Commenti a: Il giovanissimo Holden https://minimaetmoralia.it/letteratura/il-giovane-holden-matteo-colombo/ un blog di approfondimento culturale Tue, 27 May 2014 10:16:33 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: Magiumass https://minimaetmoralia.it/letteratura/il-giovane-holden-matteo-colombo/#comment-720276 Tue, 27 May 2014 10:16:33 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=20552#comment-720276 Sicuramente sì (non c’è quasi niente, del resto, che non si possa migliorare, almeno un poco); rimane però da stabilire se l’effetto si ottenga lardellando il testo di “cazzo”… del che, col permesso dei traduttori, ho i miei dubbi. E certo, io non leggo l’originale: ma direi che se Salinger ha usato “goddam”, invece dell’equivalente americano del medesimo coso (che si presume gli fosse noto…), non si capisce perché mettercelo noi, in italiano, renda migliore la traduzione… O, ancora: il fatto che Colombo – se è suo il virgolettato – sia fiero di aver usato solo termini, per conoscere i quali “non serve un vocabolario tanto vasto” (!!!), che è come dire che nel menu, al ristorante. è meglio non trovare altro che pasta al burro e spaghetti al pomodoro… Perché una lingua povera e appiattita sull’uso dovrebbe rendere migliore il testo? Non è un modo, questo proibirsi i termini che non siano sulle labbra della Sora Cecioni, di rimettere la calzamaglia nera alle gambe delle Kessler?

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Di: Bandini https://minimaetmoralia.it/letteratura/il-giovane-holden-matteo-colombo/#comment-718522 Mon, 26 May 2014 23:00:19 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=20552#comment-718522 Eppure, Magiumass, a leggere Il giovane Holden in originale ci si accorge di quanto suoni più fresco della storica traduzione italiana, alla quale pure ero affezionato. Quindi non mi sembra un’operazione così peregrina. Una traduzione si può sempre migliorare.

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Di: Magiumass https://minimaetmoralia.it/letteratura/il-giovane-holden-matteo-colombo/#comment-717241 Mon, 26 May 2014 15:22:04 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=20552#comment-717241 Trovo assurda – con tutto il rispetto per il lavoro della équipe di traduttori! – questa idea di “ringiovanire” una traduzione: a parte il falso storico di far credere che un libro uscito a metà degli anni ’60 del secolo scorso sia scritto con lo stesso linguaggio di oggi (con l’intento, abbastanza trasparente, di correre dietro ad acquirenti, essi sì, davvero giovani…), la cosa mi fa tornare in mente Gustav von Aschenbach, in “Morte a Venezia”, quando esce tutto ripittato dal barbiere. Oppure, su un livello artistico decisamente molto più basso, alla chioma (se così possiamo chiamarla….) di un signore molto, molto vicino alla Einaudi…. e, saltuariamente, ai vecchietti bisognosi di assistenza, nonché di dentiere….

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