Commenti a: Non avere niente da perdere. Una conversazione con Antonio Moresco https://minimaetmoralia.it/interviste/non-avere-niente-da-perdere-una-conversazione-con-antonio-moresco/ un blog di approfondimento culturale Thu, 12 Nov 2015 14:34:48 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: adriano https://minimaetmoralia.it/interviste/non-avere-niente-da-perdere-una-conversazione-con-antonio-moresco/#comment-1936653 Thu, 12 Nov 2015 14:34:48 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=29070#comment-1936653 “ Lunedì 6 aprile 2015 – Quello che penso stamani, che non è Pasqua ma Pasquetta, come dire una Pasqua più piccola, ma anche più leggera, meno impegnativa, più alla mano, più facile, più allegra, forse, è che Antonio Moresco doveva continuare a scrivere lettere, o comunque doveva continuare a pensarci su. Sul fatto che la letteratura è scrivere lettere, sul fatto che non si sa mai a chi siano indirizzate, sul fatto che non è mai detto che arrivino, causa Poste Italiane o altro, sul fatto che c’è chi, comunque, le lettere non le legge, sul fatto che c’è chi le legge ma non capisce quello che c’è scritto, sul fatto che c’è chi preferisce comunque comunicare de visu, sul fatto che anche chi le scrive spesso pensa che non c’è niente di più palloso che ricevere una lettera, sul fatto che ricevere una lettera fa sempre un po’ paura, cioè che una lettera è sempre un po’ « minatoria », sul fatto che, come si sa, di lettere se ne scrivono sempre meno, anche se, a pensarci, ad andare per strada, sull’autobus, in metropolitana, in ufficio, al cinema, al supermercato, la gente che scrive è sempre di più: con quelle dita magre, grasse, corte, lunghe, bianche, nere, veloci veloci, senza staccare gli occhi dal piccolo aggeggio. È tutto uno scrivere, uno scriversi, sono milioni, miliardi di parole che vanno di qua e di là, da Tizio a Caio, da Caia a Tizia, da Tizia a Sempronia: non si è mai scritto così tanto, ecco la verità. Del resto è anche vero che non si è mai mangiato così tanto, non si è mai cacato così tanto, non si è mai scopato così tanto, non si è mai nato, non si è mai morto così tanto come si nasce/si muore ora. Nel rotondo mondo. “.

]]>