Commenti a: L’immigrazione e le sue retoriche: intervista ad Alessandro Dal Lago https://minimaetmoralia.it/interviste/limmigrazione-e-le-sue-retoriche-intervista-ad-alessandro-dal-lago/ un blog di approfondimento culturale Sat, 05 Oct 2019 21:41:09 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Mafia Nigeriana, parla il presidente Buhari: "Giustificata la paura in Europa" https://minimaetmoralia.it/interviste/limmigrazione-e-le-sue-retoriche-intervista-ad-alessandro-dal-lago/#comment-2003501 Sat, 05 Oct 2019 21:41:09 +0000 http://minimaetmoralia.wordpress.com/?p=7#comment-2003501 […] in generale sebbene spesso tali diffidenze risultino infondate. Spiega il sociologo Alessandro Dal Lago che l’ingresso in condizioni di irregolarità non significhi necessariamente il dover […]

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Di: Guerra Michele https://minimaetmoralia.it/interviste/limmigrazione-e-le-sue-retoriche-intervista-ad-alessandro-dal-lago/#comment-14 Tue, 07 Jul 2009 17:34:01 +0000 http://minimaetmoralia.wordpress.com/?p=7#comment-14 Ciò che spiega splendidamente Dal Lago sul concetto di “discorso” foucaultiano farebbe piazza pulita di un bel po’ di preconcetti, se solo fosse preso sul serio: non sono i telegiornali, i giornali e nemmeno i programmi televisivi più beceri a produrre i razzismo. Tutti questi “media” parlano un linguaggio già sviluppato e non creano un bel niente, se non di riflesso. Il loro compito è il confezionamento dell’immaginario, non la sua produzione: la catena di montaggio del razzismo passa attraverso il quartiere, l’azienda, la scuola, l’ospedale, la stazione e centomila altri luoghi quotidiani legati ciascuno ad un’identità transeunte.
Ormai da vent’anni i discorsi sui migranti anticipano le legislazioni, ciò che “non si poteva dire” diei anni fa oggi è già diventato legge, e questo non solo per la presenza di formazioni politiche xenofobe, ma per una forma di discriminazione convenzionale e tollerata, una “narrazione” che parte proprio dal nostro immaginario – come può accadere allo stadio quando si offende un giocatore di colore e nessuno, in quel momento, bens solo a posteriori, ri-conosce il fenomeno come criminale

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Di: LUCA T. https://minimaetmoralia.it/interviste/limmigrazione-e-le-sue-retoriche-intervista-ad-alessandro-dal-lago/#comment-13 Tue, 07 Jul 2009 12:04:03 +0000 http://minimaetmoralia.wordpress.com/?p=7#comment-13 Se questo governo ha le mani libere nel disumanizzare gli stranieri e convalidare disposizioni paranaziste, se la folla non invade le piazze per gridare contro il razzismo di stato, se il popolo non accerchia Montecitorio per respingere l’abominio di un governo che lede i diritti umani, questo accade perché viviamo in un paese senza verità.

Il 70 % degli italiani vota dopo aver visto il Tg, a detta del Censis. Telegiornali nei quali è impossibile farsi un’opinione di ciò che accade, a causa dell’assenza di argomentazioni e riflessioni, a meno che non si spacci per razionale il continuo martellare sulle consuete categorie prese di mira: non-italiani inevitabilmente ubriachi assassini stupratori criminali. Ai notiziari piace mostrare un’Italia sommersa dalla criminalità, per lo più di origine straniera, a dispetto della massiccia e capillare infiltrazione delle diverse mafie nell’economia e nella politica, taciuta e sempre sottovalutata. Ma niente, dai vari Studio aperto, Tg2, TG5 etc. appare solo la pressante emergenza della paura dei cittadini imprigionati in quartieri assediati. Non contano le reali statistiche, i telegiornali sono la realtà, la sociologia non esiste, nessuno sa che i morti uccisi dal mancato rispetto delle norme della sicurezza sui luoghi di lavoro sono il doppio di quelli della delinquenza ordinaria. La piccola miserabile sicurezza sui cantieri non vale quanto quella sbandierata dai telegiornali pro-partitici.

