Commenti a: Al massimo diventeremo dei senzatetto molto istruiti. Di New York, i libri e altre ostinazioni romantiche https://minimaetmoralia.it/interviste/di-new-york-i-libri-e-altre-ostinazioni-romantiche/ un blog di approfondimento culturale Mon, 27 Jun 2016 11:30:05 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Claudia Provasoli https://minimaetmoralia.it/interviste/di-new-york-i-libri-e-altre-ostinazioni-romantiche/#comment-1952614 Mon, 27 Jun 2016 11:30:05 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=30436#comment-1952614 Leggo sempre con piacere Minima&Moralia ma questa intervista è davvero una spataffiata autoreferenziale sia dell’intervistatrice che dell’intervistato. Ma vi siete accorti prima di pubblicarla? Anche a me ha fatto passare la voglia di leggere il libro e prima di dare un giudizio così severo sono andata a leggermi altre recensioni del libro. La definizione poi “doppio romanzo di formazione” è alquanto risibile ed esagerata riferito ad un’ inchiesta sul mercato librario che interessa il pubblico perlopiù per il fatto di essere una raccolta di interviste. Ora io non dico di assumere Umberto Eco a fare critica letteraria ma almeno qualcuno che abbia rudimenti di analisi narratologica o abbia fatto almeno una triennale in Lettere. Comunque penso che questa inchiesta potrà piacere ad un pubblico non specialista, non offendetevi però se un lettore col palato più raffinato storce il naso.

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Di: Abeppe https://minimaetmoralia.it/interviste/di-new-york-i-libri-e-altre-ostinazioni-romantiche/#comment-1951103 Wed, 13 Apr 2016 10:59:13 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=30436#comment-1951103 La mia prima reazione a questa intervista: ma porco giuda. AutoreferenzialI le domande e le risposte. Per carità, niente contro gli autori americani, anzi tra i miei preferiti ci sono proprio autori americani, uno viene perfino menzionato nell’intervista. Però che noia parlare dell’editoria americana. Il problema della sopravvivenza di chi scrive per vivere non è limitato agli autori di narrativa, men che meno agli autori di narrativa americana. C’è un vasto mondo là fuori e la letteratura americana la fa da padrone per motivi di potenza economica. Basta con reportage o libri sui salotti della letteratura americana a New York oppure sui problemi del club degli autori londinesi e su chi vince il Man Booker Prize, andiamo là fuori a scoprire qualcosa di nuovo. Lo so che adesso penserete ma che c***o vuole questo, perché rosicare così? Non si tratta di quello, ma della delusione per la discrepanza tra il titolo dell’intervista e il contenuto. Intervista che tra parentesi mi ha fatto passare la voglia di leggere un libro che avrei potuto anche leggere, alla fin fine.

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Di: Ludovica85 https://minimaetmoralia.it/interviste/di-new-york-i-libri-e-altre-ostinazioni-romantiche/#comment-1951014 Mon, 04 Apr 2016 18:32:00 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=30436#comment-1951014 Libro probabilmente molto interessante. Tuttavia non mi piace il modo di condurre l’intervista di questa giornalista egocentrica e autoreferenziale. Forse pensa di essere Proust .. con domande a volte più lunghe della risposte e piena di riferimenti personali a cui al lettore non può fregare di meno. Trovo sgradevole che giovani che abbiano pubblicato un libro si atteggino già come scrittori navigati , un po’ di umiltà via.

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Di: Giulio D'Antona https://minimaetmoralia.it/interviste/di-new-york-i-libri-e-altre-ostinazioni-romantiche/#comment-1951010 Mon, 04 Apr 2016 09:03:17 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=30436#comment-1951010 Grazie Paolo!

La tua è una questione mica da ridere, con la quale sto facendo i conti da un po’ di tempo a questa parte. La risposta più semplice che mi viene in mente è, come suggerisci, vivo del ricordo di un amore perduto (non per niente il libro che mi porto dentro recentemente è di quarant’anni fa).

Però, riflettendoci e andando un pelo più a fondo: penso che esista ancora moltissimo di quella letteratura che abbiamo pian piano lasciato indietro, che si è pian piano omologata nel mescolamento dei temi e delle capacità, tra gli MFA e il ciclico ritorno al minimalismo. Non si traduce nei libri con la frequenza di una volta (o con tutti i libri che vengono pubblicati abbiamo questa impressione e ci perdiamo qualcosa di importante), ma l’America resta l’America, coi suoi paesaggi, le sue storie e le sue fonti d’ispirazione. New York è sempre New York e quei paesaggi selvaggi del sud non sono cambiati molto. Ecco, diciamo che confrontando la realtà con la letteratura perduta, vale ancora la pena di essere innamorati della speranza di un ritorno al passato.

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Di: paolo cognetti https://minimaetmoralia.it/interviste/di-new-york-i-libri-e-altre-ostinazioni-romantiche/#comment-1951004 Sun, 03 Apr 2016 11:35:54 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=30436#comment-1951004 Bravo Giulio!
Su una questione vorrei andare a fondo: come hai raccontato, il tuo libro nasce dal grande amore per la letteratura americana e per certi suoi grandi scrittori, e dal desiderio puro e semplice di andare là a conoscerli, entrare dentro al tuo amore con gli stivali ai piedi, suonare il campanello a casa di Philip Roth e parlare dei maledetti Yankees con lui. Questo mi piace molto.
Verso la fine però dichiari una cosa tristissima: “La letteratura americana è una spianata uniforme di voci molto ben educate e non c’è (o io non vedo) molta possibilità di uscire dal coro.”
Anche su questo temo, purtroppo, di essere d’accordo con te. La vedo così anch’io.
E allora mi chiedo, ti chiedo: come diavolo si fa ad amare ancora una letteratura che non è più lei? Era una letteratura borghese, colta, ben educata, una letteratura da salotto quella di cui ci siamo innamorati? No, non la mia. La mia veniva dritta dalla strada. Aveva fatto mille lavori e beveva troppo, si buttava nel letto di chiunque capitasse, aveva le suole delle scarpe consumate e non riusciva a mettere due parole di fila senza una bestemmia di mezzo. Esiste da qualche parte in America, secondo te, una letteratura erede di quella letteratura lì? Oppure hai scritto un libro d’amore, sì, ma per un amore perduto?

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Di: Al massimo diventeremo dei senzatetto molto istruiti. Di New York, i libri e altre ostinazioni romantiche https://minimaetmoralia.it/interviste/di-new-york-i-libri-e-altre-ostinazioni-romantiche/#comment-1951002 Sun, 03 Apr 2016 06:57:20 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=30436#comment-1951002 […] Al massimo diventeremo dei senzatetto molto istruiti. Di New York, i libri e altre ostinazioni roman… […]

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