Commenti a: Di librerie e patatine fritte fredde https://minimaetmoralia.it/lavoro/librerie-indipendenti/ un blog di approfondimento culturale Sun, 24 Dec 2017 13:42:46 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Marilena https://minimaetmoralia.it/lavoro/librerie-indipendenti/#comment-1964371 Sun, 24 Dec 2017 13:42:46 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=33645#comment-1964371 Una storia triste, dura, come se ne sentono tante, anche se non manca la speranza e la voglia di non darsi per vinte.
Io ho sempre adorato le librerie, quelle dove ci trovavi di tutto, l’introvabile, il manuale che tanto avevi cercato, il libro che ti incuriosisce e non riesci a lasciarlo lì, ma queste librerie sono andate scomparendo e si vedono soltanto le vetrine piene dei titoloni supportati da un buon marketing che un autore meno famoso o un manuale che leggono in pochi non si possono permettere.
Non mi piace quel tipo di lettura che appare, non la gradisco, ma non si trova altro, l’unico modo per avere la chicca che tanto desideri è ricorrere agli acquisti online che però non ti daranno mai la soddisfazione di sfogliare il libro e gustartelo al punto giusto da decidere che deve essere tuo.
E poi se devo essere sincera sul web acquisti di tutto ma molte volte rimani insoddisfatta perché è mancata la verifica a contatto che ti permette di capire se quello è veramente il libro giusto oppure no.
Ti auguro di ritornare a fare il tuo lavoro che ti piace tanto, sperando che i tempi migliorino per le piccole aziende che una dopo l’altra stanno collassando.
In bocca al lupo per il tuo futuro

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Di: Paolo https://minimaetmoralia.it/lavoro/librerie-indipendenti/#comment-1958411 Wed, 01 Mar 2017 10:02:06 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=33645#comment-1958411 Più per pigrizia che per necessità, in passato ho spesso comprato libri online: amazon, feltrinelli, ibs, libreria universitaria, abebooks… Da pochi anni, però, ho praticamente smesso, e se devo comprare un libro preferisco un libraio piccolo, o anche se devo “farmelo regalare” dico “dai un’occhiata in quella libreria o in quell’altra”. Alla fine è una differenza simile tra l’ipermercato e il negozio specializzato. Mi sono poi accorto che questa “politica dello sconto” si può traslare anche ad altri mestieri, perchè alla fine chiedere uno sconto “a prescindere” assomiglia a voler pagare di meno il lavoro di qualcun altro, o a non volergli riconoscere i mezzi di cui ha bisogno per lavorare. Ci sono tante aziende che, per esempio, usano sul pc programmi scaricati e craccati, non pagano gli straordinari, eccetera: il concetto è sempre lo stesso, cioè che se non ti prendi il tempo per comprendere (non dico a fondo ma anche a grandi linee) il lavoro di qualcuno, spesso finisci per sottovalutarlo. Io faccio il videomaker e spesso sento dire (e vedo) gente che pensa che le telecamere crescano sugli alberi, che un video si faccia un due minuti e che attrezzatura da centinaia (o migliaia) di euro sia “superflua”, come anche le competenze di un professionista. Ecco perchè, anche in questo caso, chiedere “uno sconto” non fa bene al professionista e al mercato, e forse nemmeno a chi compra. Se mi chiedi uno sconto, allora è legittimo che anche il mio lavoro sia più arronzato.

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Di: Giovanna https://minimaetmoralia.it/lavoro/librerie-indipendenti/#comment-1958379 Mon, 27 Feb 2017 13:20:43 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=33645#comment-1958379 In una libreria indipendente non C’ è mai un “eccesso di offerta” bensì una promozione di quello che le libraie amano, ritengono meritevole e anche di ciò che personalmente non viene apprezzato ma che altri frequentatori -lettori premiano ed apprezzano. Da qui un grande interscambio culturale. (Ops , grande non è la parola giusta, vista la crisi delle librerie)
L’eccesso di offerta è on-line , ma per dirla più giustamente, l’induzione all’acquisto di quello che conviene al mercato, vedi i consigli che l’algoritmo ti propone, senza valutazione di qualità e utilità .
Beato te che ancora credi di scegliere liberamente.

