 12:33:53 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=6597#comment-170397 Cito da http://www.liberazioni.org/ra/ra/t13.htm: Arrivare a dire che i tori da corrida esistono in quanto esiste la corrida non è affermazione molto brillante. Sembrerebbe che la forma logica di una proposizione di questo genere sconfini negli esercizi da manicomio. In realtà non è così. Essa serve per creare l’angoscia in un ascoltatore che si trova già preparato dalle catastrofiche affermazioni della TV circa l’estinzione di specie animali. Quante volte si sente dire in qualche trasmissione documentaristica: “La tale specie è vissuta nel nostro pianeta da x milioni di anni e ora la sua esistenza sta per concludersi inesorabilmente per la pressione che l’uomo esercita presso i confini delle aree ristrette in cui la specie ancora permane.” Ogni specie che se ne va è una perdita per tutta la biosfera, non vi sono dubbi. Ma che una razza – non una specie – selezionata dall’uomo scompaia è così drammatico? E se sì, per chi lo è? Potrà esserlo per chi decide che la corrida è una forma artistica e culturale per lui irrinunciabile, non certo per l’animale al quale si vuol far dire che sì, la sua vita è meravigliosa perché a lungo intrattenuta in splendidi pascoli e trattamenti da re. E per far questo si ricorre all’unica parola capace di seminare il terrore esistenziale nell’uomo: “essere nulla”! Ma, fatta eccezione dell’uomo, l’ente sensibile se ne infischia di essere o di non essere. Questo può essere il problema di Amleto, non certo di un essere al quale, comunque, nell’ultima fase della sua esistenza si fanno pagare con gli interessi tutti i “trattamenti principeschi” offertigli in precedenza. L’amore per la vita non è neanche propria di tutti gli umani, per quale ragione dovrebbe essere attribuita ai tori da corrida?

]]>
Di: luca ziosi https://minimaetmoralia.it/interviste/contro-la-rogna-dellantispecismo/#comment-164975 Thu, 29 Mar 2012 19:51:56 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=6597#comment-164975 Scusate ma nella pratica se chiudono tutte le corride a livello mondiale dove pensate che finiscano tutti i tori? Quelle sono razze molto particolari allevate solo per quello, nello stato attuale delle cose chiuse le arene finiranno tutti macellati e la razza si estinguerà come è già avvenuto per gli splendidi esemplari di “vacche da soma” scomparsi ormai da 100 anni. Avete già un piano pronto per la salvaguardia di questi esemplari?

]]>
Di: Il terzo antispecismo. Stato dell’arte e proposta teorica « minima & moralia https://minimaetmoralia.it/interviste/contro-la-rogna-dellantispecismo/#comment-159490 Thu, 15 Mar 2012 10:10:25 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=6597#comment-159490 […] settimana fa l’intervista al filosofo Ferndando Savater, pubblicata da Matteo Nucci, ha innescato una discussione incredibilmente  sferzante e […]

]]>
Di: Contro l’antispecismo, senza nessuna rogna « minima & moralia https://minimaetmoralia.it/interviste/contro-la-rogna-dellantispecismo/#comment-155301 Sat, 25 Feb 2012 11:03:21 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=6597#comment-155301 […] giorno fa abbiamo pubblicato – con un titolo improvvido – una recensione di Matteo Nucci al libro di Fernando Savater, Tauroetica. La discussione che si è sviluppata è stata straordinariamente ampia e accesa. […]

]]>
Di: Luigi Ronda https://minimaetmoralia.it/interviste/contro-la-rogna-dellantispecismo/#comment-155210 Fri, 24 Feb 2012 13:30:25 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=6597#comment-155210 Buonasera a tutti, intervengo a discussione già ampiamente avanzata e me ne scuso.
Premetto che conosco e ho letto il libro di Savater e anche quello di Nucci, e insieme a questi parecchi altri testi sulla tauromachia: sì, vado a vedere le corride.
Ma non solo: mangio con gusto carne e pesce, credo che la sperimentazione animale abbia permesso passi giganteschi nella ricerca medica e perciò la benedico, mio nonno allevava animali da cortile che ci davano uova, latte, carni, pelli, e per scelta non possiedo (possedere è il termine giusto, no? d’altronde mica il gattino ha scelto di sua spontanea volontà di vivere in appartamento) animali da compagnia, nel senso che la compagnia me la fanno a sufficienza la mia famiglia e i miei amici.
Alla luce di tutte queste premesse posso avere cittadinanza in questa discussione senza essere immediatamente tacciato di brutalità e efferatezze varie? Mi auguro di sì, e dunque proseguo.