Conta solo la Sicurezza, quella degli indigeni accerchiati dagli immigrati invasori. Le elezioni vengono vinte grazie alla barbarie della guerra di civiltà, ed a quei tredici milioni che hanno votato Lega e Pdl non importa il fatto che è stata approvata anche una legge che scoraggia l’uso delle intercettazioni, una vera e propria legge-attentato alla reale sicurezza dei cittadini. Le intercettazioni (ma cosa avranno fatto per temerle così tanto?!) saranno autorizzate per i reati per i quali sono stabilite pene superiori a 5 anni, e quando ci sono evidenti indizi di colpevolezza (bisogna già sapere chi è colpevole prima di intercettarlo!!!). Né mancano obblighi paradossali: se la magistratura ha una notizia di reato riguardo ad un prete, supponiamo violento nei confronti dei suoi piccoli chierichetti, deve prima avvisare il suo vescovo, che ovviamente potrà scavalcare la giustizia avvertendo il suo sacerdote. Le carte di ogni inchiesta e di ogni sentenza non devono più apparire pubblicamente, non possono più essere lette dai cittadini. Non è più possibile informare i lettori dei procedimenti in corso. Non è un paradosso: è tutto scritto nella legge. Qualcuno potrebbe forse pensare che è giusto anche tutelare la privacy dei criminali! Da precisare che la legge è stata approvata non da una banda di lestofanti favoriti dai crimini dei colletti bianchi, ma dai parlamentari!
Che oggi esultano per aver approvato un disegno di legge per cui è reato non un’azione ai danni di terzi, ma la semplice condizione di chi non ha i documenti validi. Così dicono (Bricolo su “La Padania”, 3 luglio) di aver superato il “buonismo di stato” (intende il rispetto dei diritti dell’uomo), di aver deciso che gli stranieri sono solo “ospiti”, che si devono “adeguare al nostro modo di vivere” e non possono più essere dei privilegiati: “Al Nord, in Padania, ma anche nel resto del Paese, la gente è stanca di pagare tasse, bolli, ticket e vedere che per gli extracomunitari è sempre tutto gratis e tutto dovuto.” E comunque, meglio che stiano a casa loro: “Il nostro Paese non ha bisogno di nuova forza-lavoro straniera”. Il reato è la stessa esistenza dello straniero, discriminato e reso inferiore per legge. Tra l’altro si tratta non solo di un’aggressione alla cultura cristiana, illuminista e democratica, ma anche di una palese contraddizione di una sentenza della Corte costituzionale che, nel 2007, aveva già escluso (anche l’ovvietà oggi necessita di conferme) che lo stato d’irregolarità potesse essere considerato come segno di pericolosità sociale. Questo governo ha deciso di punire non un’azione, ma uno stato di nascita, una condizione naturale, evidentemente non imputabile.

L’assurdità è reale, l’inciviltà è civile, il razzismo è la norma. Con il pretesto di evitare le nozze di convenienza vengono proibiti i matrimoni tra gli stranieri irregolari e gli italiani (ed hanno il coraggio di affermare che la norma non reintroduce il divieto dei matrimoni misti). Chi non ha il permesso deve pagare una multa che può arrivare ai diecimila euro! Assisteremo poi a retate quotidiane e ad un’esplosione degli istituti penitenziari perché chi affitta agli irregolari, e perfino chi oltraggia un pubblico ufficiale, prende tre anni di carcere! Questo è possibile perché la falsità è reale, prodotta da un’informazione genuflessa ai partiti, mezzo di propagazione delle menzogne e degli allarmi che servono a rendere normale l’imbecillità e la spietatezza.

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