Commenti a: L’essenza torbida e impudica della vita (ovvero per quale motivo Philip Roth non ha ancora vinto il Nobel) https://minimaetmoralia.it/letteratura/lessenza-torbida-e-impudica-della-vita-ovvero-per-quale-motivo-philip-roth-non-ha-ancora-vinto-il-nobel/ un blog di approfondimento culturale Thu, 24 May 2018 14:31:15 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 Di: L’essenza torbida e impudica della vita | l'eta' della innocenza https://minimaetmoralia.it/letteratura/lessenza-torbida-e-impudica-della-vita-ovvero-per-quale-motivo-philip-roth-non-ha-ancora-vinto-il-nobel/#comment-1967696 Thu, 24 May 2018 14:31:15 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=32304#comment-1967696 […] L’essenza torbida e impudica della vita (ovvero per quale motivo Philip Roth non ha ancora vinto i… […]

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Di: Vulfran https://minimaetmoralia.it/letteratura/lessenza-torbida-e-impudica-della-vita-ovvero-per-quale-motivo-philip-roth-non-ha-ancora-vinto-il-nobel/#comment-1955255 Tue, 25 Oct 2016 09:39:21 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=32304#comment-1955255 Ciao Magda,
a dire il vero non mi ero concentrato sull’espressione rielaborata da Paola. Rileggendo le due frasi di Alvino, mi pare, comunque, che sia lui stesso a generare una certa ambiguità semantica tra la metafora fluviale della «piena» e l’astrazione concettuale della «pienezza», dal momento che nelle due frasi contigue sembra riferirsi alla «piena» attraverso la «pienezza»: «[…] non si immerge nella piena rigogliosa dell’esistenza, che è sempre abbondante e salvifica, anche quando si manifesta in modo incomprensibile. L’odore della fica di Rita Cohen è l’emblema stesso di questa pienezza e di questa incomprensibilità». Quel «questa pienezza» privo di un preciso referente getta un ponte lessico-semantico verso la «piena rigogliosa dell’esistenza […] sempre abbondante e salvifica», soggetto ideale della frase precedente.
A trovarmi in disaccordo era stato, in ogni caso, il senso generale dell’argomentazione, che mi è sembrato basato su interpretazioni dell’autore presentate come assiomi. Si prenda il seguente passaggio:« Per quale motivo Merry può aver chiesto alla sua amica Rita di estorcere a suo padre un rapporto sessuale? Perché Rita lo chiede con tanta insistenza, in un modo che avrebbe fatto capitolare qualunque altro uomo ma non lo Svedese?». È quel riferirsi a una situazione che nella narrazione stessa è costruita come situazione problematica (lo Svedese durante la dolorosa ricerca della figlia psicolabile alle prese con un’altra psicolabile che si mette a imitare il modo infantilissimo di parlare della figlia e gli chiede di scoparla) come a una situazione erotica «che avrebbe fatto capitolare qualunque altro uomo» che non mi convince, in quanto non trovo affatto scontato che qualsiasi altro uomo avrebbe voluto fare sesso in quel momento, in quel luogo, a quel modo.
Senza addentrarmi oltre nell’analisi, penso che la tragedia dello Svedese risieda non tanto nel suo non saper comprendere (in senso etimologico e traslato) la vita per quello che è attraverso l’esperienza, bensì nel suo non riuscire a salvare gli altri, a mettere a posto le cose, azione che, ostinatamente, pensava possibile. In fondo anche la moglie dello Svedese non fa esperienza della piena della vita ma in lei ciò non genera nessun conflitto, nessuna tensione: lasciare che la figlia resti dov’è e com’è non deriva da nessuna immersione nell’esistenza altrui, ma dal semplice rifiuto della differenza, o forse da un’indifferenza affettiva di fondo. Nello Svedese mi sembra che più che un’attenzione razionale verso gli sconvolgimenti della vita alla ricerca delle loro motivazioni ci sia un’irrazionale tensione umanitaria verso gli altri (mi viene in mente il verso della Szymborska: «La mia fede è forte, cieca e senza fondamento»).
Forse il punto di divergenza nelle nostre letture risieda nella differente chiave di lettura che diamo a certi episodi. A me pare che Roth in questo romanzo le cose che non vanno le presenti ‒ senza moralismi e senza ditini alzati ‒ come tali, non come piena rigogliosa dell’esistenza.