Pensavo di intervenire su un duplice piano, quello del metodo e quello del merito: o in altri termini, la forma e la sostanza.
Alla quale sostanza sono molto interessato, essendo quello dei diritti animali e più in generale quello dell’evoluzione nel rapporto tra uomo e animali un tema che mi appassiona e che studio. Sono giustamente molte le voci che invitano la comunità filosofica a trattarlo con sempre maggiore scrupolo e attenzione.

Succede però che, riflettendo su cosa scrivere in questo mio commento, mi sia accorto che il metodo sia tale da prevaricare e rendere impossibile il merito: ovvero, la forma rende impensabile alcun confronto sulla sostanza.

Il problema è davvero serio e preoccupante: è frustrante e pericolosa la sproporzione che nel 99% cento dei casi esiste tra l’innegabile importanza del tema trattato, e con essa certamente la legittimità delle posizioni che si confrontano, e le modalità con cui chi partecipa a queste discussioni perorando la causa antispecista/animalista brutalizza e deprava il confronto.
Leonardo Caffo, le cui idee non condivido ma che trovo evidentemente del tutto meritorie di ascolto, ha pubblicato da qualche parte in internet una interessante e articolata confutazione delle tesi esposte da Savater nel suo libro, confutazione che invita alla riflessione e stimola ad una risposta: benissimo, peccato che poi in questa discussione su M&M lo stesso Caffo proprio non resista e oplà che dalle corride si passa a parlare di nazismo (cito: “Ora, la legge e dalla parte dei carnefici, come lo era anticamente in Germania dalla parte dei nazzisti: godetevela! “), con un parallelo che lascia senza parole. Ora, i casi sono due: o Caffo non ha studiato la storia e non sa cos’è stato il nazismo, o Caffo lo sa bene e allora trovo terribile che si applichi a questi paragoni indecenti.

Proseguiamo. In calce a quell’analisi di Caffo pubblicata su Asinus Novus, tra i commenti sta anche quello di tale Claudio, in arte Sdrammaturgo, intervenuto alcune volte anche qui su M&M contro le tesi di Savater e Nucci, qualche commento sopra. Il quale Claudio sul suo blog personale conclude una furiosa reprimenda contro il Palio di Siena con il ripugnante proclama “Ogni cavallo, dieci senesi”, in un post intitolato “Suggerimento per un pestaggio” (qui: http://sdrammaturgo.wordpress.com/2011/07/08/suggerimento-per-un-pestaggio/).
Ogni cavallo, dieci senesi.
E’ roba da Fosse Ardeatine, fa venire i brividi.
In quello stesso articolo lo stesso Claudio definisce il giornalista autore di un pezzo pro-Palio pubblicato sull’Avanti, “il mai troppo pestato giornalista” (da cui il titolo del post, evidentemente).

O ancora, in questo scambio su Minima et Moralia è intervenuto, sempre appoggiando la causa antispecista, un tale Massimo che dalle sue pagine personali ci propone un paragone tra Olocausto degli ebrei e un panino col prosciutto (qui: http://despin67.blogspot.com/2011/12/se-la-morte-e-un-concetto.html).
6 milioni di ebrei contro una coscia di maiale.
Lo stesso Massimo in una cavalcata contro chi macella e consuma carne, pubblicata sul suo sito, ci informa che (cito) “Credo che chi faccia del male meriti del male. Non si parla ovviamente di chi mangia la carne (anche se se lo meriterebbero pure loro) ma di chi macella si. SI, cazzo, meritano di morire perchè sono STRONZI, consapevoli d’esserlo.” (qui: http://despin67.blogspot.com/2012/02/carne-umana.html#comment-form9)

Chi ha voglia di leggersi altre perle visiti quei siti, ne sono zeppi.

