Commenti a: Intervista a Simone Caltabellota https://minimaetmoralia.it/interviste/intervista-a-simone-caltabellota/ un blog di approfondimento culturale Thu, 17 Dec 2015 11:50:09 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Nasce Atlantide Edizioni. Intervista a Simone Caltabellota | Artnoise https://minimaetmoralia.it/interviste/intervista-a-simone-caltabellota/#comment-1948880 Thu, 17 Dec 2015 11:50:09 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=2885#comment-1948880 […] anni fa, in un’intervista sul Mucchio Selvaggio, ha dichiarato che “in Italia non c’è neanche un critico letterario che riesca a […]

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Di: Liborio Conca https://minimaetmoralia.it/interviste/intervista-a-simone-caltabellota/#comment-937 Tue, 21 Sep 2010 16:01:36 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=2885#comment-937 Non spetta a me “difendere” il punto di vista di Simone Caltabellota, ma è chiaro che in un genere come l’intervista, con limiti ben precisi (come la lunghezza), non sia possibile esplicare a fondo concetti evidentemente complessi come quello espresso in questo caso da Caltabellota. Anzi, mi ritengo in parte “colpevole” come intervistatore, sarebbe stato più opportuno insistere sulla questione, senza dubbio problematica e da approfondire per maggiore chiarezza.

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Di: X https://minimaetmoralia.it/interviste/intervista-a-simone-caltabellota/#comment-933 Mon, 20 Sep 2010 20:44:04 +0000 http://www.minimaetmoralia.it/?p=2885#comment-933 Trovo buffo che adesso Calvino venga letto come “neoilluminista”, dopo che buona parte della sua opera ha provato – con risultati straordinari come dimostra il suo diffuso apprezzamento nel mondo anglosassone, caso più unico che raro per un autore italiano del ‘900 – a coniugare le istanze della tradizione fantastica (anche favolistica) italiana con uno sguardo sempre lucido – anche critico, mai miope – sulla scienza e sul progresso.

Per questa sensibilità in anticipo sui tempi Calvino fu molto criticato da altri intellettuali di primo piano della sua epoca, tra cui lo stesso Pasolini – a dimostrazione che anche i più grandi possono incorrere in qualche svista, ogni tanto. Ma non rende giustizia né all’opera di Calvino né alla tradizione dignitosissima ma pur sempre minoritaria del fantastico italiano, liquidare il suo ruolo in due parole e suggerire allo stesso tempo un suo influsso deleterio sulla letteratura contemporanea del nostro paese. Non risponde alla verità dei fatti che tutti possiamo toccare con mano semplicemente entrando in libreria. Ed è curioso che un giudizio tanto tranciante sia espresso proprio da un autore ed editor che si professa stanco di storie borghesi.

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