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Di: Andrea https://minimaetmoralia.it/lavoro/librerie-indipendenti/#comment-1958376 Mon, 27 Feb 2017 11:34:15 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=33645#comment-1958376 Giovanna il problema dell’offerta libraria come dell’offerta sessuale non è l’assenza ma l’eccesso di trippa… quanto maggiore è la trippa tanto maggiore è il rischio di non poter scegliere. Paradossalmente l’eccesso di possibilità e’ altrettanto pericoloso che la sua assoluta mancanza. È la stessa differenza che c’è tra il trovarsi in mezzo ad un incrocio e in mezzo al deserto: nell’incrocio hai solo 4 possibili vie di salvezza, nel deserto le vie diventano infinite, ma se le possibilità di scelta aumentano le possibilità di salvezza si riducono. Non sempre ad una maggiore libertà corrisponde un maggiore beneficio. È in questo caotico spazio di libertà che si gioca il futuro delle librerie ( e quello della mia vita sessuale)….

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Di: Giovanna https://minimaetmoralia.it/lavoro/librerie-indipendenti/#comment-1958373 Mon, 27 Feb 2017 09:58:58 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=33645#comment-1958373 Andrea……
Per metterla in forma molto intellettuale, per te “non c’è trippa per gatti”, non solo in libreria, ma nemmeno nelle agenzie matrimoniali….

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Di: Andrea https://minimaetmoralia.it/lavoro/librerie-indipendenti/#comment-1958363 Sun, 26 Feb 2017 09:25:53 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=33645#comment-1958363 Giulia (e Barbara) è chiaro che se ci troviamo qui è perché facciamo tutti parte di quella setta anacronistica e un po’ snob con vaga reminescenza berlusconiana potremmo definire il popolo dei libri. Ed è altrettanto chiaro che per tutti i membri della setta le librerie sono dei luoghi sacri… a me è capitato anche di commuovermi entrando in una libreria, probabilmente era un periodo in cui c’era in me un eccesso di sentimentalsimo ma fatto sta che mi si sono inumiditi gli occhi. La discussione non è sul rapporto simbolico e direi erotico che ci lega alle librerie, la discussione è sul senso delle librerie oggi, sulla necessità di preservare templi e cattedrali di un epoca che è (forse) tramontata, sui meriti che vanno riconoscuti alle orde barbariche di Amazon e affini, e sulla possibilita’ remota che barari e civilizzati possano trovare una forma di convivenza e di reciproco rispetto.
Se proprio vogliamo accostare le librerie a qualcosa direi di mettere da parte i ristoranti e guardare alle agenzie matrimoniale che – al pari delle librerie- non godono di buona salute, un po’ perché il matrimonio è caduto in disuso e un po’ perché esiste oggi quel mondo vasto e inarrestabile che passa sotto il nome di web. Ebbene il servizio che offre una libreria è lo stesso servizio offerto da un agenzia matrimoniale: la promessa quanto mai ambiziosa di metterti tra le mani qualcosa/qualcuno di cui ti innamorerai. Ora la domanda diventa: è mai possibile che un consulente, per quanto preparato, possa dirmi di chi debba innamorarmi? Il colpo di fulmine che scatta tra un uomo e una donna, come tra un lettore e il libro, è un evento del tutto fortuito che nasce da motivazioni spesso irragionevoli… posso anche dirti che a me piacciono donne more, con occhi chiari e capelli corti ma poi magari mi innamorero’ di una donna bionda, con occhi scuri e capelli lunghi. E allora mi chiedo: davvero il libraio può mettermi davanti agli occhi il mio destino, il libro che mi cambierà la vita e di cui mi innamorò ? Purtroppo ho qualche dubbio che sia cosi. Infinite sono le vie che portano al libro della tua vita…. ma quasi mai sono vie che passano per i consigli, sia pur saggi, del libraio. Sempre ammesso che sia possibile racchiudere il proprio gusto personale in categorie comunicabili, e anche su questo ho qualche dubbio, resta da stabilire se il libraio ha la capacità rabdomantica di estrarre dal chiacchericcio del marketing editoriale quel libro che aderisce esattamente alle categorie del mio gusto. Può non essere lusinghiero ammetterlo ma io a 42 anni ancora non ho capito esattamente qual’è il mio “tipo” di donna e il mio “tipo” di libro… mi risulta un po’ stano che possa averlo capito il mio libraio… se pero’ voi conoscete librai che hanno queste doti divinatorie vi prego di segnalarmeli.