Sono tutte provocazioni, direte voi. Iperboli. Nient’altro, certo. Solo provocazioni.
Io personalmente proverei eterna vergogna a farne di simili, ma questo è affare di ognuno con la sua coscienza.

Ma la forma non è distinta dalla sostanza, lo sappiamo, e l’atteggiamento verbalmente violento e squadrista che ha la stragrande maggioranza di chi perora cause antispeciste e più in generale animaliste rende impossibile un vero studio e un vero confronto: fatevi un giro su qualche sito internet, sui blog, leggete qualche volantino, e ve ne farete un’idea.
Pedofili, nazisti, assasini, la corrida è come l’infibulazione, e poi giù a tirare in ballo la segregazione razziale, e ancora chi mangia carne commette un omicidio, eccetera.
Vomitevole.

Ma il metodo in questione ha anche un’altra falla.
Prendiamo ad esempio la nostra Rita.
Rita, qualche commento più sopra, ammette implicitamente di non conoscere nulla della corrida, se non le fantasie ossessive che circolano sui blog animalisti (massacro, sedato, non è una lotta ad armi pari e via dicendo). Bene, questo farebbe di Rita la persona meno titolata a parlare di corrida, e pure Rita si scaglia contro la tauromachia (che definisce pratica barbara e vigliacca), su di essa snocciola verità che però conosce solo lei (il toro è ucciso per biechi scopi ludici), e con ogni probabilità intimamente ne desidera l’abolizione.
Così come Rita, migliaia di attivisti o simpatizzanti dei movimenti animalisti, pur non avendo mai visto né una corrida né un Palio, pur non avendo mai visto da vicino nè un toro da combattimento né un cavallo da corsa, non esitano a battersi furiosamente perché corrida e Palio vengano banditi.
C’è qualcosa che scricchiola, ve ne rendete conto.
Leonardo Cafffo ci illumina con una domanda retorica: “Forse è troppo chiedere a Savater di andare alle corride senza costruire assurde teorie sopra uno spettacolo impari ed allucinante?”
Cos’è, Caffo è depositario di un imprimatur tutto speciale che lo legittima a stabilire chi può pubblicare cosa? Non sarebbe più semplice che Caffo e i suoi, semplicemente, evitassero di comprarsi Tauroetica di Savater?
A quando un bel rogo di fahrenheittiana ispirazione?

Tutto questo, vi piaccia o no sentirvelo dire, è insieme farneticante e terrificante.
E’ un misto di maccartismo e di acrimonia verso il genere umano che darebbe da lavorare a un esercito di psicanalisti.
E in più è cosa, intimamente, fascista.
Il punto è proprio questo: nessuno nega, per carità, la possibilità che uomini e donne sviluppino sensibilità animaliste anche particolarmente spiccate. Nessuno nega il fatto che, per rimanere al tema, la corrida possa suscitare reazioni di repulsione, o di disagio, o di contrarietà: e libero chiunque di esprimere i propri sentimenti. Ma libero io di andare a vedere i tori, perchè io invece credo che la corrida (come ha scritto da questa parti una persona qualche tempo fa) ci dia molto di più di quello che ci toglie, che la corrida veicoli valori altissimi, che nella corrida l’animale sia rispettato e amato enormemente e molto più di ogni singolo gattino castrato che vive con voi in condominio, per dire.
Ora, credere e battersi perché una sensibilità arrivi a prevalere sull’altra (abolire le corride non risparmia certo la vita dei tori, che anzi continuerebbero a morire fino a estinguersi, ma è solo un atto punitivo verso gli uomini che di corrida si appassionano, scrivono o cantano e in alcuni casi vivono), significa credere intimamente nell’idea fascista del pensiero unico, nell’idea per cui quello che non va bene a me non deve andare bene nemmeno a te.