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Di: Magda https://minimaetmoralia.it/letteratura/lessenza-torbida-e-impudica-della-vita-ovvero-per-quale-motivo-philip-roth-non-ha-ancora-vinto-il-nobel/#comment-1955142 Sat, 22 Oct 2016 22:36:30 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=32304#comment-1955142 Perdonatemi, non sono d’accordo con voi: rileggendo più attentamente noterete che l’autore parla di “piena rigogliosa della vita” e non di “pienezza”; usa questa parola solo nel periodo successivo e con un effetto di senso molto diverso rispetto a quello che avrebbe ottenuto se lo avesse utilizzato nella frase citata da Paola, subito prima di un aggettivo come “rigogliosa”. La differenza semantica è notevole, al contrario di quella lessicale che probabilmente vi ha tratto in inganno.
La piena della vita è il tumulto dell’esistenza che è fatto di eventi multiformi e complessi a cui un uomo retto come lo Svedese non riesce a dare una spiegazione razionale proprio perché la sua rettitudine lo allontana dall’unica via a disposizione degli uomini per poter assimilare e comprendere ciò che appare insensato: l’esperienza. Sporcarsi le mani con la vita per ciò che è nella sua interezza (appunto, pienezza): lo Svedese non riesce a fronteggiare l’odore tragico, incestuoso, torbido della fica della ragazza, rifugge quel gesto e con esso sfugge all’unico mezzo che la storia gli sta dando per avvicinarsi al lato oscuro dell’umanità che la sua indiscussa moralità, impedendogli di esplorare, gli impedisce anche di comprendere.
L’errore dello Svedese (lo dice Roth e lo dice lo stesso autore dell’articolo) non è nel rifiuto del sesso, semmai nell’accanimento razionale e nella consequenziale frustrazione che ne deriva nel momento in cui questo bisogno di comprensione non viene soddisfatto. Egli, come gli altri personaggi di Roth citati dall’autore, non si piega alla constatazione che alcuni eventi possano accadono semplicemente perché inscritti in una natura umana opposta alla sua, ovvero in una natura umana deviata. La sua figura, per certi aspetti, mi fa pensare ad Amleto, ma chiudo qui il discorso perché troppo lungo e complesso.
Non so, spero di non sbagliarmi io – lascio sempre un sensato margine di dubbio – ma secondo me avete solo frainteso il senso di questo articolo.

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Di: Vulfran https://minimaetmoralia.it/letteratura/lessenza-torbida-e-impudica-della-vita-ovvero-per-quale-motivo-philip-roth-non-ha-ancora-vinto-il-nobel/#comment-1954951 Tue, 18 Oct 2016 11:37:44 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=32304#comment-1954951 Concordo con Paola, non ci trovo niente di inspiegabilmente rinunciatario nel rifiuto dello Svedese
a fare sesso con una squilibrata che cerca di sedurlo con mosse da lolita incestuosa, con l’aggravante grottesca dell’imitazione della balbuzie della figlia. A me sembra, piuttosto, che lo Svedese ‒ alla ricerca tra le macerie della propria vita felice e contenta della figlia diventata terrorista ‒ si trovi ancora sulla soglia di quell’abisso sfiorato anni prima, durante quel bacio sulla bocca dato in auto alla figlia adolescente. Il tabu dell’incesto (effettivo o allegorico) non mi sembra una caratteristica “apollinea” peculiare dello Svedese, ma un archetipo comune alla civiltà di cui fa parte e che in lui sembra aver trovato il vessillo positivo.
E poi perché per avere il Nobel uno dovrebbe scoparsi sua figlia?

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Di: Raul Schenardi https://minimaetmoralia.it/letteratura/lessenza-torbida-e-impudica-della-vita-ovvero-per-quale-motivo-philip-roth-non-ha-ancora-vinto-il-nobel/#comment-1954950 Tue, 18 Oct 2016 10:34:25 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=32304#comment-1954950 Sui motivi per cui Roth non ha ricevuto il premio e che lo hanno spinto a smetter di scrivere, ho letto questo intervento:
http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2016/10/anche-il-nobel-ci-si-mette-pedinare-il.html

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Di: paola https://minimaetmoralia.it/letteratura/lessenza-torbida-e-impudica-della-vita-ovvero-per-quale-motivo-philip-roth-non-ha-ancora-vinto-il-nobel/#comment-1954946 Tue, 18 Oct 2016 07:54:59 +0000 https://minimaetmoralia.it/?p=32304#comment-1954946 Mi domando perché rifiutare un rapporto sessuale insensato e da un certo punto di vista francamente perverso, possa considerarsi un rifiuto della “pienezza rigogliosa della vita”, come afferma l’autore della recensione.
Le persone scelgono, nella vita come nei romanzi e qualche volta dicono di no con le conseguenze ed i conti che nei romanzi ci racconta l’autore, in particolare Roth che è affezionato a questo tipo umano.
Non credo ci sia niente di “fallimentare” nel protagonista che sceglie sulla scorta del proprio bisogno di comprendere, fallimentare può essere la sua esistenza, ma questo è da attribuirsi alla imperscrutabilità della vita, né potremo mai sapere come sarebbe andata se….

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