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Di: barbara https://minimaetmoralia.it/lavoro/librerie-indipendenti/#comment-1958337 Fri, 24 Feb 2017 14:19:41 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=33645#comment-1958337 Sono una lettrice cosiddetta forte. Il mio libraio è indipendente e se chiude credo potrei meditare suicidio. Lo chiamo il mio pusher. Se esce un testo che sa che mi interessa me lo tiene da parte (lo fa con molti clienti), sui classici e le nuove traduzioni fornisce ottimi consigli. Legge la gran parte dei libri che vende, su quelli che acquisto e non ha letto chiede parere. Mi è capitato di entrare in una libreria di catena e di uscire senza aver comprato nulla. Per di più ora molte di queste librerie hanno lavoratori – e non è certo colpa loro – cui cambiano settore ogni due per tre per cui non hanno tempo di acquisire competenze sui libri che hanno sottomano. No, comprare Roth in libreria o su Amazon non è la stessa cosa. Il prodotto è lo stesso tuttavia Amazon non è in grado di interloquire con te sui pregressi del Roth. E pure questo è un piccolo piacere.

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Di: Giulia https://minimaetmoralia.it/lavoro/librerie-indipendenti/#comment-1958249 Tue, 21 Feb 2017 08:47:48 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=33645#comment-1958249 Gentile Andrea, il tuo commento mi piace e trovo sia scritto in maniera non offensiva, e per questo ti rispondo,perchè la discussione mi pare interessante e gli argomenti che sollevi meritano una risposta. Hai messo moltissima carne al fuoco. Per prima cosa, rispondo a quello che più mi è rimasto impresso del tuo intervento: “Un Philip Roth acquistato su Amazon o nella libreria sotto casa, è sempre lo stesso Philip Roth, la qualità del prodotto non cambia”; è vero, probabilmente per un Roth è così, ma per un autore classico? Una edizione Newton&Compton della Bronte, non è la stessa cosa di un’edizione Fazi, è lì che sta anche il lavoro del libraio, scegliere la migliore edizione da presentare alla sua clientela per offrire, come dici tu, “un prodotto qualitativamente diverso”. Lo stesso si può dire di libri di saggistica che trattano il medesimo argomento, così come libri per bambini di filastrocche classiche: ci sono edizioni con illustrazioni di pregio, e altre meno.Sulla narrativa generalista, il lavoro che fa un libraio sul catalogo è minuzioso, anche se ovviamente il cliente finale non se ne accorge, ma è giusto che sia così, siamo noi che dobbiamo fare questo lavoro di ricerca, fa parte del servizio che vi offriamo. Con questo rispondo alla tua domanda: “E allora la domanda diventa questa: questo fantomatico servizio che viene offerto dalle librerie indipendenti è davvero così necessario da indurre il consumatore a pagare di più per avere lo stesso prodotto?” Dal mio punto di vista si, ma ovviamente io sono di parte, però proverò ad argomentare la mia tesi con degli esempi che vadano oltre alla pulizia dei bagni e ai pacchetti regalo, che volevano essere degli esempi molto banali della cura con cui molti, non tutti, attenzione, si approcciano al nostro lavoro. Scelta del catalogo, lavoro di promozione sul territorio, organizzazione di eventi culturali e corsi, flessibilità negli orari di apertura, ricerche specifiche per i clienti lo richiedono. Tu chiedi: “Perché dovrei pagare i consigli non richiesti e non graditi di un libraio che, essendo un libraio, non ha tempo per leggere i libri che pur vende?” Questa domanda non mi è chiara, perchè un libraio solo perchè è libraio, non dovrebbe avere tempo di leggere i libri che vende? Anzi, è vero proprio il contrario: quando si inizia la professione, una delle prime cose che ti insegnano a fare è lo spolvero: ciò significa spolverare fisicamente gli scaffali, ma non in maniera passiva, attiva-mente: lo spolvero serve a vedere quali e quanti titoli si hanno in libreria, imparare a conoscerli e decidere quali consigliare ai clienti. Tu non paghi il libraio, tu paghi il libro. Il prezzo di copertina non lo fa il libraio, lo fa l’editore. Perchè i libri in edizione rilegata Mondadori sono arrivati a costare 23 euro? Semplice, perchè così quando vi fanno lo sconto del 15%, vi sembra comunque di pagarlo il giusto. Ma non è così: per la qualità che offre, 19,55 euro sono comunque un esagerazione: la carta è diventata carta velina, le colle si spaccano alla prima apertura, gli errori di stampa sono sempre di più e gli inchiostri spesso svaniscono. Il commercio ci insegna che nessuno regala nulla; se fanno lo sconto del 15% (quello massimo stabilito dalla legge), hanno comunque il loro tornaconto, è inevitabile. Solo che continuando a comprare dove lo sconto è diventata la regola e non più l’eccezione, si alimenta questo mercato dell’effimero, e ci perdiamo tutti.
Concludo chiarendo un’ultima cosa, altrimenti diventa un post e non una risposta: non è vero che il lettore forte non ha bisogno del consiglio del libraio, spesso si scoprono libri che uno non avrebbe mai preso in considerazione. E proprio perchè la ragazzina di 16 anni ha bisogno di essere guidata nella lettura, io vorrei che capisse che spesso, non sono quei 3 euro risparmiati a giustificarla a pensare che il libraio che non le fa lo sconto la prende in giro. E’ questo che ferisce, il fatto che se non facciamo lo sconto, ci siano persone che pensano che le stiamo truffando, quando la realtà è ben diversa.
Questo argomento andrebbe sviscerato ulteriormente, ma non vorrei annoiare.
Grazie a tutti per le risposte.