Ecco, la forma è questa.
Come dedicarsi alla sostanza, con queste premesse?
Come provare ad argomentare il proprio pensiero, a spiegare che distruggere due millenni di filosofia sostenendo che il libero arbitrio non esiste è prendersi una bella responsabilità, come contestare che “la vera bestia è l’uomo” oppure “più conosco l’uomo e più amo gli animali” sono aberrazioni pazzesche e che tradiscono magari tristi storie personali mai superate di delusioni amorose o di cattive frequentazioni, come spiegare che l’antispecismo è non solo innaturale ma anche ha delle contraddizioni enormi e insanabili (perché mai l’uomo dovrebbe essere l’unico essere vivente a rispettare regole morali che gli altri – gli animali – non conoscono e dunque ignorano? questo è specismo al contrario, signori; o come non accorgersi che negare le differenze di specie significa non certo elevare lo statuto dei cagnolini o dei fenicottero, ma retrocere l’uomo ad animale – e il razzismo o lo schiavismo che voi evocate, in realtà, nascono proprio da quello), come denunciare il pericolo di questa ondata di animalismo (consapevole o meno), che sta riducendo tutto il regno animale a un affare di gattini e cagnetti da una parte e di tutto il resto del creato dall’altra, con i gattini e i cagnetti ormai sempre più tristemente umanizzati e snaturati e tutti gli altri (nutrie, tacchini, scarafaggi, rospi) sempre meno visibili e sempre più rimossi dall’uomo?
Come provare a fare ciò con chi paragona la corrida al nazismo? Con chi scrive che per ogni cavallo dieci senesi?

E’ impossibile, certo, e anche inopportuno: e dunque provarci è tempo perso.

Io adoro gli animali, sul serio, e li adoro in quanto animali: adoro il toro che combatte, e poi le carni del maiale, la fedeltà e intelligenza del cane, la ruota del pavone, la pazzesca resistenza del piccione viaggiatore. Provo molta più pena per un cagnetto che passeggia al guinzaglio indossando un cappottino che non per il cinghiale cacciato nei boschi.
Adoro gli animali e pure mi sento risolutamente specista: perché molto di più amo l’uomo, e a maggior ragione se questo vostro è il modello di antispecismo.

Amo gli uomini, innanzitutto: anche quei vecchiacci che il nostro Massimo, sedicenet vegano e antispecista, celebra così in un suo post: “Malati, moribondi, bavosi, incontinenti, continuano fino alla tomba a divorare animali. (…) Davanti alla paura della morte si rincoglioniscono a pregare santini e madonnine. Si rincoglioniscono davanti alla televisione. Si rincoglioniscono nei loro ricordi ossessivi. E nessuna pietà per gli animali. Quanti animali hanno massacrato nell’arco di una vita? Cosa hanno vissuto a fare? E ora hanno solo il loro egoismo. La loro fettina ben cotta. La loro medicina. Il loro latte caldo. Magari il loro gattino o cagnolino. Odio i vecchi. Non ho rispetto per i vecchi che mangiano animali. Odio i vecchi più di quanto possa odiare il resto della schifosa razza umana.” (qui: http://despin67.blogspot.com/2011/06/vecchiacci.html)

Mio nonno ha contribuito a liberare l’Italia dei fascisti, allevava polli e conigli e a Natale aiutava mia nonna a cucinare l’arrosto.
Un vecchiaccio.

Cordiali saluti

]]>
Di: ricky https://minimaetmoralia.it/interviste/contro-la-rogna-dellantispecismo/#comment-155200 Fri, 24 Feb 2012 12:03:20 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=6597#comment-155200 “I veri barbari sono coloro che non distinguono uomini e animali. ”
Questo basta per definire savater (minuscolo) un cerebroleso !

“Le anime dei torturati urlano perché sia fatta giustizia, l’urlo del vivente che chiede la libertà.
Noi possiamo creare questa giustizia e possiamo dare questa libertà. ”
B. Horne
PUNTO E BASTA .

]]>