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Di: Andrea https://minimaetmoralia.it/lavoro/librerie-indipendenti/#comment-1958216 Sun, 19 Feb 2017 10:49:59 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=33645#comment-1958216 Mi permetto di rilevare che il paragone tra librerie indipendenti e ristoranti di qualità porta ad un fraintendimento di fondo che non giova a chi cerchi una terapia per rianimare l’agonizzante mondo della distribuzione libraria. Il ristorante blasonato non ti offre solo un servizio migliore ti offre sopratutto un prodotto qualitativamente diverso. Nella distribuzione libraria invece, che venga acquistato in librerie raffonate o in librifici di massa, il prodotto è sempre lo stesso: stessa copertina, stesso numero di pagine, stessa qualità della carta, stesso corredo bibliografico. Un Philip Roth acquistato su Amazon o nella libreria sotto casa, è sempre lo stesso Philip Roth, la qualità del prodotto non cambia. Un hamburger di Mc Donald invece non è lo stesso hamburger di una paninoteca artigianale, quello che cambia e che rende disponibile il consumatore ad una maggiore spessa, è sopratutto la qualità del cibo che viene ingerito. E allora la domanda diventa questa: questo fantomatico servizio che viene offerto dalle librerie indipendenti è davvero così necessario da indurre il consumatore a pagare di più per avere lo stesso prodotto? La mia esperienza mi dice che in molti casi il servizio offerto dalle librerie indipendenti è del tutto inutile…. cosa me ne faccio dei bagni puliti e della carta regalo? Perché dovrei pagare i consigli non richiesti e non graditi di un libraio che, essendo un libraio, non ha tempo per leggere i libri che pur vende? Paradossalmente chi più avrebbe bisogno del servizio di un libraio non è il lettore “forte” che sa già cosa vuole e dove trovarlo, ma la ragazzina di 16 anni che chiede lo sconto (e giustamente chiede lo sconto perché ha 16 anni non lavora e non ha uno stipendio). Da una parte abbiamo il lettore forte che potrebbe pagare di più ma non ha bisogno dei servizi del libraio dall’altra abbiamo il lettore estemporaneo che potrebbe aver bisogno dei servizi del libraio ma che abituato o necessitato a chiedere lo sconto. Come se ne esce? Esistono solo 2 possibili soluzioni per salvare le librerie in stato terminale: dotarle di prodotti qualitativamente migliori rispetto a quelli acquistabili in una catena, oppure trasformarle in centri di aggregazione culturale, dove ciò che viene acquistato non è un prodotto e neppure un servizio ma la partecipazione ad una comunità, il sentirsi dentro un esperienza che va al di là del libro e che crea scambi,legami, condivisione e anche, perché no, uno status…

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Di: Rodolfo https://minimaetmoralia.it/lavoro/librerie-indipendenti/#comment-1958170 Fri, 17 Feb 2017 13:08:51 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=33645#comment-1958170 Evidentemente questa libraia non ha saputo cogliere la nicchia e differenziarsi adeguatamente dalle librerie di catena (che l’altro apparte Giunti sono tutte in crisi) e da Amazon. Marketing intelligente, comunicazione ad hoc soprattutto digital, esperienze d’acquisto particolari, valori aggiunti insomma, non solo presentazioni, tra l’altro offerte anche dalle catene, e gruppi di lettura. Poi vedrà che se la “ragazzina” andrà altrove verrà qualcun altro.

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Di: giulia salvucci https://minimaetmoralia.it/lavoro/librerie-indipendenti/#comment-1958168 Fri, 17 Feb 2017 10:28:48 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=33645#comment-1958168 il libro è la macchina spazio/temporale. un battito di ciglia e… sei in un’altra dimensione spaziale, in un altro tempo. la più grande invenzione umana! quanto vuoi pagarla? non meno di una ferrari che ti fa soltanto correre a 300 all’ora?! e invece sì! costa un centesimo, millesimo decimillesimo….! quasi quanto le patatine fredde che fanno schifo. e ci chiedi pure lo sconto?
mi sa che non hai la testa per guidare questa meravigliosa macchina spazio/temporale, comunemente detta LIBRO. comprati uno smalto!

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Di: Sandro Rocchi https://minimaetmoralia.it/lavoro/librerie-indipendenti/#comment-1958150 Thu, 16 Feb 2017 20:45:07 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=33645#comment-1958150 Ho comprato una discreta quantità di libri in vita mia. Non ricordo di aver mai chiesto esplicitamente uno sconto. L’ho accettato quando me lo hanno applicato spontaneamente, certo. In verità non ho mai associato all’acquisto di un libro la necessità di richiedere uno sconto. Non sono Creso, ovviamente, e non vado gettando i soldi per strada, anzi.. Epperò ho sempre pensato, forse ingenuamente, che un libro quasi non sia una merce, un prodotto, trattabile, negoziabile; e quindi costa quanto c’è scritto sull’etichetta, punto. Davvero non ci avevo mai pensato… ma pensa che matto..!

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Di: Licia https://minimaetmoralia.it/lavoro/librerie-indipendenti/#comment-1958143 Thu, 16 Feb 2017 14:15:47 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=33645#comment-1958143 Non vedo il senso del commento di aa, mi chiedo se abbia letto lo stesso articolo che ho letto io…in cui mi sono ritrovata moltissimo essendo libraia anch’io.
Francamente, visti i servizi che le librerie offrono, chiedere uno sconto mi sembra un insulto e quando alcune persone mi dicono che lo compreranno dove lo pagano il 15% in meno, non so strozzarle o mettermi a ridere…
Considerato che la maggior parte delle persone compra pochissimi libri all’anno, non credo che pochi euro facciano la differenza nel bilancio annuale.
Se si vede il libro come una zucchina, una persona lo può comprare pure al supermercato, per me, è fondamentale avere quel qualcosa in più che mi offre il negozio, il commesso competente, il confronto, lo spazio fisico in cui muovermi e vedere il libro, il carattere unico di ogni libreria e le tante piccole cose che in realtà costano molto di più di quei due euro di differenza.
Per me i libri non sono zucchine. E mi va bene spendere per questo.

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Di: Elisabetta https://minimaetmoralia.it/lavoro/librerie-indipendenti/#comment-1958109 Wed, 15 Feb 2017 08:47:27 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=33645#comment-1958109 Bellissima lettera. Peccato leggere un commento di una persona con evidenti problemi di comprensione di testo, che di tutto il testo ha solo compreso “lavare i bagni” e che si lamenta. Chissà cosa capirà leggendo un romanzo con trama complessa.
Un abbraccio e un imbocca al lupo a Giulia

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Di: aa https://minimaetmoralia.it/lavoro/librerie-indipendenti/#comment-1958091 Tue, 14 Feb 2017 09:09:42 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=33645#comment-1958091 temo che con un approccio alla professione così rivendicativo lei rimarrà disoccuoata per molto. lava I bagni e fa I pacchetti? fa parte del lavoro che ha scelto. quando lo farà meglio o avrà più fortuna affiderà la pulizia del bagno a un filippino. nel frattempo spero che sarà meno lamentosa. non aiuta.

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